Cerimonia di benvenuto all’aeroporto di Colombo. Papa Francesco: “Cari amici, sono convinto che i seguaci delle varie tradizioni religiose hanno un ruolo essenziale da giocare nel delicato processo di riconciliazione e di ricostruzione che è in corso in questo Paese”
[Text: Italiano, Français, English, Español, Português]
- "Il processo di risanamento richiede inoltre di includere il perseguimento della verità, non con lo scopo di aprire vecchie ferite, ma piuttosto quale mezzo necessario per promuovere la loro guarigione, la giustizia e l’unità."
-"La diversità non sarà più vista come una minaccia, ma come fonte di arricchimento. La strada verso la giustizia, la riconciliazione e l’armonia sociale appare ancora più chiaramente."
Discorso del Santo Padre
-"La diversità non sarà più vista come una minaccia, ma come fonte di arricchimento. La strada verso la giustizia, la riconciliazione e l’armonia sociale appare ancora più chiaramente."
Discorso del Santo Padre
Signor Presidente,
Onorevoli Autorità di Governo,
Eminenza, Eccellenze,
Cari amici,
grazie per la vostra calorosa accoglienza. A lungo ho atteso questa visita in Sri Lanka e questi giorni che trascorreremo assieme. Lo Sri Lanka è conosciuto come la Perla dell’Oceano Indiano per le sue bellezze naturali. Ma soprattutto quest’Isola è conosciuta per il calore del suo popolo e la ricca varietà delle sue tradizioni culturali e religiose.
Signor Presidente, Le formulo i miei migliori auguri per la Sua nuova responsabilità. Saluto i distinti membri del governo e le autorità civili che ci onorano con la loro presenza. Sono grato in modo speciale per la presenza degli eminenti esponenti religiosi, che hanno un ruolo così importante nella vita di questo Paese. Ed evidentemente desidero esprimere il mio apprezzamento ai fedeli, ai membri del coro, come pure alle molte persone che si sono prestate per rendere possibile questa visita. Ringrazio tutti, dal profondo del cuore, per la vostra cortesia e ospitalità. La mia visita nello Sri Lanka è anzitutto pastorale. Quale pastore universale della Chiesa Cattolica, sono giunto per incontrare ed incoraggiare i cattolici di quest’Isola, come pure per pregare con loro. Un punto centrale di tale visita sarà la canonizzazione del beato Joseph Vaz, il cui esempio di carità cristiana e di rispetto per ogni persona, senza distinzione di etnia o di religione, continua ancor oggi ad ispirarci e ammaestrarci. Ma la mia visita vuole anche esprimere l’amore e la preoccupazione della Chiesa per tutti gli srilankesi, e confermare il desiderio della comunità cattolica di essere attivamente partecipe della vita di questa società. E’ una costante tragedia del nostro mondo che molte comunità siano in guerra tra di loro. L’incapacità di riconciliare le diversità e le discordie, antiche o nuove che siano, ha fatto sorgere tensioni etniche e religiose, accompagnate frequentemente da esplosioni di violenza. Per molti anni lo Sri Lanka ha conosciuto gli orrori dello scontro civile, ed ora sta cercando di consolidare la pace e di curare le ferite di quegli anni. Non è un compito facile quello di superare l’amara eredità di ingiustizie, ostilità e diffidenze lasciata dal conflitto. Si può realizzare soltanto superando il male con il bene (cfr Rm 12,21) e coltivando quelle virtù che promuovono la riconciliazione, la solidarietà e la pace. Il processo di risanamento richiede inoltre di includere il perseguimento della verità, non con lo scopo di aprire vecchie ferite, ma piuttosto quale mezzo necessario per promuovere la loro guarigione, la giustizia e l’unità.
Cari amici, sono convinto che i seguaci delle varie tradizioni religiose hanno un ruolo essenziale da giocare nel delicato processo di riconciliazione e di ricostruzione che è in corso in questo Paese. Perché tale processo avvenga, bisogna che tutti i membri della società lavorino assieme; che tutti abbiano voce. Tutti devono essere liberi di esprimere le proprie preoccupazioni, i propri bisogni, le proprie aspirazioni e le proprie paure. Ma soprattutto devono essere pronti ad accettarsi l’un l’altro, a rispettare le legittime diversità ed imparare a vivere come un’unica famiglia. Ogni volta che le persone si ascoltano tra loro umilmente e apertamente, possono emergere i valori e le aspirazioni comuni. La diversità non sarà più vista come una minaccia, ma come fonte di arricchimento. La strada verso la giustizia, la riconciliazione e l’armonia sociale appare ancora più chiaramente.
