CommunityLa Croce
All’attuale presidente del Consiglio è capitata una congiuntura scomoda, per la quale egli sembra in qualche modo costretto a volere oggi una normativa che avversava meno di dieci anni fa. In realtà si apre al premier l’occasione di imprimere davvero al Paese la svolta di cui parla da sempre: la questione italiana sta nella mancata attuazione di vere politiche a vantaggio della famiglia.
"Ormai ci siamo. Il Senato oggi entra nei primi tre giorni calendarizzati per la discussione e votazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili e le adozioni per le coppie omosessuali.
Il popolo del Circo Massimo ha lanciato un messaggio chiaro a Renzi: il testo sulle unioni civili va ritirato in toto, senza se e senza ma. “Faccio appello alla coscienza cattolica del premier Renzi, che penso sia una persona intelligente, con un grande fiuto politico. Quel ddl va bloccato” – ha incalzato a più riprese il Prof. Massimo Gandolfini dal palco di Roma. “Credo purtroppo che non vi siano ripensamenti da parte della politica – ha aggiunto -; c'è una ostinata caparbietà da parte del Parlamento, e altrettanta ostinata è la nostra caparbietà ad opporci”. “Il nostro dovere è decidere, dobbiamo fare la legge – avverte laconico il vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini – una convergenza si può trovare solo se ciascuno fa la fatica di cercare un punto d’incontro. Se invece ciascuno vuole parlare ai suoi tifosi, allora andiamo in Aula con questo testo e si vedranno i numeri”.
Il popolo del Circo Massimo ha lanciato un messaggio chiaro a Renzi: il testo sulle unioni civili va ritirato in toto, senza se e senza ma. “Faccio appello alla coscienza cattolica del premier Renzi, che penso sia una persona intelligente, con un grande fiuto politico. Quel ddl va bloccato” – ha incalzato a più riprese il Prof. Massimo Gandolfini dal palco di Roma. “Credo purtroppo che non vi siano ripensamenti da parte della politica – ha aggiunto -; c'è una ostinata caparbietà da parte del Parlamento, e altrettanta ostinata è la nostra caparbietà ad opporci”. “Il nostro dovere è decidere, dobbiamo fare la legge – avverte laconico il vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini – una convergenza si può trovare solo se ciascuno fa la fatica di cercare un punto d’incontro. Se invece ciascuno vuole parlare ai suoi tifosi, allora andiamo in Aula con questo testo e si vedranno i numeri”.
La palla ora è tutta e completamente in mano alla politica e alle istituzioni nazionali.
Si possono realisticamente immaginare spazi di ripensamenti o di mediazioni?
Difficile dirlo in questo momento.
Si possono realisticamente immaginare spazi di ripensamenti o di mediazioni?
Difficile dirlo in questo momento.
L’unica cosa certa è che tutto si giocherà nelle aule del Parlamento su una manciata di voti: o da una parte o dall’altra. Quota 161: è questa la soglia fatidica per una vittoria “politica” da parte della maggioranza – istituzionale o variabile che sia – sul Ddl Cirinnà chiamato a legiferare sulle unioni civili e su tematiche delicatissime come quelle delle adozioni gay (stepchild adoption).
La manifestazione di sabato ha riacceso il confronto all'interno della maggioranza. Alleanza Popolare chiede cambiamenti sostanziali, in particolare con lo stralcio dell'articolo 5 che istituisce le adozioni: “Siamo contrari alla equiparazione tra unioni civili e matrimonio perchè sappiamo che sarebbe la strada che subito verrebbe seguita per consentire l'adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. E ciò aprirebbe la strada all'utero in affitto”, dichiara il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Il Pd, che su questo provvedimento ha dato libertà di coscienza ai propri parlamentari, sembrerebbe pronto a concedere soltanto piccole “modifiche purchè - spiega il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda - non stravolgano il testo” perchè se qualcuno “vuole buttare la legge nel cestino, non è possibile” (e dello stesso avviso è anche Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd). Su questo sottile terreno di mediazione si giocherà la partita a Palazzo Madama. In campo ci sono anche i verdiniani di Ala e i senatori M5S. Il gruppo vicino all'ormai ex consigliere di Silvio Berlusconi potrebbe consentire di arrivare all'approvazione del testo anche senza il voto dei cattolici del Pd purchè i cinquestelle sostengano il ddl Cirinnà.
