domenica 1 giugno 2014

Un kairós senza precedenti




Allo stadio si prega con il Papa, Martinez: "Sarà una grande festa della fede"


l presidente del movimento Rinnovamento nello Spirito parla della manifestazione religiosa in programma per due giornni all'Olimpico di Roma. Per la prima volta alla presenza di un pontefice: "Francesco, carismatico e centrato su Gesù"
di PAOLO RODARI


ROMA - "Sarà un anticipo di Pentecoste, una grande festa della fede". Così Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, commenta con Repubblica la 37/ma convocazione dello stesso Rinnovamento a Roma, allo Stadio Olimpico, domenica 1 e lunedì 2 giugno, sul tema "Convertitevi! Credete! Ricevete lo Spirito Santo! (cf At 2, 38-40). Per una Chiesa "in uscita" missionaria". Domani, dalle 17 alle 18.30, sarà presente anche Papa Francesco. La presenza di un Papa a una Convocazione del Movimento è un fatto storico e inedito. Inoltre, è la prima volta che un Papa entra in uno stadio, in uno dei luoghi simbolo della Capitale, per essere protagonista di un momento di spiritualità.

Martinez, esiste un legame particolare fra il Rinnovamento e la Compagnia di Gesù?"C'è un'importante vicinanza dei gesuiti al Rinnovamento. Una vicinanza che nasce alla Pontificia Università Gregoriana nel 1972. Storicamente il primo gruppo di Rinnovamento in Italia nasce in Emilia Romagna, ma subito viene seguito da una serie di gruppi storici che si localizzarono a Roma, proprio alla Gregoriana, e poi in molte città italiane. L'opera di diffusione dell'esperienza fu supportata dalla riflessione teologico-pastorale di eminenti teologi quali padre Domenico Grasso - "Il grande padre della catechesi", mi disse un giorno lo stesso Papa Francesco -, padre Francis Sullivan, padre Carlo Maria Martini e altri teologi di gran fama. I gesuiti furono come dei padri "legittimatori" della nostra esperienza, principalmente a motivo di una profonda vicinanza ideale e spirituale. Penso all'esercizio del discernimento, al distinguere fra bene e male. Il Papa ha nelle sue corde questa arte di interrogare e provocare scelte alla luce del Vangelo. Così possiamo affermare di avere un debito di riconoscenza verso i gesuiti che per primi ci hanno supportato".

Vi ritenete portatori di una novità nella Chiesa?"Non siamo una nuova esperienza nella Chiesa e neppure un nuovo carisma. Infatti, non abbiamo fondatori. Il nome "Rinnovamento nello Spirito Santo" - che anche il cardinale Suenens auspicava fosse fatto proprio da tutto il movimento carismatico - è tratto da una lettera di San Paolo, nella quale l'apostolo propone "un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo per ogni uomo" (Tt 3, 5). La caratteristica inconfondibile dell'espressione adottata è quella di polarizzare l'attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul donatore e non sui doni: in tal modo risulta evidente che nessuno può convenientemente dirsi carismatico se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è tutta carismatica".

Cosa accadrà domani?"Il Papa verrà a confermare l'identità e la missione del nostro movimento. Sceglie di stare con noi, dentro lo stadio, come moderno areopago di evangelizzazione. Pregherà con noi, su di noi e anche noi pregheremo per Lui. Sarà "normalizzare" questo fondamento della vita cristiana con accenti e modalità che molti considerano accessori. Il gesto di inchinarsi per ricevere la preghiera di Papa Francesco al suo esordio in piazza San Pietro".

Come è strutturato il vostro movimento nel mondo?"Il Rinnovamento è diffuso oggi in circa 214 Paesi dei cinque continenti e ha toccato la vita e l'esperienza spirituale di oltre cento milioni di cattolici, assumendo nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro anche se, in definitiva, riconducibili all'unica comune origine: l'esperienza dell'effusione dello Spirito. Questa non va vista come una novità nella Chiesa, quanto piuttosto come una riscoperta di quel modo di essere proprio della Chiesa alle origini, come descritto negli Atti degli Apostoli, in cui i fedeli in comunione e gioia profonde facevano continua esperienza della presenza e dell'azione dello Spirito Santo".

Cos'è l'effusione dello Spirito Santo?"Il Rinnovamento è caratterizzato dal costituirsi di gruppi cristiani che pregano insieme e chiedono nella preghiera, per ognuno dei propri membri, una nuova forza dallo Spirito Santo, in virtù della quale si prenda coscienza della Signoria di Gesù, con una nuova esperienza dei doni e dei carismi dello Spirito, e una nuova disponibilità a usarli a vantaggio di tutti nella storia".

