NETTARIO DI EGINA
(1846-1920)
monaco e pastore
* * *
La via della felicità
Nulla
è più grande di un cuore puro, perché un cuore simile diventa trono
di Dio. E cosa c’è di più glorioso del trono di Dio? Naturalmente,
proprio nulla! A proposito di coloro che hanno un cuore puro Dio
dice: “Abiterò e camminerò in mezzo a loro; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo”
(2 Cor. 6,16). Chi oserebbe ancora affermare di essere più felice di
queste persone? Di quali beni esse potrebbero pensare di essere
private? Tutti i doni e tutti i beni del Santo Spirito non si trovano
nelle loro anime felici? Cosa manca ad esse? Invero, non soffrono di
nulla perché custodiscono nell’anima loro la ricchezza più preziosa:
Dio. Quanto s’ingannano gli uomini quando confidano in sé stessi per
andare a cercare altrove la felicità: recandosi in terre lontane,
viaggiando in lungo e in largo per il mondo, sognando ricchezze e
gloria, rincorrendo la fortuna e i vani piaceri oppure ancora cercando
di possedere le cose di questo mondo, che procurano soltanto giorni
futuri amari! Costruire la torre della vera felicità al di fuori del
proprio cuore equivale a volere costruire un edificio che poggerebbe su
fondamenta traballanti e scosse da frequenti terremoti. Una simile
costruzione un giorno finirà sicuramente crollando tutta quanta da
sola. Fratelli miei, la vera felicità esiste solamente dentro voi
stessi e sarà felice colui che avrà capito questo. Scrutate dunque il
vostro cuore e dedicate un po’ di tempo a riflettere sulla vostra
condizione spirituale. Ha perduto la sua fiducia in Dio? Le vostre
coscienze dicono che vi siete allontanati dai comandamenti divini? La
coscienza vi accusa di praticare l’ingiustizia e la menzogna, di
trascurare i doveri verso Dio ed il prossimo? Esaminatela
scrupolosamente: potrebbe pure accadere che pensieri e cattive
passioni formicolino nel vostro cuore e che così si sia messo su
strade tortuose e invalicabili… Ahimè! colui che ha trascurato il
proprio cuore, costui si è volontariamente privato di tutti i beni
per sostituirli con altrettanti numerosi mali. Così ha cacciato la
gioia lontano da lui ed ora eccolo piombato nell’amarezza, nella
tristezza e in ogni sorta di inquietudine. Senza pace interiore, è
attanagliato dal tormento e dalla paura. Al posto dell’amore si è
collocato l’odio. Spogliandosi dei doni e dei frutti offertigli il Santo
Spirito nel momento del battesimo, si è apparentato a tutto ciò che
rende l’uomo sudicio e miserabile. Fratelli miei! Dio misericordioso
vuole solo la nostra felicità in questa vita quanto nell’altra. A
questo fine ha fondato la sua santa Chiesa. Per purificarci
attraverso Lei del nostro peccato; per santificarci; per
riconciliarci con Lui; per colmarci con le sue benedizioni celesti.
Le braccia di questa Chiesa vi sono molto largamente aperte.
Accorriamoci presto, quanti abbiamo il cuore appesantito. Corriamoci
al più presto e vedremo che la Chiesa ci attende per prendere su di
Sé il nostro pesante fardello, per metterci in confidenza con Dio e
riempire il cuore di felicità e gioia.
