martedì 16 febbraio 2016

Luigi Giussani, "Tutta la terra desidera il Tuo volto"



TEMPO DI QUARESIMA

Liberati dal giogo del male, 
battezzati nell'acqua profonda, 
noi giungiamo alla terra di prova 

dove i cuori saran resi puri.
(Inno dei Vespri, Tempo di Quaresima, Trappiste di Vitorchiano)


*


Quest'inno è la descrizione di quello che la croce è per noi e di quello che noi siamo per la croce. La croce è per noi la liberazione e noi siamo popolo di sua conquista, il terreno su cui questa potenza liberatrice ha già operato.
Liberati dal giogo del male, battezzati nell'acqua profonda, noi giungiamo alla terra di prova, dove i cuori saran resi puri. È qui che s'innesta la responsabilità della nostra libertà: noi giungiamo alla terra di prova perché quella croce che ci salva costituisce anche la legge della nostra vita.
Essa si è impiantata in noi, la croce deve diventare carne della nostra carne, sangue del nostro sangue, deve diventare la stoffa dei nostri criteri, del nostro pensiero e del nostro sentire. Questa prima strofa pone tutta la questione. Battezzati nell'acqua profonda vuol dire essere stati afferrati dentro la croce di Cristo, così che con Lui abbiamo patito, siamo morti, siamo stati sepolti.
La potenza della Croce, del Cristo dell'agonia, del Cristo della Via crucis, del Cristo della morte, questa potenza che ci ha investiti e che si è insediata nella nostra vita, compie la sua opera in noi solo se noi la abbracciamo.
La terra di prova è infatti questa vita, la vita che a noi è stata assegnata nella sua concretezza, nella sua banalità; e non occorre che ci sia condizione diversa da quella in cui noi versiamo, né di dentro né di fuori.
Terra di prova, dove i cuori saran resi puri, poiché la purità, nella Bibbia, significa il riconoscere che Cristo è tutto, il riconoscere l'Avvenimento che è il significato e la consistenza di tutta la vita; nella terra di prova -che purifica- deve accadere di ora in ora, di giorno in giorno.
Questa prima strofa nasce da una storia, perché la croce di Cristo, l'Incarnazione di Dio e la croce del Signore non sono che il compimento della grande profezia dell'Antico Testamento, la storia del popolo ebraico. Sia la storia del popolo ebraico sia la nascita di Cristo,, la sua passione e la sua morte sono una storia nella vita del mondo, costituiscono una storia nella vita del mondo: e questa storia è penetrata come passione e morte dentro la nostra carne e le nostra ossa; è passata dentro la nostra esistenza per l'Incarnazione, la Passione e la Morte di Cristo.


(Luigi Giussani, "Tutta la terra desidera il Tuo volto")



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