lunedì 1 dicembre 2014

«Siamo insieme nel martirio»



Il Papa incontra i bambini profughi prima di tornare a Roma   
Vatican Insider
 
(Iacopo Scaramuzzi) Condanna le «intollerabili» condizioni degradanti. Voleva vedere «anche altri rifugiati ma non è stato possibile». Prima dell’aeroporto visita in ospedale il patriarca armeno -- È necessaria una “maggiore convergenza internazionale” al fine di “rimuovere le cause” delle “intollerabili” (...) 
(en) Francis to refugees: 'The church is with you' (Joshua J. McElwee, NC Reporter) 

*

La dichiarazione congiunta: «Siamo insieme nel martirio»


Francesco e Bartolomeo, al termine della Divina Liturgia della festa di Sant'Andrea firmano un testo comune che parla delle persecuzioni dei cristiani

ANDREA TORNIELLIINVIATO A ISTANBUL

«Esprimiamo la nostra comune preoccupazione per la situazione in Iraq, in Siria e in tutto il Medio Oriente... la condivisione delle sofferenze dei martiri può essere uno strumento efficace di unità». Al termine della liturgia per la festa di Sant'Andrea, nella sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, Francesco e Bartolomeo firmano una dichiarazione congiunta. Era già accaduto lo scorso maggio a Gerusalemme. Sono state ore intense di incontri, dialoghi e celebrazioni, e la stanchezza è visibile nei volti dei successori di Pietro e di Andrea, anche se a prevalere è la gioia per un'amicizia e un'intesa sempre più salde.

Nel testo si rinnova la volontà di procedere nel cammino verso l'unità tra cattolici e ortodossi, per il quale la visita di Bergoglio a Istanbul rappresenta una tappa significativa e importante. E si parla diffusamente anche della situazione dei cristiani perseguitati in Medio Oriente, vittime del fondamentalismo, riprendendo l'immagine dell'«ecumenismo del sangue» cara al Vescovo di Roma quanto al Patriarca di Costantinopoli.

«Ci appelliamo a tutti coloro che hanno la responsabilità del destino dei popoli - si legge nella dichiarazione - affinché intensifichino il loro impegno per le comunità che soffrono e consentano loro, comprese quelle cristiane, di rimanere nella loro terra natìa. Non possiamo rassegnarci a un Medio Oriente senza i cristiani, che lì hanno professato il nome di Gesù per duemila anni».

«Molti nostri fratelli e sorelle sono perseguitati e sono stati costretti con la violenza a lasciare le loro case. Sembra addirittura che si sia perduto il valore della vita umana e che la persona umana non abbia importanza». Francesco e Bartolomeo osservano che come «il sangue dei martiri è stato seme di forza e di fertilità per la Chiesa, così anche la condivisione delle sofferenze quotidiane può essere uno strumento efficace di unità. La terribile situazione dei cristiani e di tutti coloro che soffrono in Medio Oriente richiede non solo una costante preghiera, ma anche una risposta appropriata da parte della comunità internazionale».

Il testo congiunto continua con il riconoscimento dell'importanza del «dialogo costruttivo con l'Islam, basato sul mutuo rispetto e amicizia». Infine, Francesco e Bartolomeo ricordano tutti i popoli che soffrono a causa della guerra, «in particolare preghiamo per la pace in Ucraina».

*

Radio Vaticana
Più ci si incontra e più si cammina verso l’unità: così padre Federico Lombardi commenta gli incontri del Papa in Turchia. Ascoltiamo le riflessioni del direttore della Sala Stampa vaticana, al microfono di Francesca Sabatinelli: R. – E’ chiaro che il Papa ha un’idea del servizio di Pietro esattamente (...)

*

Ecumenismo, la svolta del Fanar
Vatican Insider
 
(Gianni Valente) La Chiesa cattolica «non intende imporre alcuna esigenza» per arrivare alla piena comunione coi cristiani ortodossi. Papa Francesco: prospettiva del primo millennio. Riecheggia la «formula Ratzinger» -- Per giungere alla meta della piena unità coi cristiani ortodossi (...)

*


A Istanbul l'unità dei cristiani è più vicina
Aleteia

(Chiara Santomiero) Chryssavgis (Patriarcato Costantinopoli): "l'immagine dei due leader che pregano insieme ricorda al mondo che lavorare per la pace e la giustizia è un obbligo". Un evento storico, ha definito lo stesso patriarca ecumenico Bartolomeo I, la visita di (...)