Il Santo Battesimo
“Quanti
siete stati battezzati in Cristo, avete indossato su di voi Cristo”
(Gal. 3, 27). Quante verità in queste parole dell’Apostolo Paolo! I
battezzati in Cristo hanno lasciato l’abito dell’uomo vecchio,
macchiato di passioni e cattivi desideri ed hanno indossato quello
dell’uomo nuovo, in altri termini Cristo stesso che ora vive nel più
profondo del loro cuore. Perché la frase “avete indossato” non ha
alcun rapporto con gli abiti che indossiamo. Si tratta qui di
un’altra realtà; di una realtà ben più profonda; di qualcosa più
essenziale e che nulla vi potrà più togliere. Con il myron (la
cresima) ed il battesimo riceviamo realmente come abito il Cristo e
diventiamo veri figli di Dio, dimore del Santo Spirito, templi
dell’Altissimo. Siamo chiamati alla santità, alla perfezione e alla
divinizzazione attraverso la grazia che in tal modo ci viene
conferita. Poiché rivestiti di incorruttibilità, eccoci dunque liberi
da ogni corruzione. Ormai spogliati dell’uomo peccatore, in cambio
siamo rivestiti dell’uomo di giustizia e di grazia. Abbiamo cacciato
via la morte riacquistando la vita eterna. Insomma: siamo realmente
coscienti dell’impegno che abbiamo preso davanti a Dio al momento del
battesimo? Abbiamo capito che da quel momento ci tocca comportarci
da autentici figli di Dio e veri fratelli del Nostro Salvatore?
Comprendiamo che il primo nostro dovere consiste nel fare concordare
la nostra volontà con quella di Dio; che dobbiamo liberarci del
peccato; che per noi è imperativo dedicarci alla carità con tutte le
nostre forze, con tutta la nostra anima e il nostro cuore; che è nostro
dovere lodare e adorare Dio e mantenere il nostro sguardo rivolto con
la più grande impazienza verso quell’istante in cui saremo
definitivamente uniti a Lui? Abbiamo fatto nostro il pensiero che il
nostro cuore ormai non può che straripare di autentico amore affinché
non perda mai di vista il prossimo? Siamo, infine, convinti che la
nostra unica vocazione è acquisire la santità e la perfezione; che
siamo icone viventi di Dio, figli ed eredi del suo Regno, il Regno
dei cieli? Per tutte queste ragioni non c’è pausa nella nostra lotta
spirituale affinché siamo degni dell’appello che Dio ci ha rivolto in
vista di evitarci di subire un giorno l’affronto di essere
sconfessati a causa delle nostre azioni. Sì Fratelli miei, cerchiamo
di superare vittoriosamente la bella lotta usando zelo e abnegazione.
Procediamo con audacia, senza negligenza, senza timore, senza
soccombere incessantemente di fronte alle prove: Dio è con noi; Egli è
nostro aiuto e nostro sostegno; Egli ci fortifica e ci conforta sul
difficile cammino della virtù.
La lotta spirituale
Scopo
della nostra vita è raggiungere la perfezione e la santità. Divenire
figli degni di Dio ed eredi del suo Regno. Stiamo attenti a privarci
di questa vita futura, dando priorità alle cose della vita presente.
