Sala stampa della Santa Sede
Questa mattina, prima dell’Udienza Generale, il Papa ha incontrato nell’Auletta dell’Aula Paolo VI i partecipanti al "III Summit of Christian and Muslim Leaders" ed ha loro rivolto il saluto che riportiamo di seguito:
Buongiorno!
Vi do il benvenuto e vi ringrazio per essere venuti e per avere fatto questa visita: mi piace. Questo aiuta a rendere più forte la nostra fratellanza. Vi ringrazio per il vostro lavoro, per quello che voi fate per capirci meglio e soprattutto per la pace. Questa è la strada della pace: il dialogo. Grazie tante. Vi ringrazio tanto.
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Ai partecipanti al summit dei leader cristiani e musulmani. Questa è la strada
La strada per la pace passa attraverso il dialogo tra il mondo islamico e quello cristiano: lo ha ribadito Papa Francesco ricevendo nella mattina di mercoledì 3 dicembre, nell’auletta dell’Aula Paolo VI, i partecipanti al terzo Summit of Christian and Muslim leaders, che si tiene a Roma da martedì 2 a giovedì 4. «Vi do il benvenuto — ha detto loro — e vi ringrazio per essere venuti e per avere fatto questa visita: mi piace».«Questo — ha aggiunto — aiuta a rendere più forte la nostra fratellanza. Vi ringrazio per il vostro lavoro, per quello che voi fate per capirci meglio e soprattutto per la pace. Questa è la strada della pace: il dialogo. Grazie tante. Vi ringrazio tanto».
In precedenza era stato il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, a presentare al Pontefice i circa trenta partecipanti all’incontro, che riunisce leader delle due religioni, impegnati per incoraggiare i governi e le comunità a intraprendere azioni concrete al fine di favorire ovunque riconciliazione, giustizia e pace. Della delegazione cristiana fanno parte cattolici, ortodossi ed episcopaliani, mentre quella musulmana riunisce sunniti e sciiti provenienti da cinque continenti.
Nel suo saluto il cardinale Tauran ha fatto notare che, dopo quelle precedenti di Washington e di Beirut, la riunione di Roma avviene significativamente all’indomani del viaggio del Papa in Turchia. Per questo ha definito l’udienza pontificia «un privilegio, ma anche un incoraggiamento e un dono di Dio». E lo stesso Francesco all’udienza generale in piazza San Pietro, ripercorrendo le tappe più significative della visita ad Ankara e a Istanbul, ha ricordato ai fedeli presenti di aver ricevuto poco prima i partecipanti al summit islamo-cristiano proprio perché convinto che solo con il dialogo si può costruire la pace.
L'Osservatore Romano
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Nella Moschea Blu di Istanbul. Uno sguardo da ricambiare
(Omar Abboud) È significativo osservare che dei viaggi internazionali realizzati da Papa Francesco quattro sono stati in territori a maggioranza islamica: nel Regno di Giordania, nello Stato di Palestina, in Albania e ora in Turchia. «Non sono un turista, sono un pellegrino» ha detto il Pontefice parlando della visita alla Moschea Blu dove si è soffermato a pregare per alcuni minuti volgendo il viso verso la sacra città della Mecca.
In un momento particolare per tutta la regione del Vicino e Medio oriente, il Papa riafferma la sua vocazione a dialogare con i musulmani. Credo di non sbagliarmi se affermo che da un punto di vista storico Francesco è il Papa che più gesti ha compiuto verso l’islam, gesti che sono giunti in un momento in cui il mondo deve avanzare verso un dialogo più attivo e che si traduca in azioni concrete di mutua cooperazione.
Francesco ha detto più volte di non rassegnarsi al fatto che non ci siano cristiani in Oriente, e di certo anche noi musulmani non dobbiamo rassegnarci al fatto che non ci siano cristiani in Oriente, poiché essi sono parte della nostra storia comune e poiché, tra alti e bassi nei rapporti, conviviamo insieme da più di quattordici secoli. Il Corano (5, 82) dice: «Troverai che i più vicini ai credenti sono quelli che dicono “siamo cristiani”» . Il dovere delle autorità islamiche è senza dubbio di garantire la libertà religiosa delle minoranze che desiderano vivere in pace e in armonia: come dice il Corano (2, 256), «nessuna imposizione in religione».
Molti Paesi del mondo islamico stanno attraversando situazioni di violenza. Certo, occorre affrontare le conseguenze di tali situazioni, ma occorre anche pensare che molte delle realtà esistenti sono il risultato del cattivo intervento di potenze estranee alle regioni devastate dai conflitti, così come della mancanza di visione di alcuni Paesi della zona.
Francesco si è rivolto inoltre ai leader musulmani chiedendo loro più forza nella condanna al terrorismo e ha parlato anche di islamofobia e di cristianofobia. Nella Moschea Blu per pregare ha guardato nella stessa direzione verso la quale un quarto della popolazione mondiale rivolge il viso cinque volte al giorno.
Guardare La Mecca vuol dire guardare i musulmani direttamente negli occhi. Sono certo che la maggioranza del popolo dell’islam è capace di ricambiare questo sguardo trasformato in dialogo e fraternità. Dice il Corano (3, 64): «Gente del Libro! Venite a un accordo equo fra noi e voi, decidiamo cioè di non adorare che Dio» e «di non sceglierci tra noi alcun padrone».
