CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 16 novembre 2012.- Di seguito la catechesi tenuta il 20 ottobre scorso presso la comunità pastorale di Dugnano-Incirano dal cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano.
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Sia lodato Gesù Cristo, “Sempre sia lodato”.
Vi parlerò della fede stasera, guardando l’esempio della più grande che è Maria! Per noi che ci chiamiamo credenti e che vogliamo essere credenti, non è facile avere la consapevolezza della preziosità della fede, … perché è un po’ scontato! Quando ero parroco a Porto Santo Stefano, io ricordo di aver conosciuto una signora ucraina di nome Sascia, la quale era vissuta in Ucraina nel tempo della dittatura. Dittatura marxista, quando la fede era rigorosamente proibita, anzi perseguitata, ed era cresciuta in famiglia nella totale assenza di ogni riferimento religioso! Nominare Dio era nominare qualcosa di pornografico. Lei scappò! Venne in Italia, si è sposata in Italia. In Italia ha trovato la fede!
Ricordo che in un colloquio, in una conversazione, mi disse: “Voi non avete sperimentato il buio della mancanza di Dio, voi non avete sperimentato il buio di una vita che non abbia senso! Per questo non apprezzate la fede e la cosa che mi fa più impressione in Italia – diceva lei -, è vedere che la gente non capisce il privilegio che ha: il privilegio di CREDERE !!”.
Però, per capire meglio del valore della fede, vorrei sottolineare alcune testimonianze, alcuni esempi, che ci fanno toccare con mano come cambia la vita quando si passa dalla incredulità alla fede:
Giovanni Papini !! Giovanni Papini è stato fino ad oltre trent’anni non solo ateo, ma “ferocemente ateo”. Pensate, nel 1911, lui era dell’81, quindi aveva 30 anni esatti, scrisse un libro. Un libro che lo potremmo definire una specie di proclama dell’ateismo che terminava così: “Uomini diventate atei tutti! Subito ! Dio stesso – attenti – il vostro Dio, il Dio vostro figlio – cioè che avete inventato voi – è lui che ve lo chiede con tutta l’anima! Atei subito !!”. Era il 1911.
L’anno dopo scrisse un libro intitolato “Un uomo finito”, che ancora oggi si legge con curiosità, perché è un libro che fa pensare. Ebbene in questo libro sentite cosa viene a dichiarare Giovanni Papini: …“Ormai tutto è finito! – riprende un po’ il tema del titolo – tutto è perduto! Tutto è chiuso, non c’è più nulla da fare. Consolarsi? Neppure! Piangere? Ma per piangere ci vuole ancora dell’energia! Ci vuole un po’ di speranza! Io non sono più nulla, non conto più nulla, io non voglio niente. Io sono una COSA! Non sono un uomo!! Toccatemi, sono freddo come una pietra, freddo come un sepolcro. Qui, dietro il mio sterno, è sotterrato un uomo che non è riuscito a spodestare Dio!!!”. Impressionante ! Era il 1912 !
Nel 1921, Papini pubblica “La storia di Cristo”, ormai era credente !! Sentite cosa scrive nell’introduzione: “L’autore di questo libro ne scrisse un altro anni fa per raccontare la malinconica storia di un uomo che volle, per un momento, diventare Dio. L’orgoglio è la vera infezione dell’umanità! L’ORGOGLIO !!! Ora - continua Papini – nella maturità degli anni e della coscienza, lo stesso autore che scrisse contro Dio, ha tentato di scrivere la vita di Dio che si fece uomo. Il rovescio !! In quel tempo di febbre e di orgoglio, quegli che scrisse offese a Cristo, come pochi altri prima di lui avevano fatto, eppure dopo 6 anni appena, ma sei anni che furono di gran travaglio e devastazione, fuori di lui e dentro di lui, dopo lunghi mesi di concitati ripensamenti, ad un tratto, interrompendo un altro lavoro, quasi sollecitato e sospinto da una forza più forte di lui: quell’uomo che scrisse quel libro dell’ateismo, cominciò a scrivere questo libro di Cristo che ora gli sembra insufficiente espiazione di quella colpa. E inizia così la storia di un altro Papini”.
