BATTESIMO DEL SIGNORE
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Da "La vita in Cristo" di Nicola Cabàsilas.
De vita in Christo,I,3;II,1.5.8. PG 150,503,506,523.
Noi non potevamo elevarci fino a Dio con i nostri mezzi, ma lui è disceso per incontrarci. Noi non lo cercavamo, ma lui ci desiderava. La pecora si mette forse in cerca del pastore? La dramma sospira il proprietario? Dio invece si è chinato verso la terra, ha cercato la sua immagine. E' andato nei luoghi dove la pecora si smarriva, per prendersela in spalle e ritrarla dall'errare.
Dio ci ha resi partecipi della vita celeste, però senza trasferirci in cielo, ma lasciandoci in terra. Non ci ha condotti nei cieli, ma li ha fatti discendere fino a noi, secondo la parola del profeta: Abbassò i cieli e discese (Sal 17,10) .
Dunque il Sole di giustizia entra in questo mondo tenebroso attraverso i sacri misteri come per altrettante finestre. Mette a morte la vita conforme a questo mondo e suscita quella celeste: così la luce del mondo vince il mondo, lei che ha detto: Io ho vinto il mondo? (Gv 16,33) In un corpo fragile e mortale Cristo ha introdotto una vita stabile ed eterna.
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Quando in una casa entra un raggio di sole, la lampada non attira più gli sguardi, perché domina vittorioso lo splendore del giorno. Lo stesso accade quando il mistero della vita futura penetra col suo fulgore in un'anima: esso vince la vita carnale e la bellezza di quaggiù, e ne copre la luce. E' questa la vita nello Spirito, che supera ogni desiderio della carne, secondo il detto paolino: Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne (Gal 5,16).
E' questa la via che il Signore ha tracciato venendo a noi, è questa la porta da lui aperta entrando nel mondo. Quando è tornato al Padre, Gesù non ha voluto chiuderla dietro di sé, ma per essa dal Padre ritorna agli uomini, anzi è presente sempre, è con noi e lo sarà sempre, mantenendo le sue promesse.
Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo (Gn 28,17), direbbe il patriarca. E quale è questa apertura per cui gli angeli scendono in terra se non lo stesso Signore degli angeli?
Perciò, quando il Salvatore si degnò di ricevere il battesimo di Giovanni, quasi prefigurando il battesimo che egli avrebbe dato, aprì i cieli, insegnandoci così che per mezzo del battesimo vedremo le regioni celesti. Quando egli dichiara che non può entrare nella vita chi non è battezzato, allude al santo lavacro come a un ingresso e a una porta.
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Essere battezzato è nascere secondo Cristo, quando l'uomo esce dal nulla e riceve l'essere e la sostanza di figlio di Dio. La parola "nascita" ha molti sensi; anzitutto, il battesimo è una nascita, perché è il primo dei misteri che ci introducono nella vita nuova; poi il nome stesso di rigenerazione indica una nuova nascita; infine, i riti e i canti, con i quali celebriamo il sacramento, invitano a vedere nel battesimo il principio e il fondamento della vita. Ecco l'ordine della celebrazione: prima il neofito è lavato, poi riceve l'unzione e infine accede alla sacra mensa.
Se Cristo volle essere battezzato con tutti gli altri, quanto più noi dobbiamo stimare questa nuova nascita! Quali sono gli altri nomi del battesimo? Lo chiamiamo rinascita, generazione, creazione nuova, sigillo, e anche immersione, veste, unzione, dono, illuminazione, lavacro. Tutti questi nomi significano la medesima realtà: essi introducono gli uomini, che sono e vivono secondo Dio, nel mistero del compimento finale. Intendere il termine "nascita" alla lettera non significherebbe assolutamente nulla.
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I termini "rinascita" o " rigenerazione" manifestano che i battezzati ritrovano in questa seconda nascita il loro volto primitivo, la cui forma era andata perduta. Quando uno scultore riprende la materia di una statua e la riplasma, egli la rigenera.
Appunto questa è l'operazione del battesimo in noi: incide nelle anime nostre una figura ideata, rendendoci conformi alla risurrezione del Salvatore: di qui il nome di sigillo, perché imprime l'immagine regale, nel senso che il volto beato di Cristo si imprime nel battezzato.
Ma poiché la forma avvolge la materia e non lascia apparire l'informe, chiamiamo questo mistero anche veste e immersione. Paolo ci parla di questa veste e di questo sigillo, per cui Cristo è scolpito e plasmato in noi. Egli scrive ai Galati ed esclama, lui che era stato reso muto: Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore, finché non sia formato Cristo in voi! (Gal 4,19) Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo (Gal 3,27).
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Nel giorno del battesimo, Dio ci riconosce suoi, secondo il detto di Paolo: Ora avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti (Gal 4,9). In quel giorno udiamo pronunziare il nostro nome nuovo e diventiamo chiaramente conosciuti grazie a tale parola che dà significato. Dio ci riconosce allora nella verità. Perciò il salmista, alludendo a quelli che non hanno nessuna comunione con la vita divina, dice: Non pronunzierò con le mie labbra i loro nomi (Sal 15,4).
L'uomo che si allontana dalla luce è ridotto a un cieco ignorante, perché senza la luce nessun oggetto visibile può essere manifesto allo sguardo. Allo stesso modo, non possiamo essere conosciuti da Dio se non accogliamo un raggio della sua luce. La ragione è questa: ciò che non è illuminato dalla luce di Dio, addirittura non esiste. La Scrittura dice infatti che il Signore conosce i suoi (Cf Nm 16,5), mentre egli dichiara di non conoscere le vergini stolte (Cf Mt 25,12).