Il M5S non ha voluto commentare la manifestazione del Family Day per non scoprire le proprie carte. I parlamentari di Beppe Grillo, con poche eccezioni, sostengono apertamente le unioni civili e l'adozione per le coppie omosessuali, ma pretendono che non vi siano cambiamenti rispetto al testo attuale. Cambiamenti che la maggioranza dem potrebbe apportare nel tentativo di recuperare l'appoggio di Ap e dei Cattodem.
Il centrodestra sembra ricompattarsi proprio nella ferma opposizione al ddl Cirinnà. Seppur con qualche eccezione, sia Fi che Lega e Fdi voteranno contro il testo della senatrice Pd (salvo repentini ed ennesimi cambi di rotta da parte di Silvio Berlusconi).
Insomma, l’impressione è che – ancora una volta- tutto si giocherà all’ultimo minuto tra tentativi di negoziati, rimodulazioni, arzigogoli burocratesi e ogni forma di moral suassion che verrà esercitata senatore per senatore.
Il Pd, che su questo provvedimento ha dato libertà di coscienza ai propri parlamentari, sembrerebbe pronto a concedere soltanto piccole “modifiche purchè - spiega il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda - non stravolgano il testo” perchè se qualcuno “vuole buttare la legge nel cestino, non è possibile” (e dello stesso avviso è anche Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd). Su questo sottile terreno di mediazione si giocherà la partita a Palazzo Madama. In campo ci sono anche i verdiniani di Ala e i senatori M5S. Il gruppo vicino all'ormai ex consigliere di Silvio Berlusconi potrebbe consentire di arrivare all'approvazione del testo anche senza il voto dei cattolici del Pd purchè i cinquestelle sostengano il ddl Cirinnà.
Il M5S non ha voluto commentare la manifestazione del Family Day per non scoprire le proprie carte. I parlamentari di Beppe Grillo, con poche eccezioni, sostengono apertamente le unioni civili e l'adozione per le coppie omosessuali, ma pretendono che non vi siano cambiamenti rispetto al testo attuale. Cambiamenti che la maggioranza dem potrebbe apportare nel tentativo di recuperare l'appoggio di Ap e dei Cattodem.
Il centrodestra sembra ricompattarsi proprio nella ferma opposizione al ddl Cirinnà. Seppur con qualche eccezione, sia Fi che Lega e Fdi voteranno contro il testo della senatrice Pd (salvo repentini ed ennesimi cambi di rotta da parte di Silvio Berlusconi).
Insomma, l’impressione è che – ancora una volta- tutto si giocherà all’ultimo minuto tra tentativi di negoziati, rimodulazioni, arzigogoli burocratesi e ogni forma di moral suassion che verrà esercitata senatore per senatore.
Renzi le ha provate tutte pur di rispettare i suoi personalissimi timing: questa legge s’ha da fare punto e basta. Poco importa con quale maggioranza parlamentare. Basta che sia fatta. Ci ha provato fino all’ultimo strizzando l’occhio ad Alfano con i tipici mezzucci da Prima Repubblica: rimpastino di governo. Gli alfaniani hanno incassato in questi giorni un bel pacchetto di poltrone. Tra loro c'è il rumoroso ritorno di Antonio Gentile, che nel marzo del 2014 era finito nella bufera e si era dovuto dimettere dal governo a seguito delle polemiche su denunce di sue presunte pressioni su alcuni giornali calabresi. Ora Gentile non solo torna come sottosegretario allo Sviluppo economico, ma a metà marzo, quando Carlo Calenda andrà a Bruxelles come rappresentante italiano presso l'Unione europea, dovrebbe prendere il suo posto e diventare viceministro. Tommaso Nannicini, aretino di 41 anni, professore bocconiano, entrerà a Palazzo Chigi come sottosegretario alla Presidenza. Federica Chiavaroli (Ncd) sarà nuovo sottosegretario alla Giustizia. Ivan Scalfarotto (Pd) lascia i Rapporti col Parlamento e si trasferisce allo Sviluppo economico. Al suo posto Dorina Bianchi (Ap) mentre Antimo Cesaro, Scelta civica, prende il posto di Francesca Barracciu alla Cultura. Promosso viceministro il sottosegretario allo Sviluppo economico Enrico Zanetti, Scelta Civica.
