martedì 16 febbraio 2016

Incontro con i giovani allo Stadio “José Maria Morelos y Pavón” di Morelia. Discorso del Santo Padre



Incontro con i giovani allo Stadio “José Maria Morelos y Pavón” di Morelia. Discorso del Santo Padre: "Cari giovani (...) siete voi la ricchezza di questa terra. E non ho detto la speranza di questa terra, ho detto: la ricchezza
Sala stampa della Santa Sede 

Alle ore 16.30 di questo pomeriggio, il Santo Padre Francesco è arrivato allo Stadio “José Maria Morelos y Pavón” di Morelia.L’incontro con i giovani è iniziato con un momento di festa con canti e danze e è proseguito con gli indirizzi di saluto del Card Alberto Suárez Inda, Arcivescovo di Morelia, e di S.E. Héctor Luis Morales Sánchez, Vescovo di Ciudad Nezahualcóytl e incaricato della Pastorale giovanile. Quindi due giovani hanno portato la loro testimonianza. Dopo la consegna dei doni e un momento di preghiera, Papa Francesco ha rivolto ai giovani il discorso che riportiamo di seguito:
Discorso del Santo Padre
 
Il segno (...) indica passaggi a braccio inseriti dal Santo Padre  
Traduzione in lingua italiana
Cari giovani, buonasera!