Da tempo siete in rapporto con Jorge Mario Bergoglio, fin da quando egli era vescovo ausiliare di Buenos Aires. Come sono stati vostri rapporti?"All'inizio anch'egli, come tanti, non capiva fino in fondo la nostra gestualità. La nostra, infatti, è soprattutto preghiera di lode; lode che si esprime attraverso il canto e la gestualità, perché riteniamo che tutto il nostro essere debba rendere gloria a Dio ed esprimere la gioia di essere da Lui amati. Poi però  -  l'ha detto più volte lui stesso  -  divenuto arcivescovo è entrato più direttamente in contatto con noi osservato il bene che facciamo nelle periferie esistenziali, tra gli ultimi, gli ammalati, i carcerati e i poveri. È lo stesso movimento di uscita che il Papa sta chiedendo oggi alla Chiesa. Alla fine del suo mandato a Buenos Aires, prima di diventare Papa, egli è diventato anche il referente episcopale del movimento. Abbiamo tante testimonianze di paternità e amicizia spirituale riservateci da Papa Francesco a Buenos Aires".

Come definirebbe Papa Francesco?"Un papa kerigmatico e carismatico. "Kerigmatico", perché centrato sulla persona di Gesù, sul suo messaggio di misericordia e di salvezza, sulla semplicità ed essenzialità del Vangelo; "carismatico", perché i gesti e i segni che accompagnano la vita di Gesù, oggi come allora, obbediscono allo Spirito prima che alla "lettera o alla legge", comunicano libertà interiore e quei sentimenti di bontà, di prossimità che sono nel cuore di chi crede".

*

Martinez: con il Papa un cenacolo a cielo aperto
Un kairós senza precedenti: è la prima volta che un Papa entra in uno Stadio per presenziare a un evento organizzato da un Movimento; e per la prima volta prende parte pubblicamente a un programma del Rinnovamento nello Spirito. Sin dalla proposta di una "Convocazione" allo Stadio Olimpico di Roma, dopo 36 ininterrotti anni di presenza a Rimini, è stato chiaro nel cuore dei responsabili del Rinnovamento nello Spirito Santo il "desiderio" di fare di questa Convocazione un "dono da condividere" con tutta la grande famiglia del Rinnovamento nel mondo.

Consapevolezza accresciutasi allorquando - era il 9 settembre 2013 - il Santo Padre Francesco mi riceveva in Udienza privata e mi confermava, con prontezza d’animo, la disponibilità a intervenire.

Quanta fede, quanta preparazione spirituale, quanta amicizia e collaborazione abbiamo potuto registrare, giorno dopo giorno, perché questo miracolo d’amore potesse accadere! Immeritato è il dono di grazia che oggi riceviamo, per il quale ora eleviamo al cielo la nostra lode, espressione di fedeltà allo Spirito Santo, alla sua inesauribile unzione carismatica, al meraviglioso dono dell’effusione dello Spirito che ci ha generati e resi testimoni del prodigio della Pentecoste in Italia e nel mondo.

A Roma, cuore della cristianità, la grande "arena" dello Stadio Olimpico si trasformerà in un "Cenacolo a cielo aperto", in una riserva di vita buona in un tempo che genera morte, in un santuario di amore e non di odio, di pace e non di violenza, di accoglienza e non di discriminazione razziale. E il più grande "Fuoriclasse" della storia scenderà in campo, non per offrirci due ore di spettacolo agonistico, ma per mostrarci la bellezza e la fedeltà di tutte le promesse del Vangelo.

Sì, il vero, grande "Vincitore" nei giorni 1 e 2 giugno, Colui che meriterà le nostre ovazioni e acclamazioni, sarà Gesù, il Signore e Salvatore della storia!

Il Pontificato di Francesco, così kerygmatico e carismatico da sorprendere e interrogare tutti - credenti e non credenti, cristiani "accesi e spenti" - non può attendere ritardi di fraternità! Una Convocazione, dunque, alla quale hanno aderito e corresponsabilmente collaborato le guide dei 1900 Gruppi e Comunità e delle otto Missioni presenti nel mondo del Rinnovamento nello Spirito, i leader dell’International Catholic Charismatic Renewal service e della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships, nonché le principali Comunità carismatiche extra RnS che sono in Italia.

Stiamo vivendo giorni storici alla vigilia del cinquantennale del Rinnovamento carismatico cattolico. Un traguardo che vogliamo "tagliare" in unità, sotto lo sguardo del Pontefice, nel cuore di una Chiesa che ritrova in Francesco un convinto assertore del protagonismo dello Spirito Santo. Papa Francesco, in linea con tutti i Pontificati post conciliari, sta fortemente rilanciando l’istanza di rinnovamento spirituale della Chiesa, a partire dalle sue istituzioni e funzioni, richiamando a ciò che essenzialmente dà "definizione e direzione" al cristianesimo: lo Spirito Santo e la sua insostituibile animazione nel cuore dei fedeli, causa di un nuovo slancio per la preghiera personale e comunitaria, di adorazione, intercessione e lode; il primato dell’unzione nel popolo di Dio e quella forza di conversione e consolazione che si sprigionano annunciando il Vangelo, in special modo nel servizio agli ultimi con l’ausilio dei carismi. Il Rinnovamento, quella chance "nella" Chiesa invocata da Papa Paolo VI proprio qui, "a Roma", all’indomani della Pentecoste del 1975, è chiamato a essere ancor di più, "da Roma", chance "della" Chiesa alla vigilia di questa Pentecoste.

