sabato 5 marzo 2011

Esclusivamente con "la Repubblica"

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjB3RuhuSpu5MlzWzoYVi3lma9eh4xkKOJqeH6tpyAnjr9cjjOAn1YIiwwks-ljd-P0cQjnMQMRnuYnGbjHm05PoslWV5WehuSjqDG6QUGYbRkGSvKGhgvM0uaFQ_J3lxtO_TO2nTJJS-nS/s320/d-d-repubblica.jpg Ogni settimana, proprio nel giorno di sabato, cioè in quello stesso giorno in cui la Liturgia dedica uno speciale sguardo alla vergine Maria, il quotidiano "la Repubblica" è accompagnato da una rivista intitolata "D", che credo stia per "Donne" o "Donna". Lo sto sfogliando adesso: 292 pagine in cui vengono proposte 292 immagini di ragazze in atteggiamenti diciamo per lo meno "ammiccanti", tanto spesso volgari, e che comunque sempre suggeriscono della donna una sola cosa, quella di un oggetto da desiderare e, se si i mezzi economici sono adeguati, da possedere. Ogni singola pagina, 292 volte! Curiosamente, la prima lettura di oggi 5 marzo è per così dire "attinente" al tema:

Dal libro del Siràcide (51,17-27)

Ti loderò e ti canterò,
e benedirò il nome del Signore.
Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando,
ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera.
Davanti al tempio ho pregato per essa,
e sino alla fine la ricercherò.
Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,
il mio cuore si rallegrò.
Il mio piede s’incamminò per la via retta,
fin da giovane ho seguìto la sua traccia.
Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi
e vi trovai per me un insegnamento abbondante.
Con essa feci progresso;
onorerò chi mi ha concesso la sapienza.
Ho deciso infatti di metterla in pratica,
sono stato zelante nel bene e non me ne vergogno.
La mia anima si è allenata in essa,
sono stato diligente nel praticare la legge.
Ho steso le mie mani verso l’alto
e ho deplorato che venga ignorata.
A essa ho rivolto la mia anima
e l’ho trovata nella purezza.
Parola di Dio.

Gregorio di Nissa, a commento del testo, scrive:

"Come deve comportarsi colui che è stato fatto degno di portare il nome di Cristo? Che cos'altro deve fare, se non esaminare sempre dentro di sè i propri pensieri, le proprie parole e le proprie azioni per vedere se esse sono secondo Cristo oppure estranee a Lui? E' molto facile operare tale discernimento. Ciò che viene fatto, pensato o detto in seguito a una passione cattiva non è per nulla in accordo con Cristo, ma porta l'impronta del nemico; questi stende le passioni cattive come fango sulla perla dell'anima e rovina così lo splendore della pietra preziosa. Ciò che invece è puro da ogni disposizione passionale, si volge verso Colui che è l'autore della libertà dalle passioni, il Cristo. Chi attinge da Lui i propri pensieri come da una fonte pura ed eternamente zampillante mostra di assomigliar a Cristo, così come l'acqua riversata nell'anfora assomiglia all'acqua di fonte...".

Gregorio di Nissa, La Perfezione, pp.211-213