sabato 14 novembre 2015

Le ragioni di un nickname


2015-11-05_213042
di Cristiana Nuova
E’ una delle possibilità più interessanti nel mondo virtuale, quella di usare un nick name, al quale affidare una parte segreta di se stessi: forse proprio quella che si vorrebbe gli altri cogliessero, ben oltre il proprio nome e cognome. Quel tratto del carattere, quel personaggio che sarebbe stato bello essere, quella data o avvenimento inciso nel cuore, e tanto altro: il repertorio cui attingere è vastissimo.
Per quelli della mia generazione, il più famoso nick, era forse quello della “volpe”, (Zorro in spagnolo), nobile personaggio mascherato, irriconoscibile, ed appunto, furbo come una volpe. E se mi chiedessero le ragioni del mio nick?
“Cristiana nuova”, essenzialmente perché il cristianesimo è sempre qualcosa di nuovo, se è vero che chiediamo a Dio, all’inizio di ogni giornata, con le parole di un famoso inno” rinnovaci ogni giorno il cuore, come rinnovi le fonti e il sole”.
“ Cristiana nuova” anche perchè la nostra fede è un continuo estrarre cose vecchi e cose nuove dal tesoro della Parola, che è sempre la stessa, ma parla in modo diverso ad ognuno e anche in relazione ai vari momenti della vita.
Ma è un qualcosa di nuovo , da intendere anche in senso pascoliano: C’è qualcosa di nuovo oggi nel soleanzi d’antico . E qui, il discorso per me, si è complicato, perché sono stata spesso attaccata nei più vari ambienti, per il mio essere troppo “radicale”: credo si riferissero al mio modo un pò ruvido di intendere la fede. E, mi sono interrogata sul perchè, di tanto accanirsi. Anche se so benissimo che nulla è peggio delle lotte intestine tra cristiani , e già nel Medioevo, pare fosse diffusa la sempre valida formula :  “Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus» (L’uomo è un lupo con l’uomo, la donna è ancora più lupo con la donna, il prete è il più lupo di tutti con il prete).
Non sono un sacerdote, ma mi sento, come Cristiana nuova, tra venti di novità che non sempre mi convincono. E talvolta, lo dico o scrivo apertamente. Perchè mai il cristianesimo passato, dovrebbe essere retrivo rispetto all’attuale?
Solo oggi, soffia il vento dello Spirito? Solo oggi, si va verso grandi miglioramenti?
Illudersi di sorti magnifiche e progressive, ignorando che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, ( soprattutto a livello di sentimenti, gioie, dolori e passioni umane), credo sia essenzialmente atteggiamento mentale da illuministi-marxisti.
Senza nulla togliere al loro valido impegno per l’uomo, credo che però il cristiano la pensi diversamente: infatti, pur cercando sempre il miglioramento del mondo, egli sa bene che la vita sulla terra è sempre tempo di prova e di esilio e quand’anche migliorassero tutte le situazioni e scomparisse la fame, l’uomo rimarrebbe mistero a se stesso, con i suoi stati d’animo, paure, ansie, desideri e sentimenti, non diversi da quelli del tempo della pietra, capaci di resistere e rinascere oltre ogni mutamento epocale.
Temo sia proprio questa la grande sfida dei credenti di tutte le epoche , chiamati ad essere tutti  e sempre, cristiani nuovi, capaci cioè, di sostenere e ricomporre gli equilibri tra punti apparentemente assai distanti e opposti tra loro.
Come possono esserlo passato e presente, giustizia e misericordia, già e non ancora, vita terrena e aldilà, morte e resurrezione, libertà dello Spirito e regole, pur necessarie , perché l’uomo è fragile e perché nei momenti di crisi, guai a non avere qualche regola che permetta di appoggiarsi e resistere, in attesa del ritorno della bonaccia interiore ( il famoso “Serva ordinem et ordo servabit te .”)
Anche perché nell’umile attenersi a qualche “paletto”, sta spesso quella pazienza, perseverando nella quale, salveremo le nostre anime.
Ripeto che si tratta di punti distanti tra loro e quasi opposti, che sembra impossibile ricongiungere: ma mi pare giusto pensare che, forse proprio per questo, il nostro segno distintivo, è la croce, sulla quale è steso un Uomo il cui corpo è in tensione tra i 4 punti cardinali, distanti, opposti e riuniti solo dalla Sua persona.
Lui ci riesce, perché è uomo, ma anche Dio: noi possiamo solo chiedergli di aiutarci a fare qualche piccolo tentativo quotidiano, tra tanti sbagli, squilibri, pendenze esagerate verso un estremo o verso l’altro… e ripartenze.
Forse sono riflessioni troppo personali, ma mi piacerebbe conoscere il parere dei lettori del blog.