
di Federico Cenci
Nella settimana del voto definitivo sulle unioni civili, nasce una proposta di fondare un grande Comitato per il “no” al referendum costituzionale di ottobre. La coincidenza temporale non è un caso.
Lo spiega a ZENIT Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore di questa nuova iniziativa. “Questa legge sulle unioni civili sta per passare violando tutte le norme più elementari del dibattito democratico e con la doppia fiducia, alla Camera e al Senato”, spiega Gandolfini. Il quale reputa tutto ciò “inaccettabile”, nonché un pericoloso segnale per il futuro democratico del Paese.
Di qui l’appello a tutti coloro “che hanno a cuore la democrazia” e che vogliono fermare la “deriva antropologica”, a venire il 28 maggio prossimo all’Auditorium Antonianum di Roma, dove si terrà un convegno inaugurale di questo nuovo comitato. Il neurochirurgo bresciano rileva che un sistema monocamerale controllato da un solo partito avrebbe maggiore facilità di approvare leggi definite lesive contro la vita e la famiglia.
“Non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci”, è l’avvertimento di Gandolfini. Che ha sfidato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “a degli incontri pubblici nei quali potersi confrontare su questi temi”.
Oltre che a Renzi, il Comitato Dnf si è rivolto anche ai parlamentari cattolici, con “un forte appello” a “non rendersi responsabili dell’approvazione di una legge in palese contrasto con il magistero, la tradizione e la cultura cristiana del nostro Paese”.
Gandolfini ritiene “veramente disdicevole” che il ddl Cirinnà possa passare “con il voto di parlamentari cattolici”. E invita a non credere a chi millanta che le modifiche al testo avvenute in Senato abbiano scongiurato l’adozione alle coppie omosessuali.
“Di fatto questa legge sdogana la stepchild adoption e l’utero in affitto – commenta -, nel comma 20 del maxi-emendamento c’è la possibilità di adozione da parte di coppie dello stesso sesso”. Ecco quindi che “viene violato il diritto del bambino ad avere una mamma e un papà”.
Più in generale, secondo la denuncia del Comitato Dfn, “il Governo Renzi sta portando avanti una strategia contro la vita e la famiglia”. Il parere di Gandolfini, infatti, è che “le unioni civili sono un tragico passaggio che purtroppo fa parte di un disegno più ampio”.
Qualche esempio a confermare una simile tesi? Gandolfini enumera una serie di misure che verterebbero in questa direzione: “Si parla già di modificare la legge sulle adozioni dei bambini, la 184, per rendere le adozioni accessibili a chiunque, non solo alle coppie eterosessuali”, afferma.
E ancora: “C’è la discussione su varie proposte di legge sull’eutanasia; c’è il tema della liberalizzazione delle droghe; del ‘divorzio express”, in quanto il ‘divorzio rapido’ è stato già approvato”. Gandolfini invita poi a non abbassare la guardia di fronte alla questione del gender nelle scuole, “contro il quale quotidianamente si scontrano i genitori e gli alunni italiani”.
Di fronte a questi scenari “destabilizzanti la famiglia”, la domanda che rivolge Gandolfini è “cosa accadrà un domani, con una Camera sola e con una maggioranza assoluta da parte del partito del premier?”. Il rischio è che “passeremo da una democrazia parlamentare a un premierato”. Di qui la necessità di impegnarsi per impedire la riforma costituzionale e per difendere vita e famiglia dalla deriva antropologica. Due battaglie che si combattono dalla stessa barricata. Zenit
Grande successo della Marcia per al Vita 2016
(di Mauro Faverzani) Grande il successo riscosso dalla VI Marcia per la Vita, svoltasi la mattina di domenica 8 maggio nel cuore di Roma: è stato l’entusiasmo festoso dei bambini, col caratteristico trenino colorato e addobbato coi palloncini messi a disposizione da cinque anni dall’associazione La Musa di Cervinara, ad aprire il corteo, snodatosi poi lungo piazza Venezia, Largo Argentina, Corso Vittorio Emanuele fino ad arrivare dinanzi al colonnato di S. Pietro con il grande striscione presente in piazza, tenuto da mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara (primo Vescovo italiano ad aver partecipato ufficialmente all’evento) assieme al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, ed a mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan). Con loro erano presenti numerosissimi religiosi di molte Congregazioni, maschili e femminili, tra i quali i sacerdoti dell’Istituto del Verbo Incarnato, gli Orionini, Familia Christi, i Canonici dell’Istituto di Cristo Re, la Fraternità San Pietro, la Fraternità San Pio X, l’Istituto del Buon Pastore, oltre ad un nutrito numero di ex-seminaristi dei Francescani dell’Immacolata. Tra le tante parrocchie presenti, spiccavano la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Prato e quella di S. Pietro apostolo di Napoli.