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Il battesimo è anche dono, perché è nascita. Che differenza c'è tra la rigenerazione spirituale e la nascita fisica? A ben considerare, ci rendiamo conto che è impossibile persino pensare o desiderare i benefici che derivano dal battesimo, perché sta scritto: Quelle cose che mai entrarono in cuore di uomo (1 Cor 2,9)e la nostra mente non può concepirle finché non le abbia sperimentate. Quando udiamo parlare della libertà e del regno che ci è preparato, pensiamo a qualche tipo di vita felice, come può essere compreso dall'intelligenza umana. Invece qui si tratta di qualcosa di assolutamente diverso, che supera il nostro pensiero e il nostro desiderio.
Il battesimo è detto unzione, perché incide negli iniziati il Cristo, l'unto per noi, ed è sigillo, perché imprime in essi il Salvatore. Il crisma, infatti, quale autentico sigillo, penetrando dovunque perfettamente lungo tutta la struttura del corpo di colui che lo riceve e modellandolo, in lui imprime l'unto, cioè Cristo, e gli dà la sua forma.
Abbiamo esaminato i vari nomi del battesimo: sigillo, veste, immersione. Abbiamo anche parlato di dono e di illuminazione che portano allo stesso effetto della nascita. E' chiaro che tutti i nomi del sacramento dell'iniziazione esprimono una realtà unica: il lavacro battesimale è per noi l'inizio della vita in Cristo.
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La nostra vita in Dio è radicalmente nuova, perché non ha nulla in comune con le nostre vecchie abitudini o tendenze. Tale vicinanza alla natura divina non può essere concepita, perché, pur essendo propria della natura umana, è vita di Dio. Infatti era la vita di un uomo e chi la viveva era puro da ogni peccato, in quanto Dio e anche uomo. Ecco perché è assolutamente necessario che nell'atto di essere rigenerati nasca in noi la vita di Cristo: anche per questo usciamo dall'acqua battesimale senza peccato.
Ciò risulta chiaro pure da ciò: la nascita nel battesimo è principio di vita futura, acquisizione dei nuovi sensi e preludio della vita celeste. Tuttavia non potremmo prepararci per quella nuova esistenza se la vita di Cristo non cominciasse in noi fin d'ora. Cristo è il padre del secolo futuro, come Adamo lo è del presente, poiché il progenitore precedette gli uomini nella vita corruttibile.
Non è possibile vivere questa vita umana senza avere ricevuto i sensi corporei di Adamo e le potenze vitali proprie dell'uomo; così è impossibile penetrare vivi in quel mondo beato se Cristo non fosse venuto ad abitare tra gli uomini e non li avesse plasmati a sua immagine.
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Il Nuovo Testamento supera il Vecchio per la qualità delle sue parole: ora Cristo vi è presente, in modo ineffabile egli trasforma e plasma le anime.
Con la parola, con la dottrina, con le leggi dell'antica Alleanza non era possibile che gli uomini giungessero al fine desiderato. Forse sarebbe stato possibile con l'insegnamento, però mancavano le opere, soprattutto l'opera sovressenziale della crocifissione e morte del Dio incarnato.
Ciò fu evidente fin dal principio negli stessi apostoli e padri della fede. Quegli uomini poterono avvalersi dell'insegnamento del Salvatore, contemplarono e condivisero la sua vita, furono spettatori delle sue azioni miracolose che superano la nostra capacità naturale. Poi lo riconobbero nel Risorto e furono testimoni della sua ascensione.
Ma dopo tutto ciò, non furono rinnovati, non divennero più generosi o più spirituali, finché non ricevettero il battesimo e lo Spirito Santo non irruppe nei loro cuori.
Allora diventarono uomini nuovi, ricevettero la vita nuova e ad essa condussero gli altri, vivendo e diffondendo l'amore di Cristo.
Quando il sole ascende in cielo, fa sentire la vampa dei suoi raggi; accade la medesima cosa per gli effetti perfettibili dell'abluzione spirituale. Quando Dio guida i santi allo zenit della perfezione, questi lo conoscono e lo amano; essi non sono attirati da vuoti discorsi, ma trasformati dalla forza del battesimo che rinnova gli amati da Dio.
Il Signore crea in essi un cuore puro, toglie quello di carne, tirandoli fuori dal sonno della morte. Dio scrive non su tavole di pietra ma sulla tavola di carne del cuore. E non vi incide semplicemente la legge, ma lo stesso legislatore. E' lui a incidere sé stesso (Cf. 2 Cor 3,3).
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Dal vangelo secondo Luca.
3,21-24
Quando tutto il popolo fu battezzato
e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera,
il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo.
Dalle Omelie su questo vangelo di san Beda il Venerabile.
In Marci evangelium,1ib.I. PL 92,137-139.
Quando Giovanni vide che i suoi ascoltatori diventavano sempre più capaci di intenderlo, apertamente annunziò loro che Gesù era Figlio dì Dio. Disse: Chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: "L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo". E io ho visto e ho reso testimonianza che questi e il Figlio di Dio (Gv 1,33-34).
Anche noi siamo battezzati dal Signore nello Spirito Santo, non solo quando nel giorno del battesimo siamo immersi nel fonte della vita per la remissione dei peccati: ciò avviene ogni giorno, quando la grazia del medesimo Spirito ci spinge a compiere le opere che Dio gradisce.
Il Signore ricevette il battesimo da Giovanni per tre motivi.
Poiché era nato uomo, doveva conformarsi umilmente alla giustizia della legge.
Poi, doveva approvare il battesimo di Giovanni, ricevendolo egli stesso.
Infine, occorreva dimostrare mediante la colomba che lo Spirito Santo scenderebbe sui battezzati nel fonte purificatore, simboleggiato dalle acque santificate del Giordano.
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Nel battesimo del Signore si manifesta il mistero della Trinità. Lo Spirito scende su di lui sotto forma di colomba e si ode la voce del Padre che rende testimonianza al Figlio.
