di Mauro Covachich
in “Corriere della Sera” del 10 aprile 2013
Boko Haram in lingua hausa significa «Tutto ciò che è occidentale è malvagio». Lo dice il vescovo di
Maiduguri e, a giudicare dalle macerie della chiesa che ha sullo sfondo, c'è da credergli. Maiduguri è
una città nel nordest della Nigeria, dove le comunità cristiane vengono straziate con scandalosa
regolarità dalla violenza del fanatismo islamico di Boko Haram. La setta dei puri. Giovani uomini che
entrano nei villaggi e sgozzano e fucilano in nome di Dio. Il loro Dio si chiama Allah, è grande come il
nostro e come lo Yahweh degli israeliti, lo stesso ente perfettissimo, creatore del cielo e della terra e di
quelle quattro pietre su cui si trascina il loro bestiame smagrito. Ma loro non sono d'accordo, la loro
purezza si nutre di quest'unica certezza tutto ciò che è occidentale è malvagio.
La verità di Allah brandita contro la cultura di cui i poveri sacerdoti locali sono involontari portatori.
Cristianesimo e Occidente. Cristianesimo e capitalismo. Cristianesimo e corruzione dello spirito. Le
guerre non sono mai di religione, neanche le crociate erano così. Le religioni convivrebbero benissimo.
Sono i modelli culturali a essere intolleranti ed esclusivi.
Come mostra il bel documentario di Riccardo Bicicchi: se il vescovo Oliver Dashe Doeme e i suoi fedeli
sono i rappresentanti del progresso, ebbene Boko Haram esalterà l'arretratezza e l'ignoranza come segni
di devozione. Se i cristiani vanno a scuola, Boko Haram inneggerà a una società primordiale fondata
sull'analfabetismo e la preghiera.
I terroristi uccidono innanzitutto gli studenti. Arrivano di notte, chiedono come ti chiami: se hai un nome
che non suona tradizionale ti sgozzano davanti a tua madre. Gli studenti studiano. Studiare aiuta a
pensare, produce domande, interrogativi nuovi, ti porta a staccare lo sguardo dai piedi, a sollevare la
testa: sarà pure il morbo della borghesia decadente e pervertita dell'Occidente, ma ti consegna strumenti
razionali, conoscenze che, anche quando non ti permettono di comprendere l'altro, ti pongono
comunque in ascolto delle sue ragioni. Studiare non elimina i dubbi, ma anzi li moltiplica. Più dubbi hai e
più aumenta la tua coscienza critica. Lo sapeva Hitler, lo sapeva Pinochet, lo sapeva Pol Pot. I roghi di
libri servivano a questo: festeggiare una palingenesi fondata sull'oscurantismo e la forza bruta.
Anche per i fanatici di Boko Haram non ci sono vie di mezzo: i musulmani che rifiutano l'integralismo
della setta rischiano di finire come i devoti di Cristo, che in queste capanne di fango hanno vissuto in
pacifica convivenza con le popolazioni di fede islamica da generazioni e generazioni. Ora sembra a tutti
normale di doversene andare prima di finire sgozzati. Sembra a tutti normale che il vescovo accetti di
dotarsi di blindato e guardie del corpo per continuare ad amministrare la diocesi. Lui si rifiuta, ma dovrà
rassegnarsi, è normale. L'odio è nella natura delle cose. Così si dice. Ma secondo me è un errore.
L'odio non è un frutto spontaneo, per fabbricarlo e diffonderlo servono anni di laboriosa dedizione alla
causa.