A
partire dal 7 aprile per cinque domeniche consecutive l’annuncio del
Vangelo risuonerà in 100 piazze di Roma. Ad inviare i circa 20mila
appartenenti al Cammino neocatecumenale, che compongono le 500 comunità
presenti nella capitale, sarà il cardinale vicario Agostino Vallini
nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Questa missione di annuncio
dell’amore di Dio, nell’Anno della Fede, si tiene non soltanto a Roma ma
in circa 10mila piazze di tutto il mondo.
Cristo
viene a liberarci dalla paura della morte e a darci una vita nuova. Dal
centro alle periferie di Roma giovani, famiglie con bambini, anziani,
sacerdoti, religiose porteranno questo annuncio. Questa Grande Missione
si tiene nell’Anno della fede. Le circa 500 comunità si riuniranno, in
gruppi di 5, in ciascuna delle 100 piazze della città con un ambone e
una croce per creare un ambiente di preghiera ma anche di festa con
canti accompagnati dalle chitarre. Un ragazzo e una ragazza daranno
quindi la testimonianza di cosa ha significato incontrare il Signore
risorto nella loro vita, poi ci sarà una breve catechesi dai contenuti
esistenziali, con alcune domande, di volta in volta: Chi è Dio per te?
Qual è il senso della vita? Qual è la tua esperienza della Chiesa?
Sentiamo l’iniziatore, assieme a Carmen Hernandez, del Cammino
neocatecumenale, Kiko Arguello:
R. - Quando il Papa ha
indetto l’Anno della Fede sia il Pontificio Consiglio per i Laici sia il
Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione ci hanno domandato
come il Cammino pensasse di contribuire. Noi abbiamo risposto che una
delle forme con le quali avremmo potuto contribuire – che è quello che
facciamo già nelle missio ad gentes in tutto il mondo – sarebbe stato andare nelle piazze ad annunciare il kerygma,
la Buona Notizia, la notizia di un Fatto: Cristo morto e risorto e
asceso al Cielo, che sta intercedendo per ogni uomo, adesso. Allora,
quando si accoglie questa notizia che Cristo ha offerto la sua vita per
noi, si attua nella persona. Per questo è importantissimo annunciare la
Buona Notizia, uscire dalle parrocchie – come ha detto Papa Francesco – e
andare alle periferie, non solamente fisiche ma anche "esistenziali",
andare ad incontrare l’uomo moderno. Allora abbiamo pensato, nel tempo
pasquale, di andare tutte le domeniche. Abbiamo tantissimi giovani che
andranno con le chitarre, con una Croce, e daranno una testimonianza per
preparare la piazza, anche con danze e canti, al momento dell’annunzio
del kerygma a tutti.
D. - Papa Francesco, da arcivescovo
di Buenos Aires, aveva accolto con favore questa iniziativa che si terrà
anche nell'arcidiocesi da lui finora guidata?
R. – Prima di
venire al Conclave, l’équipe responsabile dell’Argentina – la
responsabile è una donna e si chiama Pilar Antelo - aveva chiesto
udienza per presentargli questo progetto. Siccome lui non poteva
riceverli perché stava venendo a Roma per il Conclave, lui stesso ha
chiamato questa sorella responsabile dell’équipe itinerante e lei gli ha
spiegato per telefono – perché il cardinale Jorge Mario Bergoglio era
già all’aeroporto per venire al Conclave – perché volevano vederlo, la
missione nelle piazze, i cinque incontri. E lui era contentissimo e le
ha detto di parlarne con il vescovo ausiliare, di segnalare le piazze e
di “contare” sulla sua benedizione e sul suo appoggio.
A inviare le Comunità neocatecumenali sarà il cardinale vicario Agostino Vallini. Gli abbiamo chiesto quanto è importante oggi annunciare il Vangelo:
R.
– Siamo molto lieti di questa iniziativa presa dalle Comunità
neocatecumenali nella linea, appunto, della missionarietà della Chiesa.
E’ importante perché dove la gente passa, come nelle piazze, ha
l’opportunità di una presenza, di una testimonianza, anche di un
annuncio: l’annuncio fatto proprio da persone cristiane che con coraggio
raccontano che Gesù è il Signore. Allora abbiamo incoraggiato questa
proposta, la sosteniamo e domani mattina io darò il mandato lì, nella
Basilica di San Paolo, a tutti questi coraggiosi missionari.
D. –
Ci saranno tante famiglie con bambini, anziani, giovani, sacerdoti.
Questa immagine del Popolo di Dio, che va ad annunciare il Vangelo come
Duemila anni fa, la colpisce anche pensando alle parole recenti che Papa
Francesco ha detto sulla necessità di andare alle periferie?
R. –
Certo! Si tratta di una periferia spirituale, più che di una periferia
della struttura urbanistica. E’ giusto ed è proprio nella linea
dell’impegno missionario che la Chiesa di Roma da anni porta avanti,
soprattutto dopo la missione cittadina, e trova nell’invito e
nell’incoraggiamento di Papa Francesco una grande conferma e un grande
incoraggiamento: un motivo in più per poter dare a questa iniziativa un
grande impulso e viverla con grande generosità. (D. Donnini per Radio Vaticana)
* * *
April 6, 2013. (Romereports.com) This is the Spanish slum where the Neocatechumenal Way was born back in
the 60's. It's the Palomeras Altas neighborhood in Madrid, where Kiko
Argüello, decided to live as he searched for his purpose in life.
