sabato 21 febbraio 2015

«Preghiera a Gesù Cristo»



Il  tweet di Papa Francesco: "Non c’è peccato che Dio non possa perdonare. Basta che noi chiediamo perdono." (21 febbraio 2015)

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Meditazione dell’arcivescovo di Lione. Bambini e artigiani di pace

«Una bella meditazione del cardinale Albert Decourtray è impressa nella nostra memoria. Gli attentati del 7, 8 e 9 gennaio 2015 a Parigi, le manifestazioni di domenica 11, ovunque in Francia, le angosce e le speranze espresse in seguito a queste giornate così intense, e inoltre i recentissimi tragici fatti del 14 e 15 febbraio, mi fanno desiderare di prolungare tale testo, se non è un’indelicatezza o un rischio troppo grande. Può essere anche un modo di iniziare la Quaresima e proseguire verso i giorni della Passione». Fa riferimento agli attentati di inizio anno in Francia e di qualche giorno fa a Copenaghen la meditazione quaresimale del cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, che verrà pubblicata nel numero di marzo della rivista diocesana «Eglise à Lyon». Prende spunto da una celebre «Preghiera a Gesù Cristo» scritta dal cardinale Decourtray (*) (che fu anche arcivescovo di Lione) nella quale si sottolinea che, «per Lui, gli altri, chiunque siano, qualunque sia il loro stato sociale, la loro reputazione, sono sempre degli esseri amati da Dio». «Insegnaci a vivere in fraternità, a restare, in qualsiasi circostanza, degli artigiani di pace», aggiunge Barbarin, e «preservaci dal diventare dei saggi e dei sapienti, per i quali tutto diviene oscuro, nascosto. Dato che il regno dei cieli appartiene ai bambini e a coloro che gli assomigliano, conservaci dei cuori da bambini, felici di vedere il tuo volto, di ascoltare la tua parola».

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(*): «Preghiera a Gesù Cristo» scritta dal cardinale Decourtray 
Seigneur Jésus, Fils de Dieu, aie pitié de nous, pauvres pécheurs !
Pour Lui, l’autre est toujours plus et mieux que ce à quoi les idées reçues, même des sages et des docteurs de la Loi, tendent à Le réduire. Il voit toujours en celui ou celle qu’Il rencontre un lieu d’espérance, une promesse vivante, un extraordinaire possible, un être appelé, par-delà ses limites, ses péchés, et parfois ses crimes, à un avenir tout neuf. Il Lui arrive même d’y discerner quelque merveille secrète dont la contemplation le plonge dans l’action de grâce !
Il ne dit pas : « Cette femme est volage, légère, sotte, elle est marquée par l’atavisme moral et religieux de son milieu, ce n’est qu’une femme ». Il lui demande un verre d’eau et Il engage la conversation.
Il ne dit pas : « Voilà une pécheresse publique, une prostituée à tout jamais enlise dans son vice ». Il dit : « Elle a plus de chance pour le Royaume des Cieux que ceux qui tiennent à leurs richesses ou se drapent dans leurs vertus et leur savoir ».
Il ne dit pas : « Celle-ci n’est qu’une adultère ». Il dit : « Je ne te condamne pas. Va et ne pèche plus ».
Il ne dit pas : « Cette vieille qui met son obole dans le tronc sur les œuvres du Temple est une superstitieuse ». Il dit : « qu’elle est extraordinaire et qu’on ferait bien d’imiter son désintéressement ».
Il ne dit pas : « Ces enfants ne sont que des gosses ». Il dit : « Laissez-les venir à moi, et tâchez de leur ressembler ».
Il ne dit pas : « Cet homme n’est qu’un fonctionnaire véreux qui s’enrichit en flattant le pouvoir et en saignant les pauvres ». Il s’invite à sa table et assure que sa maison a reçu le salut.
Il ne dit pas, comme son entourage : « Cet aveugle paie sûrement ses fautes ou celles de ses ancêtres ». Il dit que l’on se trompe à son sujet et Il stupéfie en montrant avec éclat combien cet homme jouit de la faveur de Dieu : « Il faut que l’action de Dieu soit manifestée en lui ».
Il ne dit pas : « Le centurion n’est qu’un occupant ». Il dit : « Je n’ai jamais vu pareille foi en Israël ».
Il ne dit pas : « Ce savant n’est qu’un intellectuel ». Il lui ouvre la voie vers la renaissance spirituelle.
Il ne dit pas : « Cet individu est un hors-la-loi ». Il lui dit : « Aujourd’hui tu seras avec moi dans le paradis ».
Il ne dit pas : « Ce Judas ne sera jamais qu’un traître ». Il accepte son baiser et lui dit : « Mon ami ».
Jésus n’a jamais dit : « Il n’y a rien de bon dans celui-ci, dans celle-là, dans ce milieu-ci… ». De nos jours, Il n’aurait jamais dit : « Ce n’est qu’un intégriste, un moderniste, un gauchiste, un fasciste, un mécréant, un bigot ». Pour Lui, les autres, quels qu’ils soient, quels que soient leur statut, leur réputation, sont toujours des êtres aimés de Dieu. Jamais homme n’a respecté les autres comme Cet Homme. Il est unique. Il est le Fils unique, de Celui qui fait briller le soleil sur les bons et sur les méchants. Seigneur Jésus, Fils de Dieu, aie pitié de nous, pauvres pécheurs !
Cardinal Albert Decourtray
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Iniziative cattoliche sulla rete in Francia. Parola-chiave