Ai partecipanti, stimati dalle agenzie in circa 30 mila presenze, per lo più famiglie con bambini, gruppi, associazioni, sacerdoti e parrocchie, provenienti da tutta Italia e da molti Paesi stranieri, Papa Francesco, dopo la preghiera del Regina Coeli, ha rivolto un saluto.
Alla Marcia hanno aderito 114 diverse associazioni straniere, provenienti da 29 Paesi. Il numero maggiore di adesioni, 29 in tutto, è giunto dagli Stati Uniti; a seguire, 13 adesioni dalla Francia, 8 dalla Spagna, 6 dal Belgio e dall’Irlanda, 5 dal Canada e dalla Polonia. Gran parte di questi gruppi erano presenti in piazza, a cominciare dai rappresentanti delle associazioni pro-life polacche, in particolare The Ordo Iuris Institute for Legal Culture che sta raccogliendo in questi mesi centinaia di migliaia di firme a sostegno dell’approvazione di una nuova legge, mirante a cancellare pienamente l’aborto dalla legislazione del loro Paese. Poi v’erano altre denominazioni note del mondo pro life come Derecho a Vivir Alicante dalla Spagna,Droit de Naître e SOS Tout-Petits del dottor Xavier Dor dalla Francia, l’inglese Youth for Life, l’Irish Society for Christian Civilisation, la Fpec-Federation Pro Europa Christiana di Bruxelles, SOS Leben dalla Germania, Vigiliare dalla Croazia, Stirezodall’Olanda, Pro-Life Switzerland dalla Svizzera, la National Association of Catholic Families e 40 Days for Life, Women’s Rights Without Frontiers dagli Stati Uniti, entrambe dalla Gran Bretagna, ProLife di Malta, Alafa dal Venezuela, Avenir de la Culture dalla Francia, mentre tra i leader internazionali si sono notati John-Henry Westen di LifeSiteNews (Canada), Colleen Bayer di Family Life International dalla Nuova Zelanda, John Smeaton e Maria Madise della Society for the Protection of Unborn Children della Gran Bretagna, Padre Shenan Boquet di Human Life International (Stati Uniti), Angelica de Pontcharra del Collectif pour la Marche pour la Vie dalla Francia. E poi ancora, Mario Navarro da Costa di Tradizione, Famiglia e Proprietà degli Stati Uniti, Anca Maria Cernea dell’associazione rumena dei Medici Cattolici, Slawomir Olejniczak della polacca Father Peter Skarga Institute, e molti altri ancora.
L’Italia è stata presente con numerosi gruppi, provenienti da Nord a Sud, come ilComitato Verità e Vita, la Comunità Papa Giovanni XXIII, Federvita Piemonte, l’associazione Famiglia Domani, Fondazione Lepanto, Vita Umana Internazionale, ilMovimento per l’Amore Familiare, la Generazione Voglio Vivere, il Comitato Difendiamo i nostri Figli, l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani, il Popolo della Vita, la Comunione Tradizionale, la Cappellania dell’Università di Roma Tre, gli Universitari per la Vita, l’Ordine di Malta con le sue ambulanze, oltre ad una nutrita partecipazione del Movimento per la Vita. Molta gente, giunta da ogni parte d’Italia, da Alessandria e Benevento, Biella e Bologna, Ferrara e Firenze, Genova e Lanciano, Milano e Modena, Schio e Vicenza, Torino e Verona e da molte altre località ancora.
Erano presenti, senza simboli partitici, diversi esponenti politici, tra i quali Stefano De Lillo di Forza Italia, Lavinia Mennuni e Federico Iadicicco di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Mario Adinolfi e Gianfranco Amato per il Popolo della Famiglia, Alfredo Iorio, candidato a sindaco per il Movimento Sociale Italiano-DN.
