L'IRRILEVANZA POLITICA DEI CATTOLICI
di Mario Adinolfi
di Mario Adinolfi
Mentre il senatore pentastellato Airola rivelava l'ennesima ingenuità del sottosegretario Scalfarotto, che poco scafato l'avrebbe implorato con un "siamo nelle vostre mani", mi ritrovavo a pensare che è davvero una iattura della storia l'irrilevanza politica dei cattolici italiani. Sia noi che il Movimento cinque stelle, in tempi diversi, ci siamo dati appuntamento al Circo Massimo: loro in un comodo mese di ottobre, appena reduci da due tornate elettorali consecutive che li hanno consacrati secondo partito del paese; noi in un rigido giorno di fine gennaio, circondati da ironie e dissensi plateali, dati da tutti per perdenti sul ddl Cirinnà e con alcuni che negavano persino la legittimità della manifestazione che in quel luogo si teneva. Eppure, noi eravamo venti volte di più di quelli che assistettero al comizio conclusivo di Beppe Grillo. Oggi, però, dobbiamo dirla tutta con le parole di Scalfarotto: siamo nelle mani del M5S.
I numeri parlamentari non consegnerebbero ai grillini questa rilevanza, ma è la loro capacità politica a farlo. Basterebbe in realtà ai cattolici che stanno al governo, che tutti esprimono con tonalità e modi diversi profonda contrarietà verso questa legge, dire che subordinano il sostegno futuro all'esecutivo Renzi al ritiro immediato di una legge incostituzionale, violenta, che legittima e incentiva la pratica dell'utero in affitto, che equipara surrettiziamente l'unione omosessuale al matrimonio e che inoltre vuole essere approvata con procedure che somigliano a quelle dei golpisti quando sospendono le libertà democratiche: divieto di discussione in aula degli emendamenti, cancellazione della tutela della libertà di coscienza del parlamentare, disconoscimento dei diritti di chi si oppone. Per Alfano c'erano infiniti motivi per alzarsi in piedi e utilizzare un tono solenne, adatto a questa occasione, per proclamare che contro i suoi principi e i suoi valori non può consentire che si legiferi soprattutto se si afferma, come Alfano ha testualmente affermato, che il "ddl Cirinnà apre la strada all'orrendo mercimonio dell'utero in affitto". Contro l'orrendo mercimonio, minacciare (magari anche senza attuare), una crisi di governo sarebbe il minimo.
Se i cattolici non fossero così politicamente irrilevanti, ormai ruota di scorta di questo o quel schieramento, oggi non avrebbero che da soffiare e il castello di carte costituito da un ddl che non piace a nessuno, verrebbe giù senza nessuno a rimpiangerlo, se non forse quel senatore che proclamava con il suo compagno in televisione che lo attendeva per legittimare la pratica di utero in affitto e dichiarare che un bambino comprato con centomila euro deve vedere negato per sempre il diritto ad avere una mamma ed essere piuttosto dichiarato figlio di due papà. Non avrebbero che da soffiare, davvero, il castello di carte verrebbe immediatamente giù.
Invece siamo appesi ai grillini, alla speranza che le notti non servano a indurli a più miti consigli, a ammorbidirli. I cattolici non sono stati capaci neanche di difendere la coraggiosa pattuglia "cattodem", di esprimere una qualche solidarietà nei confronti di questi senatori che sono stati platealmente e violentemente insultati da un europarlamentare (lo ripeto, un europarlamentare) omosessuale del loro stesso partito che ritiene che proprio in quanto cattolici non debbano più parlare perché, sempre per non fare giri di parole, "hanno rotto il cazzo". Funziona sempre così, ti insultano, ti picchiano, ti intimidiscono dalla mattina alla sera. Penso anche al massacro operato nei confronti di padre Livio di Radio Maria. Poi leggi i resoconti giornalistici e sono chiamati a parlare solo i carnefici, che provano persino a raccontarsi come vittime. Quell'europarlamentare che ha insultato in maniera così violenta i suoi colleghi di partito cattolici in quanto cattolici alla domanda di qualche giornalista che gli chiedeva se fosse pentito replicava che no, lui pentito non era, anzi voleva andare con il compagno a vedere il Senato votare e baciarlo come imperituro segno di lotta vittoriosa. Poi sono arrivati i grillini e gli hanno scombinato i piani. Votazioni rinviate. Purtroppo mezza parola di solidarietà da parte dei cattolici ai cattolici insultati del Partito democratico non sono arrivate. Per quel poco che contano, arrivino le nostre. Sono persone coraggiose che stanno pagando un prezzo. So anch'io che dovrebbero portare la loro battaglia a conseguenze più evidenti, ma se sento un fratello o una sorella insultati in quella maniera da un gay che poi se ne vanta pure, il mio istinto è quello di esprimere vicinanza agli insultati "in odium fidei".
Non ogni speranza comunque è scomparsa. Un protagonismo dei credenti e dei cristianamente ispirati in questi giorni può essere recuperato. Alfano può rinsavire, possono ribellarsi i suoi, possono svolgere un ruolo coloro che sono stati in piazza il 30 gennaio, può farsi sentire la Chiesa, possono accadere ancora molte cose. Come abbiamo sempre spiegato qui a chi era affetto dal tradizionale sconfittismo cattolico, la battaglia è certamente difficile, ma perde solo chi non combatte. Alcune cose si stanno verificando. Provano a far votare questa legge da tre anni, l'hanno iscritta in calendario al Senato da metà ottobre quando decisero di andare in aula senza relatore con il ddl 2081 che ha sostituito il ddl Cirinnà originale, siamo arrivati al 17 febbraio e ancora neanche un articolo del testo di legge è passato.
I cattolici presenti in Parlamento ora sono al tornante decisivo, specie coloro che militano nella maggioranza di governo. Una loro parola netta può travolgere definitivamente un disegno di legge che sanno bene essere sbagliato. Sia il loro parlare chiaro, sanno dal Vangelo come si fa. I calcoli e le convenienze li lascino da parte. O se proprio dalla politica i calcoli non possono essere esclusi, li facciano per bene. Troveranno nella recuperata nettezza di una posizione determinata e inequivoca anche una curiosa coincidenza di difesa dei principi e attenzione alle convenienze. Ora siamo al redde rationem, non saranno giornate per tiepidi, troppi occhi stanno guardando e evidentemente giudicheranno.