Un’altra testimonianza: 5 Novembre 1954, a Stoccolma viene trovato suicida nel suo appartamento, Stig Dagerman, uno scrittore che era molto noto in Svezia, ancora oggi è molto noto Stig Dagerman, ha scritto romanzi direi affascinanti. Si suicida a 31 anni al culmine della sua carriera. Viene trovato un foglio tra i suoi scritti, dove troviamo questi pensieri: “Mi manca la fede e non potrò mai quindi essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo – attenti! – un vagare insensato verso una morte certa”.
Guardate che questo è quello che pensa tanta gente oggi. … Tanta gente! La disperazione di oggi parte da qui! Tutto il subbuglio che c’è in giro, anche economico, parte da una crisi spirituale! Si è smarrito il senso della vita!!! E quando la vita non ha più senso, può accadere tutto! Non può essere felice un uomo che pensa che la vita sia un vagare insensato verso una morte certa. … 1954 !
1973, Augusto Guerriero, noto come Ricciardetto: chi ricorda l’epoca di quei tempi, ricorderà anche l’articolo che settimanalmente scriveva Ricciardetto e quasi sempre erano articoli che irridevano la fede. Ebbene, ad un certo punto Ricciardetto viene interpellato da una ragazza che gli scrive e dice: “Ma lei con i suoi articoli ha messo in crisi la fede del mio fidanzato. La smetta di scrivere queste cose!!” Sentite cosa risponde: “Lei ha ragione, ma la mancanza di fede, non è come la mancanza di qualsiasi bene morale o materiale. Per me è un dramma!! Un dramma intimo e doloroso, che mi ha colpito alla vigilia della mia morte: quando l’anima non ha più la forza di recupero e di rinnovamento. Sa – dice a quella ragazza – che a volte se ci penso mi commuovo?! Si proprio mi commuovo e piango, piango su me stesso, sulla mia miseria”. E l’anno dopo pubblicò un libro intitolato: “Ho cercato e non ho trovato”. In quel libro scrive: “Questo è un libro di un uomo che giunto alla sera della vita, ha perduto la pace. Quella pace di cui godei per tanti e tanti anni e che tutti mi invidiavano, era INCOSCIENZA! Ora non ho più la pace, ma sono cosciente del mio dramma intimo! – e aggiunge – Ma quanti – attenti bene – quanti di coloro che predicano la fede, quanti di essi, sentono la fede come io sento la mancanza della fede!”. … Impressionano queste parole!! Pare che è un rimprovero rivolto a noi, perché molte persone che ci avvicinano talvolta vorrebbero avvertire in noi il profumo del Vangelo. Il profumo di Dio!
Madre Teresa diceva: “Io non voglio sentir parlare di lontani, - e precisava – non sono lontani, sono allontanati!”. … E’ ben diverso, … è ben diverso!!
Indro Montanelli, 1996. … Viene intervistato dal Corriere della Sera e Montanelli dichiara: “Sebbene debbo chiudere gli occhi, senza sapere da dove vengo e dove vado e che cosa sono venuto a fare in questa terra, valeva la pena che aprissi gli occhi. La mia – conclude Montanelli – è una dichiarazione di fallimento!”.
Anno 2000, Norberto Bobbio: un pensatore di grande rispetto, non c’è dubbio! Sulla rivista degli atei Micromedia, fa questa dichiarazione: “Giunto al termine della vita, debbo dichiarare che non ho trovato la risposta alla domanda fondamentale della vita, CHE SENSO HA?!“. E’ una domanda che ha fatto a 90 anni, si è dato la risposta a questa domanda. Conclude, attenti bene: “La mia intelligenza è umiliata, però non mi piego alla fede!”. … Attenti bene che l’umiliazione è ben diversa dall’umiltà. Si può essere umiliati e non umili. “La mia intelligenza è umiliata, però non mi piego alla fede”.