In tale bailamme frenetico della politica, viene da porsi due domande.
La prima. Per quanto mi sforzi di capire le logiche partitico-politiche, non mi capacito di come si possa trascinare ostinatamente il Paese verso una spaccatura profonda di fronte ad un tema così delicato.
E allora mi domando: con quale senso di responsabilità e di attenzione al “bene comune” del Paese una classe dirigente (per altro non votata dal popolo) vuole arrogare a sé in maniera univoca una decisione destinata a provocare solo spaccature?
E allora mi domando: con quale senso di responsabilità e di attenzione al “bene comune” del Paese una classe dirigente (per altro non votata dal popolo) vuole arrogare a sé in maniera univoca una decisione destinata a provocare solo spaccature?
La seconda. L’Italia è uno strano Paese. Per molto meno si sono indetti referendum popolari a go go. Perché non ascoltare la voce del popolo italiano prima di entrare in fretta e furia a deliberare sulle unioni civili? So bene che i referendum in Italia possono essere sono abrogativi. Ma la nostra Costituzione prevede forme di consultazione del popolo. Non vincolanti, certamente. Fino a quando dovremo sopportare una classe politica che non vuole guardare alle vere istanze del Paese per infilarsi in un tunnel a senso unico destinato solo a provocare danni alla tenuta sociale?
Che i figli non siano un diritto è un’affermazione che vale in termini universali, per coppie eterosessuali e coppie omosessuali, sterili o feconde. La categoria di figlio si estende per tutto l’arco della vita dell’uomo – non tutti sono padri o madri ma tutti siamo figli – e ci ricorda che l’uomo in sé non è né una proprietà, né un oggetto, né un prodotto biotecnologico.
Che questo testo sulle unioni civili voglia a tutti i costi equiparare le coppie dello stesso sesso alla famiglia, che voglia sdoganare la stepchild adoption per giungere de facto alla legalizzazione dell’abominevole pratica dell’utero in affitto, lo abbiamo detto, spiegato e rispiegato una infinità di volte.
Serenamente e senza continuamente ricadere in posizioni ideologiche: qualcuno è davvero in grado di spiegare con numeri e dati alla mano quali sarebbero i diritti non riconosciuti alle persone dello stesso sesso (singolarmente che in una coppia)?
Perché di questo occorrerebbe discutere seriamente. Non di altro.
Perché di questo occorrerebbe discutere seriamente. Non di altro.
Ma con più serietà ed urgenza, sarebbe forse il caso che la politica e questo governo decidesse una volta per tutte da che parte vuole stare: dalla parte della crescita e del futuro di questa società e di questo nostro Paese oppure dalla parte di una minoranza che pretende che ogni desiderio debba per forza diventare diritto?
Renzi, la vera questione italiana è una sola: non si sono fatte politiche per la famiglia. Non le ha mai fatte nessun governo in questa Repubblica.
Renzi, hai una vera e grande occasione: essere tu a guidare il Governo affinchè vengano presentate ed approvate politiche pubbliche strutturali e coerenti che investano sulla famiglia e i figli.
Renzi, hai una vera e grande occasione: essere tu a guidare il Governo affinchè vengano presentate ed approvate politiche pubbliche strutturali e coerenti che investano sulla famiglia e i figli.
La famiglia è sempre stato di fatto il grande surrogato delle debolezze e delle carenze dello Stato e delle politiche sociali. Basterebbe pensare al ruolo di sostegno economico dei padri e dei nonni nei confronti delle nuove generazioni senza lavoro o con basso reddito per capire che il modello è capovolto: la famiglia è stato il grande sostenitore dello Stato e della società, ma questo ruolo la sta esaurendo e consumando e la sta costringendo a diventare un semplice, fragile e instabile istituto di rapporti sentimentali.
Per il bene dell’Italia, per garantire un futuro ad un Paese che sta morendo di anzianità, per assicurare pensioni a chi ha lavorato una vita e si ritrova con seicento euro al mese, per investire sui talenti che i nostri giovani hanno: Renzi ritira questo ddl sulle unioni civili.
Sarebbe un atto simbolico e politico: in cambio investi le energie, le risorse economiche e le menti migliori di questo Paese per costruire nel breve una politica familiare che tutti attendiamo da decenni".