mercoledì 4 novembre 2015

IL COMMERCIO, L'ASSALTO, L'APPELLO



di Mario Adinolfi

Entrano in commercio i già ultranoti due libri () che si sarebbero cibati anche di "carne fornita da corvi" e almeno abbiamo un paio di vincitori della battaglia in corso: gli editori dei due volumi, Chiarelettere e Feltrinelli, che hanno potuto godere di una promozione colossale e forse inaspettata. Gli autori diventeranno milionari, ma chi ha dato alle stampe i due libri si coprirà d'oro, soprattutto dando alle stampe le diciannove edizioni in lingue straniere di cui gode all'uscita il testo di Nuzzi, impresa sognata da qualsiasi scrittore italiano e mai riuscita a nessuno. Il Nome della Rosa è stato tradotto anche in molte altre lingue, ma non poté godere di un lancio così babelico già nel giorno d'uscita. Eppure anche Umberto Eco aveva azzeccato il tema, preti e intrighi: uno schema narrativo che tira sempre, chiedere a Dan Brown per ulteriori informazioni.
Insomma, l'operazione commerciale è riuscita, ma quella in corso non è solo una operazione commerciale. Su La Croce abbiamo spiegato il nostro punto di vista, l'assalto che vediamo in corso alla Chiesa da parte di potenze esterne che hanno interesse a indebolirla, a renderla fragile, mal sopportando l'esistenza di un'autorità morale e anche sociale di gran lunga più credibile dei potentati politici ed economici che si contendono il potere al tempo della globalizzazione. Un assalto che usa la figura di Papa Francesco provando a staccarlo dalla sua Chiesa, dalla Chiesa che guida con tanto pastorale fervore, brandendolo contro i suoi stessi confratelli nell'episcopato. Il Vescovo di Roma, vicario di Cristo in Terra, viene in questo assalto strumentalizzato come figurina mediatica e utilizzato come testa d'ariete, costruendo questa narrazione "crozziana" del Papa buono comunista contro i cardinali avidi e ovviamente un po' fascisti (avete notato le foto di Bertone sempre immortalato con gli occhiali scuri come fosse un novello Pinochet?). In queste giornate è inevitabile per me finire, indegnamente, in qualche talk show televisivo a incontrarmi con gli autori di quei libri, con i detrattori della Chiesa, chiamato a difenderla. Io cerco allora solo di mettere in fila i fatti, l'assalto continuo che parte dalla narrazione distorta di più di un anno di percorso sinodale, di attacchi infiniti sulla questione gender fino alla vergognosa vicenda della regia del coming out di monsignor Charamsa, le ricerche di storie anche minori che provocassero rumoroso scandalo (la caccia a don Gino Flaim, il racconto capovolto del lavoro meritorio svolto dal Venturini a Trento), infine Vatileaks 2 che non può non essere letta in connessione con Vatileaks 1. Le dimissioni di Benedetto XVI, vero punto di snodo storico di questa stagione ancora non sufficientemente indagato, risalgono a poco più di due anni e mezzo fa. L'assalto alla Chiesa è incessante, ma non è difficile leggerne le tracce che conducono alle ragioni.
Per questo ho trovato molto importante l'editoriale che abbiamo pubblicato in prima pagina dell'arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri. Il suo appello all'episcopato a uscire da una fase interlocutoria, per entrare in una dimensione di guida attiva di un popolo cristiano che rischia di subire messaggi confusi e di andare di conseguenza in confusione, è un appello che contiamo sia raccolto, che dalle pagine de La Croce arrivi in tutte le diocesi e trovi molti vescovi di buona volontà. Mons. Negri vede nella manifestazione del 20 giugno la prova della resistenza dei cattolici italiani all'assalto in corso e ritiene che i vescovi debbano con decisione mettersi alla guida di questa nuova resistenza. Qual è il terreno di questa decisiva battaglia? Ma è ovvio, è la famiglia. Papa Francesco lo sa bene e non a caso le sue catechesi del mercoledì sono tutte rivolte alla famiglia, ha convocato sulla famiglia il sinodo straordinario, ai temi del gender e della naturalità del rapporto familiare uomo-donna ha dedicato parole chiarissime. La Chiesa è l'ultimo avamposto della difesa della famiglia naturale, si oppone alla visione antropologica che trasforma le persone in cose, per questo va divisa e indebolita. Questa è la ragione dell'assalto in corso. Quando ce ne renderemo conto, come cattolici, seppellendo così ogni ragione di divisione per fronteggiare uniti questo assalto, guidati dai nostri pastori, avremo compiuto un utile passo verso la testimonianza della verità.