Noi vogliamo essere credenti, per questo accostiamoci alla più bella credente, accostiamoci a Maria: cerchiamo di rivisitare, ecco, alcuni momenti della vita di Maria, nei quali risplende la bellezza della sua fede; … io quando parlo di questo perdonatemi, mi entusiasmo!! Vorrei partire da Nazareth. Entrate con me in quella piccola casa di Nazareth e immaginate una stalla. Oggi potremmo dire una stalla. Lì Dio manda l’Arcangelo Gabriele. … Non lo manda a Roma, centro dell’impero, non lo manda nemmeno a Gerusalemme, capoluogo religioso. … No, no!! Lo manda a Nazareth, un villaggio che viene nominato per la prima volta nell’Annunciazione di Maria! Riflettete bene! … E l’angelo fa irruzione nella casa di Maria. E porta un saluto da parte di Dio:“Gioisci, tu che sei stata riempita di grazia, di bellezza - Maria era bella. Ma bella dentro – il Signore è con te !”.
Maria sicuramente era abituata a sentire le scritture. Io personalmente penso che Maria non era istruita, probabilmente era analfabeta, non sapeva né leggere e né scrivere. A quei tempi pochissimi sapevano leggere e scrivere, però avevano la cultura della fede orale. Allora tutto veniva tramandato a voce, pochi sapevano leggere come gli scribi. Maria però sicuramente conosceva la “scrittura”. Quelle parole le fecero subito percepire che era un momento straordinario!
E Maria è TURBATA! Fu turbata Maria per quell’annuncio e si chiedeva che senso avessero quelle parole. … L’angelo: “Non temere – quant’è bello – non temere, hai trovato grazia presso Dio, concepirai un figlio, lo darai alla luce, lo chiamerai Gesù, sarà GRANDE, sarà chiamato FIGLIO DELL’ALTISSIMO. Si siederà sul TRONO invidiabile di suo Padre. E il suo REGNO non avrà fine”.
C’era da dire: “Eeeeh …, che fortuna?! E’ capitato proprio a me?!”. No, no, Maria non fa così!!! … Maria avverte un problema. Noi facciamo fatica a capire dove stava effettivamente il problema. Poi Maria dice: ”Sì, ma cosa succederà?! Io non conosco uomo!”. Eppure era già fidanzato con Giuseppe e allora il fidanzamento era già l’inizio del matrimonio. …“Come accadrà?!” Perché pone questa domanda? Dalla risposta dell’angelo si capisce allora l’ansia di Maria. L’angelo dice: “No, Maria, stai tranquilla, lo Spirito Santo scenderà su di te, così avverrà la tua maternità”.
Eeeeh …, Maria poteva dire: “E no eh! E chi mi tutela!! Chi mi crederà!! E se io racconto a qualcuno quello che mi è accaduto, chi mi prenderà sul serio ?!!”. L’angelo stesso avverte che sta dicendo qualcosa di enorme, tant’è vero che aggiunge: “Guarda Maria, io ti dico quello che ti debbo dire, me lo ha detto il Signore. Però se è per incoraggiarti, sappi che Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia è al sesto mese e che tutti dicevano sterile; perché nulla è impossibile a Dio!”. E Maria prontamente risponde: “Eccomi! Sono la serva del Signore! Avvenga per me!”. Cioè, ACCADA!, SEMAFORO VERDE!, PIENA DISPONIBILITA’ !!!.