Non allontaniamoci dallo scopo e dal senso della vera vita
privilegiando le preoccupazioni e le tribolazioni che sono inerenti a
questo mondo di quaggiù. Digiuno, veglie e preghiera da soli non
possono produrre i frutti attesi. In sé non costituiscono il vero
scopo; sono solo dei mezzi per raggiungere quel fine. Perciò, ornate i
vostri ceri con autentiche virtù. Lottate senza posa per sradicare
le passioni che abitano dentro voi. Purificate i vostri cuori da
tutte le sporcizie perché diventino la dimora di Dio e il Santo
Spirito ci trovi di che riempirlo coi suoi doni divini. Amatissimi,
tutte le vostre preoccupazioni e tutte le attenzioni tendano
unicamente verso ciò, verso questo solo fine già citato che in nessun
caso mai bisognerà trascurare. In vista di questo la vostra preghiera è
essenzialmente rivolta a Dio. In ogni istante della vostra esistenza
cercate dapprima Dio. Ma cercatelo là dove Egli si trova: dentro il
vostro cuore ed unicamente là. E quando infine Lo avrete trovato,
state davanti a Lui con sgomento e timore a somiglianza dei Cherubini
e dei Serafini perché allora il vostro cuore sarà divenuto il trono
di Dio. Tuttavia, per trovare il Signore, umiliatevi ancora più in
basso della terra perché Dio ripudia i superbi ma ama al contrario e
visita gli umili di cuore. Per questo motivo ha detto per bocca di
Isaia (66, 2): “Volgerò il mio sguardo sugli afflitti, su chi ha il
cuore contrito e teme la mia parola”. Conduci dunque un buon
combattimento e Dio in cambio ti fortificherà. Con questa lotta
localizziamo le nostre debolezze, le nostre mancanze e i difetti
personali. Perché questa lotta incessante è lo specchio della nostra
situazione spirituale: chi non ha mai affrontato questo tipo di
lotta, costui neppure sarà stato capace di conoscere il suo reale
stato interiore. Attenzione a quelli che considerate “peccatucci”. Se
per disattenzione vi capita di cadere in un peccato, soprattutto non
disperate: rialzatevi subito, gettatevi in ginocchio davanti a Dio,
Il solo capace di rimettervi sulla retta via. Non chiudetevi nella
vostra grande tristezza, che serve solo a coprire la vostra superbia.
Gli stati di tristezza esagerata ed i momenti di disperazione che ci
prendono ci fanno molto torto e finiscono col divenire per noi un
vero pericolo. Molto spesso sono soltanto opera del diavolo affinché
mettiamo fine alla nostra lotta. Troviamo dentro noi debolezze,
passioni e difetti che hanno radici profonde; parecchi invero sono
ereditari. Non ci si libera di tutto questo ricorrendo ad espedienti
spasmodici o cedendo all’ansietà e alla disperazione, ma ci se ne
guarisce usando pazienza, perseveranza, fermezza verso sé stessi,
sollecitudine e attenzione. È vero: la strada che conduce alla
perfezione è lunga e ardua. Pregate Dio di darvene la forza. Affrontate
le cadute con pazienza e una volta alzati, non attardatevi, come
fanno abitualmente i piccini, sul luogo della caduta gridando e
piangendo per lo più inconsolabili. Restate sempre vigili e pregate
in continuazione per non cedere alla tentazione. E se vi capita di
cadere in peccati già antichi, soprattutto non disperate perché molti
sono per natura potenti e si commettono per abitudine. Tuttavia, col
tempo e con la perseveranza, si trova pure il mezzo di vincerli. Per
questo non disperate mai!
La preghiera
Primo
compito dell’uomo, è la preghiera. In quanto immagine di Dio, egli
ha sete di Lui e si sforza con passione di alzarsi sino a Lui. Più
l’uomo prega, più spoglia la sua anima di ogni desiderio mondano, più
accede ai beni celesti. Ed ancora, più si spoglia dei piaceri di
questa vita, più gode la vera gioia che viene dal cielo. Possiamo
testimoniare questo per esperienza. Dio gradisce ogni preghiera che
gli viene offerta in modo corretto, cioè se la formuliamo coscienti
della nostra imperfezione e indegnità. Perciò occorre rinnegare
totalmente il maligno che è in noi e sottometterci ai comandamenti
divini. Questo richiede che siamo umili e che ci dedichiamo senza
rilassamento al vero travaglio spirituale. Affidate a Dio le vostre
preoccupazioni. Egli è vostra Provvidenza. Non abbiate paura; non
lasciate che il torbido si adagi dentro di voi: Dio scruta le
profondità nascoste delle anime e risponde ai desideri alla Sua
maniera. Perciò chiedete, non scoraggiatevi e ditevi che non avete
diritto di lamentarvi se la vostra attesa non è esaudita. Le vie
dell’Altissimo vi sono sconosciute; per questo motivo siate sereni e
volgete sempre lo sguardo a Lui. Le preghiere e le richieste da sole non
portano la perfezione. Solo il Signore ci conduce verso la
perfezione venendo ad abitare in noi ogniqualvolta noi ci conformiamo
alla Sua volontà. Prima cosa tra tutte non si deve volere realizzare
ad ogni costo i nostri propri desideri ma i Suoi comandamenti. Come
gli angeli li praticano in cielo con precisione. Per questo, se
Cristo non è in noi, le nostre preghiere e le nostre richieste
rimangono vane.