In questo senso, la grande opera di ricostruzione deve comprendere il miglioramento delle infrastrutture e provvedere ai bisogni materiali, ma anche, e soprattutto, promuovere la dignità umana, il rispetto dei diritti dell’uomo e la piena inclusione di ogni membro della società. Formulo voti che i dirigenti politici, religiosi e culturali dello Sri Lanka, misurando ogni loro parola ed azione sul bene e sul risanamento che ne verrà, diano un contributo duraturo al progresso materiale e spirituale del popolo dello Sri Lanka.
Signor Presidente, cari amici, ancora una volta vi ringrazio per il vostro benvenuto. Possano questi giorni che trascorreremo insieme essere giorni di amicizia, di dialogo e di solidarietà. Invoco abbondanti benedizioni di Dio sullo Sri Lanka, la Perla dell’Oceano Indiano, e prego che la sua bellezza risplenda a beneficio della prosperità e della pace di tutti i suoi abitanti.
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Vatican Insider
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Vatican Insider
(Andrea Tornielli) Francesco accolto dal nuovo presidente, nel primo discorso ricorda gli «orrori» della guerra civile: «Per curare le ferite bisogna che tutti siano liberi di esprimersi e siano pronti ad accettarsi l'un l'altro». Un richiamo alla riconciliazione e alla convivenza, la richiesta che siano rispettati i diritti (...)
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Francese
Monsieur le Président,
Honorables Autorités Gouvernementales,
Eminence, Excellences,
Chers amis,
Merci de votre accueil chaleureux. J’ai longtemps attendu cette visite au Sri Lanka et ces jours que nous allons passer ensemble. Le Sri Lanka est connu comme la Perle de l’Océan Indien en raison de ses beautés naturelles. Mais, bien plus important, cette île est connue pour le caractère chaleureux de son peuple et la riche diversité de ses traditions culturelles et religieuses. Monsieur le Président, je vous présente mes meilleurs voeux pour vos nouvelles responsabilités. J’apprécie votre invitation à visiter le Sri Lanka, ainsi que vos paroles de bienvenue. Je salue les distingués membres du Gouvernement et les autorités civiles qui nous honorent de leur présence. Je suis particulièrement reconnaissant pour la présence des éminents représentants religieux qui ont un rôle si important dans la vie de ce pays. Et, bien sûr, je désire exprimer mon estime aux fidèles, aux membres de la chorale, et aussi aux nombreuses personnes qui se sont dépensées pour rendre possible cette visite. Je vous remercie tous, du fond du coeur, pour votre amabilité et votre hospitalité. Ma visite au Sri Lanka est, en premier lieu, pastorale. En tant que pasteur universel de l’Église catholique, je suis venu pour rencontrer et encourager les catholiques de cette île, et aussi pour prier avec eux. Un point central de cette visite sera la canonisation du bienheureux Joseph Vaz, dont l’exemple de charité chrétienne et de respect pour toute personne, sans distinction d’ethnie ou de religion, continue, aujourd’hui encore, de nous inspirer et de nous enseigner. Mais ma visite veut aussi exprimer l’amour et la sollicitude de l’Église pour tous les Sri-lankais, et confirmer le désir de la communauté catholique de participer activement à la vie de cette société. C’est une continuelle tragédie de notre monde que beaucoup de communautés soient en guerre entre elles. L’incapacité à réconcilier les diversités et les désaccords, qu’ils soient anciens ou nouveaux, à fait apparaître des tensions ethniques et religieuses, souvent accompagnées d’accès de violence. Pendant de nombreuses années, le Sri Lanka a connu les horreurs de la guerre civile, et à présent il cherche à consolider la paix et à soigner les blessures de ces années. Dépasser l’héritage amer d’injustices, d’hostilités et de défiance laissé par le conflit n’est pas une tâche facile. Cela ne peut être réalisé qu’en faisant vaincre le mal par le bien (Cf. Rm 12, 21) et en cultivant les vertus qui promeuvent la réconciliation, la solidarité et la paix. De plus, le processus de guérison demande d’inclure la recherche de la vérité, non pas dans le but d’ouvrir de vieilles blessures, mais plutôt comme moyen nécessaire pour promouvoir la justice, la guérison et l’unité. Chers amis, je suis convaincu que les personnes qui appartiennent à des traditions religieuses différentes ont un rôle essentiel à jouer dans le processus délicat de réconciliation et de reconstruction qui est en cours dans ce pays. Pour que ce processus ait lieu, il faut que tous les membres de la société travaillent ensemble ; tous doivent avoir la parole. Tous doivent être libres d’exprimer leurs propres préoccupations, leurs besoins, leurs aspirations et leurs peurs. Mais, surtout, ils doivent être prêts à s’accepter mutuellement, à respecter les diversités légitimes et apprendre à vivre comme une unique famille. Chaque fois que