venerdì 22 gennaio 2016

Lungo la strada della comunione



(Mattihias Turk, Assistente per la sezione occidentale del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani) Poco più di cinquant’anni fa, il 4 dicembre 1965, quattro giorni prima della fine del Vaticano II, il beato Papa Paolo VI tenne una liturgia della Parola con gli osservatori non cattolici che avevano partecipato al concilio, nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Si trattava del primo ufficio divino celebrato come momento di preghiera comune in presenza di un Pontefice. Nel suo discorso, Papa Paolo VI si rivolse agli osservatori come a «fratelli e amici in Cristo». 
A loro e agli ospiti espresse la sua gratitudine, affermando: «La vostra partenza genera in noi una solitudine che non conoscevamo prima del concilio e che adesso ci rattrista; vorremmo vedervi sempre tra di noi!». Sulla scia di questo primo servizio ecumenico di un Papa, che s’iscriveva all’interno della grande svolta ecumenica della Chiesa cattolica avviata dal concilio Vaticano II, l’atteggiamento di fondo manifestato in quel momento è stato riconfermato nel tempo da numerosi incontri ecumenici: non abbiamo più allentato la stretta di mano che, allora, ci eravamo dati. Vale la pena ricordare, sempre, che ciò che unisce i cristiani è maggiore di ciò che li divide. Un nuovo segno della crescente comunione tra cattolici e luterani è stata la preghiera comune e l’incontro tra cattolici e luterani nel quadro della visita pastorale di Papa Francesco alla comunità evangelica-luterana di Roma, nel pomeriggio di domenica 15 novembre 2015. Francesco è il terzo Pontefice a compiere una visita alla parrocchia luterana di Roma. Nel marzo 2010, Papa Benedetto XVI vi aveva celebrato un vespro ecumenico e, nel 1983, in occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita di Martin Lutero, san Giovanni Paolo II si era recato nella Chiesa di Cristo per un momento di preghiera comune. Il segretario generale della Federazione luterana mondiale, il reverendo Martin Junge, in un commento rilasciato in vista della commemorazione della Riforma nel 2017, ha parlato della visita di Papa Francesco come di un incoraggiamento rivolto ai fedeli cattolici e luterani affinché proseguano il cammino «dal conflitto alla comunione», come dice il titolo del documento della Commissione luterana-cattolica per l’unità preparato per la commemorazione comune della Riforma: «È stato bello notare che al Papa premeva esortare tanto i fedeli cattolici quanto i fedeli luterani a considerare il servizio ai poveri come il compito più importante. Nella preghiera comune, Cristo, Colui che serve, si manifesterà come il centro dell’unità. Questa è la promessa». Anche il parroco della Chiesa di Cristo, Jens-Martin Kruse, ha apprezzato tale visita come fonte di incoraggiamento e rinnovato impulso a portare avanti il cammino verso l’unità della Chiesa. In tale occasione, Papa Francesco ha sottolineato: «Questo è anche la vocazione e la missione ecumenica di cattolici e luterani e di tutti i cristiani: un impegno comune nel servizio di carità, soprattutto verso i più piccoli e i più poveri, rende credibile la nostra appartenenza a Cristo. Altrimenti, essa rimane compromessa dalle divisioni e dai conflitti tra le Chiese e tra i credenti». Numerosi delegati ecumenici hanno preso parte anche alle consultazioni della quattordicesima Assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi, tenutasi in Vaticano nell’ottobre scorso sul tema «Vocazione e missione della famiglia nella Chiesa». Cinquant’anni di dialogo tra luterani e cattolici e di testimonianza comune dovrebbero sensibilizzare entrambe le tradizioni nel far sì che le loro discussioni teologiche tengano conto delle esigenze delle famiglie. Nel suo discorso come delegato ecumenico, il vescovo Ndanganeni Petrus Phaswana della Chiesa evangelica-luterana del Sud Africa e membro del Consiglio direttivo della Federazione luterana mondiale, ha affermato che le Chiese dovrebbero sostenere le famiglie nel superamento delle loro difficoltà quotidiane. E le famiglie dovrebbero vivere la loro fede insieme ai loro vicini, rendendo una testimonianza comune attraverso una condivisione di vita spirituale e pratica. Nel 2015, sono andati avanti i preparativi per il cinquecentesimo anniversario della Riforma. In questo contesto, Martin Junge ha invitato le chiese ad approfondire la questione di ciò che significa essere liberati dalla grazia di Dio. Nella lettera inviata alle comunità evangeliche-luterane, che evidenzia anche l’apertura ecumenica della commemorazione della Riforma, Junge ricorda che «in realtà, siamo già nel mezzo dell’Anno della Riforma», alludendo a una serie di eventi regionali e internazionali che hanno già avuto luogo. Egli esorta le chiese a partecipare, in tutto il mondo, alle diverse iniziative che culmineranno nel 2017: «Riflettete insieme ad altre chiese e ad altri partner