La pace
La
pace è un dono divino, riccamente distribuito a tutti coloro che si
sono riconciliati con Dio. La pace somiglia alla luce, contrariamente
al peccato che è tenebre: un peccatore non può essere mai artefice
di pace. Lottate contro il peccato e non siate turbati dal risveglio
delle vostre passioni. Se tu ne esci vittorioso, quel risveglio di
passioni si trasformerà in gioia e pace. Se soccombi (e fa’ che non
sia così) saranno la tristezza e il turbamento ad avere il
sopravvento. E se ancora, dopo avere condotto un duro combattimento,
succede che il peccato momentaneamente abbia la meglio su di te, tu
invece insisti nella lotta e alla fine ne uscirai vittorioso e
pacificato. “Cercate di essere in pace con tutti; cercate la
santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebrei 12,
14). La pace e la santificazione sono due condizioni necessarie per
chi cerca con zelo il volto di Dio. La pace è il fondamento sul quale
si costruisce la santificazione. Niente santità in un cuore turbato e
collerico. La collera, se perdura nella nostra anima, diventa motivo
di odio e di inimicizia. Ecco perché conviene riconciliarsi subito
col proprio prossimo. Per non essere privato della grazia divina che
santifica i nostri cuori! Chi è in pace con se stesso, costui
pacifica anche gli altri e dimora nella pace di Dio.
L’amore (Agape)
Ogni
giorno chiedete a Dio che vi faccia la grazia del dono di amare.
Custodite con tutta la vigilanza necessaria la qualità delle vostre
relazioni con gli altri e testimoniategli il vostro rispetto perché
sono “immagini” di Dio. Non lasciatevi affascinare dal solo
spettacolo della bellezza del corpo: quando il cuore non è riscaldato
da pura preghiera, l’amore si contenta solo del carnale, con la
conseguenza di rendere i pensieri confusi e di ridurre il cuore in
cenere. Chi è attento a custodire il dono dell’amore nella sua
purezza, costui non cadrà nella trappola del Maligno, che consiste a
trasformare poco a poco e senza rumore l’amore predicato
dall’evangelo in amore puramente sentimentale.
Il discernimento
Vi
consiglio in ogni circostanza ragionevolezza e saggezza e di evitare
estremismi di ogni sorta. Procedete con discernimento. Parimenti non
indebolite il corpo imponendogli eccessi insormontabili. Ricordatevi
che l’ascesi del corpo ha come unico scopo aiutare l’anima a
raggiungere la perfezione. La sola via possibile per acquisirla è la
buona lotta dell’anima. Perciò non tirate la corda più di quanto sia
necessario. Sappiate che Dio non impone costrizioni quando
distribuisce i Suoi doni: ciò che riceviamo da Lui, lo riceviamo
completamente gratis perché la Sua misericordia non ha limiti. Non
mirate troppo in alto dedicandovi a grandi atti di ascesi se per
altro non possedete prima quelle virtù senza le quali rischiereste di
smarrirvi nell’innalzamento e nell’audacia. Fino a quando non si
crolla sotto le passioni, si corre il rischio di ingannarsi come accade
agli imbecilli e ai presuntuosi. A coloro che si sono spogliati delle
passioni, vengono distribuiti come ricompensa i doni della grazia
divina; in maniera assolutamente discreta e quando meno se l’aspettano.