les personnes s’écoutent humblement et de manière ouverte, les valeurs et les aspirations communes apparaîtront toujours plus visiblement. La diversité ne sera plus vue comme une menace, mais comme une source d’enrichissement. La route vers la justice, la réconciliation et l’harmonie sociale sera vue encore plus clairement. En ce sens, la grande oeuvre de reconstruction doit inclure l’amélioration des infrastructures et pourvoir aux besoins matériels, mais aussi, et c’est encore plus important, elle doit promouvoir la dignité humaine, le respect des droits de l’homme et la pleine inclusion de tous les membres de la société. Je forme le voeu que les responsables politiques, religieux et culturels du Sri Lanka, prenant la mesure du bien et de la guérison qui résulteront de chacune de leurs paroles et de leurs actions, apportent une contribution durable au progrès matériel et spirituel du peuple du Sri Lanka. Monsieur le Président, chers amis, je vous remercie encore une fois de votre accueil. Puissent ces jours que nous passerons ensemble être des jours d’amitié, de dialogue, et de solidarité. J’invoque les abondantes bénédictions de Dieu sur le Sri Lanka, la Perle de l’Océan Indien, et je prie pour que sa beauté resplendisse pleinement en faveur de la prospérité et de la paix de tous ses habitants.
Inglese
Mr President,
Honourable Government Authorities,
Your Eminence, Your Excellencies,
Dear Friends,
I thank you for your warm welcome. I have looked forward to this visit to Sri Lanka and these days which we will spend together. Sri Lanka is known as the Pearl of the Indian Ocean for its natural beauty. Even more importantly, this island is known for the warmth of its people and the rich diversity of their cultural and religious traditions. Mr President, I extend to you my best wishes for your new responsibilities. I greet the distinguished members of the government and civil authorities who honour us by their presence. I am especially grateful for the presence of the eminent religious leaders who play so important a role in the life of this country. And of course, I would like to express my appreciation to the faithful, the members of the choir, and the many people who helped make this visit possible. I thank you all, from the heart, for your kindness and hospitality. My visit to Sri Lanka is primarily pastoral. As the universal pastor of the Catholic Church, I have come to meet, encourage and pray with the Catholic people of this island. A highlight of this visit will be the canonization of Blessed Joseph Vaz, whose example of Christian charity and respect for all people, regardless of ethnicity or religion, continues to inspire and teach us today. But my visit is also meant to express the Church’s love and concern for all Sri Lankans, and to confirm the desire of the Catholic community to be an active participant in the life of this society. It is a continuing tragedy in our world that so many communities are at war with themselves. The inability to reconcile differences and disagreements, whether old or new, has given rise to ethnic and religious tensions, frequently accompanied by outbreaks of violence. Sri Lanka for many years knew the horrors of civil strife, and is now seeking to consolidate peace and to heal the scars of those years. It is no easy task to overcome the bitter legacy of injustices, hostility and mistrust left by the conflict. It can only be done by overcoming evil with good (cf. Rom 12:21) and by cultivating those virtues which foster reconciliation, solidarity and peace. The process of healing also needs to include the pursuit of truth, not for the sake of opening old wounds, but rather as a necessary means of promoting justice, healing and unity. Dear friends, I am convinced that the followers of the various religious traditions have an essential role to play in the delicate process of reconciliation and rebuilding which is taking place in this country. For that process to succeed, all members of society must work together; all must have a voice. All must be free to express their concerns, their needs, their aspirations and their fears. Most importantly, they must be prepared to accept one another, to respect legitimate diversities, and learn to live as one family. Whenever people listen to one another humbly and openly, their shared values and aspirations become all the more apparent. Diversity is no longer seen as a threat, but as a source of enrichment. The path to justice, reconciliation and social harmony becomes all the more clearly seen. In this sense, the great work of rebuilding must embrace improving infrastructures and meeting material needs, but also, and even more importantly, promoting human dignity, respect for human rights, and the full inclusion of each member of society. It is my hope that Sri Lanka’s political, religious and cultural leaders, by measuring their every word and action by the good and the healing it will bring, will make a lasting contribution to the material and spiritual progress of the Sri Lankan people. Mr President, dear friends, I thank you once again for your welcome. May these days we spend together be days of friendship, dialogue and solidarity. I invoke an abundance of God’s blessings upon Sri Lanka, the Pearl of the Indian Ocean, and I pray that its beauty may shine forth in the prosperity and peace of all its people.Spagnolo