su cosa significhi essere liberati dalla grazia di Dio e, rispondendo insieme all’appello di Gesù Cristo, innalzate nel mondo segni del suo servizio e del suo amore». «Liberati dalla grazia di Dio» è il tema scelto dalla Federazione luterana mondiale sia per l’Anno della Riforma, sia per la sua dodicesima Assemblea plenaria prevista in Namibia, sempre nel 2017. Durante una conferenza tenutasi negli Stati Uniti sul tema «Dal conflitto alla comunione: una testimonianza profetica in un mondo frammentato», Junge ha osservato che le riflessioni comuni della Commissione luterana-cattolica per l’unità sulla storia e sulla teologia della Riforma del XVI secolo hanno contribuito considerevolmente a trasformare le relazioni tra luterani e cattolici in una testimonianza comune nel mondo. «È troppo ottimistico pensare che l’impegno assunto dai fedeli cattolici e luterani di lasciarsi alle spalle tutti i conflitti e di creare un più profondo livello di comunione possa rappresentare una potente visione, speranza e promessa per persone che, altrimenti, sperimentano soltanto distruzione e violenza?», si è chiesto Junge, che ha poi sottolineato, positivamente, che l’Anno della Riforma 2017 non sarà una celebrazione trionfalista: «Una commemorazione della Riforma senza il profondo rammarico per il Corpo di Cristo diviso in diverse comunità e famiglie e senza l’ammissione di un cieco orientamento di interessi politici sarebbe un errore storico». Nel mese di gennaio di quest’anno, la Federazione luterana mondiale e il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, con una lettera comune, hanno invitato le chiese membro luterane e le conferenze episcopali cattoliche a usare, adattandolo alle varie esigenze regionali e locali, un testo elaborato congiuntamente come «Progetto per servizi liturgici comuni nell’Anno della Riforma». Questa proposta di liturgia è pensata per l’attuale fase del cammino, dal conflitto alla comunione, di luterani e cattolici. Essa offre la possibilità sia di guardare al passato con gratitudine, sia di riconoscere le proprie colpe; al contempo, invita a spingere lo sguardo verso il futuro, poiché cattolici e luterani si impegnano a rendere insieme testimonianza della loro fede e a proseguire il loro cammino comune. La commemorazione ecumenica del cinquecentesimo anniversario della Riforma riflette dunque, nella sua struttura liturgica, i temi del ringraziamento, del pentimento, della testimonianza comune e dell’impegno comune, così come sono stati elaborati nel documento «Dal conflitto alla comunione». Nei loro tratti caratteristici, questi servizi ecumenici riflettono anche la realtà della vita cristiana: chiamati dalla Parola di Dio, gli uomini sono inviati a rendere una testimonianza comune e a prestare un comune servizio. La Federazione luterana mondiale e la Chiesa cattolica intendono invitare i loro partner ecumenici di tutto il mondo a un grande evento ecumenico che avrà luogo il 31 ottobre 2016 a Lund, in Svezia, città natale della Federazione luterana mondiale, ponendo così in evidenza, all’inizio della commemorazione della Riforma, i risultati conseguiti dal dialogo luterano-cattolico. Nel 2017, anche il dialogo internazionale tra la Federazione luterana mondiale e la Chiesa cattolica avrà qualcosa da festeggiare: potrà guardare infatti ai suoi cinquant’anni di esistenza. Il messaggio che luterani e cattolici desiderano lanciare per l’Anno della Riforma è il loro impegno comune a lasciarsi i conflitti alle spalle e a scrivere, come prossimo capitolo della loro storia, quello di una più profonda comunione. In tal modo, la commemorazione della Riforma può diventare un nuovo passo audace e profetico a conferma della comune volontà di superare definitivamente i conflitti del passato, affinché le nostre mani, le nostre menti e i nostri cuori si aprano ed accolgano, come dono di Dio, la comunione tra le nostre tradizioni di fede. Nel 2015, il dialogo ecumenico a livello teologico ha potuto realizzare significativi passi avanti. Dopo numerosi documenti comuni, segno di una convergenza cresciuta nel corso degli ultimi decenni, il dialogo teologico luterano-cattolico si è concentrato recentemente sul tema della comunione ecclesiale. Dopo l’accordo di fondo sulle questioni attinenti alla dottrina della giustificazione, ci si è chiesti quale più profonda comunione tra cattolici e luterani sia necessaria e possibile. Al momento, sulla base dei risultati già conseguiti, la Commissione luterana-cattolica per l’unità sta riflettendo su come porre maggiore enfasi sulla questione della comunione ecclesiale, poiché su questa si fonda la comunione nel ministero ecclesiale e nella vita sacramentale, come pure la comunione eucaristica. In questo contesto, il dialogo luterano-cattolico a livello internazionale si sta occupando del tema di ciò che, partendo dal fondamento comune del battesimo, unisce già luterani e cattolici. La stessa