martedì 3 maggio 2011

Lo splendore del Re ha vinto le tenebre

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Per oggi 3 maggio, martedi della seconda settimana di Pasqua, propongo questo bel testo di Pietro di Celle.

O potenza di Dio! O impotenza del diavolo! Ormai il braccio del diavolo è stato spezzato e si è inaridito. In quel regno quasi completamente suo che è il mondo, egli si è incontrato con il nostro Re. Certo, è riuscito a legarlo, a catturarlo, a crocifiggerlo, e tuttavia non in forza del suo potere ostile, ma in forza della pazienza di Dio, che aveva il potere di deporre la propria vita e di riprenderla di nuovo.
Il nostro Re in quel momento nascondeva e temperava le sue forze, poichè il sapiente le riserva per il futuro (Pr. 29,11). Il tiranno crudele infieriva e dappertutto cercava di raccogliere forze, cercando con tutto il suo vigore di scalzare il nostro muro e adoperandosi con impegno per togliere di mezzo la memoria del nostro Re. Egli faceva tutto quello che poteva, cercando di fare anche quello che voleva ma non poteva. Alla fine fu sconfitto e se ne ritornò nella dimora infernale.
E tu, nostro Re, cosa fai? Signore, che giudicherai la giustizia, non condannerai molto di più l'ingiustizia? Con piede ardente lascia le tue impronte e afferra la coda del serpente antico che fa deviare gli uomini dal cammino della vita. Egli tiene ancora nascosto presso di sè il documento scritto del decreto che ci è sfavorevole (Col. 2,14) e,se esso rimane presso di lui, prima o poi egli si leverà a calunniarci riguardo al nostro debito, come se Tu non glielo avessi già pagato, per metterci davanti al prezzo da pagare. Ma Tu sovverti i suoi scritti e i suoi scrigni!... Per fare ciò, ti sono necessarie due cose: la prima, che Tu apra ciò che è chiuso; la seconda, che Tu penetri e sovverta ciò che è fortificato. La dimora infernale infatti è chiusa e fortificata. E' chiusa, perchè nessun piede è mai tornato indietro di là; è fortificata, perchè è circondata da un fuoco inestinguibile e da un'acqua invalicabile. E' chiusa, perchè non ammette nessun consolatore; è fortificata, perchè irride chiunque la attacchi. E' chiusa al bene, ed è fortificata nel male. E' chiusa per coloro che si ostinano nella disobbedienza. E' chiusa per coloro che hanno nascosto i propri peccati, è fortificata per quelli che non si sono mai pentiti.
Che cosa dunque devi portare presso ciò che è chiuso se non una chiave, e presso ciò che è fortificato se non un bastone? Il bastone colpisce, la chiave apre. Fà della croce un bastone, fà del bastone una chiave. Il bastone, ovvero la croce, che ha quattro lati, sovverte i quattro lati dell'inferno; il bastone, con i suoi chiodi, penetrando fino alla divisione dell'anima e dello spirito (Eb. 4,12), districa e fa uscire dal labirinto.
Con questo bastone e con questa chiave viene indicata la potenza di Dio e la sapienza di Dio, come insegna l'Apostolo quando dice: La parola della Croce è stoltezza per coloro che si perdono, ma per noi è potenza di Dio e sapienza di Dio (1Cor. 1,18-24). Gesù dunque ha fatto irruzione nella città chiusa e ha sovvertito la città fortificata, poichè ha infranto le serrature di ferro e ha tracciato una via nel mare, perchè coloro che erano stati liberati vi potessero passare. Egli ha detto a coloro che erano nelle tenebre, riferendosi alla chiave: siete liberi! E riferendosi al bastone: uscite! Il bastone infatti ha ucciso il leone e la chiave ha sciolto le catene dei prigionieri.
Pietro di Celle, Discorsi 42