L’arroganza
L’arroganza
della ragione somiglia alla superbia satanica che rinnega Dio e
bestemmia contro il Santo Spirito. Per questo essa si guarisce molto
difficilmente. Invece, la fierezza del cuore non è un prodotto della
superbia satanica perché deriva da situazioni diverse attraverso
molteplici avvenimenti: ricchezza, gloria, onori sia spirituali che
fisici (intelligenza, bellezza, forza, abilità...). Tutto questo
colpisce il cervello degli insensati; costoro cadono nella vanità senza
tuttavia cedere all’ateismo.... Molto spesso il Signore ne ha pietà e
si serve della sua divina pedagogia perché ridivengano ragionevoli.
Grazie alla contrizione, allora, il loro cuore cessa di correre
dietro alle vane glorie e si guarisce. Mi sembra giusto dire che ogni
nostra attenzione spirituale dovrebbe concentrarsi sulla necessità
di neutralizzare l’arroganza e la superbia dentro di noi insieme ai
loro accoliti. Se invece le sostituiamo con la vera umiltà, siamo
sicuri allora di possedere il tutto. Perché là dove c’è umiltà in
Cristo, là c’è anche il concentrarsi di tutte le virtù che conducono
direttamente a Dio.
La nobiltà cristiana
Seguendo
il comandamento di Cristo, i cristiani devono tendere alla
perfezione e alla santità. La perfezione e la santità cominciano
dapprima con lo scavare un profondo solco nell’anima per poi
impregnare i nostri pensieri, i desideri, le nostre parole e le
nostre azioni. In questo modo tutto ciò che riempie l’anima trabocca
anche all’esterno sul carattere dell’uomo intero. Perciò
comportiamoci con delicatezza verso tutti. Le nostre parole e le
nostre azioni traspirino la grazia del Santo Spirito, di cui nel
fondo del cuore siamo i portatori. Allora tutto il nostro vissuto
testimonierà che ad essere glorificato è innanzitutto il nome di Dio.
Chi misura le parole, misura anche le proprie azioni. Chi fa
attenzione a ciò che dice, fa anche attenzione a ciò che sta per
fare; mai va oltre la misura e la buona creanza. Perché le parole
vane generano odi, inimicizie, tristezze, discordie, turbamenti di
ogni genere, persino guerre. Delicatezza dunque e profondo rispetto!
Non escano mai dalle nostre labbra parole che feriscano; parole che
prima non siano state insaporite con la grazia di Dio. Le parole
pronunciate nella nostra bocca siano piene di bontà come se venissero
da Cristo stesso e che siano il riflesso del modo in cui coltiviamo
la nostra propria anima.
La dossologia
Dovere
del cristiano, è rendere sempre gloria a Dio sia col corpo che con
lo spirito. Del resto l’uno e l’altro sono la proprietà di Dio e per
questo non abbiamo il diritto né di disonorarli né di corromperli.
Ogni essere che si ricorda che il suo corpo e il suo spirito
appartengono a Dio prova pietà e timore mistico a loro riguardo e ciò
contribuisce a preservarli dal peccato restando in costante
relazione con Colui che è la causa stessa della loro santificazione,
il Signore Dio nostro. Così l’uomo rende parimenti gloria sia col
corpo e sia con lo spirito ogni volta che si ricorda che è stato
santificato da Dio e che in tal modo egli si è unito a Lui. Ciò
diventa possibile ogni volta che egli fa concordare la sua propria
volontà con quella di Dio affinché le sue azioni siano conformi ai
comandamenti divini. Essere così gradito a Dio, significa
testimoniare che non si vive più per sé ma per Dio. Significa
costruire il regno dei cieli sulla terra. Tutto diventa pretesto per
glorificare il nome del Signore e fare brillare quaggiù la divina
scintilla della vera Luce, dolce e gioiosa così come proclamiamo quando
celebriamo l’ufficio dei Vespri: “Phõs hilaron … Luce gioiosa
della santa gloria, del Padre immortale, santo e beato Gesù
Cristo….”! Se veramente prendessimo la decisione di agire così,
allora diverremmo il vero cammino che condurrà direttamente a Dio
tutti coloro che ancora non l’hanno incontrato o conosciuto.
