di Francesco Agnoli
Sul Corriere della sera del 18 febbraio Massimo Franco ritorna sulle tensioni tra il cardinal Bagnasco e il segretario della Cei, Nunzio Galantino. Franco definisce “un commento gelido di Galantino nei confronti del capo dei vescovi”, la dichiarazione del segretario che, smentendo una osservazione del cardinale, dichiarò di non voler interferire nei lavori del Parlamento.
Cosa avrebbe dovuto dire mons. Galantino, in qualità di segretario, e non di presidente, dei vescovi? Che il cardinal Bagnasco aveva solo espresso un parere, come può fare qualsiasi cittadino italiano, né più nè meno. Invece Galantino ha deciso di sconfessare pubblicamente il suo superiore (dicendo in sostanza: “Io non sono come lui, non dico al parlamento cosa fare”). Proprio lui, che in più occasioni si è inserito nel dibattito politico con la leggerezza di un elefante, prendendo apertamente le difese di Maria Elena Boschi nel caso di banca Etruria?
Galantino è l’uomo che da mesi triangola con un partito politico, il Pd; da mesi incontra a pranzo e a cena dignitari di quel partito, che è evidentemente il suo; fonti interne rivelano che anche la cena con Monica Cirinnà, seguita da articoli significativi su Avvenire, non è un falso.
Galantino da mesi cerca di mettere il bastone tra le ruote al movimento laico che ha portato al 20 giugno e al Family day, intervenendo a gamba tesa e arrivando al punto di far rimuovere Massimo Gandolfini da Scienza & Vita nazionale.
Ha ingabbiato il mondo laico cattolico, sino a spingere il presidente del Forum delle Famiglie e Scienza & Vita, associazioni promotrici del Family day del 2007, contro il Family day del 2015…
L’interventismo del segretario della Cei sta diventando sempre più imbarazzante, e divisivo. Molti vescovi italiani sono sconcertati e perplessi. Non pochi confidano, come possono, il loro smarrimento.
Sempre Massimo Franco aggiunge un dettaglio: “ambienti vicini all’ex Segretario di Stato, lo screditato Tarcisio Bertone, hanno sondato la possibilità di usare lo scivolone di Bagnasco per accelerare la sua destituzione a un anno dalla scadenza naturale”.
Se la notizia è vera, il tandem Bertone-Galantino rivela molte cose.
Bertone è l’uomo che andava a cena con Berlusconi, prima, con Monti, poi; è l’uomo che ha cercato di azzerare, con i suoi pasticci, un pontificato; è l’uomo del Bambin Gesù di Roma e degli scandali connessi.
Tra un cena con Monti e una con Cirinnà, i monsignori hanno dimenticato Cristo. Ma sono pronti a dichiararsi rispettosi osservatori di quanto accade in Parlamento. Sepolcri imbiancati.