(...)Quando sono arrivato in questa terra sono stato accolto con un caloroso benvenuto e ho constatato in quello stesso momento qualcosa che intuivo da tempo: la vitalità, l’allegria, lo spirito festoso del Popolo messicano. Adesso, dopo avervi ascoltato, ma specialmente dopo avervi visto, constato nuovamente un’altra certezza, una cosa che ho detto al Presidente della Nazione nel mio primo saluto. Uno dei tesori più grandi di questa terra messicana ha il volto giovane, sono i suoi giovani. Sì, siete voi la ricchezza di questa terra. E non ho detto la speranza di questa terra, ho detto: la ricchezza.
Non si può vivere la speranza, sentire il domani se prima non si riesce a stimarsi, se non si riesce a sentire che la propria vita, le proprie mani, la propria storia hanno un valore. La speranza nasce quando si può sperimentare che non tutto è perduto, e per questo è necessario l’esercizio di cominciare “da casa”, cominciare da sé stessi. Non tutto è perduto. Non sono perduto, valgo e valgo molto.(...) La principale minaccia alla speranza sono i discorsi che ti svalutano, che ti fanno sentire di seconda classe. (...)La principale minaccia alla speranza è quando senti che a nessuno importa di te o che sei lasciato in disparte. (...)La principale minaccia alla speranza è quando senti che se ci sei o non ci sei è la stessa cosa. Questo uccide, questo ci annienta e apre la porta a tanto dolore. La principale minaccia alla speranza è farti credere che cominci a valere quando ti mascheri di vestiti, marche,dell’ultimo grido della moda, o quando diventi prestigioso, importante perché hai denaro, ma in fondo il tuo cuore non crede che tu sia degno di affetto, degno di amore. (...)La principale minaccia è quando uno sente che i soldi gli servono per comprare tutto, compreso l’affetto degli altri. La principale minaccia è credere che perché hai una bella macchina sei felice.
(...)Voi siete la ricchezza del Messico, voi siete la ricchezza della Chiesa. (...)E capisco che molte volte diventa difficile sentirsi la ricchezza quando ci troviamo esposti continuamente alla perdita di amici e di familiari nelle mani del narcotraffico, delle droghe, di organizzazioni criminali che seminano il terrore. E’ difficile sentirsi la ricchezza di una nazione quando non si hanno opportunità di lavoro dignitoso, possibilità di studio e di preparazione, quando non si vedono riconosciuti i diritti e questo finisce per spingere a situazioni limite. E’ difficile sentirsi la ricchezza di un luogo quando, per il fatto che sono giovani, li si utilizza per scopi meschini seducendoli con promesse che alla fine nono sono tali.(...)
Eppure, malgrado tutto questo, non mi stanco di ripeterlo: voi siete la ricchezza del Messico.
(...) Non pensate che vi dica questo perché sono buono, o perché sono un esperto, no, cari amici, non è così. Vi dico questo, e ne sono convinto, sapete perché? Perché come voi credo in Gesù Cristo. (...) Ed è Lui che rinnova continuamente in me la speranza, è Lui che rinnova continuamente il mio sguardo. E’ Lui che continuamente mi invita a convertire il cuore. Sì, amici miei, vi dico questo perché in Gesù ho incontrato Colui che è capace di accendere il meglio di me stesso. Ed è grazie a Lui che possiamo fare strada, è grazie a Lui che ogni volta possiamo ricominciare da capo, è grazie a Lui che possiamo avere il coraggio di dire: non è vero che l’unico modo di vivere, di essere giovani è lasciare la vita nelle mani del narcotraffico o di tutti quelli che la sola cosa che stanno facendo è seminare distruzione e morte.(...) E’ grazie a Lui che possiamo dire che non è vero che l’unico modo di vivere per i giovani qui sia nella povertà e nell’emarginazione; emarginazione dalle opportunità, emarginazione dagli spazi, emarginazione da formazione ed educazione, emarginazione dalla speranza. E’ Gesù Cristo Colui che smentisce tutti i tentativi di rendervi inutili, o meri mercenari di ambizioni altrui.(...)
Mi avete chiesto una parola di speranza: quella che ho da darvi si chiama Gesù Cristo. Quando tutto sembra pesante, quando sembra che ci caschi il mondo addosso, abbracciate la sua croce, abbracciate Lui e, per favore, non staccatevi mai dalla sua mano,(...) per favore, non allontanatevi mai da Lui. Perché insieme a Lui è possibile vivere pienamente, insieme a Lui è possibile credere che vale la pena dare il meglio di sé, essere fermento, sale e luce tra gli amici, nel quartiere, in comunità. (...)Perciò cari amici, da parte di Gesù vi chiedo di non lasciarvi escludere, non lasciarvi disprezzare, non lasciarvi trattare come merce. (...)Certo, è probabile che non avrete la macchina ultimo modello, non avrete il portafoglio pieno di soldi, ma avrete qualcosa che nessuno potrà togliervi cioè l’esperienza di sentirsi amati, abbracciati e accompagnati.(...) E’ l’esperienza di sentirsi famiglia, di sentirsi comunità.(...)
Oggi il Signore continua a chiamarvi, continua a convocarvi, come fece con l’indio Juan Diego. Vi invita a costruire un santuario. Un santuario che non è un luogo fisico, bensì una comunità, un santuario chiamato parrocchia, un santuario chiamato Nazione. La comunità, la famiglia, il sentirci cittadini è uno dei principali antidoti contro tutto ciò che ci minaccia, perché ci fa sentire parte di questa grande famiglia di Dio. Non per rifugiarci, non per chiuderci, anzi, per uscire ad invitare altri, per uscire ad annunciare a tutti che essere giovani in Messico è la più grande ricchezza e pertanto non può essere sacrificata.(...)
Gesù(...) mai ci inviterebbe ad essere sicari, ma ci chiama discepoli(...). Egli mai ci manderebbe a morire, ma tutto in Lui è invito alla vita. Una vita in famiglia, una vita in comunità; una famiglia e una comunità a favore della società.(...)
Voi siete la ricchezza di questo Paese, e quando dubitate di questo, guardate Gesù Cristo, Colui che smentisce tutti i tentativi di rendervi inutili, o meri mercenari di ambizioni altrui.(...)

