
Oggi "Padre Bergoglio" compie 44 anni di vita sacerdotale. Fu ordinato presbitero a 33 anni.
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Il 13 dicembre del 1969 Jorge Mario Bergoglio, tre giorni prima del suo trentatreesimo compleanno, fu ordinato sacerdote.
Qualche giorno prima, emozionato e felice, scrisse una preghiera speciale che rifletteva il suo stato d'animo:
Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo spirito nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così al regno di vita eterna.
Credo nella mia storia, che è stata trapassata dallo sguardo di amore di Dio e, nel giorno di primavera, 21 settembre, mi ha portato all’incontro per invitarmi a seguirlo.
Credo nel mio dolore, infecondo per l’egoismo, nel quale mi rifugio.
Credo nella meschinità della mia anima, che cerca di inghiottire senza dare… senza dare.
Credo che gli altri siano buoni, e che devo amarli senza timore, e senza tradirli mai per cercare una sicurezza per me.
Credo nella vita religiosa. Credo di voler amare molto. Credo nella morte quotidiana, bruciante, che fuggo, ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.
Credo nella pazienza di Dio, accogliente, buona come una notte d’estate.
Credo che papà sia in cielo insieme al Signore.
Credo che anche padre Duarte [il sacerdote che lo confessò il 21 settembre] stia lì intercedendo per il mio sacerdozio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e mai mi lascerà solo. E aspetto la sorpresa di ogni giorno nel quale si manifesterà l’amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all’incontro definitivo con quel volto meraviglioso che non so come sia, che fuggo continuamente, ma che voglio conoscere e amare. Amen.
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«L'auto era bloccata nel traffico e il Papa voleva proseguire a piedi»
Il capo dei gendarmi vaticani Giani racconta ciò che accadde in Brasile quando il corteo papale sbagliò strada. È uno degli inediti contenuti del Tg2 Dossier su Francesco in onda sabato 14 dicembre alle 23.30
ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO
Chi non ricorda la Fiat Idea di Francesco bloccata nel traffico di Rio, lo scorso luglio, e quasi travolta dall'entusiasmo della folla? Furono momenti di grande allarme per la sicurezza del Papa. «Eppure il primo istinto del Papa fu quello di dire: scendo e proseguo a piedi». È Domenico Giani, il comandante della gendarmeria vaticana, a raccontare per la prima volta, in tv, questo e altri episodi della sua intensa esperienza di «angelo custode» del Papa argentino. «In realtà - dice Giani - la percezione che ebbero di quei momenti le persone che seguivano in televisione l'arrivo di Francesco in Brasile fu più drammatica di quella vissuta dal Papa e dagli uomini della scorta».
Il responsabile della sicurezza vaticana nega di aver mai messo mano alla pistola, come fu detto in alcune telecronache. «Successe semplicemente che il battistrada aveva sbagliato strada, imboccando un controviale... Dovemmo affrontare una situazione difficile ma il Papa rimase tranquillo, tant'è che io stesso mentre la macchina era bloccata, potei porgergli un bambino da baciare, attraverso il finestrino che Francesco aveva abbassato».
La testimonianza di Giani è inserita nel Tg2 dossier «Francesco, papa tra la gente» che sarà trasmesso sabato 14 dicembre alle 23.30 su Raidue (peccato, ancora una volta, l'orario penalizzante quasi per nottambuli). È firmato da Lucio Brunelli, fotografia di Franco Trifoni e Massimo Pinzauti, montaggio di Laura Sacripanti. Lo speciale, in 45 minuti, ripercorre le immagini, i gesti e le parole più significative dei primi nove mesi del pontificato, a pochi giorni dal compleanno di Bergoglio, che martedì 17 dicembre compie 77 anni.
«Papa tra la gente», ma anche Papa dei lontani, perché proprio alle persone più lontane dalla Chiesa Francesco sembra rivolgersi con particolare premura «missionaria» e con il suo messaggio di misericordia da quando è stato eletto vescovo di Roma. «E proprio le persone lontane sembrano amarlo, forse più, anche se questo sembra paradossale - afferma Brunelli nel Tg2 dossier - di un certo apparato ecclesiastico e di alcuni ambienti cattolici tradizionalisti».
Nel Tg2 dossier non mancano immagini inedite, come quelle che mostrano l'ordinazione episcopale di un ancora giovane Bergoglio. E testimonianze mai ascoltate, come quella di Cesare Cuppone, uno degli operatori del centro televisivo vaticano che seguono da vicino ogni immersione del Papa tra la folla di fedeli e ammalati. «È un'esperienza comune a tutti i parroci - racconta padre Pepe, uno dei parroci delle favelas di Buenos Aires più legati a Bergoglio - ricevere gente che ci dice: torno alla Chiesa grazie a Papa Francesco. Questo è il vero rinnovamento, un fenomeno spirituale, non se il Papa cambia uno della Curia o licenzia tutta la Curia, ma gente che si accosta a Dio». Padre Pepe racconta di aver ritrovato in Francesco la stessa semplicità, lo stesso sguardo di fede del cardinale Bergoglio «ma di nuovo - dice - lo vedo con molta energia, molta allegria, è come se fosse ringiovanito, dimostrasse meno anni».
Il curatore del Dossier, vaticanista del Tg2, nei giorni scorsi è stato insignito del premio dedicato alla memoria di Giuseppe De Carli per uno speciale, un «ritratto inedito» di Benedetto XVI andato in nel gennaio scorso. Grazie a immagini e testimonianze inedite, Brunelli aveva proposto un ritratto molto lontano dal cliché nel quale spesso Ratzinger è stato rinchiuso.