C’è da dire: “Maria? Ma che stai a dire? Prendi le tue garanzie, no??!!. No, no!, Maria NON chiede garanzie!. Maria si fida! Si fida ciecamente di Dio! E Maria non solo non chiede garanzie, Maria capisce, attenti bene, quello che spesso non capiamo: che Dio non dà a nessuno la “mappa della vita”. Bisogna fidarsi, bisogna affidarsi! … Maria poteva dire: “Beh, adesso aggiustiamo le cose …, spiega subito a Giuseppe, spiega …”. No, no! Maria capisce che Dio non è frettoloso!. Noi vorremmo tutto in fretta!!!: Dio ha tempi lunghi è l’ETERNO. Il salmo che dice: “Mille anni davanti a te, sono come un giorno solo: il giorno di ieri che è passato”. Maria non si fa prendere dall’inquietudine, che cosa fa? Va da Elisabetta! Va a vivere la carità! Ha detto: “Sono la serva” e chi è servo di Dio, è servo anche dei fratelli!
Che meravigliosa coerenza è Maria. Chi è servo di Dio, è anche servo dei fratelli, chi ama Dio veramente, ama anche i fratelli perché sono figli di Dio; non si possono separare i due amori e Maria va a servire. E mentre va a vivere la carità, sentite cosa accade: Elisabetta la saluta e dice: “Appena è arrivato alle mie orecchie il tuo saluto, il bambino ha fatto un salto nel mio grembo” e , - illuminata dall’Alto evidentemente! - Elisabetta capisce che quello è il segno che le rivela un mistero che le era stato annunciato! “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?!”. Notate che era la prima voce umana che commentava il mistero avvenuto nel grembo di Maria, la prima voce umana! E aggiunge: “Beata te che hai creduto! (ndr: frase detta anche in greco dal Cardinal Angelo Comastri, una delle sue numerose citazioni in greco e latino non trascritte). Beata te che sei la credente, tu sei la credente per l’eccellenza!”.
E Maria, - bada che la risposta di Maria è un vero gioiello, un capolavoro - Maria dice: “Elisabetta sono contenta, il mio spirito esulta, però guarda sono contenta non perché la mia casa è diventata una villa. La mia casa di Nazareth è quella che era prima. Sono contenta non perché mi hanno messo i vestiti di porpora, io sono vestita con le povere vesti di una popolana di Nazareth, nulla di più. Sono contenta non perché mi hanno messo a disposizione un cocchio per venire da te. Ho camminato! Ho faticato Elisabetta! Sono sudata! Ho i piedi sporchi! – sicuramente aveva i piedi pieni di polvere – Sono contenta Elisabetta, a motivo di Dio, mio salvatore, perché - attenti a questo “perché” - perché ha posato lo sguardo sulla piccolezza della Sua serva”.
Maria capisce che Dio sta dalla parte degli umili! … Dio sta dalla parte dei piccoli! Sta dalla parte delle persone che non pesano di orgoglio! In Dio, non c’è orgoglio!! E allora Maria ritira la conseguenza, pensate che lucidità di fede, quella lucidità che spesso a noi manca. Maria le dice: “Elisabetta siccome ho scoperto che Dio sta dalla parte degli umili come hanno annunciato tutti i profeti, allora vuol dire che gli orgogliosi stanno alle spalle di Dio! Non vedono gli occhi di Dio! Quelli non hanno futuro! E allora con sicurezza, Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore”. Guardate che è una parola ENORME!!! … Ma come faceva questa ragazza di 16-18 anni, vissuta in un piccolo villaggio, a dire cose così enormi??!! … Maria era donna di fede, era credente! Nessuno potrà arrivare a questa fede! Nessuno!!! … Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, rimanda i ricchi e gli egoisti a mani vuote: si troveranno foglie secche in mano. Che parole enormi che dice Maria! Maria è sicura di quello che dice!
