giovedì 11 febbraio 2016

Galantino: "Preferisco fare silenzio". Finalmente!




Galantino: dalla Parola di Dio il coraggio di convertirci
Avvenire
(Mimmo Muolo) La Quaresima è il tempo giusto per «abbandonare la strada dell' apparenza; vivere da uomini e donne riconciliati prima di tutto con noi stessi» in modo da «incrociare lo sguardo misericordioso del Signore; invocare continuamente la bontà paterna del Signore tutte le volte che percorriamo la strade del peccato». Monsignor Nunzio Galantino lo ha detto ieri, celebrando la Messa delle Ceneri nella cappella della sede della Conferenza episcopale italiana, presenti i giornalisti accreditati presso l' Ufficio comunicazioni sociali. Il segretario generale della Cei ha spiegato: «La Parola di Dio e il rito delle Ceneri ci indicano la strada per essere anche noi uomini e donne capaci di abbandonare l' andamento piatto, banale della nostra storia e di vivere una vita segnata serenamente dal coraggio, dalla passione nuova» ispirata dal Risorto. Citando il Papa, Galantino ha sottolineato che «nella Chiesa, oltre a esserci uomini e donne malati di potere e di carrierismo, ci sono uomini anche educati dalla Parola di Dio, capaci di riconoscere i propri limiti e di fare scelte significative». In sostanza, ha aggiunto, «la Quaresima è il tempo per compiere gesti che ci rendono belli agli occhi di Dio, soprattutto se ci rendiamo conto» di aver compiuto «scelte contrarie a quello che Lui ci indica». Questo, ha concluso, può avvenire attraverso un ascolto della Parola, che si fa preghiera e una preghiera che diventa «decisione per la carità e lotta contro la pigrizia e le comodità». Dopo la Messa, incontrando i giornalisti, il vescovo, a proposito della grande folla che sta venerando a Roma le reliquie di Padre Pio e Leopoldo Mandic, ha detto: «Tutti quei fedeli hanno dimostrato di avere cuore, mani e testa. Stento a pensare che abbia almeno la testa chi parla di gesti medioevali». E a proposito di unioni civili ha precisato: «Preferisco fare silenzio mentre è in atto il dibattito parlamentare, per rispetto delle istituzioni».