Nella mattinata del 18 febbraio, mercoledì delle Ceneri, #carême (quaresima) è stata fra le dieci parole-chiave più utilizzate (trending topic) dagli utenti della rete sociale twitter in Francia. Un successo — del quale dà risalto il quotidiano «la Croix» — ottenuto anche grazie all’iniziativa «40 jours pour choisir» promossa su internet dalla nota trasmissione televisiva cattolica «Le Jour du Seigneur» (attualmente in onda la domenica mattina su «France 2») e dal Servizio nazionale per l’evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni, organismo in seno alla Conferenza episcopale francese.

«Ogni giorno di quaresima condividete, su twitter, una scelta che vi fa crescere. Questi temi sono proposti casualmente a ogni visualizzazione della pagina», annuncia il sito in rete dedicato all’operazione, invitando a incontrare «la comunità della propria scelta: un bel modo per darsi coraggio e vivere insieme la strada verso la gioia della Pasqua». A esempio, i domenicani di Lille, con la tradizionale «Quaresima in città», inviano per posta elettronica, a chi si iscrive sul loro sito, una meditazione e la registrazione della preghiera del giorno. L’iniziativa consente inoltre di beneficiare dell’accompagnamento personale di un padre o una suora domenicani oppure di presentare un’intenzione di preghiera. Un servizio simile è proposto dai gesuiti di «Notre-Dame du Web».
Tre volte alla settimana, fino al 6 aprile, monsignor Jérôme Beau, vescovo ausiliare di Parigi, offre una meditazione (accompagnata dai canti del gruppo «Dei Amoris Cantores») a tutti coloro che si iscrivono al sito internet dell’Opera per le vocazioni delle diocesi di Parigi e di Nanterre. E la Comunità di San Martino, sempre in rete, propone un accompagnamento quotidiano durante la quaresima attraverso il brano del Vangelo del giorno, una relativa riflessione e la richiesta di un “fioretto” da compiere nella giornata. Il santuario di Montligeon, a essa legato, presenta sei itinerari fra meditazioni quotidiane, ritiri spirituali, lezioni di preghiera per i bambini. In collaborazione con l’arcidiocesi di Lione, il sito Croire.com propone invece di vivere il tempo quaresimale vicini ai cristiani in Iraq.
L'Osservatore Romano