Gesù vede aprirsi i cieli, ma non perché quella realtà materiale si spacchi: si tratta di una visione spirituale identica a quella di cui parla il profeta Ezechiele all'inizio del suo libro.
La colomba si ferma sul capo di Gesù, affinché nessuno creda che la voce del Padre sia diretta a Giovanni invece che al Signore. E' molto opportuna la sottolineatura dell'evangelista che specifica come la colomba si fermi su Cristo. Si tratta infatti di un dono particolare conferito al Mediatore tra Dio e gli uomini: lo Spirito Santo, una volta sceso su di lui a ricolmarlo, non si ritirerà mai più e resterà sempre in lui.
Talvolta i fedeli possono ricevere grazie straordinarie dallo Spirito Santo per compiere miracoli o atti di virtù eroica, ma questi doni non sono permanenti. Invece non ci viene mai meno la grazia dello Spirito per le opere di pietà e di giustizia che mantengono vivo l'amore di Dio e del prossimo. Per questo il Signore ci promette l'assistenza dello Spirito, dicendo: Voi lo conoscete, perché eglidimora presso di voi e sarà in voi (Gv 14, 17) .
Tuttavia lo Spirito rimane sempre sul Signore in modo assolutamente particolare. Siccome è il Figlio di Dio, a lui non è dato come a noi secondo la misura della nostra fede. Giovanni ne parla quando afferma: E noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità (Gv 1, 14).
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Non pensiamo però che lo Spirito rimanga sul Signore a cominciare da quando è battezzato nel Giordano, perché lo ebbe in pienezza fin dal momento in cui fu concepito nel seno della Vergine.
La manifestazione della discesa dello Spirito Santo al Giordano è il segno della grazia spirituale che ci viene conferita con il battesimo. Infatti a noi rigenerati nell'acqua e nello Spirito per la remissione dei peccati, viene di solito conferita una sovrabbondanza di grazia mediante l'imposizione della mano del vescovo.
Dopo il battesimo Gesù vide i cieli aprirsi; anche a noi si apre la porta del Regno mediante la grazia battesimale. Questa porta fu sbarrata davanti ai nostri progenitori cacciati dal paradiso dopo il peccato, e l'ingresso rimase vietato a tutto il genere umano dalla spada fiammeggiante di un cherubino.
Quando il fedele è toccato dalle acque della vita, il fuoco di quella spada si spegne: egli si riconcilia con gli spiriti angelici, ritornando nella pace del suo creatore. Se conserverà i sacramenti della fede, mediante la purezza del cuore e la castità delle membra, potrà entrare subito nel regno dei cieli, appena lascerà questo mondo.
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Per quale motivo si sarebbero aperti ì cieli per il Signore che nella sua divina potenza domina cielo e terra, anche se incarnandosi venne ad abitare con noi mortali?
Perché la voce del Padre echeggiò dai cieli: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto? Deve forse insegnare al Figlio qualcosa che egli non sappia?
Queste manifestazioni servono per rivelare a noi ciò che dobbiamo credere: cioè che l'uomo battezzato da Giovanni con altri è il vero Figlio di Dio, il Signore di Giovanni e di tutta l'umanità, il solo davvero capace di battezzare nello Spirito.
La voce del Padre ci insegna inoltre che possiamo diventare figli di Dio attraverso l'acqua della purificazione e lo Spirito che santifica. Infatti a quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv 1, 12).
* * *
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Dai Discorsi di san Gregorio Nazianzeno.
In sancta Lumina, oratio XXXIX, 14-16. 20. PG 36, 350-351. 354. 358-359.
Abbiamo già celebrato nei giorni scorsi come si conveniva la nascita di Cristo, io, che sono l'animatore di questa festa, e voi insieme con me e tutto quello che è nel mondo e sopra il mondo. Siamo accorsi insieme con la stella e lo abbiamo adorato insieme con i magi; siamo stati illuminati insieme con i pastori e lo abbiamo glorificato insieme con gli angeli; lo abbiamo tenuto tra le braccia insieme con Simeone e gli abbiamo reso testimonianza insieme con Anna, l'anziana casta donna. E siano rese grazie a colui che è venuto in quello che era suo come se fosse un estraneo, poiché ha glorificato l'uomo che gli era estraneo.
Ora però vi è un'altra azione di Cristo e un altro mistero. Non posso reprimere il piacere, divento ricolmo di Dio; poco ci manca che annunci anch'io la buona parola come fece Giovanni: anche se non sono precursore, vengo comunque dal deserto.
Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria.
2
Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare anche il battezzatore; è chiaro comunque che vuole santificare la stirpe del vecchio Adamo seppellendola totalmente nelle acque. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. Egli è spirito e carne, per cui santifica nello Spirito e nell'acqua.
Il Battista non accetta, ma Gesù insiste. Io ho bisogno di essere battezzatoda te, dice la lucerna al Sole, la voce alla Parola, l'amico allo Sposo; colui che è il più grande tra i figli degli uomini parla così a colui che, ancora nascosto nel grembo materno, riceve la sua adorazione: colui che precorreva e avrebbe ancora precorso a colui che era già apparso e sarebbe apparso ancora.
Io ho bisogno di essere battezzato da te1. E potrebbe aggiungere: "in tuo favore". Sapeva, infatti, che avrebbe ricevuto il battesimo del martirio o che, come Pietro, sarebbe stato lavato non solo ai piedi.
E tu vieni da me?1 - domanda il Battista. Anche queste parole hanno un significato profetico: sapeva, infatti, che dopo Erode, anche Pilato si sarebbe scatenato contro Cristo; e poi Giovanni morirà per primo per mano di Erode, e Cristo gli andrà dietro nella morte.
E Gesù che gli risponde? Lascia fare per ora. Tale è il piano divino. Gesù conosce che poco dopo lui stesso battezzerà il Battezzatore. E che significa il ventilabro? La purificazione. Che significa il fuoco? L'azione infuocata dello Spirito Santo che distrugge quanto è leggero come pula.