Passano tre mesi, Maria ritorna a Nazareth, ormai la maternità è evidente. Matteo racconta il disagio di Giuseppe (ndr: vedi capitolo 1 del Vangelo secondo Matteo). Maria non interviene. Maria avrebbe avuto l’umiltà di aspettare. Una capacità di restare serena. Maria resta serena, sa che Dio ha i suoi tempi! Dio non ha fretta e Maria non preme. Interviene un angelo e chiarisce la posizione di Maria davanti a Giuseppe e Giuseppe è un uomo giusto: prende Maria, la introduce a casa. … Passano alcuni mesi, arriva un ordine da Roma: “Censimento per tutto l’impero”. Sicuramente Maria conosceva le profezie e conosceva anche le profezie di Michea, che dice: “E tu Betlemme, non sei la più piccola dei capoluoghi di Giuda, da te nascerà il DOMINATORE”. E forse anche per questo Maria obbedì all’ordine: “Andiamo a Betlemme!”. Ma attenti bene, Maria non sapeva quello che sarebbe accaduto a Betlemme! … Arrivati a Betlemme, l’evangelista Luca riferisce che non trovarono posto nella locanda, non trovarono posto! … Ma c’era da entrare in crisi, eeeh..??!! Colui che ha creato ogni posto, NON trova posto !!!! Sarà “GRANDE”, chiamato “FIGLIO DELL’ALTISSIMO”, “SIEDERA’ SUL TRONO DI DAVIDE SUO PADRE”, “DORMIRA’ SULLA CASA DI GIACOBBE”, “IL SUO REGNO NON AVRA’ FINE”!!!!! …. E non c’era posto nell’albergo????!!!!! Ma è un contrasto enorme!!!!!!!!! … Chiunque sarebbe entrato in crisi ! Maria scopre che Dio è umile! … Guarda che noi non siamo convinti. … DIO E’ UMILE!!!
San Francesco si commuoveva davanti all’umiltà di Dio. Nelle sue ammonizioni più volte ritorna questa esclamazione: “Oooh, l’umiltà di Dio…, oooh l’umiltà di Dio”. Maria non solo scopre che Dio è umile, Maria cammina nella via dell’umiltà con Dio. “Lo avvolse in fasce, lo depose in una mangiatoia” dove c’è fieno e sterco. “Figlio dell’Altissimo…Siederà sul trono di Davide…??!!”, … nella mangiatoia!!! E Maria, obbediente, Maria si fida di Dio, Maria crede!
Passano 40 giorni, ci sarebbe da meditare una notte intera …, passano 40 giorni e Maria e Giuseppe vanno al Tempio per la presentazione del figlio. Tutti i bambini, tutti i figli venivano presentati a Dio, ma quello era un figlio particolare evidentemente. Però Maria e Giuseppe non conoscono tutti i dettagli del “Mistero” perché, ritorno a ripeterlo, Dio non è impaziente, Dio non dà a nessuno la mappa della vita. Quindi piano, piano si svela, piano, piano si manifesta. … E vanno nel Tempio e vanno insieme a tutta la gente. Sicuramente si misero in fila come tutti per aspettare il turno e presentarsi al sacerdote. E nessuno li salutò! E portarono l’offerta dei poveri: due colombe, o due tortore, nulla di più!
Improvvisamente scattò fuori Simeone - un uomo evidentemente illuminato dall’Alto -, che quando vede il bambino esclama: “Eeeeh …, ora Signore posso anche chiudere gli occhi, perché i miei occhi hanno visto la Tua salvezza preparata davanti a tutti i popoli!”. E poi, rivolto a Maria dice: “Questo bambino sarà un segno di contraddizione , cioè, spaccherà la storia, o con lui o contro di lui!”. Guardate: … per una mamma che tiene il bambino al petto, sentirsi dire: “Questo bambino spaccherà la storia!”, ti fa venire i brividi!! … E aggiunge:”Guarda che la tua storia sarà talmente coinvolta con la storia di questo figlio, che una spada ti trafiggerà l’anima!”. Attenti bene: una spada annunciata fa male subito …, fa male subito!!! E Maria capisce che Dio si muove nella storia con estrema mitezza e ne avrà conferma subito dopo. Erode, messo in crisi dall’arrivo dei Magi, decide di uccidere i bambini al di sotto dei due anni. Non ci stupisca questo fatto: a quei tempi i bambini li uccidevano con estrema facilità. Non che oggi siamo molto migliorati, eh…?! Assolutamente, non siamo migliorati! Ma allora non faceva cronaca, … e Maria e Giuseppe devono scappare. … Fanno l’altra scoperta: Dio non affronta il male con altro male! Dio affronta il male con la bontà! Dio è mite! Quanto lo vorremo noi un “Dio guerriero, un Dio forte!”
