domenica 6 marzo 2016

Commento alla preghiera colletta della quarta domenica di Quaresima

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Con fede viva e generoso impegno

Padre, che per mezzo del tuo Figlio
operi mirabilmente la nostra redenzione,
concedi al popolo cristiano di affrettarsi
con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina.


La nostra colletta fa pregare la comunità cristiana con queste parole: “Dio, autore di tutte le misericordie e di ogni bontà, che hai indicato come medicina per i peccati il digiuno, la preghiera e la condivisione dei beni, guarda con benevolenza alla confessione della nostra umiltà, affinché piegati dalla nostra coscienza siamo sempre sollevati dalla tua misericordia”.
“Dio, che per mezzo della tua Parola realizzi in modo meraviglioso la riconciliazione dell’umanità, concedi, ti preghiamo, che il popolo cristiano si affretti incontro alle prossime feste pasquali con convinto impegno e alacre fede”: il testo unisce la leggerezza della corsa al peso di una storia bisognosa di riconciliazione. Può farlo grazie alla memoria della Parola fatta carne, crocifissa e risorta in cui la riconciliazione a caro prezzo è avvenuta. Questo suscita meraviglia, lascia a bocca aperta e a occhi spalancati per la sua inaudita realtà.
La colletta incomincia ricordando l’azione meravigliosa che Dio compie: la riconciliazione dell’umanità mediante il Figlio, parola divenuta carne. Siamo posti dinanzi all’orizzonte sconfinato in cui Dio vuole introdurci: la riconciliazione. Esiste una situazione di lacerazione delle relazioni con Dio, dentro di noi e fra noi. Frammentazione e contrapposizione sono presenti nella nostra interiorità, a livello sociale e tra i popoli. Dio vuole sanare questa rottura, ricomporre la frattura. Costruire ponti dove noi alziamo mura e stendiamo filo spinato. L’iniziativa è sua. Si attua oggi per l’amore del Figlio che ha consegnato la sua vita per noi (Rm 5,10-112Cor 5,18-21). Abbraccia non solo l’umanità ma l’intero universo (Ef 2,14-18Col 1,20). Già nella colletta del giorno di natale l’azione di Dio desta meraviglia: “O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo ancor più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina di tuo Figlio, che ha voluto diventare partecipe della nostra umanità”. È la Parola fatta carne, il Figlio che condivide la nostra umanità a essere la via della riconciliazione. In lui, il crocifisso risorto, vediamo l’umanità accettata, amata e assunta da Dio e riconciliata con Dio.
L’intelligenza del mistero di Cristo in cui cresciamo mediante gli esercizi della quaresima e l’ascolto della Parola ci fa conoscere la misericordia di Dio strappandoci dalla chiusura su noi e rialzandoci perché camminiamo verso l’altro con amore e nella condivisione dei beni. L’orizzonte di questo andare è la riconciliazione con Dio in Cristo, in lui già compiuta, ma a livello della nostra storia ancora in attesa del suo compimento. La chiesa riscopre così la condizione di popolo in cammino, anzi si affretta incontro al Figlio che viene (come prega nella seconda domenica d’avvento: “Dio grande e misericordioso, mentre ci affrettiamo incontro al tuo Figlio che viene, nessuna azione terrena ci trattenga, ma l’insegnamento della sapienza dello Spirito ci guidi alla comunione con lui”), lui che è la nostra Pasqua (1Cor 5,7). La meta promessa attrae il movimento. L’impegno convinto e la fede viva, agile sono lo stile del cammino, dando nell’oggi un’anticipazione della promessa. Quella convinzione e quell’agilità della fede che abbattono le mura e saltano i reticolati che edifichiamo dentro e fuori di noi per difenderci da Dio e dagli altri. E anzitutto da noi stessi.
Davide Varasi, monaco di Bose