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Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto il cosmo: vede scindersi e aprirsi i cieli, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tutta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati, come il paradiso dalla spada fiammeggiante.
E lo Spirito testimonia la divinità di Cristo: si presenta simbolicamente sopra colui che gli è del tutto uguale. Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità da cui proveniva chi in quel momento riceve la testimonianza.
Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche il corpo divinizzato e quindi Dio. Molto tempo prima era stata pure una colomba ad annunziare la fine del diluvio. Se tu giudichi la natura divina in base al peso e alla misura e per questo motivo lo Spirito ti sembra di poco conto perché appare in forma di colomba, sei davvero meschino quando giudichi le cose più grandi; allora è il momento anche che disprezzi il regno dei cieli, perché è paragonato a un granellino di senapa. E devi porre l'Avversario ben sopra la sublimità di Gesù, perché quello è chiamato Alto monte e Leviatan, principe del regno del mare. Invece Gesù è l'agnello,la perla, la goccia ed è chiamato con altri nomi del genere.
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Onoriamo in questo giorno il battesimo di Cristo e celebriamo com'è giusto questa festa non in piaceri di lauti banchetti ma nella letizia spirituale.
Come ci dovremo dilettare? Lavatevi, purificatevi. Se siete color porpora a causa del vostro peccato, pur senza aver sangue sulle mani, diventate bianchi come la neve. Se invece siete imporporati di sangue, cercate di giungere al bianco della lana. In ogni caso, purificatevi e progredite in questa purezza.
Di nessuna cosa Dio tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo. Per l'uomo sono appunto sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti tutti i misteri della rivelazione.
Tutto è stato fatto perché voi diventiate come fiaccole nel mondo, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa e sarete inondati dal suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpida e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio proveniente dal Dio unico attraverso Gesù Cristo nostro Signore. A lui vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli.
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Dal trattato "Sullo Spirito Santo" di san Basilio Magno.
De Spiritu Sancto, XV, 35.-36. PG 32, 128-133.
L'economia di salvezza di Dio, nostro salvatore, consiste nel rialzare l'uomo dalle sue cadute e nel farlo ritornare all'intimità divina, liberandolo dall'alienazione a cui l'aveva portato la disobbedienza. La venuta di Cristo nella carne, gli esempi di vita evangelica, le sofferenze, la croce, la sepoltura, la risurrezione sono per la salvezza dell'uomo perché abbia di nuovo, mediante l'imitazione di Cristo, l'adozione a figlio di cui era dotato all'inizio.
Per l'autenticità della vita cristiana è dunque necessario imitare non solo i suoi esempi di mitezza, di umiltà e di pazienza, manifestati durante la vita, ma anche la sua stessa morte. Lo dice san Paolo, imitatore di Cristo: Diventandogliconforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.Ma come possiamo renderci conformi alla morte di lui? Facendoci conseppellire con lui per mezzo del battesimo. Qual è allora il modo della sepoltura, quale il frutto della sua imitazione?
Anzitutto è necessario interrompere il modo di vivere di prima. Ma nessuno può arrivare a tanto se non rinasce di nuovo, secondo la parola del Signore. La rigenerazione, infatti, come emerge dalla parola stessa, è l'inizio di una seconda vita.
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Prima si iniziare una seconda vita, bisogna porre fine alla prima. A coloro che sono arrivati alla fine del giro nello stadio si dà un po' di sosta e di riposo prima di far loro iniziare un altro giro. Così anche nel mutamento di vita appare necessario che la morte si interponga tra la prima e la seconda vita, e che questa morte costituisca la fine della condizione precedente e l'inizio di quella futura.
E come dobbiamo morire, cioè compiere la discesa agli inferi? Imitando la sepoltura di Cristo per mezzo del battesimo. Infatti i corpi di coloro che vengono battezzati, in certo modo sono sepolti nell'acqua. Perciò il battesimo significa in maniera arcana la deposizione delle opere della carne, secondo quello che dice l'Apostolo: In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione perònon fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo dicarne, ma della vera circoncisione di Cristo. Con lui infatti siete stati sepoltiinsieme nel battesimo.
E il battesimo, in certo qual modo, lava l'anima dalle brutture che si accumulano su di essa a causa delle tendenze della carne, secondo quanto sta scritto: Lavami e sarò più bianco della neve. Per questo motivo noi conosciamo un unico battesimo di salvezza, dal momento che unica è la morte al mondo e unica la risurrezione dai morti, delle quali cose è figura il battesimo. Così il Signore, che governa la nostra vita, ha istituito per noi il patto del battesimo, espressione sia della morte che della vita. L'acqua in cui si è immersi dà l'immagine della morte, lo Spirito invece ci dà la garanzia della vita.
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È evidente per quale motivo l'acqua sia unita allo Spirito. Infatti nel battesimo sono due i fini che ci si propone di raggiungere, l'uno che venga eliminato il corpo del peccato, perché non abbia più a produrre frutti di morte, l'altro che si viva dello Spirito e si ottenga così il frutto della santificazione.
L'acqua ci offre l'immagine della morte, accogliendo il corpo come in un sepolcro. Lo Spirito, invece, immette una forza che vivifica, facendo passare le nostre anime dalla morte alla vita piena. Questo è il rinascere dall'acqua e dallo Spirito.
Mediante le tre immersioni e invocazioni si compie il grande mistero del battesimo: da una parte viene espressa l'immagine della morte, e dall'altra l’anima dei battezzati resta illuminata dall'insegnamento della scienza divina. Però se nell'acqua vi è una grazia, questa non deriva certo dalla natura dell'acqua in quanto tale, ma dalla presenza e dall'azione dello Spirito. Infatti il battesimo non è un'abluzione del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte diuna buona coscienza.