Mi ricordo che una volta la mia mamma disse, - in toscana purtroppo bestemmiano un po’ troppo spesso - e lei mi disse: “Ma perché ogni volta che bestemmiano nessuno gli fa cascare in testa una sassata. Una bella sassata in testa!”. “Eeeh … - le dico - Mamma, se non lo fa vuol dire che non è il Suo stile!!”. Dio non lo fa, Dio è mite! Dio non affronta il male con il male, Dio ha le sue vie, le vie lunghe dell’AMORE, della BONTA’. Però abbiamo la certezza che il bene vince!!! Noi siamo il popolo che crede che Cristo è risorto, il che vuol dire che il bene ha vinto. E il bene vince! … E Maria fugge in Egitto. Pensate che scoperta: la mitezza di Dio, la pazienza di Dio…, e potremmo continuare …; ritorna poi a Nazareth, i lunghi anni del silenzio …, e sicuramente Gesù non rivelò a Maria tanti particolari della Sua vita, perché Dio non dà a nessuno notizie in anticipo! E Maria cammina nella fede …!
Sui 12 anni accade un fatto impressionante: vanno al Tempio a Gerusalemme per il pellegrinaggio della Pasqua e nel viaggio di ritorno Gesù si allontana dalla carovana, resta a Gerusalemme. Pensate che prova?! La sera si rincontrano, la carovana degli uomini e delle donne: “E il bambino?”, “Ma io credevo fosse con te!”, “Io credevo fosse con te!”, “Ma non c’è!”, “Non c’è ?!”. … Di notte non si poteva viaggiare. Aspettano che passi la notte! Ma ci pesate che dolore??!! …
Io mi ricordo quando ero a Loreto nel 2000 (ndr: come Vescovo, nominato da Papa Giovanni Paolo II), invitai gli ex sequestrati d’Italia, venne anche la signora Casella, alla quale sequestrarono il figlio in Calabria, che mi disse: “Io ho capito il mistero di Maria, quando Gesù resta a Gerusalemme, quando una sera mi hanno detto - Tuo figlio non è tornato -, quella sera ho capito quello che ha sofferto Maria!!”.
E vanno a Gerusalemme, ritornano e cercano: “Avete visto?, l’avete visto un ragazzo?, l’avete visto?...” No, niente! Nessuno! No, nessuno! Nessuno sapeva niente! Il terzo giorno, ma ci pensate che dolore, … vanno al tempio e lo trovano in mezzo ai dottori che parla …, risponde …, e tutti si meravigliano …! … E Maria che - sono riferite le parole del Vangelo di San Luca e, le ha raccontate Maria evidentemente - Maria dice: “Figlio < tecnon > - creatura vuol dire, bambino mio - perché ci hai fatto questo?! Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”. Sentite quanto dolore in queste parole?! … E Gesù che risponde: “Perché mi cercavate?”. …Come !!!! … perché mi cercavate ???? … “Non lo sapevate che debbo occuparmi delle cose del Padre mio!”. … Maria capisce che quel figlio è un MISTERO! ... Capisce che quel figlio darà tante sorprese! ... Capisce che quel figlio non le appartiene, ma è Lei che appartiene a Lui!! Heeeh … quant’è diverso …! E crede …!! La FEDE di Maria …!!!
Passano gli anni, altrimenti restiamo evidentemente fino a domani: passano gli anni, arriva il tempo della Passione.
Voglio farvi notare un particolare: il tempo della Passione! Nel momento della Passione tutti entrano in crisi, il primo è Pietro! Pietro fece tanta difficoltà ad accettare il mistero di Dio che affronta il male con il bene, che affronta la cattiveria con la bontà. Pietro voleva che la cattiveria venisse affrontata con altrettanta cattiveria, se non di più!! Pietro reagì quando Gesù annunciò la Passione!! Pietro quando vide Gesù che lavava i piedi, sbottò e disse: “Non mi laverai mai i piedi!!”. Cioè, “Io non ti accetto così!!”.
