
Presentate le proposte.
Tra gli altri temi toccati dalla relazione, il criterio della sinodalità come dimensione fondamentale del lavoro di Curia e l’esigenza di scegliere il personale privilegiando lo spirito di servizio e di responsabilità. Riguardo infine alla procedura da seguire nell’opera di riforma, si è confermato che l’iter sarà prevedibilmente lungo e si è indicata la possibilità — come già avvenuto per l’elaborazione della Pastor bonus — di istituire una commissione ristretta incaricata di stendere un primo schema di nuova costituzione. Schema che potrebbe poi essere sottoposto al Consiglio dei cardinali per una prima valutazione, seguita da una consultazione tra porporati, vescovi e dicasteri. Infine una commissione cardinalizia dovrebbe incaricarsi della redazione del testo definitivo da sottoporre all’approvazione del Papa. Ciò non toglie — ha precisato padre Lombardi — che alcuni provvedimenti possano essere realizzati in via sperimentale anche prima del varo definitivo della nuova costituzione.
Dodici gli interventi seguiti alla relazione del vescovo Semeraro. Si è parlato, tra l’altro, del contesto teologico e giuridico della riforma, della necessità di considerare il contributo del collegio cardinalizio, del concistoro e del sinodo dei vescovi, del rapporto tra sinodalità e collegialità, dell’esigenza di maggiore collaborazione e coordinamento nell’attività dei dicasteri, del ruolo della Segreteria di Stato e della formazione permanente del personale.
L'Osservatore Romano
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Menichelli: «Serve una Chiesa misericordiosa»
Avvenire
Iniziano questa mattina i lavori del Concistoro convocato da papa Francesco. Due giorni di dibattito sui temi al centro della riflessione della Chiesa, tra cui l progetto di riforma della Curia Romana. Un Concistoro che culminerà sabato mattina nella creazione di venti nuovi cardinali (...)
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Il saluto del decano. Per rispondere alle attese del presente
All’inizio dei lavori, il cardinale Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio, ha rivolto il seguente saluto a Papa Francesco.
Santo Padre, credo di poter interpretare i sentimenti dei confratelli cardinali indirizzandole il saluto più cordiale all’inizio di questo concistoro. In lei veneriamo il Successore di Pietro, posto dallo Spirito Santo alla guida della Chiesa di Cristo in quest’ora importante della sua storia. A lei vogliamo dare tutta la nostra collaborazione. È una collaborazione dei singoli cardinali, ma è anche una collaborazione collegiale, nel solco tracciato dalla storia della Chiesa e ben sintetizzato nel Codice di diritto canonico, che al canone 349 ci dice: «I Cardinali di Santa Romana Chiesa costituiscono un Collegio peculiare... Essi assistono il Romano Pontefice sia collegialmente, quando essi sono convocati per trattare congiuntamente le questioni di maggiore importanza e sia personalmente, mediante i distinti offici che svolgono, aiutando il Papa nel governo quotidiano della Chiesa universale».
Alcuni di noi già svolgono questo lavoro nella Curia romana, lieti di poter svolgere tale missione accanto a lei, in questa amata Chiesa di Roma.
La maggior parte dei confratelli cardinali provengono dalle varie parti del mondo e con la loro esperienza pastorale e con il loro impegno apostolico sono lieti di poter offrire al Successore di Pietro il conforto della loro presenza e l’aiuto della loro collaborazione.
Alcuni cardinali non hanno potuto essere presenti fra noi a causa dell’età avanzata o della malferma salute. Avremmo dovuto essere 228, ma non abbiamo potuto raggiungere tale numero. Come non ricordare in questo momento il compianto cardinale Karl Josef Becker, della Compagnia di Gesù, che proprio l’altro ieri, qui a Roma, è stato chiamato dal Signore alla vita eterna?
Santo Padre, riuniti intorno a lei noi oggi sentiremo le varie proposte per l’adattamento della costituzione apostolica Pastor bonus alle necessità dell’ora presente. Nel secolo scorso san Pio X ci aveva dato, nel 1908, la costituzione apostolica Sapienti consilio. Nel 1967 il beato Paolo VI ci aveva dato sullo stesso argomento la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae universae e infine, nel 1988, san Giovanni Paolo II aveva riorganizzato la Curia romana con la costituzione apostolica Pastor bonus. Ora, di fronte alle nuove sfide del terzo millennio cristiano, ella ci ha chiamato a collaborare con lei per una migliore attività di questo cenacolo apostolico.
Noi siamo qui per darle il nostro contributo, tenendo ben presente sia l’esperienza del passato e sia le attese del presente, cercando di fare come l’uomo del Vangelo che sa trarre dal suo tesoro nova et vetera, cose nuove e cose antiche (Matteo, 13, 52). Lavoreremo fraternamente insieme, con il proposito che tutto sia per la maggior gloria di Dio, ad majorem Dei gloriam.
