MADRID, domenica, 1 gennaio 2012.
Un grande emozione ha permeato la quinta edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, incentrata quest’anno sul tema “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati”, che si è celebrata, venerdì 30 dicembre, nella capitale spagnola.
Più di un milione di persone sono state contate in Plaza de Colòn tra cui giovani e intere famiglie con bambini. Ad accogliere la grande folla intervenuta per rendere grazie al Signore per la vita ricevuta: il messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela.
“La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera” ha detto il Santo Padre nella sua lettera “lasciatevi guidare dalla Chiesa, senza cedere alle tante forze mondane che minacciano il grande tesoro della famiglia”, un tesoro “che deve essere custodito e valorizzato ogni giorno”.
“La Santa Famiglia è segno di gioia e speranza per l’umanità intera” ha sottolineato ancora Benedetto XVI, grazie ad essa “il Bambino Gesù ha appreso nell’intimità della Casa di Nazareth il modo ‘umano’ di vivere”.
La percentuale più numerosa dei partecipanti all’incontro è stata registrata tra i provenienti dal Cammino neocatecumenale, venuti dall’Italia e da tutta Europa, guidati, come ogni anno, da Kiko Arguello, fondatore del movimento, dottore Honoris Causa per il suo sostegno e difesa della famiglia.
Lo stesso Kiko ha arricchito la celebrazione con la sua orchestra internazionale che, subito dopo il Coro della Giornata Mondiale della Gioventù, si è esibita in Resurrexit e in altri pezzi della Sinfonia El sufrimiento de los inocentes.
Gli inni a Maria, scritti sempre dal fondatore del Cammino, hanno accompagnato poi la processione della statua della Madonna dell’Almudena, protettrice della città, portata a spalla da alcuni giovani nella enorme spianata che ha accolto i pellegrini.
Sono seguiti, poi, testimonianze e canti che hanno fatto rivivere l’atmosfera gioiosa dell’ultima Gmg alla capitale della Spagna, divenuta ormai capitale della famiglia in Europa.
“Per una società equilibrata è importante la famiglia perché è la cellula di base” ha dichiarato a gran voce Kiko Arguello, secondo quanto riferito dalla rivista cattolica online Caminayven.com “Dio ha voluto mostrare l’amore che ha per l’umanità proprio attraverso il sacramento del matrimonio”.
A proposito del tema Grazie alla famiglia cristiana siamo nati, il pittore spagnolo ha aggiunto: “Sembra un grande successo! Rappresenta una nuova giovinezza, un segno di speranza che mostra una Chiesa viva”.
“I giovani neocatecumenali hanno grande entusiasmo - ha ricordato - per la Giornata Mondiale della Gioventù sono venuti circa 200.000 ragazzi e famiglie appartenenti a questa iniziazione cristiana, che qualche mese prima erano stati inviati a evangelizzare in tutta Europa. Tutto è frutto della famiglia cristiana e per questo vengono a Madrid a rendere grazie a Dio”.
Kiko ha concluso poi affermando: “La famiglia, se ha fede genuina, è invincibile! Quindi siamo molto contenti di vedere che stiamo passando la fede ai figli nelle famiglie, così come i primi cristiani”.
Momento culminante dell’incontro: la solenne Eucarestia presieduta dal cardinal Rouco, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, momento culminante dell’incontro, concelebrata insieme a circa 40 cardinali e vescovi provenienti dalla Spagna e altri Paesi europei.
Durante l’omelia il porporato ha ricordato che “l’uomo non può disporre a suo piacimento dell’istituzione matrimoniale e familiare, che è sacra. L’uomo non è padrone della vita, ma ne è il servitore”.
“La vita è sacra dalla nascita alla morte nessuno può decidere di ucciderla, ma il suo termine ha fine naturalmente” ha aggiunto il cardinal Rouco, concludendo con l’affermazione: “Nessuna istituzione umana può disporre della vita di un essere innocente”.
Gli organizzatori di questa quinta edizione della Festa delle Famiglie hanno annunciato, infine, che l’evento di Madrid è stato propedeutico all’incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Milano dal 31 maggio al 3 giugno del 2012.