Perciò il Signore, nel prepararci a quella vita che viene dalla risurrezione, ci propone tutto un modo di vivere secondo il vangelo. Vuole che non ci adiriamo, che siamo pazienti nelle avversità e puri dall'attaccamento ai piaceri, che i nostri costumi siano liberi dall'amore al denaro. In tal modo ciò che nella vita futura si possiede per condizione connaturale alla nuova esistenza, lo anticipiamo già qui con le disposizioni della nostra anima. Non mi sembra allontanarsi dal giusto definire l'evangelo una prefigurazione della vita di risuscitato.
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Già qui per mezzo dello Spirito Santo veniamo riammessi in paradiso, possiamo salire nel regno dei cieli, ritorniamo allo stato di adozione filiale; ci viene dato il coraggio di chiamare Dio nostro Padre, di compartecipare alle grazie di Cristo, di venire chiamati figli della luce, di essere partecipi della gloria eterna e, in breve, di vivere nella pienezza della benedizione. Tutto questo già ora come poi nel tempo futuro. Contemplando come in uno specchio la grazia di quelle ricchezze messe da parte per noi nelle promesse della fede, viviamo nell'attesa di poterle godere.
Se tale è il pegno, quale sarà il tesoro da possedere? E se le primizie sono già così abbondanti, quale sarà la misura completa quando tutto avrà raggiunto il traguardo finale?
Anche da qui si comprende la differenza tra la grazia che viene dallo Spirito e il battesimo d'acqua: perché Giovanni ha battezzato in acqua e il Signore nostro Gesù Cristo nello Spirito Santo. Io vi battezzo con acqua - dice Giovanni - perla conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io nonson degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo efuoco. Il Battista chiama qui battesimo di fuoco la prova del giudizio, secondo quello che dice l'Apostolo: Il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. E anche: La farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco.
Già alcuni, nel combattimento per la vera fede, hanno realmente, non nell'imitazione soltanto, affrontato la morte per Cristo e non hanno avuto bisogno dei simboli dell'acqua per ottenere la salvezza, poiché sono stati battezzati nel proprio sangue.
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Dal vangelo secondo Luca.
Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo.
Dai Discorsi di Cromazio di Aquileia.
Sermo XXXIV. SC 164, 183-189.
Il Signore e Salvatore nostro fu battezzato da Giovanni nel Giordano: ecco l'oggetto della celebrazione odierna e si tratta di una solennità assai grande. Quando infatti nostro Signore si è degnato di ricevere il battesimo, lo Spirito Santo scese su di lui in forma di colomba e si udì la voce del Padre che diceva: Questi èil Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
Che grande mistero in questo battesimo celestiale! Il Padre si fa sentire dal cielo, il Figlio appare sulla terra, lo Spirito Santo si manifesta sotto forma di colomba. Non si può parlare di vero battesimo né di vera remissione dei peccati ove non si creda alla Trinità perfetta.
L'unico e vero battesimo è quello della Chiesa, che è dato una sola volta: in esso veniamo immersi un'unica volta e ne usciamo puri e rinnovati. Puri, perché ci liberiamo dalla sozzura dei peccati, rinnovati perché risorgiamo a nuova vita dopo aver deposto la decrepitezza del peccato. Questo lavacro del battesimo rende l’uomo più bianco della neve, non nella pelle del suo corpo, ma nello splendore del suo spirito e nel candore della sua anima.
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I cieli si aprirono al battesimo del Signore per mostrare che il lavacro della rigenerazione spalanca ai credenti il regno dei cieli. Il Signore dice infatti: Se unonon nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Vi entra dunque chi rinasce e chi non trascura di custodire la grazia del proprio battesimo; e così, d'altra parte, non vi entra chi non sia rinato.
Nostro Signore era venuto a dare un nuovo battesimo per la salvezza del genere umano e per la remissione di tutti i peccati; perciò si degnò di ricevere egli stesso per primo il battesimo, non per deporre i peccati, lui che non aveva commesso peccato, ma per santificare le acque del battesimo allo scopo di cancellare le colpe di tutti i credenti rinati nel battesimo. Egli fu dunque battezzato nelle acque perché noi fossimo lavati da ogni nostro peccato per mezzo del battesimo. Fu immerso nell'acqua perché fossimo purificati dalla laidezza delle nostre colpe. Ricevette il lavacro di rigenerazione, perché potessimo rinascere da acqua e da Spirito.
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Il battesimo di Cristo ci lava dalle nostre colpe e ci rinnova per vivere in Cristo. Ascolta come lo proclama l'Apostolo: Quanti siete stati battezzati in Cristo, visiete rivestiti di Cristo. Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme alui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo dellagloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Perciò con il battesimo noi moriamo al peccato e partecipiamo alla vita di Cristo. Moriamo alla nostra antica esistenza e risuscitiamo a vita nuova. Ci spogliamo dei disordini dell'uomo vecchio e indossiamo la veste dell'uomo nuovo.
Il Signore ha compiuto ogni giustizia nel suo battesimo. Volle infatti essere battezzato perché noi ricevessimo questo sacramento. Volle il lavacro della rigenerazione perché noi potessimo rinascere alla vera vita. Certo, Giovanni battezzò il nostro Signore e Salvatore; tuttavia fu lui piuttosto a venir battezzato da Cristo. Gesù infatti santificò le acque, mentre Giovanni fu santificato dalle acque. Gesù donò la grazia, Giovanni la ricevette.
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Giovanni si spogliò dei suoi peccati, Gesù li rimise. Infatti il Battista era un uomo, Gesù era Dio: come tale poteva rimettere i peccati. Lo afferma la Scrittura: Chipuò rimettere i peccati, se non Dio soltanto?
Ecco perché Giovanni dice a Cristo: Io ho bisogno di essere battezzato da te etu vieni da me? Il primo aveva bisogno di essere battezzato perché peccatore; non
l'altro del tutto innocente.
