Anno A
Tempo Ordinario
Quattordicesima Domenica
Di seguito le letture della preghiera notturna dei Certosini...
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Quattordicesima Domenica
Di seguito le letture della preghiera notturna dei Certosini...
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Dal vangelo secondo Luca.
5,1-11
Quando Gesù ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e
calate le reti per la pesca".
* * *
Dai Discorsi di Giovanni Taulero.
3e Sermon pour le 5e dim. après la Trin.,1.2-4. Sermons de Tauler. Trad.
Hugueny, Théry, Corin, "La vie spirituelle", Paris, t.II, 1930, 228.
229-232.
La barca era di Simone, l'uomo obbediente, davvero docile a Dio.
Carissimi, se sapeste quanto vi nuoce resistere alle esortazioni e agli
inviti di Dio, quanto vi rovina non obbedirgli! Ne sareste certamente
inorriditi.
Il lungo purgatorio destinato a chi resiste all'Altissimo vi
spaventerebbe al punto che non osereste più sperare e avere fiducia nel
Signore. Eppure, credetemi, la bontà di Dio è sconfinata!
Anche coloro che egli aveva chiamati ad un'alta mèta e si distolgono
dal loro fondo interiore, possono raggiungere con la sofferenza quello che
non conseguirono con il proprio modo di vivere. Infatti, al momento della
morte, queste anime soffrono grandi angustie ben più degli altri e poi
subiranno un tremendo purgatorio. Eppure, dopo tutto questo, saliranno
sorprendentemente più in alto di quelli che forse sono stati chiamati ad un
grado inferiore.
Era di Simone la barca in chi Nostro Signore si sedette e da lì
insegnava. Siatene sicuri, Dio siede nel fondo del cuore dell'uomo
obbediente per istruirlo. Là Dio illumina l'uomo con grazie interiori così
grandi e impartendogli una tale dottrina che all'occorrenza quest'uomo
potrebbe dare lezioni al mondo intero.
Nostro Signore richiese poi a Simone di scostare la barca da terra.
Nel grado più basso della vita spirituale il cuore dell'uomo deve
assolutamente allontanarsi da terra, da ogni affetto per le realtà mondane
e caduche, dal piacere delle creature e dalla natura.
Chi vuole raggiungere Dio, deve attendere a questa impresa con un
impegno costante e immutato. Non si tratta di cominciare oggi e lasciare
tutto domani. Se si vuole pervenire alla perfezione, bisogna perseverare in
questo esercizio di distacco in ogni tempo, ad ogni ora e ogni giorno, e
non vivere oggi per il Signore e domani per il proprio io o per le
creature.
Molti hanno orrore di tale distacco. Non osano credere, la fiducia in
Dio sembra loro un'impresa enorme. Allora se ne distolgono pensando di non
esserne capaci. Vogliono vivere come il tale o il tal altro che seguono le
tendenze della natura: vogliono godersela come costoro. Perciò tornano al
mondo. Mondo è tutto ciò che non è Dio. Allora si rompe la rete e tutti i
pesci che erano entrati cadono fuori.
Figli, dovete sapere che Dio non si interessa di tutte le opere,
grandi e buone che siano, di cui egli non è la causa; tutto questo ha
qualcosa di simoniaco. Simonia significa scambiare un bene spirituale per
uno terreno: si tratta di uno dei peccati più spaventosi.
Ma di questo si rendono spiritualmente in parte colpevoli quegli
uomini che compiono buone opere spirituali - che dovrebbero essere divine e
pure tali appaiono. Purtroppo costoro mirano a un vantaggio temporale ed
effimero. Poco importa di che genere sia questo fine, interiore o
esteriore, dal momento che in verità non è Dio.
I discepoli dovettero riparare le loro reti. Analogamente attraverso
una totale conversione, l'uomo deve riparare la sua rete che si è lacerata
per quella dannosa uscita alla ricerca di soddisfazioni umane. Deve agire
come chi voglia raddrizzare un bastone storto: lo curva in senso contrario
perché ritorni dritto. Con una vera conoscenza del suo stato e una profonda
umiltà costui insieme con san Pietro si dolga con Dio: Maestro, abbiamo
faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla. Ogni lavoro in cui
l'uomo si affatica senza Dio, è compiuto nella notte e non approda
assolutamente a nulla.
Nostro Signore disse a Pietro: Prendi il largo e calate le reti. Cioè,
eleva il tuo spirito e tutte le tue facoltà. La ricchezza che nasce da
questa esperienza è sovrabbondante. Quando il Maestro divino insegna questa
parola ed essa è ricevuta nel modo giusto, la rete si rompe e la barca
affonda e va sotto. La natura ha l'impressione di star per soccombere
completamente. L'uomo non deve allora correre fuori per cercare aiuti
esterni, ma imiti san Pietro. L'Apostolo non urlò né corse, ma fece
discretamente cenno ai compagni, soprattutto a san Giovanni. Questo
significa che occorre appellarsi alla discrezione illuminata dalla grazia e
valersene, appena sentiamo che coliamo a picco in Dio. Quando sorge luce
increata comincia a scintillare e risplendere, la luce creata per forza
deve diventare più caliginosa fino a oscurarsi. Proprio come succede per il
sole: il suo splendore luminoso rende buio e fosco il lume della candela.
Figli, coloro che percepiscono un raggio soltanto della luce divina,
provano una delizia, una gioia, un appagamento che superano al di là di
ogni dire tutto il piacere, la contentezza e il soddisfacimento che il
mondo intero può procurare. È un'esperienza che eccede ogni misura: eppure
questo grande sentimento del divino è percepito ancora solo dalle facoltà
inferiori.