L'Osservatore Romano
Santo Padre, credo di poter interpretare i sentimenti dei confratelli cardinali indirizzandole il saluto più cordiale all’inizio di questo concistoro. In lei veneriamo il Successore di Pietro, posto dallo Spirito Santo alla guida della Chiesa di Cristo in quest’ora importante della sua storia. A lei vogliamo dare tutta la nostra collaborazione. È una collaborazione dei singoli cardinali, ma è anche una collaborazione collegiale, nel solco tracciato dalla storia della Chiesa e ben sintetizzato nel Codice di diritto canonico, che al canone 349 ci dice: «I Cardinali di Santa Romana Chiesa costituiscono un Collegio peculiare... Essi assistono il Romano Pontefice sia collegialmente, quando essi sono convocati per trattare congiuntamente le questioni di maggiore importanza e sia personalmente, mediante i distinti offici che svolgono, aiutando il Papa nel governo quotidiano della Chiesa universale».
Alcuni di noi già svolgono questo lavoro nella Curia romana, lieti di poter svolgere tale missione accanto a lei, in questa amata Chiesa di Roma.
La maggior parte dei confratelli cardinali provengono dalle varie parti del mondo e con la loro esperienza pastorale e con il loro impegno apostolico sono lieti di poter offrire al Successore di Pietro il conforto della loro presenza e l’aiuto della loro collaborazione.
Alcuni cardinali non hanno potuto essere presenti fra noi a causa dell’età avanzata o della malferma salute. Avremmo dovuto essere 228, ma non abbiamo potuto raggiungere tale numero. Come non ricordare in questo momento il compianto cardinale Karl Josef Becker, della Compagnia di Gesù, che proprio l’altro ieri, qui a Roma, è stato chiamato dal Signore alla vita eterna?
Santo Padre, riuniti intorno a lei noi oggi sentiremo le varie proposte per l’adattamento della costituzione apostolica Pastor bonus alle necessità dell’ora presente. Nel secolo scorso san Pio X ci aveva dato, nel 1908, la costituzione apostolica Sapienti consilio. Nel 1967 il beato Paolo VI ci aveva dato sullo stesso argomento la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae universae e infine, nel 1988, san Giovanni Paolo II aveva riorganizzato la Curia romana con la costituzione apostolica Pastor bonus. Ora, di fronte alle nuove sfide del terzo millennio cristiano, ella ci ha chiamato a collaborare con lei per una migliore attività di questo cenacolo apostolico.
Noi siamo qui per darle il nostro contributo, tenendo ben presente sia l’esperienza del passato e sia le attese del presente, cercando di fare come l’uomo del Vangelo che sa trarre dal suo tesoro nova et vetera, cose nuove e cose antiche (Matteo, 13, 52). Lavoreremo fraternamente insieme, con il proposito che tutto sia per la maggior gloria di Dio, ad majorem Dei gloriam.
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Le principali modifiche alla «Pastor bonus»
Prima delle recenti riforme in campo economico volute da Papa Francesco, le più significative modifiche legislative apportate alla costituzione apostolica Pastor bonus (Pb) del 28 giugno 1988 — se si eccettuano i mutamenti dei nomi di alcuni dicasteri — erano state realizzate attraverso sei motuproprio, uno a firma di Giovanni Paolo II e cinque di Benedetto XVI.
Il primo in ordine di tempo è stato Inde a pontificatus, del 25 marzo 1993, con cui Papa Wojtyła ha soppresso il Pontificio Consiglio per il dialogo con i non credenti (artt. 163-165 Pb), unendolo al Pontificio Consiglio per la cultura (artt. 166-168 Pb); inoltre, lo stesso motuproprio ha creato la Pontificia Commissione per la conservazione del patrimonio artistico e storico (artt. 99-104 Pb), che era unita alla Congregazione per il clero, in una Commissione autonoma, cambiandone il nome in Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, con un certo opportuno contatto col Pontificio Consiglio per la cultura.
Quanto a Papa Ratzinger con Ubicumque et semper, del 31 settembre 2010, ha istituito il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione; con Quaerit semper, del 30 agosto 2011, ha trasferito le competenze sulla dispensa super rato (art. 67 Pb) e sulle cause di invalidità della sacra Ordinazione (art. 68 Pb), che la Pastor bonus affidava alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, a un Ufficio stabilito presso la Rota Romana; con Pulchritudinis fidei, del 30 luglio 2012, ha unito la Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa al Pontificio Consiglio per la cultura; con Ministrorum institutio, del 16 gennaio 2013, ha trasferito le competenze sui seminari dalla Congregazione per l’educazione cattolica alla Congregazione per il clero; e infine con Fides per doctrinam, nella stessa data ha trasferito la competenza sulla catechesi dalla Congregazione per il clero al Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.
Quanto a Papa Ratzinger con Ubicumque et semper, del 31 settembre 2010, ha istituito il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione; con Quaerit semper, del 30 agosto 2011, ha trasferito le competenze sulla dispensa super rato (art. 67 Pb) e sulle cause di invalidità della sacra Ordinazione (art. 68 Pb), che la Pastor bonus affidava alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, a un Ufficio stabilito presso la Rota Romana; con Pulchritudinis fidei, del 30 luglio 2012, ha unito la Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa al Pontificio Consiglio per la cultura; con Ministrorum institutio, del 16 gennaio 2013, ha trasferito le competenze sui seminari dalla Congregazione per l’educazione cattolica alla Congregazione per il clero; e infine con Fides per doctrinam, nella stessa data ha trasferito la competenza sulla catechesi dalla Congregazione per il clero al Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.
L'Osservatore Romano