***

Estadio “José María Morelos y Pavón”. Encuentro con los jóvenes. Testimonios al Santo Padre de los jóvenes 
 Sala stampa della Santa Sede 

La familia que queremos
Querido Papa Francisco, reciba en primer lugar un fuerte y cariñoso abrazo de todos los jóvenes mexicanos. Somos portadores de un sencillo mensaje. Su visita representa para nosotros un signo de aliento y luz para el caminar de nuestro pueblo mexicano, necesitamos de su palabra.

Santo Padre, para nosotros jóvenes mexicanos la familia tiene aún gran trascendencia pues es el signo más directo y palpable del amor, la cercanía, la solidaridad, es la escuela para la vida, en ella aprendemos costumbres, hábitos, ideas que nos van formado y van construyendo nuestra personalidad, aprendemos a distinguir lo bueno y lo malo, a compartir las alegrías y también los momentos difíciles, a resolver los problemas, siempre sintiéndonos parte de una comunidad.
Sin embargo, nos duelen profundamente tantas realidades que hoy afectan a nuestras familias. Nos duele ver cómo para muchos es más importante las cosas materiales que la persona misma; la palabra amor cuesta trabajo pronunciarse, se ofrecen cosas pero falta el abrazo que brinda apapacho y seguridad, el regaño que implica preocupación, el trabajo común que genera respeto y admiración, el compartir sueños que genera identidad y pertenencia… ¿Cómo recuperar el sentido verdadero de la familia? ¿Cómo ir venciendo los paradigmas de un sistema que nos envuelve?
Papa Francisco hoy los jóvenes mexicanos vivimos realidades que son verdaderamente encrucijadas: Una mala educación sexual, la influencia de los medios de comunicación, una profunda carencia afectiva, miedo al compromiso con la otra persona ¿Cómo favorecer que los jóvenes valoremos nuestra persona? ¿Cómo recuperar el sueño de formar una familia?
Los jóvenes mexicanos soñamos con tener una familia, sí… queremos seguir soñando y confiamos en que con familias viviendo el amor podremos generar una sociedad misericordiosa.
La paz que añoramos
Santo Padre estamos muy contentos de que esté entre nosotros como mensajero de paz y de reconciliación. Soy uno de los más de 30 millones de jóvenes que en este país queremos vivir en paz. Muchos estudiamos con el afán de hacer posible el desarrollo. Otros trabajamos de manera honesta para colaborar con el sustento de nuestras familias. Provenimos de múltiples tradiciones culturales, pero todos queremos ser portadores de vida y de reconciliación. Intentamos que la sociedad nos mire, y aproveche el potencial que tenemos en la mente, en el corazón y en nuestras manos para crear una cultura de igualdad y de respeto. En las parroquias formamos comunidades creyentes que revitalizan la evangelización, gozamos de la celebración de la fe, escuchamos el grito de nuestros hermanos y convertimos nuestro corazón hacia ellos para vivir el amor que nos mandó Jesucristo y gozar de la paz que nos donó para hacer posible el perdón y la fraternidad.
Santo Padre, me duele compartir con Usted que en diferentes puntos de país faltan oportunidades de preparación profesional y de trabajo. Algunos jóvenes somos atrapados por la desesperación y nos dejamos llevar por la avaricia, la corrupción y las promesas de una vida intensa y fácil, pero al margen de la legalidad. Aumentan entre nosotros las víctimas del narcotráfico, la violencia, de las adicciones y la explotación de personas. Muchas familias sólo han podido llorar la pérdida de sus hijos, porque la impunidad ha dado alas a quienes secuestran, estafan y matan. En medio de todo esto la paz es un don que seguimos anhelando. Santo Padre, queremos ser constructores de la paz ¿cómo lograrlo? Deseamos que nuestros seres queridos no sean afectados por la violencia ¿Cuál sería el camino? Como católicos queremos recibir la paz de Cristo y ser sus mensajeros como Usted ¿Cómo lograrlo en nuestras parroquias? Le agradezco su presencia, su palabra y su consuelo.
