giovedì 3 dicembre 2015

«Il mondo di oggi ha bisogno di scoprire che Dio è Padre»





«Un libro come fuoco». Lettera di Papa Francesco ai giovani 
 La Civiltà Cattolica 
Offriamo la versione italiana della prefazione scritta dal Pontefice per una edizione della Bibbia destinata ai giovani, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti. Segue una breve presentazione dell’opera. -- Miei cari giovani amici, se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti. Direste: «Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!».(...)

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Francesco: ogni mese un gesto di misericordia. L'annuncio del Papa. «Il mondo di oggi ha bisogno di scoprire che Dio è Padre»
Avvenire

(Andrea Galli) Mancano cinque giorni all'inizio ufficiale dell'Anno Santo e il Papa, che ha spiegato ampiamente il senso di questo evento straordinario, a partire dalla bolla di indizione Misericordiae vultus, in un' intervista rilasciata al settimanale dei paolini Credere sembra voler dire alcune parole più personali, intime, sui motivi che l'hanno spinto a proclamare il Giubileo della misericordia. «Il mio primo Angelus come Papa fu sulla misericordia di Dio - dice Francesco - e in quell' occasione parlai anche di un libro sulla misericordia regalatomi dal cardinale Walter Kasper durante il Conclave; anche nella mia prima omelia come Papa, domenica 17 marzo nella parrocchia di Sant'Anna, parlai della misericordia. 
Non è stata una strategia, mi è venuto da dentro: lo Spirito Santo vuole qualcosa. È ovvio che il mondo di oggi ha bisogno di misericordia, ha bisogno di compassione, ovvero di patire con. Siamo abituati alle cattive notizie, alle notizie crudeli e alle atrocità più grandi che offendono il nome e la vita di Dio. Il mondo ha bisogno di scoprire che Dio è Padre, che c' è misericordia, che la crudeltà non è la strada, che la condanna non è la strada, perché la Chiesa stessa a volte segue una linea dura, cade nella tentazione di seguire una linea dura, nella tentazione di sottolineare so- lo le norme morali, ma quanta gente resta fuori ». Il Papa ricorda l' immagine dell'«ospedale da campo» e la sua attualità - «I feriti vanno curati, aiutati a guarire, non sottoposti alle analisi per il colesterolo. Credo che questo sia il momento della misericordia» -, si sofferma sul suo sentirsi peccatore e perdonato e su un episodio ormai celebre in cui è si è sentito guardato con misericordia da Dio: «Ho avuto sempre la sensazione che avesse cura di me in un modo speciale, ma il momento più significativo si verificò il 21 settembre 1953, quando avevo 17 anni. Era il giorno della festa della primavera e dello studente in Argentina, e l' avrei trascorsa con gli altri studenti; io ero cattolico praticante, andavo alla messa della domenica, ma niente di più... ero nell' Azione Cattolica, ma non facevo nulla, ero solo un cattolico praticante. Lungo la strada per la stazione ferroviaria di Flores, passai vicino alla parrocchia che frequentavo e mi sentii spinto a entrare: entrai e vidi venire da un lato un sacerdote che non conoscevo. In quel momento non so cosa mi accadde, ma avvertii il bisogno di confessarmi, nel primo confessionale a sinistra - molta gente andava a pregare lì. E non so cosa successe, ne uscii diverso, cambiato. Tornai a casa con la certezza di dovermi consacrare al Signore e questo sacerdote mi accompagnò per quasi un anno. Era un sacerdote di Corrientes, don Carlos Benito Duarte Ibarra, che viveva nella Casa del Clero di Flores. Aveva la leucemia e si stava curando in ospedale. Morì l' anno successivo. Dopo il funerale piansi amaramente, mi sentii totalmente perso, come col timore che Dio mi avesse abbandonato». Dalla spiegazione del suo motto episcopale - miserando atque eligendo - ai ricordi di quando in visita a Roma era solito recarsi a pregare di fronte alla Vocazione di San Matteo di Caravaggio, in San Luigi dei Francesi, il Papa parla quindi del valore della tenerezza: «Nel 1994, durante il Sinodo, in una riunione dei gruppi, dissi che si doveva instaurare la rivoluzione della tenerezza, e un Padre sinodale - un buon uomo, che io rispetto e al quale voglio bene - già molto anziano, mi disse che non conveniva usare questo linguaggio e mi diede spiegazioni ragionevoli, da uomo intelligente, ma io continuo a dire che oggi la rivoluzione è quella della tenerezza perché da qui deriva la giustizia e tutto il resto». E fa un esempio, Francesco, del contrario di questa «tenerezza»: quello di un imprenditore che assumesse un dipendente da settembre a luglio, lasciandolo poi a casa e riassumendolo a di nuovo settembre, risparmiando così «La rivoluzione della tenerezza» è quanto chiede papa Francesco nella sua intervista al settimanale «Credere». E sono molti i gesti di tenerezza che il Papa compie nei suoi incontri con i fedeli come nella foto scattata all' udienza generale di ieri su ferie e contributi. La conversazione del Pontefice si chiude con il riferimento ai «gesti» della misericordia. «Quando vedo i malati, gli anziani, mi viene spontanea la carezza» dice, aggiungendo in riferimento al Giubileo: «Ci saranno tanti gesti che si faranno, ma un venerdì di ogni mese farò un gesto diverso».