Ce lo chiede Francesco, con la sua splendida Esortazione apostolica " Evangelii gaudium", invitandoci a testimoniare nello Spirito il Vangelo della gioia e l’esperienza viva di Gesù, perché un nuovo fuoco di fraternità nella carità si propaghi in ogni angolo del mondo.

Salvatore Martinez, presidente nazionale RnS

*

Pope meets the charismatics

At least stereotypically, Catholics aren’t by nature “holy rollers,” in the sense of engaging in exuberant praise and worship and public fits of religious passion. As American writer John Sandford memorably had his fictional detective Lucas Davenport put it, “Catholics don’t scream about Jesus, they scream about the bishop.”
Somewhat below the radar screen, however, one of the most significant impulses in Catholic life over the last half-century has been the growth of what is today known as the “Charismatic Movement,” referring to a high-octane style of spirituality that in many ways mimics Pentecostal Christianity, especially in its zest for the gifts of the Holy Spirit such as speaking in tongues, visions, and miraculous healings.
Today the official estimate for the number of charismatic Catholics is 120 million, which would be 10 percent of the global Catholic population of 1.2 billion. In reality, however, the number likely is far higher, because in many parts of the developing world people might not recognize the word “charismatic” but they certainly identify with the spiritual practices and styles of worship it implies.
This weekend, Pope Francis is scheduled to impart the clearest papal seal of approval on the charismatic movement since 1975, when Pope Paul VI opened the door by calling it “a chance for the Church.” Francis will travel across town to join a charismatic rally at Rome’s Stadio Olimpico, where the city’s professional soccer franchises play, and where more than 50,000 people are expected to gather.
Francis has said he wants to take part in the prayer and worship and to deliver a message to the gathering, which is sponsored by Renewal of the Spirit, the main Italian branch of the charismatic movement.
One of the featured speakers is American Catholic Ralph Martin, a longtime leader in charismatic circles who today teaches at the Sacred Heart Major Seminary in the Archdiocese of Detroit. Martin sat down in Rome for an interview about the rally this weekend and the significance of the pope’s involvement.
Globe: What’s this weekend in Rome about?
Martin: The charismatic renewal is very strong in Italy, and they have an annual meeting. They usually have it in Rimini but this year they decided to do it in Rome, and when they explained it to Pope Francis he said, “I’m coming!” He volunteered to come. He’s going to be spending a fair amount of time with us, and more than 50,000 people signed up within a couple weeks.
The hope is that papal calls for a New Pentecost, which go back to St. John XXIII, and papal calls for a New Evangelization, which go back to Vatican II and especially to St. John Paul II, can come together. Pope Francis’ vision is to bring together the reality of a New Pentecost with the urgency of a New Evangelization.
Globe: Do you expect him to engage in charismatic practices such as speaking in tongues or healings?
Martin: Let’s just say I wouldn’t be surprised. We don’t know what he’s going to do. We know he wants to enter the stadium walking, he wants to participate in the worship that’s going on, and we also know that he wants to say something to us. Beyond that, we’ll just have to see.
Globe: What was the pope’s relationship with the charismatic movement in Argentina?
Martin: He’s said publicly that initially he didn’t know what to think, and he wondered if it was superficial emotion, but as he got to know [charismatics] he changed his mind. [Note: In a press conference during his return flight from Brazil in July, Francis said he used to think that charismatics “confused the holy liturgy with a school of samba,” but that he was “converted when I got to know them better and saw the good they do.”]
My hope for the weekend is that all Catholics will become more open to the presence and reality of the Holy Spirit, because I think we really need it.
Globe: What do charismatic Catholics make of Pope Francis? They tend to be fairly conservative theologically, yet they must like his free-wheeling style.
Martin: It’s pretty much what a lot of committed Catholics are making of him. They’re thrilled, they’re refreshed, they think it’s a breath of fresh air. Charismatics have seen pictures of Pope Francis when he was Archbishop of Buenos Aires praying and asking Protestant pastors to pray for him. His friendship towards the charismatic renewal is there.
At the same time, they’re scratching their heads sometimes wondering, “What did he mean by that?” Is he pro-life? What does he mean, “Who am I to judge?” They think he’s fantastic, but they also wonder how some of these pieces fit.
Globe: Francis is going to be holding his prayer meeting with the Palestinian and Israeli presidents on June 8, which also happens to be the Feast of Pentecost. Do you think there’s anything significant about that?
Martin: Whenever people open their hearts to God in some way, the Lord wants to do something good. Even if it just got scheduled randomly for that day, I’m sure [Pope Francis] sees significance in that.
Globe: What do you hope the impact of this weekend will be?
Martin: I think there are a lot of closet charismatics out there. A lot of [clergy] personally have had their vocations saved because of their experience of Christ and the Holy Spirit through the renewal, but they discovered it wasn’t cool [to say so out loud] because it was considered fringe. They got the message from the environment not to talk about it very much. I think the time has come for the closet charismatics to come out. I think the pope’s presence might encourage it, along with a growing realization that an action of God may be the only thing that can save the Church today.
The Boston Globe