Alla grande convention dello scorso 17 ottobre al Teatro Adriano di Roma Generazione Famiglia ha lanciato una simbolica "Giornata Nazionale per il Diritto di Priorità Educativa della Famiglia", che si svolgerà il prossimo 4 dicembre. Perché? Perché da quando il 20 giugno un milione di persone si sono riunite a piazza San Giovanni al grido di "STOP GENDER NELLE SCUOLE, DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI", il Ministero dell'Istruzione non si è fatto minimamente carico di questo enorme disagio dei genitori, anzi aggiungendo al danno dell'indottrinamento dei nostri figli anche la beffa di minacce di denunce per "procurato allarme". Recentemente è stato costituito un tavolo ministeriale sul tenore del comma 16 della riforma della scuola, che com'è noto obbliga le scuole a trattare temi legati all'identità di genere. Nonostante le richieste ufficiali, il Ministero non ha minimamente tenuto conto dei rappresentanti della piazza del 20 giugno per la composizione di questo tavolo. Le famiglie del 20 giugno sono trattate con spocchia e sufficienza.
Per questo abbiamo deciso di indire la Giornata Nazionale per il Diritto di Priorità Educativa della Famiglia, per dire chiaramente che le famiglie non devono andare col cappello in mano al Ministero dell'Istruzione ad elemosinare qualche briciola di libertà educativa, come sta accadendo oggi. Il Ministero dell'Istruzione esiste per servire la famiglia nel suo diritto naturale e originario di educare i figli, e non per sostituirvisi sulla base di direttive antidemocratiche provenienti dalle strutture burocratiche dell'ONU e dell'UE.
Io cosa consisterà la Giornata Nazionale "Prima la Famiglia" del 4 dicembre? Due iniziative pacifiche e di popolo per chiedere semplicemente di essere tenuti in considerazione: 1) inviteremo i genitori ad un gesto importante ma urgente nel clima totalitario che si sta creando in Italia sulla libertà educativa: un'assenza simbolica da scuola dei nostri figli. Non sarà un'assenza contro la singola scuola o i nostri insegnanti (a meno che non sia una scuola in cui si attuano corsi ideologici, come purtroppo sempre più spesso accade), ma un gesto corale, di popolo, unitario, diretto in ultima istanza al Governo stesso, e al Ministero dell'Istruzione che ne è parte. 2) Ancor più importante, però, sarà inviare tutti insieme, a partire dal 28 novembre prossimo, decine di migliaia di lettere al Minsitero dell'Istruzione, con cui ribadire le ragioni del disagio ancora attuale delle famiglie italiane. Tra qualche giorno sarà disponibile online una copia di questa lettera, che dovrà essere stampata, compilata (luogo/data), firmata e inviata.
Obiettivo di questa mobilitazione di popolo diffusa sul territorio e diretta al Ministero dell'Istruzione sarà quello di chiedere un incontro col Ministro in cui poter parlare faccia a faccia dei problemi pratici delle famiglie lagati all'ideologia Gender nelle scuole, spazzando via le tante sciocchezze che si leggono sui giornali e su internet.
Riusciremo a dare voce alle famiglie al Ministero?
Dipenderà anche da te.
Dipenderà anche da te.