L'Osservatore Romano
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Libertà religiosa, mozione in Parlamento
di Matteo Marcelli
Una mozione parlamentare sulla libertà religiosa in Pakistan e ovunque sia messo a rischio l'inalienabile diritto alla fede. È questo il senso dell'iniziativa dell'Associazione Pakistani Cristiani in Italia che oggi, nella sala stampa della Camera, ha voluto ribadire ancora una volta la necessità di un intervento concreto in difesa delle minoranze religiose nel Paese.Un'occasione per ricordare l'ultimo, macabro, capitolo del dramma vissuto quotidianamente dai cristiani del Punjab: la vicenda di Shama e Shahzad Masih, i due coniugi gettati vivi nella fornace della fabbrica di mattoni dove lavoravano il 4 novembre scorso. Un'aberrazione dietro la quale c'è ancora una volta la legge sulla blasfemia, l'articolo 295 del Codice penale pachistano, troppo spesso usato per risolvere rivalità economiche o questioni che nulla hanno a che vedere con la religione: “Questa legge - spiega il senatore di Scelta civica Mario Mauro - avvantaggia gli accusatori che diventano proprietari dei beni lasciati dai cristiani incriminati. Farli fuori, non solo in Pakistan ma anche in Iraq e in Siria, sta diventando una strategia politica precisa”. Nonostante questo, vicende come quella di Asia Bibi o di Shama e Shahzad, “evidenziano ancora una volta la grandezza non tanto della persecuzione, ma della vocazione di chi non rinuncia ad essere testimone della sua fede”.Un dramma che non sembra trovare la giusta risonanza sui media nazionali, come fa notare l'onorevole Paola Binetti, convinta che “la vita e ogni altro valore irrinunciabile si difenda a partire proprio dalla libertà di culto”.
Sono più di 100mila i cristiani uccisi ogni anno: “Un numero - ricorda il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che rischia di far perdere i volti di queste persone che invece scelgono di non rinnegare la propria fede. Un coraggio che giornalisticamente andrebbe raccontato con maggior forza e continuità”. Avvenire
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AFRICA/EGITTO - Conferenza su islam e terrorismo a Al Azhar. L'Imam al- Tayyeb: l'estremismo “takfirista” perverte la religione islamica
Il Cairo (Agenzia Fides) – L'estremismo 'takfirista' che giustifica prassi violente e terroristiche con i versetti del Corano, rappresenta una “perversione della religione islamica”, e le fazioni jihadiste commettono “crimini barbari coprendoli con le vesti di questa religione sacra, assumendo nomi come quello dello 'Stato islamico' nel tentativo di esportare il loro falso islam”. E' radicale e senza appello la condanna e la sconfessione del fanatismo islamista espressa da Ahmed al-Tayyeb, Grande Imam di al-Azhar, nel discorso di apertura del Convegno internazionale organizzato presso l'Università cairota – considerata il più importante centro teologico dell'islam sunnita – per riflettere sulla controversa questione del rapporto tra mondo islamico e estremismo a tinte islamiste.Al convegno partecipano 700 studiosi e rappresentanti di istituzioni politiche, sociali e religiose – compresi alcuni leader di comunità cristiane d'Oriente - provenienti da 120 Paesi. Nel suo intervento – come riportano fonti locali consultate dall'Agenzia Fides - il Grande Imam al Tayyeb ha puntualizzato che ogni ideologia terroristica giustificata con richiami all'islam si fonda su una comprensione distorta e manipolata degli scritti del Corano. Ha quindi annunciato che al Azhar ha in programma di affrontare questo fenomeno, devastante per lo stesso islam, sotto diversi punti di vista, promuovendo studi miranti a confutare e arginare le manipolazioni degli scritti coranici e inaugurando corsi di formazione che forniscano agli imam argomenti chiari e convincenti per respingere le teorie aberranti degli jihadisti e i loro tentativi di infiltrarsi nelle moschee.
Dopo l'intervento inaugurale di al Tayyeb, il secondo a prendere la parola nel Convegno è stato il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, Primate della Chiesa numericamente più consistente tra quelle radicate nei Paesi arabi. Nel suo intervento, anche Papa Tawadros ha ripetuto che la violenza e il terrorismo praticati dalle fazioni islamiste sono incompatibili con l'insegnamento del Corano. Il Patriarca copto ha definito quella islamica come una religione di tolleranza, che in quanto tale non ha responsabilità nelle nefandezze compiute dai jihadisti in nome dell'islam.
Durante il suo recente viaggio in Turchia, nel discorso tenuto ad Ankara presso il Dipartimento per gli affari religiosi (Diyanet), Papa Francesco aveva ricordato che tutti i capi religiosi hanno “l'obbligo di denunciare tutte le violazioni della dignità e dei diritti umani”, e che soprattutto “la violenza che cerca una giustificazione religiosa merita la più forte condanna, perché l'Onnipotente è Dio della vita e della pace”.
Il Takfirismo è un movimento settario fondato nel 1971 da Moustafà Choukri, che considera come minata dalla miscredenza tutta la società islamica, e definisce eretici tutti i gli islamici che non condividono il suo punto di vista. L’assassinio di questi ultimi, per tale ragione, viene considerato lecito. (GV) (Agenzia Fides 3/12/2014).