Testo originale edito dal Monastero del Paracleto (Oropos – Attica/ Grecia 1997). Traduzione dal testo francese.
* * *
San Nettario di Egina,
Inno all’amore divino
Inno all’amore divino
L’Eros divino – (noi usiamo la parola eros nel significato dei Padri. È l’amore operante, dinamico, che sospinge l’anima uscita fuori da sé, verso Dio) – è l’amore perfetto per Dio, manifestato come desiderio insaziabile del divino. L’eros divino nasce nel cuore purificato dove abita la grazia divina.L’eros per Dio è un dono divino. Viene offerto all’anima innocente dalla grazia divina che la visita e a lei si rivela.L’eros divino non si muove in una persona senza una rivelazione divina. L’anima, che non ha ricevuto rivelazione, non è sotto l’influenza della grazia e rimane insensibile all’amore divino.Gli innamorati del divino sono stati spinti verso l’amore divino dalla grazia di Dio, rivelata all’anima e che agisce nel cuore purificato. È lei che li ha attirati a Dio.Colui che si è innamorato di Dio è stato amato prima da Dio. Soltanto dopo egli ha amato il divino.L’innamorato del divino è divenuto prima figlio dell’amore, dopo egli ha amato il Padre Celeste.Il cuore di colui che ama il Signore non dorme mai; veglia a causa dell’intensità del suo amore.Se l’uomo dorme per necessità naturale, il cuore, esso, veglia per la lode di Dio.L’anima ferita dall’eros divino non cerca più nulla oltre il Bene Supremo; si allontana da tutto, prova indifferenza per tutto.L’anima, innamorata di Dio, si diletta delle parole di Dio e trascorre il tempo nei Suoi Tabernacoli.Innalza la sua voce per raccontare le meraviglie di Dio e quando conversa, parla della Sua gloria e della Sua maestà.Canta Dio e Lo loda incessantemente.Lo serve con zelo.L’eros divino diventa padrone di tutta quell’anima, la cambia e la fa sua.L’anima, innamorata di Dio, è felice, perché ha incontrato il Giudice divino che ha colmato i suoi desideri.Ogni desiderio, ogni affetto, ogni slancio estraneo all’amore divino, essa lo respinge lontano da lei, come spregevole e indegno di lei.Oh quanto l’amore del divino, sostenuto dall’amore di Dio, innalza nei cieli l’anima innamorata di Dio! Quest’amore, come una nuvola leggera, s’impadronisce dell’anima e la trasporta verso la fonte eterna dell’amore, verso l’amore inesauribile e la riempie di luce eterna.L’anima, colpita dall’amore divino, gioisce sempre. Permane nell’allegria, trasale di gioia, danza, perché si trova a riposare nell’amore del Signore come su un’acqua tranquilla.Nulla di ciò in questo mondo che affligge può venire a turbare la sua tranquillità e la sua pace, nulla di triste può togliere la sua gioia e la sua allegria.L’amore innalza nei cieli l’anima innamorata del divino. Meravigliata, essa si vede separata dai suoi sensi corporali, dal suo stesso corpo. Abbandonandosi totalmente a Dio, si dimentica di se stessa.L’eros divino procura la familiarità con Dio; la familiarità procura l’audacia, l’audacia il gusto e il gusto la fame.L’anima, toccata dall’eros divino, non può più pensare ad altra cosa, né desiderare alcunché.Sospira senza posa e dice: “Signore, quando giungerò a Te e quando vedrò il tuo volto? La mia anima desidera venire da Te, o Dio, come la cerva anela verso i torrenti d’acqua”.Così è l’eros divino che fa dell’anima una prigioniera.Oh amore, vero e costante!Oh