KIKO ARGÜELLO
Initiator Neocatechumenal Way“I
came from a well to do family with a solid formation....I would ask
myself, why has that little girl been raped by her father, for years?
Why has this little boy, witnessed his mother's murder? Suddenly I
realized that the solution was Christ. (FLASH) I was in that high end
environment when I thought: If Jesus comes today, I would like to find
myself at the feet of the Cross, with the poor and marginalized. So I
dropped everything and went to live in a horrible neighborhood of shacks
and huts.”
In this troubling environment, he met Carmen
Hernández. Together they began to teach a catechesis program, that
eventually gave rise to “Kerigma.” It's a Greek word that means 'good
news.' Their mission was to proclaim the Gospel to those who had never
heard about it or even understood it. It was a way to renew hope in
those who had lost faith in God.
KIKO ARGÜELLO
Initiator Neocatechumenal Way“If
the devil says that there's no God, no Creator, no need to belong, then
people begin to ask-who am I? What role do I have in this world, if the
very source of my being does not exist? People want to be loved, by
their family or spouse. To be loved by someone and to give love to
someone. Most people who commit suicide do so because they don't have
love. They search and realize that without love, they do not belong to
anyone or anything.”
Despite the troubles of living in a
slum, he also lived happy and interesting times there. To keep warm, he
would sleep surrounded by dogs. One day, as he volunteered as a teacher,
he remembers being late because of the dogs.
KIKO ARGÜELLO
Initiator Neocatechumenal Way“The
dogs were following me, so when I went down to the metro, I thought,
thank goodness. I made it. Then I looked back and saw about 15 dogs
running down following me. The police stopped me immediately. I tried to
explain that they weren't mine, but the officers said, 'What do you
mean they are not yours?'”
All these experiences are
described in his book, which translates to 'The Kerigma: Living in the
Slums with the Poor.' An English version is still in the works. All
proceeds will go to families who leave everything behind and set out on
a mission to evangelize in countries with a Christian minority.
* * *
6 de Abril, 2013. (Romereports.com) En estas chabolas del barrio de Palomeras Altas en Madrid (España) nació
el Camino Neocatecumenal. Fue en 1964 cuando el pintor Kiko Argüello
tuvo una gran crisis existencial.
KIKO ARGÜELLO
Iniciador, Camino Neocatecumenal“Yo
que era un burgués, un chico de buena familia, pensaba ¿y por qué esa
persona está..., por qué desde pequeñita esa niña ha sido violentada por
su padre? ¡Años! ¿por qué ese otro ha sido golpeado, ha visto matar a
su madre? Y de pronto he encontrado una respuesta ahí enorme. La
respuesta de Cristo”. (FLASH) 20,13 - 20,28 “Yo cuando estuve en ese
ambiente he pensado: si hoy viene Jesucristo, me gustaría que me
encontrase a los pies de Cristo crucificado en los últimos y por eso lo
dejé todo y me marché a vivir en un barrio horrible de chabolas y de
barracas”.
En ese ambiente de miseria conoció a Carmen
Hernández y juntos comenzaron unas catequesis que dieron origen al
“Kerigma”, una palabra griega que significa 'buena noticia'. Su objetivo
era ofrecer un primer anuncio del Evangelio a quien nunca lo escuchó, o
nunca lo entendió. Una forma de renovar la esperanza a quien perdió la
fe en Dios.
KIKO ARGÜELLO
Iniciador, Camino Neocatecumenal“Si
el demonio nos ha dicho que no hay ningún director, no hay ningún Dios,
¿quién soy yo?¿Qué rol, qué papel tengo en el mundo? Lo que me hace ser
persona está como muerto. Yo quiero ser, ser amado, ser amado por mi
familia, por mi mujer, ser amado por alguno, ser para alguien. La
cantidad de suicidios que hay en el mundo, casi todos se suicidan por
esto, porque al final descubren que no son para nadie, que no son para
nadie. Nada”.
Pese a la dureza de habitar en un poblado de
chabolas, vivió muchas anécdotas curiosas. Solía dormir acompañado de
perros para luchar contra el frío. Un día yendo a dar clase a una
escuela los perros le hicieron llegar tarde.
KIKO ARGÜELLO
Iniciador, Camino Neocatecumenal“Bajo
las escaleras del metro, y digo ah menos mal. Cuando miro para atrás y
veo que de las escaleras del autobús bajan los quince perros.
Inmediatamente suena un pitido. Llaman a la policía y yo: '¡que no son
mis perros!', '¿cómo que no son suyos?'”.
Todas estas
vivencias han sido recogidas en este libro: 'El kerigma: en las chabolas
con los pobres'. Ahora, con los beneficios, se ayudará a familias en
misión en países de minoría cristiana.