El Compromiso que asumimos
Papa Francisco, su presencia nos impulsa a emprender una vida de más compromiso. Son muchos los fenómenos que nos envuelven y condicionan a los jóvenes de México. Tenemos cosas favorables, pero también otras, nada favorables. Hay realidades que nos condicionan más allá de nuestra voluntad, pero igual hay otras que, si nos aplicamos, pueden ser diferentes.
Santo Padre nos alegra que hoy muchos más jóvenes podemos aspirar a una carrera profesional; pero a la vez nos desanima que el país no nos da la misma oportunidad para luego realizarnos en el ejercicio de una profesión. Nos lástima la violencia, debido a la cual muchos de nosotros hemos sido lastimados o lastimadas, de uno u otro modo. Cada día crece el acceso a las redes de nuevas tecnologías de comunicación, sin embargo, reconocemos que en el afán de entrar en este mundo nuevo hemos perdido el encanto de ver, escuchar y disfrutar de la presencia del que está a nuestro lado o del que quiere caminar con nosotros; y todavía peor, descuidamos al que necesita ser escuchado. Permitimos que muchos se alejen y se pierdan por no saber estar con ellos.
Santo Padre, cada día crece más la sensación de inconformidad por el momento que estamos viviendo en México, pero también es urgente que entendamos que gran parte de la solución está en nuestras manos. Por eso hoy los jóvenes queremos comprometernos: Primero, a vencer la tibieza y los conformismos. Segundo, a vencer los miedos, que nos acobardan y nos impiden enfrentar la vida. Y, finalmente nos comprometemos a pensar más allá de nuestras circunstancias individuales. Sólo así podemos ser jóvenes en salida, como usted lo pide. Papa Francisco, Usted nos ha enseñado que ni la tibieza, ni los miedos, ni el individualismo, son acordes al evangelio. Y nosotros queremos ser jóvenes con espíritu evangélico. Ruegue por México, ruegue por nosotros.
La Esperanza que necesitamos
Querido Santo Padre, finalmente quiero decir algo que, estoy segura, está en el corazón de todos los jóvenes mexicanos y también de todos los jóvenes latinoamericanos
Muchas veces, como jóvenes mexicanos hemos escuchado: “Ustedes son la Esperanza para un futuro mejor”, “Ustedes son portadores y peregrinos de esperanza”, nos han dicho “jóvenes, la Iglesia los ve con esperanza, porque representan un enorme potencial para el presente y el futuro de la evangelización”. Sin embargo, también en nuestro corazón constantemente surge una pregunta ¿Y quién nos da esperanza a nosotros? ¿De dónde agarrarnos para tener esperanza?
La respuesta nos viene como de golpe inmediatamente a nuestra mente y nuestro corazón: ¡Cristo Jesús!, ¡Sólo el Señor Jesús es fuente verdadera de Esperanza!; Él es nuestro Amigo, nuestro hermano, Él es el Dios con nosotros, Él es nuestro Camino, Él es la Verdad, Él es la Vida Plena… solo en Él podemos tener verdadera Esperanza.
Querido Papa Francisco, tú eres en verdad un ¡Amigo cercano!, eres nuestro ¡Padre y Pastor!, eres el ¡Hermano mayor!; ¡Eres nuestro, pues eres Latinoamericano y conoces muy bien el corazón de los jóvenes latinoamericanos! sabes que hay muchas cosas que no se pueden decir con palabras… En ti vemos el Rostro de Cristo, el Cristo cercano a los pobres, a los más necesitados. Hoy los Jóvenes de México vemos en ti el rostro de la Esperanza que necesitamos… hoy nosotros te necesitamos a ti, tú eres la esperanza que nos anima, en ti vemos la Iglesia en la que si creemos. Santo Padre hoy México necesita creer, necesitamos confiar, por favor, ¡fortalécenos en nuestra esperanza! ¡te amamos! ¡No cambies! Eres el reflejo de la Alegría del Evangelio. Gracias por estar aquí.