Nel battesimo che riceve, Gesù lava anzitutto i peccati di Giovanni e poi quelli del mondo intero. Da qui le sue parole: Così adempiamo ogni giustizia. La grazia del battesimo di Gesù fu misticamente prefigurata quando il popolo eletto, passando il Giordano, fu introdotto nella Terra Promessa. Il popolo camminava dietro il Signore e una via gli fu aperta in quel giorno per penetrare nella terra della promessa. Lo stesso, oggi, grazie alle acque di quel medesimo fiume, è aperta per la prima volta una strada che ci introduce nella terra beata del Regno celeste che ci è stato promesso. Gesù figlio di Nave, ossia Giosuè, guidò il popolo eletto attraverso il Giordano. Per noi Gesù, il Cristo Signore, è la guida che grazie al suo battesimo ci conduce verso la salvezza eterna.
Egli è il Figlio unico di Dio, benedetto nei secoli. Amen.
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Dal "Discorso sull'Epifania" attribuito a sant'Ippolito.
Hom. In Epiph. PG 10,851-854.858-862
Quale dono più necessario dell'acqua? Tutto è bagnato dalle acque, nutrito, purificato, irrigato. L'acqua porta i continenti, l'acqua produce la rugiada, fa fiorire la vite. L'acqua matura la spiga, indora il grappolo, intenerisce l'oliva, addolcisce il dattero; l'acqua accende la rosa e imbelletta la viola, costella del giglio i calici smaglianti. Perché prolungarmi? Senza l'acqua non può sussistere la vita. L'acqua è talmente necessaria all'esistenza, che gli altri elementi sussistono sotto la volta dei cieli. ma solo lei ha posto sopra i cieli, come ne rende testimonianza il profeta: Lodate il Signore, cieli dei cieli, voi acque al di sopra dei cieli. Sal 148,4.Questo versetto esultando esprime l'eccellenza dell'acqua, eppure vi è ben altro ad ispirare il massimo rispetto: Cristo, il creatore di ogni realtà, è sceso dal cielo come pioggia, si è fatto conoscere come fonte, ha effuso sé stesso come fiume, e si è fatto battezzare nel Giordano. Come hai ascoltato, Gesù venne da Giovanni e ricevette da lui il battesimo. O fatto che riempie di stupore! Il fiume infinito, che rallegra la città di Dio, viene immerso in poche gocce di acqua. La sorgente incontenibile e perenne, da cui sgorga la vita per tutti gli uomini, si immerge in un filo d'acqua scarsa e fuggevole!
Colui che è dappertutto e non è assente in nessun luogo, colui che gli stessi angeli non posson comprendere e gli uomini non possono vedere, si accosta a ricevere il battesimo di spontanea volontà.
Colui che è dappertutto e non è assente in nessun luogo, colui che gli stessi angeli non posson comprendere e gli uomini non possono vedere, si accosta a ricevere il battesimo di spontanea volontà.
2
Ed ecco gli si aprono i cieli e risuona una voce che dice: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Mt 3,17.L'amato genera amore e la luce immateriale fa nascere una luce inaccessibile. Questi è il Figlio mio prediletto che apparve in terra, senza separarsi dal Padre; però apparve e non apparve. Altra cosa infatti era ciò che si mostrava, dato che stando alle apparenze, chi battezzava era superiore al battezzato. Ecco perché il Padre mandò dal cielo lo Spirito Santo sul battezzato; come nell'arca di Noè l'amore di Dio per gli uomini si manifestò mediante una colomba, e anche oggi lo Spirito scendendo sotto la forma di una colomba, come se portasse il frutto dell'ulivo, si posa su colui che viene a testimoniare. Perché? Perché la parola del Padre sia ascoltata nella sicurezza e si presti fede all'antica predizione del profeta. Quale fu? Il Signore tuona sulle acque, il Dio della gloria scatena il tuono, il Signore sull'immensità delle acque. Gc 4,8. Quale era la parola di Dio? Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
3
Questi è colui che fu chiamato figlio di Giuseppe ed è il mio Unigenito nella natura divina.
Questi è il mio Figlio prediletto: prova la fame, egli che nutre un numero infinito di creature; è affranto dalla stanchezza, egli che ristora gli affaticati; non ha dove posare il capo, egli che tutto sostiene nelle sue mani; soffre, egli che guarisce ogni sofferenza; è schiaffeggiato, egli che dona al mondo la libertà; è ferito al costato, egli che ripara il costato di Adamo.
Ma voglio ritornare alla fonte della vita e contemplare la sorgente di ogni rimedio.
Il Padre dell'immortalità inviò nel mondo il Figlio, Verbo Immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell'acqua e nello Spirito; e, per rigenerarci nell'anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita e ci rivestì di un'armatura incorruttibile. Se dunque l'uomo è divenuto immortale, sarà anche dio. Se nell'acqua e nello Spirito Santo diviene dio attraverso la rigenerazione del battesimo, dopo la risurrezione dai morti viene a trovarsi anche coerede di Cristo.
Questi è il mio Figlio prediletto: prova la fame, egli che nutre un numero infinito di creature; è affranto dalla stanchezza, egli che ristora gli affaticati; non ha dove posare il capo, egli che tutto sostiene nelle sue mani; soffre, egli che guarisce ogni sofferenza; è schiaffeggiato, egli che dona al mondo la libertà; è ferito al costato, egli che ripara il costato di Adamo.
Ma voglio ritornare alla fonte della vita e contemplare la sorgente di ogni rimedio.
Il Padre dell'immortalità inviò nel mondo il Figlio, Verbo Immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell'acqua e nello Spirito; e, per rigenerarci nell'anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita e ci rivestì di un'armatura incorruttibile. Se dunque l'uomo è divenuto immortale, sarà anche dio. Se nell'acqua e nello Spirito Santo diviene dio attraverso la rigenerazione del battesimo, dopo la risurrezione dai morti viene a trovarsi anche coerede di Cristo.
