mercoledì 1 giugno 2011

La prova della tentazione rivela chi è l'Anticristo


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sopra: Icona della Natività di Kiko Arguello. Da osservare i particolari del volto di Giuseppe, nella parte inferiore.  La sua espressione rappresenta plasticamente la tentazione universale che continua attraverso i secoli: Dio non esiste, esiste solo il mondo visibile; non esiste una nascita soprannaturale, perchè è impossibile che la natura divina si incarni. L'aureola intorno alla testa di san Giuseppe già lo fa vincitore della tentazione.      







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  Come lettura per questo mercoledi della VI settimana di Pasqua propongo questo testo di Agostino sull'ultima ora... 



 Dai "Trattati sulla Prima Lettera di Giovanni" di sant'Agostino, vescovo                   (3, 1-5)
Figlioli, questa è davvero l'ultima ora (1 Gv 2, 18). Qui si rivolge ai fanciulli perché, trovandoci negli ultimi tempi, affrettino la loro crescita. L'età del nostro corpo non dipende dalla nostra volontà. Nessuno cresce nel corpo, in conseguenza di un suo atto di volontà; allo stesso modo nessuno viene alla vita, per effetto di un suo atto di volontà: dove invece la nascita dipende dalla volontà, da questa dipende anche l'accrescimento. Ora nessuno nasce dall'acqua e dallo Spirito Santo, senza un suo atto di volontà. Perciò egli cresce in questa vita, se vuole, e parimenti questa vita viene a mancare, proprio per causa della volontà. Crescere significa progredire, decrescere significa venir meno. Chi è conscio di aver avuto una nascita, si lasci chiamare fanciullo e infante, si attacchi con avidità alle poppe materne e subito crescerà. La Chiesa è una madre ed i suoi Testamenti che formano le Scritture sono le poppe. Da qui si attinga il latte dei misteri che sono avvenuti nel tempo per la nostra salvezza eterna; così ciascuno di noi, nutrito e corroborato, potrà giungere a mangiare quel cibo di cui sta scritto: In principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo (Gv 1, 1). Cristo si è abbassato a divenire il nostro latte ed ancora lui stesso, che pure è uguale al Padre, diventa nostro cibo. Ti nutre col latte affinché giunga anche a saziarti del pane; toccare Cristo spiritualmente col cuore, significa credere che egli è uguale al Padre.


 Per questa ragione proibiva a Maria di toccarlo e le diceva: Non mi toccare, poiché ancora non sono salito al Padre (Gv 20, 17). Che significano queste parole? Come mai si fece palpare dai discepoli e volle poi evitare il contatto con Maria? Non si tratta della stessa persona che disse al discepolo dubbioso: Metti qui le tue dita e palpa le mie cicatrici (Gv 20, 27)? A quel tempo era forse già asceso al Padre? Perché dunque trattiene Maria e le dice: Non toccarmi, non sono ancora asceso al Padre? Dovremo forse dire che egli non ebbe timore alcuno di farsi toccare dagli uomini mentre temette di farsi toccare dalle donne? No! Il suo contatto rende puro ogni corpo. Perché avrebbe dovuto temere a farsi toccare da quelli ai quali volle manifestarsi per primo? La sua resurrezione non fu forse rivelata agli uomini da alcune donne, cosicché il serpente fosse sconfitto dalla sua stessa tattica ma in senso contrario? Egli aveva annunciato la morte al primo uomo servendosi di una donna, ed è appunto per mezzo delle donne che è stata annunciata agli uomini la vita. Perché dunque il Signore risorto non volle essere toccato? Per quest'unica ragione: voleva far capire che occorreva ormai toccarlo attraverso un contatto spirituale. Questo contatto si verifica quando il cuore è puro. Tocca con cuore mondo il Cristo colui che lo riconosce uguale al Padre. Chi ancora non riconosce la divinità di Cristo si arresta alla sua carne e non raggiunge la sua divinità. Non è un gran che arrivare a toccarlo come lo toccarono i persecutori che lo crocifissero. E' invece importante comprendere il Verbo, Dio presso Dio fin dal principio, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte; egli voleva così essere conosciuto, quando disse a Filippo: Da tanto tempo, o Filippo, sono con voi e non mi avete conosciuto? Colui che vede me, vede anche il Padre (Gv 14, 9).

Chiunque intende non abbandonare il progresso verso la perfezione, ascolti ancora: Questa, o fanciulli, è l'ultima ora. Orsù progredite, incominciate a correre, crescete: questa è l'ultima ora. E' un'ora assai lunga ma è pur sempre l'ultima. Con queste parole l'Apostolo intendeva indicarci gli ultimi tempi, poiché negli ultimi tempi verrà il Signore nostro Gesù Cristo. Alcuni potrebbero osservare: Perché questi che viviamo sono gli ultimi tempi? Perché è questa l'ultima ora? Prima deve venire l'Anticristo, poi il giorno del giudizio. Giovanni previene queste obiezioni in modo che nessuno si adagi tranquillo nella persuasione che questa non è l'ultima ora, perché prima deve venire l'Anticristo. Dice dunque l'Apostolo: Avendo voi udito che verrà l'Anticristo, molti già fin d'ora sono divenuti anticristi (1 Gv 2, 18). Sarebbe mai possibile che ci siano molti anticristi senza che sia giunta anche l'ultima ora?

