venerdì 9 gennaio 2015

Mdr



Scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi, 9 gennaio:

"La satira non è mai blasfema, perché non si occupa dell’assoluto, ma del relativo. Non di spiritualità, ma di umanità. La satira non manca di rispetto a Dio, casomai agli uomini che usano Dio per dominare altri uomini".

*

I nostri fratelli maggiori del popolo di Israele non ardiscono nominare il sacro tetragramma (il Nome di Dio), che unicamente il Sommo Sacerdote può invocare una volta all'anno, nel grande giorno del perdono (lo Yom Kippur).

I nostri fratelli mussulmani considerano il Sacro Corano alla stregua del Santissimo Sacramento e giustamente esigono rispetto per colui (il Profeta) che ne ha mediato la trasmissione ai fedeli dell' Islam.

Per noi cristiani le Verità fondamentali (i "Dogmi") sono solo 2: la Unità e Trinità di Dio; la doppia natura (umana e Divina) della Persona di Gesù Cristo.

*

Alla luce di queste semplici considerazioni, io mi chiedo: è satira quella di chi irride la Fede religiosa di qualche miliardo di persone? Siamo proprio sicuri che è "libertà di espressione"? Che non manca di rispetto a nessuno? Sarebbe proprio così orrendo rinunciare a scherzare con Dio?
Da credente io rispetto gli atei e non mi sognerei mai di imporre il mio credo ad alcuno. Oserei domandare lo stesso per me e per quella Fede  nel Dio che mi ha creato e che mi mantiene in vita.