Fonte: Zenit
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BOLOGNA, domenica, 1° gennaio 2012.- Riporto di seguito l'omelia del cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, pronunciata il 30 dicembre scorso nella parrocchia della Sacra Famiglia del capoluogo emiliano, in occasione della festa della Santa Famiglia di Nazareth.
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1. Cari fratelli e sorelle, un solo grande insegnamento percorre le tre pagine della S. Scrittura che abbiamo appena ascoltato: la vita dell’uomo è dono di Dio. La Scrittura ci dona questa certezza attraverso la vicenda di Abramo e Sara, e l’offerta che Maria e Giuseppe fanno del bambino Gesù al tempio.
«Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia». E nella seconda lettura si ribadisce la stessa verità colle seguenti parole: «per fede anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso».
Questa certezza che la vita trasmessa dai genitori ha la sua origine in Dio, appartiene alla rivelazione biblica ed è stata costantemente insegnata dalla Chiesa.
«Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo; prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato» [Ger 1, 5], dice il Signore al suo profeta Geremia. È profondamente commovente la parola che una madre di sette figli dice a loro per confortarli nella fedeltà alla Legge di Dio: «Non so come siete apparsi nel mio grembo; non io vi ho dato lo spirito e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore del mondo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti … » [2 Mac 7, 22-23].
Non siamo dunque frutto del caso o il risultato fortuito di leggi biologiche. All’origine di ciascuno di noi, dell’esserci di ciascuno di noi sta un atto d’amore di Dio creatore; fin dal grembo materno ciascuno di noi è stato il termine personalissimo dell’amorosa e paterna Provvidenza divina.
Cari fratelli e sorelle, questa verità che oggi la parola di Dio ci dona, ci fa comprendere e la grande dignità di ogni persona umana e la sublime dignità dell’amore coniugale.
Ogni persona umana è in un rapporto diretto ed immediato con Dio creatore. Essa non è proprietà di nessuno, e di essa nessuno può disporre.
È per questo che l’aborto, cioè l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, chirurgicamente o chimicamente, di una persona umana già concepita e non ancora nata, è, come lo definisce il Concilio Vaticano II, un «delitto abominevole» [Cost. past. Gaudium et spes 51]. La vita umana, in qualunque stadio, è sacra ed inviolabile; in essa si rispecchia la stessa inviolabilità del Creatore.
Ma il fatto che all’origine di ogni persona umana ci sia un atto creativo di Dio, getta anche una luce particolare sull’amore coniugale. Esso è il tempio in cui Dio celebra la liturgia del suo amore creativo. Come dunque esso deve essere splendente di santità! È per questo che il divino Redentore ha elevato il matrimonio alla dignità di Sacramento: perché gli sposi fossero santi nel corpo e nello spirito.
2. La grande verità che oggi la Parola di Dio ci insegna e la conseguenza etica derivante da essa – ogni vita umana è un bene che non è a disposizione di nessuno – possono essere accolte anche dalla ragione retta. Ed infatti esse hanno costituito uno dei pilastri portanti della nostra civiltà occidentale: il pilastro della dignità incommensurabile di ogni persona.
Ora la nostra civiltà si è ammalata e mortalmente. Perché si è verificato questo? Perché essa si è distaccata dalla piena verità sull’uomo; ha perso la vera misura del valore incondizionato di ogni persona umana.
Alcuni sintomi di questa grave malattia: la distinzione fra vita degna e vita indegna di essere vissuta; la negazione del carattere di persona all’embrione; la progressiva legittimazione del suicidio e quindi dell’assistenza ad esso; il cambiamento sostanziale della definizione della professione medica, non più univocamente orientata alla vita.
Cari amici, come credenti e come persone ragionevoli non possiamo rassegnarci a questa deriva. Non si fa luce in una stanza piombata nel buio discutendo sulla natura fisica della luce, ma riaccendendola.
La Chiesa oggi prega per ogni famiglia perché sia questa luce: luce che mostri la verità e la bellezza del vero amore.
Fonte: Zenit