Un testo bellissimo del Beato Charles De Foucauld sulla povertà...
O mio Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, amandoti con tutto il suo cuore, non potrà più sopportare di essere più ricco del suo Amato.
O mio Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, pensando che tutto ciò che si fa ad uno di questi piccoli lo si fa a te, che tutto ciò che ad essi non si fa, non lo si fa a te, allevierà tutte le miserie alla sua portata.
Come sarà presto povero colui che accoglierà con fede le tue parole: "Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai e dallo ai poveri... Beati i poveri... chiunque avrà abbandonato i suoi beni per me riceverà quaggiù cento volte di più e in cielo la vita eterna...", e tante altre.
O mio dio, io non so se è possibile a certe anime vederti povero e restare volentieri ricche, vedersi talmente più grandi del loro Signore, del loro Amato, non voler rassomigliarti in tutto, per quanto dipende da esse e soprattutto nelle tue umiliazioni; io voglio sì che esse ti amino, o mio Dio, ma tuttavia credo che manchi qualcosa al loro amore, e comunque io non posso concepire l'amore senza un bisogno, un bisogno imperioso di conformità, di rassomiglianza e soprattutto di partecipazione a tutte le pene, a tutte le difficoltà, a tutte le asprezze della vita.
Essere ricco, a mio agio, vivere dolcemente coi miei beni, quando tu sei stato povero, in ristrettezze, vivendo penosamente di un faticoso lavoro, in quanto a me non lo posso, o mio Dio... io non posso amare così.
Non si addice che il servo sia da più del padrone, nè che la sposa sia ricca quando lo Sposo è povero, soprattutto quando è volontariamente povero ed è perfetto... Santa Teresa, logorata dalle resistenze con cui si opponeva a chi voleva che accettasse rendite per il suo monastero di Avila, stava talvolta quasi per acconsentire, ma quando tornava nel suo oratorio e vedeva la croce, cadeva ai suoi piedi e supplicava Gesù spoglio su quella croce di farle la grazia di non avere mai rendite e di essere tanto povera quanto lui.
Io non giudico nessuno, o mio Dio, gli altri sono tuoi servi e miei fratelli e io devo solamente amarli, far loro del bene e pregare per loro, ma in quanto a me, mi è impossibile comprendere l'amore senza la ricerca della rassomiglianza, l'amore senza la partecipazione a tutte le pene, senza l'ardente desiderio della conformità della vita e senza il bisogno di condividere tutte le croci.
CHARLES DE FOUCAULD, Opere spirituali, Milano, 1960, pp. 520-521