Angela Merkel: incontro con il Papa molto positivo
Il cancelliere tedesco Angela Merkel, lasciando il Vaticano, si è trasferita presso la Comunità di Sant’Egidio, dove ha avuto un colloquio privato con il fondatore, Andrea Riccardi. Poi ha incontrato la stampa, dove ha parlato dell’incontro con il Papa. Queste le dichiarazioni di Angela Merkel:
R. - Ho avuto oggi il piacere e l´opportunità di spiegare a Papa Francesco l´agenda della presidenza tedesca del G7. Questo era l´obbiettivo principale della mia visita e naturalmente sono contenta, che questa agenda con i suoi temi sia anche per il Papa e per la Chiesa cattolica di grande rilievo. Si tratta soprattutto del tema della eliminazione della povertà. La Germania sottolinea in questo periodo soprattutto il campo della sanità. A Papa Francesco abbiamo potuto spiegare quanti mezzi mettiamo a disposizione per l´alleanza internazionale per i vaccini. Nei prossimi anni 300 milioni di bambini – soprattutto in Africa – saranno vaccinati e in questo modo contribuiamo a una crescita sana di questi bambini. Le tematiche relative ai bambini, alla lotta alla povertà e alla lotta alle guerre sono secondo me anche le tematiche principali del Papa. Ho avuto anche l´occasione di potergli spiegare un altro tema molto importante e cioè il tema della donna: l´autodeterminazione delle donne, l´autonomia delle donne, le prospettive lavorative delle donne. Il ruolo delle donne è fondamentale nei Paesi in via di sviluppo in quanto segna il futuro della famiglia. In questo senso ci sono ancora molte sfide da superare nell’ambito dell’eguaglianza tra uomo e donna. Questo riguarda anche i Paesi sviluppati e industrializzati.
D. – Si è parlato di altri temi …
R. - Abbiamo parlato anche del tema ambientale, che è molto importante per noi, perché il G7 può in questo modo sostenere la Conferenza sul clima di Parigi che si terrà prossimamente e in questo senso anche i lavori sugli Obbiettivi del Millennio sono un ulteriore tema che abbiamo trattato nel nostro discorso. Naturalmente abbiamo parlato anche della situazione di guerra in Ucraina. In questi giorni i vescovi ucraini sono stati in Vaticano. Per questo credo che il Papa sia stato informato in modo completo sulla situazione. In generale è stato per me molto positivo di poter spiegare al Papa ciò che intendiamo fare e mi dà la forza di poter ricercare risultati concreti durante il semestre di presidenza del G7 per poter attuare i nostri impegni.
Radio Vaticana*
Comunità di Sant'Egidio
A Roma per incontrare papa Francesco, Angela Merkel si è recata questa mattina in visita alla Comunità di Sant'Egidio. Accolta dal fondatore Andrea Riccardi e dal presidente Marco Impagliazzo, si è intrattenuta a lungo a parlare con loro. Pace, immigrazione, Europa, crisi della società, alcuni dei temi affrontati nell'incontro.
Riportiamo qui di seguito le parole di saluto di Marco Impagliazzo, presidente di Sant'Egidio
Signora Cancelliera,
benvenuta nella Casa della Comunità di Sant’Egidio! Benvenuta nella sala della pace! Qui tanti popoli hanno trovato una speranza e una realtà di pace. In primo luogo il Mozambico nell’ottobre del 1992 e in seguito vari altri: dal Guatemala al Burundi... Qui l’Africa e vari Paesi che soffrono sono a casa loro! Da questa sala vorrei salutare gli sforzi di pace suoi e del suo governo, in particolare per l’Ucraina e per la difesa dei cristiani perseguitati in Medio Oriente e altrove. Vorrei anche ringraziarla per il sostegno concreto che il suo governo dà a Sant’Egidio per la pace e lo sviluppo dei popoli. La pace è forse il più grande desiderio delle persone. Noi europei abbiamo fatto della pace uno dei cardini della nostra integrazione. Abbiamo troppo sofferto e fatto soffrire per la guerra. Per questo come europei, e mi lasci dire come cristiani, siamo impegnati a far progredire la pace, perché la guerra è madre di tutte le povertà, come dice Andrea Riccardi.
Ha scritto un intellettuale italiano di famiglia ebraica: “Ogni mediazione diplomatica è anche, in qualche momento decisivo, un’opera di illuminazione culturale e umana, che alla fine richiede un atto di fede, da parte di chi lo provoca e di chi lo compie”. La pace è opera di “illuminazione culturale e umana”. Per compierla, Sant’Egidio attinge anche alla vasta rete di rapporti in campo interreligioso, acquisita in trent’anni di dialogo tra le religioni. Ricordo la sua presenza all’Incontro interreligioso di München nel 2011, dove ha detto che la pace è la madre dello sviluppo. Le religioni possono molto per la pace. Devono delegittimare la guerra e la violenza e far crescere la dimensione spirituale e umana della pace.
C’è una sfida che tocca l’Europa oggi: convivere pacificamente. Qui serve un’opera di illuminazione culturale e umana per superare diffidenze, pregiudizi, divisioni. Sant’Egidio lavora per questo attraverso il dialogo interreligioso, l’attenzione alle periferie e di tanti che soffrono. Gli immigrati sono il segno di qualcosa che avviene oltre l’Europa. Gli europei spesso hanno paura. La Comunità aiuta gli europei a apprezzare la ricchezza di chi viene da lontano.
Visitando la nostra Comunità nel giugno scorso papa Francesco l’ha definita attraverso tre P: Preghiera, Poveri, Pace. Gebet, Arme, Frieden.
Signora Cancelliera,
Questa è Sant’Egidio ovunque si trovi nei 73 Paesi dove è diffusa nel mondo: nel Nord e nel Sud, a Oriente e a Occidente. Vivendo il Vangelo abbiamo sperimentato che non c’è felicità personale senza generosità. E’ una scelta che sentiamo di condividere con tanti cristiani, particolarmente con quelli che soffrono per la mancanza di libertà. E’ una scelta che sentiamo vicina, Signora Cancelliera, alle sue convinzioni e ai suoi sforzi per la pace e lo sviluppo dei popoli. Andiamo avanti insieme su questa strada per il bene comune e per la felicità di tutti.
Sant’Egidio, 21 febbraio 2015
Questa è Sant’Egidio ovunque si trovi nei 73 Paesi dove è diffusa nel mondo: nel Nord e nel Sud, a Oriente e a Occidente. Vivendo il Vangelo abbiamo sperimentato che non c’è felicità personale senza generosità. E’ una scelta che sentiamo di condividere con tanti cristiani, particolarmente con quelli che soffrono per la mancanza di libertà. E’ una scelta che sentiamo vicina, Signora Cancelliera, alle sue convinzioni e ai suoi sforzi per la pace e lo sviluppo dei popoli. Andiamo avanti insieme su questa strada per il bene comune e per la felicità di tutti.
Sant’Egidio, 21 febbraio 2015