Maria nell’ora della croce è accanto a Gesù. Attenti!!: quello stare accanto è un grande messaggio! “Accanto alla croce stava la Madre”…, stava la Madre!! E notate bene, l’ora della Passione viene presentata da Giovanni come l’ora DELLA MASSIMA MANIFESTAZIONE DELL’AMORE DI DIO!: Gesù avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino al “Segno estremo”, cioè FINO AL COMPIMENTO!
Il Calvario è la massima manifestazione di Dio: … ma chi ci crederebbe?! E’ il volto di Dio! Dio è amore! Amore fino a soffrire! Amore fino a farsi crocifiggere e siccome l’amore di Dio è “AMORE DIVINO”, è amore onnipotente!!! Quindi amore vincente!!! Aaah …, ma è difficile crederlo cari, è difficile crederlo!!!
Maria ha creduto, Maria stava accanto! E Gesù, attenti bene qui c’è un passaggio importantissimo, ha potuto dire dall’alto della Croce rivolgendosi a Giovanni: “Figlio, ecco tua Madre” cioè, te la dono come madre, perché Maria era Sua, perché Maria era dalla parte di Dio. Non avrebbe potuto donarla Gesù se non avesse avuto la certezza che Maria era dalla Sua parte! Maria credeva che Gesù sulla croce stava vincendo, non stava perdendo!!! Per questo ha potuto dire: “Figlio, ecco tua Madre!”. E a Maria: “Donna ecco tuo figlio!”.
Nel momento della Passione Maria è la vera credente, la perfetta credente!!!
Fratelli e sorelle, dobbiamo tutti riconoscere che ancora noi conosciamo tanto poco il MISTERO DI DIO. … Pur chiamandoci credenti, noi abbiamo in testa un’idea di Dio molto simile a quella dei filosofi:“Dio grande, potente ed eterno”, come dice Pascal. “Che è tanto lontano dal Cristianesimo, quanto l’ateismo che ne è l’esatto contrario”, così scrive Pascal! Auguriamoci in questo anno di poter fare e di saper fare e di “voler fare!”, un piccolo passo nella fede! Sarebbe il frutto più bello di questo anno che il Papa ha voluto per tutta la Chiesa.
Termino con una poesia, una poesia di Trilussa, un poeta romanesco che piaceva tanto a Giovanni Paolo I; tant’è vero che citò in udienza a memoria un sonetto sulla fede. … Trilussa immagina la fede come una vecchietta cieca e scrive: “Quella vecchietta cieca che incontrai la notte che me spersi in mezzo al bosco – perché la vita è come un bosco dove siamo tutti sperduti– quella vecchietta mi disse: ‘ Se la strada non la sai, te ci’accompagno io che la conosco. Se ci’hai la forza de venime appresso, de tanto in tanto te darò n’a voce, fino là in fonno dove c’è un cipresso, fino là in cima dove c’è la croce, poiché la vita di tutti passa per il calvario’. Io risposi mmm… sarà ?! Ma trovo strano che mi possa guidà si nun ce vede. La cieca allora me pigliò la mano e sospirò ‘Cammina!!’. … Era la FEDE!! ”.
Siamo tutti nel bosco fratelli e sorelle, siamo tutti un po’ sperduti nel bosco della vita, c’è soltanto questa vecchietta cieca che ci può guidare. Che poi è l’umiltà che ci apre alla fede e anche a noi stasera la cieca ci piglia per mano e sospirando ci dice ‘Cammina!’.… E’ la FEDE! ... Che per impararla abbiamo una maestra stupenda, “M A R I A !!!”.
Visitatela spesso! Visitiamola spesso! Diventeremo più credenti!!!
Sia lodato Gesù Cristo, “Sempre sia lodato”.