amore, somiglianza dell’immagine divina!Oh amore, dolce gioia dell’anima mia!Oh amore, divina pienezza del mio cuore!Oh amore, meditazione incessante del mio spirito!Tu possiedi sempre l’anima mia, tu l’avvolgi di premure e di calore.La vivifichi e l’innalzi sino al divino affetto.Riempi il mio cuore e lo fai ardere d’amore divino, ravvivi il mio desiderio del Giudice Supremo.Con la tua potenza vivificante corrobori la forza della mia anima; la rendi capace di offrire all’amore divino il culto che gli si deve.T’impadronisci del mio spirito e lo liberi dei suoi legami terreni.Lo liberi perché salga senza ostacoli sino all’amore divino nei cieli.Sei il tesoro più prezioso dei fedeli, il dono più onorabile dei carismi divini.Sei lo splendore deiforme della mia anima e del mio cuore.Sei colui che fa dei fedeli dei figli di Dio.Sei l’ornamento dei credenti ed onori i tuoi amici.Sei il solo bene perenne, perché sei eterno.Sei l’abito della bellezza degli amici di Dio, che si presentano così vestiti davanti all’amore divino.Sei le dolci delizie, perché sei il frutto del Santo Spirito.Introduci i fedeli santificati nel regno dei cieli.Sei il profumo soave dei credenti.Grazie a te, i fedeli comunicano col paradiso delle delizie.Grazie a te, la luce del sole spirituale s’innalza nell’anima.Grazie a te, si aprono gli occhi spirituali dei credenti.Grazie a te, i credenti partecipano alla gloria divina e alla vita eterna.Grazie a te, nasce in noi il desiderio dei cieli.Tu ristabilisci il regno di Dio sulla terra.Tu diffondi la pace tra gli uomini.Tu fai somigliare la terra ai cieli.Tu unisci gli uomini agli angeli.Tu fai salire i nostri canti armoniosi verso Dio.Tu sei, in tutto, vincitore.Tu sei al di sopra di tutte le cose.Tu governi veramente l’universo.Tu governi con saggezza il mondo.Sei che tu sostieni e conservi ogni cosa.TU, tu non cadi mai!Oh amore, pienezza del mio cuore!Oh amore, immagine dolcissima di Gesù dolcissimo.Oh amore, emblema sacro dei discepoli del Signore.Oh amore, simbolo del dolce Gesù.Colpisci il mio cuore col tuo desiderio,riempilo di beni e di bontà, e di gioia.Fa’ di esso l’abitacolo del Santissimo Spirito.Brucialo tutto intero con la fiamma divina, affinché consumate le sue miserabili passioni,sia santificato trascinato alla tua lode senza fine.Riempi il mio cuore della dolcezza del tuo amore, affinché ami solo il dolcissimo Gesù, il Cristo mio Signore e che gli canti l’inno senza fine, con tutta la mia anima, con tutto il mio cuore, con tutta la mia forza, con tutto il mio spirito. Amìn!
Traduzione dal francese del prof. G. M.
PREGHIERA
I credenti onorino Nettario,
figlio di Silyvria e custode di Egina,
che, da vero amico della virtù,
si è mostrato servo di Cristo,
ripieno di Dio.
Egli infatti fa scendere
ogni sorta di bene su coloro
che con timore filiale esclamano:
Gloria a Cristo che ti ha glorificato!
Gloria a colui
che in te ha operato prodigi!
Gloria a colui che attraverso di te
ha portato benefici a ogni uomo.
figlio di Silyvria e custode di Egina,
che, da vero amico della virtù,
si è mostrato servo di Cristo,
ripieno di Dio.
Egli infatti fa scendere
ogni sorta di bene su coloro
che con timore filiale esclamano:
Gloria a Cristo che ti ha glorificato!
Gloria a colui
che in te ha operato prodigi!
Gloria a colui che attraverso di te
ha portato benefici a ogni uomo.