MA PERCHE' TANTO ODIO VERSO I CRISTIANI?
di Mario Adinolfi
di Mario Adinolfi
Nella preghiera domestica che oggi reciteranno le famiglie che non ce la faranno ad essere in piazza San Pietro con il Papa per la veglia per l'apertura del Sinodo, si cita l'episodio dei discepoli di Emmaus: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Pare un sussurro, si sta trasformando in un grido. Un grido di dolore che rimbomba ad ogni latitudine di un mondo davvero preda di tenebre incipienti.
L'ultima strage americana arriva sui media come spesso accade edulcorata dai particolari agghiaccianti. Anche stavolta, con echi che rimandano direttamente al massacro di studenti in Kenia già dimenticato dall'opinione pubblica internazionale, l'assassino ha chiesto alle persone che aveva davanti di professare la loro fede religiosa. Chi si proclamava cristiano, in questo devastato college dell'Oregon, veniva immediatamente freddato con più pallottole. Una, due, tre, quattro, decine di volte. Morti e feriti. Vittime dell'odio verso i cristiani e della criminogena e scriteriata diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti, non a caso denunciata con forza da Papa Francesco nel corso del suo discorso al Congresso degli Stati Uniti.
La meno terribile cronaca italiana ci racconta di aggressioni contro i cattolici riuniti a Pavia, di divieto da parte delle autorità politica ad una blogger cattolica di prendere parte a una iniziativa, di aggressioni già programmate per oggi e domani alle silenziose mobilitazioni delle Sentinelle in Piedi, di una vera e propria contro-veglia delle associazioni Lgbt contrapposta alla veglia di preghiera con il Papa in San Pietro di questo pomeriggio, i cui dettagli rivendicativi sono oggetto dell'editorialino de La Croce. Più in generale, chiunque provi ormai in questo paese a tenere iniziative a favore della famiglia naturale, ormai persino nelle parrocchie e non solo nei teatri, può e deve muoversi sotto scorta delle forze dell'ordine. Sempre, sistematicamente, il suo diritto di parola è oggettivamente compresso da questa forma di intimidazione scientificamente studiata. Parlo anche per esperienza personale.
Ad altre latitudini essere cristiani equivale ad essere ipso facto condannati a morte. Un servizio nella prima puntata delle Iene, trasmissione Mediaset, otteneva da un miliziano dell'Isis intervistato a volto scoperto una conferma esplicita, semmai ce ne fosse stato bisogno: "Se sei cristiano o ti converti o vieni ucciso". Il miliziano era ormai prigioniero e si dichiarava pure pentito di essere stato un combattente dell'Isis, ma sul punto della soppressione dei cristiani non manifestava rimorsi.
In Cina, in Vietnam, nelle aree più popolose del pianeta i simboli religiosi cristiani vengono abbattuti e le messe sono celebrate in clandestinità. In Pakistan, Afghanistan, Iran, Arabia Saudita, Yemen, Sudan, Nigeria e in tanti altri paesi africani e asiatici, ormai anche in Bangladesh (dove un cooperante italiano è stato freddato proprio pochi giorni fa dai fondamentalisti islamici, anche questa notizia è già dimenticata), non esiste la libertà di professare la fede cristiana e ci si espone a rappresaglie, persecuzioni giudiziarie, rischio di morte per linciaggio o per attentato.
Ovviamente nessun rapporto di Amnesty International riconosce la violenza verso i cristiani, diffusa a livello mondiale come un virus terrificante, nella sua condizione di tratto distintivo della contemporaneità. Se aggiungiamo gli arresti, in Francia come negli Stati Uniti, di funzionari pubblici obiettori di coscienza rispetto al matrimonio omosessuale, o la minaccia di togliere i figli a genitori (che in Germania hanno conosciuto le patrie galere) che non intendono far loro frequentare le ore di indottrinamento gender, allora abbiamo un quadro davvero completo dell'intensità della persecuzione. Ma perché tanto odio verso i cristiani?
Forse la risposta è nel versetto del Vangelo di Luca che sarà pronunciato nella preghiera domestica delle famiglie cristiane oggi in comunione con le decine di migliaia di famiglie che saranno con il Papa a San Pietro a vegliare per l'avvio del Sinodo: "Il giorno è ormai al tramonto". La sensazione è davvero questa, ma il cristiano non dispera mai e intensifica piuttosto la preghiera. Una ragione in più per unirsi a Francesco in piazza e nelle case, oggi, chiedendo a Gesù di restare con noi e proteggerci ora che avanza la sera, con il futuro prossimo che fa presagire tenebre fitte. Come spiegava Karl Jaspers "l'ultima questione è sapere se dal fondo delle tenebre un essere possa brillare". La nostra preghiera sia per questa luce.