4
Perciò io proclamo come un araldo: Venite, tribù e popoli tutti, all'immortalità del battesimo. Vi annunzio la vita, o voi che giacete nelle tenebre dell'ignoranza. Venite alla libertà, uscendo dalla schiavitù; al regno, dopo la tirannide; all'incorruttibilità, dopo la distruzione. Ma come venire? Mi domanderete. Come? Mediante l'acqua e lo Spirito Santo. Questa è l'acqua assicurata dallo Spirito Santo, per cui mezzo è irrigato il paradiso, la terra diventa feconda, le piante crescono, ogni essere animato genera vita; e per esprimere tutto in poche parole, è l'acqua mediante la quale riceve vita l'uomo rigenerato, con la quale Cristo fu battezzato, nella quale discese lo Spirito Santo in forma di colomba.
Chi scende con fede in questo lavacro di rigenerazione, rinunzia al diavolo e si schiera con Cristo; rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio, si spoglia della schiavitù e si riveste dell'adozione filiale; ritorna dal battesimo, splendido come il sole, emettendo raggi di giustizia; ma, e ciò costituisce la realtà più grande, ritorna figlio di Dio e coerede di Cristo. A lui gloria e potenza, insieme con lo Spirito santissimo, benefico e vivificante, ora e sempre per tutti i secoli. Amen.
Chi scende con fede in questo lavacro di rigenerazione, rinunzia al diavolo e si schiera con Cristo; rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio, si spoglia della schiavitù e si riveste dell'adozione filiale; ritorna dal battesimo, splendido come il sole, emettendo raggi di giustizia; ma, e ciò costituisce la realtà più grande, ritorna figlio di Dio e coerede di Cristo. A lui gloria e potenza, insieme con lo Spirito santissimo, benefico e vivificante, ora e sempre per tutti i secoli. Amen.
5
Dalle "Omelie sul vangelo di Matteo" dì san Giovanni Crisostomo.
Comm. al vang. Mt.XII,3-4. PC 57,205-207
Nell'evento che celebriamo la colomba apparsa sul capo di Gesù fu come un indice puntato su Cristo per mostrare ai giudei e a Giovanni Battista che Gesù era il Figlio di Dio. Ma non era soltanto per questo: insegnava anche a noi che, quando riceviamo il battesimo, lo Spirito Santo discende nel nostro cuore. Per noi, ormai, non c'è bisogno di forme visibili; la fede è sufficiente e non necessita di miracoli. I miracoli - come dice Paolo - non sono fatti per i fedeli, ma per i non credenti. Ma per che motivo lo Spirito Santo si manifesta sotto la forma di una colomba? Perché la colomba è dolce e pura: lo Spirito Santo apparve sotto quell'aspetto, perché è il principio di tali virtù. Questa colomba ci fa inoltre ricordare una vicenda che abbiamo letto nel Vecchio Testamento. Quando tutta la terra fu inondata dal diluvio e l'intero genere umano corse il rischio di perire, la colomba apparve per annunziare la fine del cataclisma, portando un ramo d'ulivo nel becco; tornava la pace su tutta la terra.
6
La colomba non porta più oggi agli uomini un rametto d'olivo, ma mostra colui che dovrà liberarli da tutti i mali e ci fa intravedere grandi speranze. Essa non fa uscire dall'arca un uomo solo, destinato a ripopolare la terra, ma quando appare attira tutta la terra al cielo; al posto del ramo di olivo, reca a tutti gli uomini l'adozione a figli di Dio. Dov'è infatti la dignità di figli adottivi di Dio, sono distrutti tutti i mali e si effonde ogni bene. Perciò il battesimo dei giudei cede il posto al nostro battesimo; una trasformazione analoga a quella di Pasqua accade in questo sacramento. Il Signore Gesù, celebrando allo stesso tempo entrambe le pasque, abolisce l'antica e istituisce la nuova; qui, ricevendo il battesimo giudaico, dà inizio al nuovo battesimo della Chiesa. Ciò che farà più tardi sulla medesima mensa, lo fa adesso nel medesimo fiume: delinea l'immagine e mette subito dopo in risalto la vera realtà.
7
Soltanto il battesimo di Cristo possiede la grazia dello Spirito; essa non si trova in quello di Giovanni. Perciò 1o Spirito Santo non discese su nessuno di coloro che il Precursore aveva battezzato, ma soltanto su colui che ci avrebbe donato la grazia del secondo battesimo. Così possiamo riconoscere che il miracolo non dipende da chi dà, ma da chi riceve il battesimo. Allora soltanto i cieli si aprirono e lo Spirito Santo discese. Da quel momento Gesù ci fa transitare dal vecchio modo di vivere alla. vita nuova aprendo davanti a noi le porte della dimora celeste. Vi fa discendere lo Spirito per chiamare gli uomini alla loro patria beata. Anzi, non pago di chiamarci, ci comunica una sovrana dignità. Non fa di noi angeli o arcangeli, ma ci rende i figli e i prediletti di Dio.
8
Consideriamo, fratelli, l'amore di chi ci ha chiamati, la beata condizione di lassù e conduciamo una vita degna dell'onore ricevuto in dono da Dio. Crocifissi con Cristo al mondo, crocifiggiamo il mondo in noi; dedichiamo tutto l'impegno a vivere quaggiù come si vive in cielo. Non pensiamo di aver qualcosa in comune con la terra per la ragione che non siamo ancora saliti col corpo fino al cielo; il nostro capo regna già lassù. Quando il Signore venne per la prima volta sulla terra, assumendo la natura umana, la elevò al cielo perché, anche prima di giungere lassù, sapessimo che non è impossibile vivere sulla terra come in cielo. Sforziamoci di conservare la nobile nascita che ci è stata conferita sin dall'inizio con il battesimo. Ogni giorno salpiamo alla ricerca di questo regno eterno e consideriamo tutte le realtà presenti così sbiadite., anzi smorte come sogni evanescenti.