Particolarmente toccanti le testimonianze proposte prima della partenza da piazza Bocca della Verità. La Marcia, posta sotto la protezione di S. Caterina da Siena, si è aperta con una canzone proposta dai fratelli Cristiano e Andrea Paolini, un brano avente per tema la vicenda di una madre, accortasi che il proprio figlio intende rivolgersi alla maternità surrogata. Ha poi preso la parola Carlo Mocellin, marito di Cristina Mocellin, che senza esitazioni ha offerto la propria vita pur di salvare quello del figlio, che teneva in grembo; poi ha preso la parola una donna, Titti, convinta a non abortire grazie ad un parroco, don Francesco Cirino: le era stata diagnosticata una grave malformazione ai reni del figlio in grembo, pressioni erano state fatte su di lei affinché interrompesse la gravidanza, ma lei ha creduto nella vita ed ha riposto fiducia nella divina Provvidenza, grazie anche alla vicinanza del sacerdote: Salvatore è nato ed era sul palco della Marcia col suo carico di gioia e di entusiasmo; è stata quindi la volta di altre due donne, una, Francesca, di Roma e l’altra, Paola, di Casale Monferrato: entrambe hanno abortito ed hanno raccontato con toni vibrati e toccanti la disperazione, la solitudine ed il deserto vissuto, lo sconvolgimento causato dal loro stesso gesto, la percezione dell’assenza-presenza del figlio che era in loro, ma anche il percorso umano e spirituale di penitenza, di redenzione e di perdono compiuto, grazie alla presenza ed alla vicinanza di persone e di organizzazioni pro life, che hanno rappresentato per loro l’occasione di una testimonianza forte contro l’aborto, confidando così di poter salvare altre giovani da questa tragedia.
E’ quindi intervenuta la portavoce della Marcia per la Vita, Virginia Coda Nunziante, che ha sottolineato come quest’evento, quando sorse, costituisse una «assoluta novità nel panorama italiano». Oggi, invece, la sua importanza consiste «nella regolarità con cui si svolge, nella perseveranza» dimostrata, raccogliendo, «anche in questa giornata di maggio 2016, tanta gente, tanti uomini e donne di buona volontà. Ci limitiamo a ricordare quali siano stati i risultati della legge 194, introdotta in Italia nel 1978 per legalizzare l’aborto. In questi trentott’anni, negli ospedali italiani sono stati uccisi oltre 5 milioni 700 mila bambini. Oggi si parla di 100.000 aborti l’anno (dati del 2015), un bambino ucciso ogni 5 minuti e mezzo. Ma nessuno vuole contabilizzare questi numeri… Un assassinio ripetuto cinque milioni di volte non diventa un diritto, perché i diritti non nascono dall’assuefazione al male: diventa un genocidio – ha proseguito – Come possiamo rimanere in silenzio davanti a tale genocidio? Come possiamo fare finta di nulla di fronte alle legalizzazione di una vera e propria strage degli innocenti?». Da qui il riferimento è andato alla citata organizzazione Ordo Iuris ed al suo impegno in una Polonia in cui il partito di maggioranza, Diritto e Giustizia, ha annunciato pubblicamente, per bocca del suo premier, Beata Szydlo, di voler puntare con decisione all’abolizione della legge sull’aborto senza compromessi.
Sono stati poi premiati i tre migliori video contest per la Marcia tra tutti quelli realizzati dai giovani: al primo posto si è classificata Chiara Chiessi di Roma, che ha quindi ricevuto un viaggio premio alla Marcia per la Vita di Washington dell’anno prossimo; al secondo posto, Laura Mazzucchi con un viaggio premio alla Marcia per la Vita 2017 di Parigi; al terzo posto, Gianluca Greco con un viaggio premio alla prossima Marcia nazionale per la Vita di Roma.
Molte agenzie d’informazione nazionali han dato risalto all’evento, tra cui Radio Vaticana, il Sir, Il Sussidiario, ProVita, La Nuova Bussola, Il Velino, oltre a diversi media, tra cui RaiNews24 con un servizio in diretta, il Tg1, Tg2, Tg3 , QN-Quotidiano Nazionale, Libero e Il Giornale.
Alla vigilia della Marcia si erano svolti due convegni: uno italiano, organizzato da Human Life-Italia e dal Comitato Verità e Vita, e l’altro internazionale promosso dal Rome Life Forum. Al primo ha partecipato l’arcivescovo Luigi Negri, al secondo il cardinale Raymond Leo Burke e il vescovo Athanasius Schneider
Nel corso del 2016 sono già state svolte otto Marce per la Vita nel mondo ed altre cinque sono previste a Ottawa (12 maggio), Varsavia (31 maggio), Dublino (2 luglio), Berlino (17 settembre) e Zurigo (17 settembre): è un segno di quanto ovunque nel mondo siano ampie l’attenzione, la sensibilità e la testimonianza attorno ai valori pro life.
Il prossimo appuntamento, per l’Italia, è già stato fissato invece per sabato 13 maggio 2017, sempre a Roma, con la settima edizione della Marcia per la Vita. (di Mauro Faverzani)