sabato 6 febbraio 2016

Lettera aperta a S. Em. Card. Gerhard Ludwig Müller Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede



Eminenza Rev.ma, io mi chiedo e Le chiedo come è possibile che la Congregazione di cui Lei è Prefetto possa tollerare le farneticanti posizioni espresse quotidianamente dal direttore di Radio Maria riguardo a temi fondamentali che attengono alla sana dottrina: mi riferisco alle apparizioni della Beata Vergine Maria a Medjugorje, alla diffusione continua e martellante di presunti messaggi trattati come dogmi di fede e sbandierati come l'evento più importante della intera (sic!) storia della Chiesa (così nella catechesi del padre Fanzaga di ieri sera), alla disinvoltura con cui tratta il destino finale delle anime (tante vanno all'inferno, ha detto ancora ieri sera!), alle micidiali bordate inferte ogni giorno al dialogo inter religioso (penso soprattutto ai rapporti con i tantissimi fratelli musulmani presenti nel nostro Paese, resi già delicatissimi dalle circostanze tremende dei tempi che stiamo vivendo) in totale e assoluto dispregio delle esortazioni alla accoglienza e alla tolleranza che Papa Francesco raccomanda a tutti, ma particolarmente a noi cristiani. Un tale utilizzo dello strumento radiofonico è strumentale ed insopportabile, soprattutto se si considera che il denaro necessario per il supporto tecnico dell'emittente proviene da donazioni che TUTTI I GIORNI padre Livio non manca di "sollecitare" in maniera blasfema. "Aiutiamo la Madonna ad aiutarci!" è lo slogan che si ascolta ininterrottamente: deve essere chiaro che Radio Maria NON è la radio della Madonna, che le posizioni di padre Livio su Medjugorje NON sono quelle della Chiesa, la quale al contrario fino ad oggi esprime estrema cautela (non constat) circa la soprannaturalità degli eventi in questione.
 Ritengo assolutamente urgente un Suo intervento a causa della immensa confusione che le parole di  padre Livio ingenerano nelle tantissime persone che ascoltano questa emittente. Intervenga a fare chiarezza, Eminenza! 
Mi permetto infine di ricordare a Sua Em. Rev.ma la petizione indirizzata ad Agcom, Fnsi ed Unione Cattolica Stampa Italiana per chiedere la sospensione del sacerdote in seguito alle già note deliranti affermazioni dei giorni scorsi riguardo alla senatrice Cirinnà. Si può ed anzi si DEVE esprimere tutto il dissenso possibile sul DDL  che porta il suo nome, senza tuttavia mai dimenticare la buona educazione che, a differenza della carità, è sempre esigibile da tutti.