 Ma chi sono quelli che l'Apostolo chiama anticristi? Lo dice in seguito. Da questo noi conosciamo che è l'ultima ora. Da che cosa dunque? Dal fatto che molti sono diventati anticristi. Essi sono usciti dalle nostre file (1 Gv 2, 18-19). Eccoli gli anticristi; essi uscirono dalle nostre file. Perciò piangiamo questa perdita. Ma ascolta ciò che ci consola: Non erano dei nostri. Tutti gli eretici, tutti gli scismatici sono usciti dalle nostre file, sono usciti cioè dalla Chiesa. Non ne uscirebbero se fossero dei nostri. Non erano dunque dei nostri già prima di uscire. Ma se già prima di uscire non erano dei nostri, molti ce ne sono dentro, che pur non essendo ancora usciti, sono anticristi. Osiamo fare queste osservazioni perché ciascuno di voi, restando dentro la Chiesa, non sia un anticristo. Giovanni, come ora vedremo, ci descrive e ci indica chi sono gli anticristi. Ciascuno deve interrogare la propria coscienza e chiedersi se anche lui non sia un anticristo. Vediamo appunto chi sono gli anticristi. Anticristo in latino significa avversario di Cristo. Alcuni intendono questo termine nel senso di uno che verrà prima di Cristo e dopo del quale ci sarà il ritorno di Cristo. Ma non è questo il vero significato del termine, che non va spiegato in questo modo. Anticristo è colui che si rivela contrario a Cristo. Ma chi dobbiamo intendere come contrario di Cristo? Ammaestrati da Giovanni voi capite che soltanto gli anticristi possono uscire dalla Chiesa. Chi non è contrario a Cristo non può in nessun modo uscire dalla Chiesa. Chi non è contrario a Cristo, si trova unito al suo corpo e ne è ritenuto un membro. Le membra di un corpo non si mettono in opposizione tra di loro. Un corpo è integro quando vi si trovano tutte le membra. Che dice l'Apostolo circa la concordia delle membra? Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; se un membro è trattato con onore, tutte le membra gioiscono (1 Cor 12, 26). Se per l'onore reso ad un membro anche gli altri gioiscono, ne deriva che se un membro soffre, soffrono tutti gli altri. Questa concordia delle membra non permette che esistano gli anticristi. Ma ci sono di quelli che si trovano nel corpo di Cristo come gli umori cattivi nei corpi mortali (anche il corpo di Cristo abbisogna di cure di quando in quando, poiché esso godrà perfetta salute soltanto nel giorno della resurrezione dei morti). Il corpo trova sollievo quando vengono espulsi gli umori cattivi. Quando i cattivi si allontanano dalla Chiesa, questa ne sente sollievo. Quando il corpo evacua e rigetta gli umori cattivi, pare che dica: questi umori sono usciti da me ma non facevano parte del mio essere. Che cosa significano queste parole? Significano che umori cattivi mi opprimevano, ma non già che essi sono stati tagliati via dal mio corpo.

Costoro uscirono dalle nostre file. Dovremmo rattristarci? No! perché essi non erano dei nostri. Che prova ne abbiamo? Se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi (1 Gv 2, 19). Da qui deduca la vostra carità che molti, pur non essendo dei nostri, ricevono i sacramenti insieme con noi, come il battesimo, ed insieme con noi ricevono ciò che solo i fedeli possono ricevere: le benedizioni, l'eucarestia e tutte le grazie contenute nei sacramenti; comunicano con noi nel sacramento dell'altare, ma non sono dei nostri. La prova della tentazione li rivela non dei nostri. Quando la tentazione li assale, vengono gettati lontano, come da una folata di vento; essi non erano buon grano. Tutti costoro saranno spazzati via (è cosa che spesso dobbiamo ripetere), quando l'aia del Signore incomincerà ad essere vagliata nel giorno del giudizio finale. Uscirono dalle nostre file, ma non erano dei nostri, poiché se fossero stati dei nostri sarebbero rimasti con noi. Carissimi, voi volete sapere con quale certezza si debba affermare che quanti uscirono dalla Chiesa ma poi vi sono ritornati, non sono anticristi, cioè non sono contrari a Cristo? Ebbene, coloro che non sono anticristi, non possono restare fuori dalla Chiesa. Con la volontà ciascuno di noi può essere anticristo oppure restare legato a Cristo. O siamo uno dei suoi membri oppure siamo nel novero degli umori cattivi. Chi diventa migliore fa parte del corpo; chi resta nella sua malizia, è umore cattivo e, quando verrà scacciato, ne sentiranno sollievo coloro che ne erano angustiati. Da noi uscirono ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti ancora con noi; ciò avvenne affinché risultasse chiaro che non tutti erano dei nostri (1 Gv 2, 19). Ha perciò aggiunto: affinché risultasse chiaro, perché sono dentro, eppure non sono dei nostri. Non si vedono cioè, ma uscendo si manifestano. Ma voi avete l'unzione dello Spirito, che vi aiuta a rivelarvi a voi stessi (1 Gv 2, 20). Questa unzione spirituale è lo stesso Spirito Santo, il cui sacramento consiste nell'unzione visibile. Giovanni afferma che tutti coloro i quali hanno questa unzione di Cristo, conoscono i cattivi ed i buoni e non c'è bisogno che siano ammaestrati, perché l'unzione stessa li ammaestra.