Señor Presidente
Distinguidas Autoridades del Gobierno
Eminencia, Excelencias
Queridos amigos
Quiero agradecerles su cordial recibimiento. He deseado mucho esta visita a Sri Lanka y pasar estos días junto a ustedes. Sri Lanka es conocida como la Perla del Océano Índico por su belleza natural. Pero es aún más importante que esta isla sea célebre por la calidez de su gente y la rica diversidad de sus tradiciones culturales y religiosas. Señor Presidente, le expreso mis mejores deseos en su nueva responsabilidad. le agradezco su invitación a visitar Sri Lanka y sus palabras de bienvenida. Saludo a los distinguidos miembros del Gobierno y autoridades civiles que nos honran con su presencia. Agradezco especialmente la presencia de los distinguidos líderes religiosos, que desempeñan un papel tan importante en la vida de este país. Y naturalmente, quisiera expresar mi agradecimiento a los fieles, al coro, y a todas las personas que han contribuido a hacer posible esta visita. Agradezco de corazón a todos su amabilidad y hospitalidad. Mi visita a Sri Lanka es fundamentalmente pastoral. Como Pastor universal de la Iglesia católica, he venido para conocer, animar y rezar con los fieles católicos de esta isla. Un momento culminante de esta visita será la canonización del beato José Vaz, cuyo ejemplo de caridad cristiana y respeto a todas las personas, independientemente de su raza o religión, sigue siendo una fuente de inspiración y enseñanza en la actualidad. Pero mi visita también quiere expresar el amor y preocupación de la Iglesia por todos los ciudadanos de Sri Lanka, y confirmar el deseo de la comunidad católica de participar activamente en la vida de esta sociedad. Una tragedia constante en nuestro mundo es que tantas comunidades estén en guerra entre sí. La incapacidad para conciliar diferencias y desacuerdos, ya sean antiguos o nuevos, ha dado lugar a tensiones étnicas y religiosas, acompañadas con frecuencia por brotes de violencia. Durante muchos años, Sri Lanka ha conocido los horrores de la contienda civil, y ahora trata de consolidar la paz y curar las heridas de esos años. No es tarea fácil superar el amargo legado de injusticias, hostilidad y desconfianza que dejó el conflicto. Esto sólo se puede conseguir venciendo el mal con el bien (cf. Rm 12,21) y mediante el cultivo de las virtudes que favorecen la reconciliación, la solidaridad y la paz. El proceso de recuperación debe incluir también la búsqueda de la verdad, no con el fin de abrir viejas heridas, sino más bien como un medio necesario para promover la justicia, la recuperación y la unidad. Queridos amigos, estoy convencido de que los creyentes de las diversas tradiciones religiosas tienen un papel esencial en el delicado proceso de reconciliación y reconstrucción que se está llevando a cabo en este país. Para que el proceso tenga éxito, todos los miembros de la sociedad deben trabajar juntos; todos han de tener voz. Todos han de sentirse libres de expresar sus inquietudes, sus necesidades, sus aspiraciones y sus temores. Pero lo más importante es que todos deben estar dispuestos a aceptarse mutuamente, a respetar las legítimas diferencias y a aprender a vivir como una única familia. Siempre que las personas se escuchan unos a otros con humildad y franqueza, sus valores y aspiraciones comunes se hacen más evidentes. La diversidad ya no se ve como una amenaza, sino como una fuente de enriquecimiento. El camino hacia la justicia, la reconciliación y la armonía social se ve con más claridad aún. En este sentido, la gran obra de reconstrucción debe abarcar no sólo la mejora de las infraestructuras y la satisfacción de las necesidades materiales, sino también, y más importante aún, la promoción de la dignidad humana, el respeto de los derechos humanos y la plena inclusión de cada miembro de la sociedad. Tengo la esperanza de que los líderes políticos, religiosos y culturales de Sri Lanka, considerando el bien y el efecto positivo de cada una de sus palabras y actuaciones, contribuirán de manera duradera al progreso material y espiritual del pueblo de Sri Lanka. Señor Presidente, queridos amigos, les doy las gracias una vez más por su acogida. Que estos días que pasaremos juntos sean días de amistad, diálogo y solidaridad. Invoco la abundancia de las bendiciones de Dios sobre Sri Lanka, la Perla del Océano Índico, y rezo para que su belleza resplandezca en la prosperidad y la paz de todos sus habitantes.
