giovedì 5 febbraio 2015

Giovedì della IV settimana del Tempo Ordinario



San Massimo il Confessore afferma
che dal momento della creazione dell’uomo e della donna,
la volontà umana è orientata a quella divina
ed è proprio nel “sì” a Dio che la volontà umana
è pienamente libera e trova la sua realizzazione.
Purtroppo, a causa del peccato, questo “sì” a Dio si è trasformato in opposizione:
Adamo ed Eva hanno pensato che il “no” a Dio fosse il vertice della libertà,
l’essere pienamente se stessi.
Gesù al Monte degli Ulivi riporta la volontà umana al “sì” pieno a Dio…
La sua volontà umana è attirata dentro l’Io del Figlio,
che si abbandona totalmente al Padre.
Così Gesù ci dice che solo nel conformare la sua propria volontà a quella divina,
l’essere umano arriva alla sua vera altezza, diventa “divino”;
solo uscendo da sé, solo nel “sì” a Dio,
si realizza il desiderio di Adamo, di noi tutti,
quello di essere completamente liberi.

Benedetto XVI, Udienza dell’1 febbraio 2012

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L'annuncio del Vangelo riapre la porta del Paradiso sprangata da quell'alba oscurata dal peccato. Dischiude un cammino di ritorno, la speranza di ritrovare la strada di casa, la propria casa. Giunge ovunque il sudore della fronte e i dolori del parto assediano la vita dell'uomo, e vi depone un seme di libertà. Il Vangelo plana sull'incontenibile nostalgia del Paradiso perduto. Per questo il Signore invia i Dodici ad annunciare la conversione, il ritorno alla Verità. Li manda a due a due, come Adamo ed Eva prima del peccato, per annunciare al mondo che Gesù ha vinto il peccato che separa il marito dalla moglie, i genitori dai figli, l'uomo dall'uomo; due apostoli diversi, forse umanamente incompatibili, ma che passo dopo passo testimoniano che, nonostante le diversità, “non è bene che l’uomo sia solo”, e che in Cristo è di nuovo possibile amare e vedere compiuta la propria vita. Li manda "senza nulla", con una sola tunica, l'immagine e la somiglianza con il Creatore che li riveste, mai doppi e falsi, mai ipocriti, ma trasparenti e autentici, altro che vesti da cambiare a seconda dell'ambiente, senza malizia e intenzioni nascoste perché nudi e innocenti come Adamo ed Eva prima di tagliare con Dio. Li manda liberi, senza "né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa", come Adamo ed Eva prima di mangiare il frutto della disobbedienza, abbandonati all'amore del Padre che ogni giorno provvede ai suoi figli proprio attraverso il cibo della sua volontà. Li manda "conferendo loro il potere sugli spiriti immondi", come aveva fatto con Adamo ed Eva ai quali aveva dato il potere di "camminare anche sui serpenti". Li manda come messaggeri del Paradiso, immagine e somiglianza di Colui che li invia, primizie che recano il profumo del nuovo Adamo, segni credibili della vita pensata da Dio per ogni uomo, l'intimità semplice e beata radicata nell'obbedienza dell'amore. Così gli apostoli giungono oggi anche a noi, inermi dinanzi alla nostra libertà. Bussano alle nostre vite per consegnarci le chiavi di casa, l'unica in cui siamo stati felici. Sono gli angeli che aspettavamo da tanto, perché non ci ritroviamo più in mezzo a questa situazione, siamo sfiniti e affamati di pace e felicità come il figlio prodigo. Stai dubitando dell'amore di Dio, vero? Non hai argomenti da opporre all'evidenza del male. Questa ingiustizia non la puoi mandar giù e ti opponi ad essa con altro male, come accade in questi giorni sotto gli occhi di tutti. Quel collega ha bruciato il tuo onore davanti a tutti? Eccoti pronto a uccidere il suo, senza pietà. Non c'è niente da fare, lontani dal Cielo e da Dio c'è solo il peccato, e tutto odora di morte. Ma coraggio, gli apostoli ci portano oggi l'annuncio che spalanca la pietra del sepolcro nel quale è imprigionata la nostra vita: "Non è qui, è risorto!". La sua obbedienza ha distrutto il male e sconfessato il demonio. possiamo uscire dall'inganno, coraggio, non aver paura, al di là della soglia c'è il Paradiso, la gioia e la pace di chi ama e perdona perché si sente a casa, e non ha più nulla da temere. Ma siamo liberi, e possiamo rifiutare l'annuncio, per rimanere polvere da scuotere da sotto i sandali, come facevano i giudei rientrando da un viaggio in territorio pagano, per significare di non avere niente a che fare con il mondo "impuro" dei gentili: la conseguenza di chi si chiude all'annuncio del Vangelo è proprio quella di restare fuori dal Paradiso, dal Regno di Dio che si è avvicinato attraverso gli apostoli, per continuare la misera vita offerta dal mondo schiavo della corruzione e della morte. Ma no, non aver paura, ascolta la predicazione che "scaccia i demoni" dal cuore dell'uomo, e lasciati accogliere dalla Chiesa, ancora una volta. Offri la tua schiavitù e i tuoi peccati al potere di Cristo che le è affidato; confessa al Signore il male che hai nel cuore, sarai sanato "dall'olio" del suo Spirito, soffio di Vita eterna che farà nascere in te un'attitudine nuova verso la storia e i fratelli. Cristo risorto, infatti, è il Nuovo Adamo che cerca proprio te, la sua Eva perduta, per abbracciarla e riaccompagnarla nell'intimità. E' Lui che bussa, proprio ora. Corri, vai ad aprirgli, vedrai meraviglie insperate.