giovedì 21 gennaio 2016

AVVENIRE E FAMIGLIA. MOLTO MALE...

Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, sempre ricco di interessanti inserti, interviste, interventi, rinnova la testata mensile  “Noi – Genitori e figli”. Sarà intitolata, d’ora in poi,  Noi – famiglia e vita.
“Genitori e figli” non fa più al caso. Si sente la necessità di chiarire il contesto in cui sia legittimo parlare di famiglia e di vita. Dove c’è famiglia?, dove c’è vita?  È vero, è giusto e sacrosanto!
Bene Avvenire!
Sapete perché?
Dobbiamo chiederci, dice  AvvenireQuando si può parlare di Famiglia?, quando di Vita?
Ecco la risposta: «La vita può nascere – in senso biologico,
personale e spirituale – solo in una famiglia formata da una donna e da un uomo … »: perfetto! Bravo Avvenire .
E il Quotidiano prosegue, in sordina: «… meglio se uniti in matrimonio, meglio ancora se quell’unione matrimoniale rientra in un progetto di fede fondato sui valori del Vangelo».
Leggiamo con attenzione la frase, capiamola bene, cari lettori.
Certo, la famiglia può non essere cristiana, non essere fondata sul Vangelo e sull’indissolubilità del matrimonio, ma per essere famiglia deve esserci il matrimonio, ovvero la stabile unione espressa dalla volontà dei due coniugi.
Ma Avvenire non dice così!!
Avvenire dice, invece, -in cinque parole di numero, che le due persone è meglio che siano unite in matrimonio:meglio! Capite? Non necessario! Questo principio viene scardinato, senza farsi accorgere, proprio da Avvenire. Altro che Cirinnà!
Ma Avvenire ha mai letto le parole di Sua Eccellenza il Card. Angelo Bagnasco pronunciate nella Prolusione al Consiglio Episcopale Permanente – Roma, 26/28 gennaio 2015, solo, dunque, un anno fa? In quel passo si parlava del gender, ma il principio  è lo stesso.
I libri dell’Istituto A.T. Beck, dal titolo accattivante “Educare alla diversità a scuola” e ispirati alla teoria del gender, sono veramente scomparsi dalle scuole italiane? Educare al rispetto di tutti è doveroso, e la scuola lo ha sempre fatto grazie al buon senso e alla retta coscienza dei docenti, ma qui siamo di fronte a un’altra cosa: si vuole colonizzare le menti dei bambini e dei ragazzi con una visione antropologica distorta e senza aver prima chiesto e ottenuto l’esplicita autorizzazione dei genitori . Non è inutile ricordare che – anche se la  maggior parte dei genitori fosse d’accordo – chi non lo è ha il diritto di astenere i propri figli da quelle “lezioni” senza incorrere in nessuna forma, né esplicita né subdola, di ritorsione, come sta invece accadendo in qualche Stato vicino a noi. L’educazione della gioventù è talmente delicata e preziosa che non ammette ricatti o baratti di nessun tipo e in nessuna sede[1].
 Mi sembra che, nel caso del Quotidiano Avvenire, parafrasando le parole di Sua Eccellenzasi vogliano colonizzare le menti dei lettori e dei ragazzi con una visione antropologica distorta sulla famiglia senza nemmeno prima aver chiesto e ottenuto l’esplicita autorizzazione dai Vescovi della CEI, Editore di Avvenire, e del Card. Bagnasco in particolare, che sono precisamente i Genitori di Avvenire.
Dunque la famiglia – per Te, Avvenire – comincia già dalla convivenza. E meno male che  prendi le distanze dall’ideologia dominante e dalla mondanità spirituale!
Forse per Te, Avvenire, ci sono più generi di famiglia naturale, una dove la coppia vive il vincolo ed una dove il vincolo non c’è?
Molto male, Caro Quotidiano.
E così Feltri ci ripensa e chiede (chiese) scusa e ad Avvenire Boffo non c’è.

-[1] Prolusione del Card. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente – Roma, 26/28 gennaio 2015 Cf Sito Ufficiale CEI
http://www.chiesacattolica.it/documenti/2015/01/00017521_prolusione_del_card_angelo_bagnasco_al_co.html