venerdì 4 dicembre 2015

Conferenza Stampa alla vigilia del Giubileo della Misericordia



Sala stampa della Santa Sede
Si tiene questa mattina, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, la conferenza stampa per illustrare l’inizio e lo svolgimento del Giubileo della Misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016). Prendono parte alla conferenza stampa S.E. Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; S.E. Mons. José Octavio Ruiz Arenas, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio e Mons. Graham Bell, Sotto-Segretario del Dicastero. (...)

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La Stampa

(Giacomo Galeazzi) «Per Francesco i princìpi sono tutti non negoziabili. È il disarmo della destra ideologica che fa dell’antiabortismo una crociata e un’ideologia, ma anche il disarmo di una sinistra ideologica che fa dell’aborto un diritto», scrive Riccardo Cristiano, vaticanista per la Rai, nel libro «Bergoglio sfida globale» (Castelvecchi, 170 pagine, 16,50) ricostruendo le principali tappe del pontificato e offrendone una lettura. Ritratto di un Papa che punta l’indice contro gli «gnomi della finanza».  Nel primo viaggio del suo pontificato, a Lampedusa, Bergoglio ha denunciato «la crudeltà di coloro che, nell’anonimato, prendono decisioni socio-economiche che aprono (...)


Appello per il giubileo dal Vicino oriente. Pellegrini costruttori di pace
La pace si costruisce anche con un pellegrinaggio. Infatti, la visita ai luoghi santi non è solo un’importante occasione di crescita spirituale per quanti la compiono ma anche un insostituibile segno di fratellanza, morale ed economica, alla comunità cristiana locale che da sempre condivide con il resto della popolazione la sofferenza del conflitto israelo-palestinese. È questo il senso dell’appello lanciato dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra santa (Aocts) in vista dell’imminente apertura del giubileo straordinario della misericordia indetto da Papa Francesco.
In una lettera, a firma di padre Pietro Felet a nome della Commissione episcopale per i pellegrinaggi dell’Aocts, si chiede infatti a tutti gli uffici diocesani e alle agenzie di pellegrinaggio di inserire nella programmazione dei viaggi per il 2015-2016 anche le iniziative promosse in Terra santa in occasione del giubileo. Tra queste le celebrazioni per l’apertura delle porte sante, dal 13 al 27 dicembre prossimi, previste oltre che a Gerusalemme anche nelle chiese di Haifa, Amman, Nicosia, Betlemme e Nazareth.
In Terra santa, viene ricordato nella lettera diffusa anche attraverso il sito in rete del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, tali iniziative sono proposte non solo ai fedeli delle comunità locali ma anche ai pellegrini che visiteranno i luoghi santi durante l’anno della misericordia. Non si tratta solo di varcare la porta della misericordia, spiegano i responsabili dell’Aocts, ma di «visitare i santuari in segno di penitenza per tutti i peccati contro la pace, la riconciliazione e la giustizia in Medio oriente. Non si tratta di un rito vuoto di significato, ma una promessa pubblica di impegno concreto, personale e comunitario per un mondo migliore».
Facendo proprio il suggerimento di Papa Francesco, gli ordinari cattolici di Terra santa invitano a «non dimenticare, durante il pellegrinaggio, l’esercizio delle opere di misericordia corporale e spirituale che si possono vivere, come pregare, la domenica, con una comunità parrocchiale preferendo quella più isolata e lontana dai grandi centri, passare un po’ di tempo con anziani, malati, giovani diversamente abili, rifugiati, ospiti di tante istituzioni religiose». Un invito ancora più importante di fronte al contemporaneo riaffiorare delle tensioni del conflitto israelo-palestinese e alla minaccia del terrorismo internazionale. Infatti, anche i cristiani pagano normalmente un prezzo alto per ogni ondata di violenza che attraversa la regione e finisce per scoraggiare i pellegrinaggi. Va ricordato, in questo senso, che le difficoltà economiche e la disoccupazione sono tra le principali cause del massiccio esodo di cristiani dalla Terra Santa, il cui numero si è ridotto dal 20 per cento della popolazione nel 1947 al 2 per cento di oggi. Le uniche possibilità d’impiego offerte sono attualmente nel settore turistico e nella produzione di articoli sacri. «Siamo circa il 2 per cento sia in Palestina che in Israele e siamo chiamati a essere ponti di pace — ha detto padre David Neuhaus, vicario del patriarcato di Gerusalemme dei Latini per i cattolici di espressione ebraica — ecco perché dobbiamo impegnarci a promuovere i valori in cui crediamo all’interno di entrambe le società».

L'Osservatore Romano