Portoghese
Senhor Presidente,
Ilustres Autoridades do Governo,
Eminência, Excelências,
Queridos amigos!
Obrigado pela vossa recepção calorosa. Há muito que eu esperava por esta visita ao Sri Lanka e os dias que passaremos juntos. O Sri Lanka é conhecido como a Pérola do Oceano Índico pelas suas belezas naturais. Mas, e muito mais importante, esta ilha é conhecida pelo calor do seu povo e a rica diversidade das suas tradições culturais e religiosas. Senhor Presidente, apresento-lhe meus venturosos votos para as suas novas responsabilidades. Saúdo os ilustres membros do governo e as autoridades civis que nos honram com a sua presença. De modo especial agradeço a presença dos proeminentes líderes religiosos, que têm um papel tão importante na vida deste país. E, evidentemente, desejo manifestar o meu apreço aos fiéis, aos membros do coro, bem como às inúmeras pessoas que trabalharam para tornar possível esta visita. Agradeço a todos, do fundo do coração, pela vossa gentileza e hospitalidade. A minha visita ao Sri Lanka é primariamente pastoral. Como pastor universal da Igreja Católica, vim para encontrar e encorajar os católicos desta ilha, bem como para rezar com eles. Um ponto central desta visita será a canonização do Beato José Vaz, cujo exemplo de caridade cristã e de respeito por todos, sem distinção de etnia ou religião, continua a servir-nos de inspiração e lição ainda hoje. Mas a minha visita quer também expressar o amor e a solicitude da Igreja por todos os srilanqueses e confirmar o desejo da comunidade católica de participar activamente na vida desta sociedade. É uma tragédia contínua no nosso mundo que muitas comunidades estejam em guerra entre si. A incapacidade de conciliar as diferenças e divergências, sejam elas antigas ou recentes, fez surgir tensões étnicas e religiosas, muitas vezes acompanhadas por surtos de violência. Durante muitos anos, o Sri Lanka conheceu os horrores do conflito civil e agora tem procurado consolidar a paz e curar as feridas daqueles anos. Não é tarefa fácil superar a amarga herança de injustiças, hostilidades e desconfiança deixada pelo conflito. Só se pode conseguir, superando o mal com o bem (cf. Rm 12, 21) e cultivando aquelas virtudes que promovem a reconciliação, a solidariedade e a paz. Além disso, o processo de cura exige que se inclua a busca da verdade, não com o objectivo de abrir velhas feridas, mas como meio necessário para promover a justiça, a cura e a unidade. Queridos amigos, estou convencido de que os seguidores das várias tradições religiosas têm um papel essencial a desempenhar no delicado processo de reconciliação e reconstrução em curso neste país. Para que tal processo tenha lugar, é preciso que todos os membros da sociedade trabalhem juntos; todos devem ter voz; devem ser livres de expressar as suas preocupações, as suas necessidades, as suas aspirações e os seus temores. Mais importante, porém, é estarem prontos a aceitar-se uns aos outros, respeitar as legítimas diversidades e aprender a viver como uma única família. Quando as pessoas se ouvem humilde e francamente umas às outras, pouco a pouco vão aparecendo mais visivelmente os valores e aspirações comuns. A diversidade será vista, não já como uma ameaça, mas como uma fonte de enriquecimento. Divisa-se mais claramente a estrada para a justiça, a reconciliação e a harmonia social. Neste sentido, a grande obra de reconstrução deve incluir a melhoria das infra-estruturas e prover às necessidades materiais, mas também, e mais importante ainda, promover a dignidade humana, o respeito pelos direitos humanos e a plena inclusão de todos os membros da sociedade. Formulo votos de que os líderes políticos, religiosos e culturais do Sri Lanka, medindo as suas palavras e acção sobre a base do bem e da cura que daí resultará, prestem uma contribuição duradoura para o progresso material e espiritual do povo do Sri Lanka. Senhor Presidente, queridos amigos! Mais uma vez vos agradeço pela vossa recepção. Possam estes dias que passaremos juntos ser dias de amizade, diálogo e solidariedade. Invoco a abundância das bênçãos de Deus sobre o Sri Lanka, a Pérola do Oceano Índico, e rezo para que a sua beleza brilhe em todo o seu esplendor para bem da prosperidade e da paz de todos os seus habitantes.
