sabato 2 luglio 2011

La Speranza non può morire



Dedicato a chi pensa che si è allontanato troppo da Dio, che Dio è arrabbiato con lui e non vuole rivolgergli più la parola, a chi è sul punto di uccidersi...

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Dalle “Catechesi” di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo (2, 5-8)


La salvezza viene dalla misericordia di Dio


Colui che sparse il suo sangue per noi, proprio Lui ci libera dal peccato. Non disperiamo di noi stessi, fratelli, per non cadere in uno stato di desolazione senza speranza. E' cosa terribile non avere la speranza della conversione. Colui che non attende la salvezza accumula mali senza misura: chi invece spera di potersi risanare, facilmente si modera per l'avvenire. Il bandito che non aspetta più la grazia procede nella contumacia; se invece spera il perdono, si volge a penitenza. Perfino il serpente può deporre la vecchia spoglia, e noi non deporremo il peccato?

Benevolo è il Signore, e lo è senza misura. Tu perciò guardati dal dire: sono stato dissoluto e adultero, ho compiuto azioni cattive, e non una volta sola, ma molto spesso: mi vorrà ancora perdonare? E' possibile che non si ricordi più di esse? Ascolta ciò che dice il salmista: “Quanto è grande la tua bontà, Signore (Sal. 30, 20). Il cumulo dei tuoi peccati non supera la grandezza della misericordia di Dio, le tue ferite non superano l'esperienza del sommo medico. Soltanto consegnati a Lui con fede, confessa al medico la tua malattia; dì anche tu con Davide: “Ho detto: confesserò al Signore le mie colpe”, e avverrà in te ciò che segue immediatamente: “e Tu hai rimesso la malizia del mio peccato” (Sal. 31, 5).

Desideri vedere la benevolenza di Dio e la sua sconfinata magnanimità? Ascolta quel che avvenne di Adamo. Era il primo uomo creato da Dio e trasgredì il suo comando: non avrebbe potuto ucciderlo in quello stesso momento? Ma guarda che cosa fa il Signore che ama infinitamente gli uomini. Lo scaccia dal Paradiso e lo pone al di fuori di esso, affinchè, vedendo il luogo da cui è caduto e da quali realtà in quali altre sia stato gettato, sia salvato nuovamente per mezzo della penitenza.

Questa è la benignità di Dio; ma in confronto ai benefici che seguirono è ancora ben piccola cosa. Ricorda ciò che avvenne ai tempi di Noè. Peccarono i giganti, e tale fu la malvagità che in quel tempo si diffuse sulla terra, da causare il diluvio. Ma non vedi anche in questo la benignità di Dio che pazientò per ben cento anni?

Non avrebbe potuto fare subito ciò che fece dopo cento anni? Ma di proposito prolungò il tempo, per dar modo di pentirsi. Vedi la bontà di Dio? Neppure quelli, se allora avessero fatto penitenza, sarebbero stati privati della sua benevolenza.