tematica è all’ordine del giorno delle consultazioni tra il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e la Comunità delle chiese protestanti d’Europa. Anche in questo caso, si sta lavorando a un rapporto comune. Tutti questi studi richiederanno ancora tempo. Tuttavia, essi mostrano già il considerevole contributo che il dialogo luterano-cattolico sta apportando alla questione dell’unità della Chiesa. Anche il dialogo nazionale luterano-cattolico in Finlandia si sta dedicando a questo tema, trattando la questione della comunione ecclesiale nel contesto più specifico della comunione sacramentale della Chiesa e della comprensione sacramentale del ministero del vescovo, del sacerdote e del diacono. La natura decisamente positiva delle relazioni tra la Chiesa cattolica e la Comunità evangelica-luterana di Finlandia trova espressione anche nel pellegrinaggio ecumenico compiuto ogni anno a Roma da una delegazione finlandese in occasione della festa di sant’Henrik, patrono della Finlandia, tradizione, questa, che nel 2015 ha visto il suo trentesimo anno di esistenza. Negli Stati Uniti, la Conferenza episcopale cattolica e la Comunità ecclesiale evangelica-luterana d’America hanno pubblicato, il 30 ottobre 2015, una dichiarazione comune intitolata «Declaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist» in previsione del cinquantesimo anniversario del dialogo nazionale e internazionale delle due chiese. Il documento intende dare un impulso al proseguimento del cammino comune verso la piena e visibile unità. Esso recepisce i consensi a cui luterani e cattolici sono finora pervenuti, presentando ben 32 «dichiarazioni di accordo» su questioni che non sono ormai più fonte di divisioni. Il testo offre dunque una panoramica riassuntiva del consenso raggiunto tra luterani e cattolici e suggerisce possibili percorsi per il lavoro futuro. Allo stesso tempo, i partner americani hanno invitato il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e la Federazione luterana mondiale ad avviare un processo di riflessione sulle divergenze che tuttora permangono. La «Declaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist» vuole essere una risposta alla proposta avanzata dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, di produrre, dopo la dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione del 1999, una dichiarazione comune su Chiesa, ministero ed eucaristia, dato che tali contenuti non possono essere trattati separatamente nel dialogo teologico ecumenico. In tal modo, sarà possibile contrastare le false aspettative che auspicano una comunione eucaristica senza prima un necessario consenso sulla Chiesa e sul ministero. Il gruppo di lavoro internazionale luterano-cattolico “Gruppo di Farfa Sabina” ha consegnato a Papa Francesco lo scorso anno una copia in lingua inglese del suo rapporto Communion of Churches and Petrine Ministry. Lutheran-Catholic Convergences. Le ampie convergenze si riferiscono in particolare alla teologia di comunione e all’ecclesiologia come fondamenti per un’interpretazione comune del ministero petrino nella Chiesa. Sul tema della Riforma da un punto di vista ecumenico si è espresso anche il gruppo di lavoro ecumenico di teologi cattolici e protestanti della Germania. Al riguardo, già nel 2014 era stato pubblicato un libro dal titolo Riforma 1517-2017, nel quale si presentavano in maniera congiunta gli sviluppi storici della Riforma. Finora, nell’impegno teso alla promozione dell’unità dei cristiani era prevalsa una linea che cercava innanzitutto di chiarire i punti controversi per poter infine condividere ciò che ci accomuna. Diversa è la linea che si sta facendo ora sempre più strada negli ambienti ecumenici e che viene seguita dallo stesso Papa Francesco. Essa consiste nell’evidenziare in primo luogo quello che ci unisce per poi trattare, in un clima di rispetto fraterno, le tematiche controverse. Il risultato sorprendente di questo cambiamento di prospettiva è che proprio le differenze esistenti nella dottrina si rivelano spesso come un necessario correttivo e come un arricchimento delle rispettive posizioni e non esclusivamente come errori o eresie. Comprendere i legittimi obiettivi della Riforma del XVI secolo in maniera positiva, come importante arricchimento della teologia e come rinnovamento della vita della Chiesa nel senso di una ecclesia semper reformanda, costituisce uno degli aspetti centrali del testo «Dal conflitto alla comunione. Commemorazione luterana-cattolica comune della Riforma nell’anno 2017». Un precedente risultato che esemplifica questa linea è stata la già citata dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione firmata nel 1999 dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione luterana mondiale. In questo spirito, cattolici e luterani possono avviarsi insieme verso l’Anno della Riforma nel 2017, in una sempre più profonda comunione ecumenica.

L'Osservatore Romano