Davvero bello fare vacanza così, nelle stazioni delle nostre città, negli ospizi per anziani, nei reparti di lungodegenza, nelle carceri, alla ricerca di qualche fratello, sorella o madre di Gesù. No, alla ricerca di Gesù stesso. Una vacanza alternativa, come ci suggerisce Charles De Foucauld...
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In tutte le pagine dei suoi libri, Dio ci raccomanda i suoi figli poveri, i suoi figli diseredati; ascoltiamo la sua voce, siamo i padri, i fratelli,i figli di questi infelici; siamo la loro consolazione, il loro rifugio, il loro asilo, il loro focolare, la loro casa paterna. Saremo così i padri, i fratelli, i figli di Gesù; la sua consolazione, il suo rifugio, il suo aiuto, il suo focolare, la sua casa. Non inquietiamoci per coloro ai quali non manca casa nè nulla, ai quali pensano tutti, inquietiamoci, occupiamoci di coloro ai quali manca tutto, ai quali non pensa nessun. Siamo gli amici di quelli che non hanno amici. Medichiamo le piaghe di Lazzaro piuttosto che far doni al ricco, per quanto ciò sia buono. Siamo i padri, i fratelli, i figli degli abbandonati, dei diseredati, dei miseri; saremo così i padri, i fratelli, i figli di Gesù.
Amiamo i ricchi, poichè sono figli di Dio; ma non occupiamoci di loro giacchè non ne hanno bisogno; occupiamoci dei poveri, giacchè hanno bisogno di tutto e perchè Gesù ce li ha lasciati non come fratelli, ma come Lui stesso da curare, nutrire, vestire, consolare, santificare, salvare, insomma amare. Essi sono "i suoi fratelli", sono la famiglia che Egli ha adottato; quella che lascia a noi. Sta a noi vedere se dalla sua mano vogliamo accettarla oppure rifiutarla.
(...) Noi siamo tutti figli dell'Altissimo! Tutti... il più povero, il più ripugnante, un neonato, un vecchio decrepito, l'essere umano meno intelligente, il più abietto, un idiota, un pazzo, un peccatore, il più grande peccatore, il più ignorante, l'ultimo degli ultimi, quello che più ripugna fisicamente e moralmente è un figlio di Dio, un figlio dell'Altissimo, accompagnato da un angelo custode splendente di bellezza e di potenza.
Quano dobbiamo stimare ogni essere umano, quanto dobbiamo amare ogni essere umano! E' il figlio di Dio. Dio vuole che i suoi figli si amino tra loro come un tenero padre, vuole che i suoi bambini si amino tra loro. Amiamo ogni uomo perchè è nostro fratello e perchè Dio vuole che lo consideriamo e l'amiamo tenerissimamente come tale, perchè egli è il figlio del Dio beneamato e adorato! perchè è costato il sangue di Nostro Signore, coperto dal suo sangue come da un mantello, amato da Dio e da Gesù fino a consumare per lui il sacrificio del Calvario, amato da Dio fino a dare per lui suo Figlio, amato da Gesù in associazione, in imitazione, in unione, in conformità perfetta con Dio, e perciò fino ad immolare se stesso per lui. Amiamo quest'uomo che Dio ama in tutti gli istanti della sua vita, al quale egli dà con una pazienza ed una bontà infinite, sino all'ultimo minuto della sua esistenza, i mezzi per vivere eternamente in cielo prendendo parte in modo meraviglioso all'eredità divina. Stimiamo, amiamo dal profondo del cuore ogni uomo in vista di Dio, nostro Padre comune.
Charles De Foucauld, Opere Spirituali, Milano 1960, pp. 84-86