9
Dal vangelo secondo Luca:
3,21-24
Quando tutto il popolo fu battezzato
e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo.
e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo.
Dal "Commento sul vangelo di Luca" di sant'Ambrogio.
Esposizione sul vang. di Luca,Lib.II,91-94. PL 15,1586-1588
Nella stessa umiltà del Signore si rivela la sua provvidenza veramente divina. E quanto più profonda è l'umiltà tanto più divina è la provvidenza. Ecco qui Cristo che si fa battezzare: egli non si sottrae al lavacro di penitenza. Ci potrebbe essere rimedio più divino di questo per non consentire ad alcuno di esimersi dal lavacro della grazia proprio nell'ora in cui i popoli sono chiamati a raccolta? Nessuno si proclami esente da peccato, dato che Cristo è venuto a recare rimedio ai peccati. Se per noi Cristo si è lavato, anzi, se ci ha lavato nel suo corpo, a quanta maggior ragione non dobbiamo noi lavare le nostre colpe? Dio è dappertutto. Eppure, con quale opera, con quale mistero più grande di questo egli si svela? Infatti è giunto il momento in cui da un capo all'altro del mondo, dovunque è disseminata la specie umana, oltre ogni distanza e ogni spazio che separa l'uno dall'altro i paesi, nello stesso momento e in un solo corpo, Dio cancella le macchie dell'antico errore e diffonde la grazia del regno dei cieli. Egli si è immerso, ma ha sollevato tutti; è disceso da solo in acqua, perché tutti potessimo risalire; da solo accolse i peccati di tutti, perché in lui fossero purificati i peccati di tutti. Purificatevi ci dice l'Apostolo, poiché per noi si è purificato chi non aveva bisogno di alcuna purificazione. Tutto questo ha un rapporto con la nostra condizione, un rapporto con noi.
10
Consideriamo ora il mistero della Trinità. Noi diciamo che Dio è unico, ma professiamo la nostra fede nel Figlio e nel Padre. Infatti, mentre sta scritto: Amerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo, Dt 10,20 il Figlio ha dichiarato di non essere solo, dicendo: Ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Gv 16,32. Neppure al momento del battesimo il Figlio è solo; ecco, il Padre attesta la sua presenza. Ed è presente anche lo Spirito Santo, perché mai la Trinità può essere divisa. Infatti, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba. Consideriamo il mistero con attenzione. Che significa il simbolo della colomba? La grazia del battesimo richiede la semplicità, in modo che anche noi siamo semplici come le colombe. Mt 10,16. La grazia del battesimo richiede la pace, che, secondo l'antica immagine, una colomba portò all'arca , unica cosa salvata dal diluvio. Di che cosa fosse simbolo quella colomba me l'ha insegnato colui che ora si degna di scendere sotto forma di colomba. Lo Spirito Santo, cioè, mi ha insegnato che in quel ramo e in quell'arca erano raffigurate la pace e la Chiesa. e che anche nel mezzo del cataclisma che sconvolge il mondo, lui, lo Spirito, porta alla sua Chiesa la pace fruttuosa. Me l'ha insegnato pure Davide, il quale, vedendo il mistero del battesimo, con spirito profetico ha detto: Chi mi darà ali come di colomba? Sal 54,7.
11
E' venuto lo Spirito Santo; ma sta attento al mistero. Egli è disceso su Cristo, perché tutto è stato creato per mezzo di lui e in lui sussiste. Col 1,16. Tuttavia considera la benevolenza del Signore, che mentre si è assoggettato da solo a tutte le ingiurie, non ha cercato per sé solo gli onori. E come ha costruito la Chiesa? Io pregherò il Padre - egli dice - ed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Gv 14,16ss. Opportunamente lo Spirito si è mostrato sotto specie sensibili, perché nella sua sostanza divina non può essere visto. Abbiamo veduto lo Spirito Santo, ma sotto forma sensibile: cerchiamo di contemplare anche il Padre. Senonché, dato che non ci è possibile, allora ascoltiamolo; infatti è presente,e pieno di bontà non abbandona il suo tempio. Vuole edificare ogni anima, vuole prepararla per la salvezza, vuol trasportare le pietre vive della terra al cielo. Egli ama il suo tempio: anche noi, amiamo lui!
12
Se amiamo Dio, osserveremo i suoi comandamenti; se lo amiamo, lo conosceremo, perché chi dice di conoscerlo e non osserva i suoi comandamenti è un bugiardo. 1 Gv 2,4. Giacché Dio è la verità, come può amare Dio chi non ama la verità? Ascoltiamo dunque il Padre, non potendolo vedere. Ma anche il Figlio è invisibile nella sua divinità: infatti Dio non lo ha mai veduto nessuno. 1 Gv 5,6.Certo il Figlio, essendo Dio, e proprio perché il Figlio è Dio, è invisibile; ma si è voluto mostrare in un corpo; e siccome il Padre non ha un corpo, ha voluto, ciò nonostante, provare che è presente nel Figlio, dicendo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto. Se vuoi convincerti che il Figlio è sempre presente con il Padre, leggi le parole del Figlio stesso che dice: Se salgo al cielo, Padre, tu ci sei; se discendo agli inferi, tu sei, o Padre, anche là. cf Sal 138,8. E se desideriamo una testimonianza del Padre, ecco, l'abbiamo ascoltata da Giovanni: affidiamoci dunque al Precursore, così come a lui si affidò Cristo per essere battezzato. In questo modo il Padre ci viene rivelato. Infatti, mentre proprio Giovanni stava compiendo la sua missione, il Padre ha riconosciuto il Figlio con le parole venute dal cielo: Tu sei il mio Figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto.