mercoledì 4 marzo 2015

Per superare la deriva antropologica



Presentazione del VI Rapporto a Roma: intervento conclusivo di S.E. Mons. Crepaldi (Osservatorio Cardinale Van Thuân) 

Ieri 3 marzo 2015, alle ore 17,00, nella Sala Marconi della Radio Vaticana a Roma e' stato presentato il Sesto Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel Mondo Dell' Osservatorio Cardinale Van Thuan. Dopo una introduzione di Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano Lavoratori, sono intervenuti l'Onorevole Eugenia Roccella e Mons. Fabiano Longoni, direttore dell'Ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro. E' seguito l'intervento conclusivo dell'Arcivescovo Giampaolo Crepaldi, presidente dell'Osservatorio. Ha coordinato i lavori Andrea Galli di Avvenire.
S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
INTERVENTO CONCLUSIVO
Presentazione del Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa
Roma, Sala Marconi della Radio Vaticana
Martedì 3 marzo 2015

Dopo i ringraziamenti …
Una delle caratteristiche della linea culturale del nostro Osservatorio è di collegare strettamente le problematiche della biopolitica con la Dottrina sociale della Chiesa, anzi, di considerarle parte integrante della Dottrina sociale della Chiesa. Non è una indicazione che ci siamo inventati noi, ma che proviene dal magistero da un lato e dalla realtà dei fatti dall’altro. Possiamo far risalire questa prospettiva almeno allaEvangelium Vitae di San Giovanni Paolo II. Quanto alla realtà dei fatti, che ci tira spesso per la giacca e ci obbliga ad assumere atteggiamenti nuovi, si può indicare il punto di partenza nella nascita di Luise Brown, la prima bambina concepita in provetta. Eravamo nell’ormai lontano 1978. Allora non si potevano vedere fino in fondo le conseguenze, ma oggi nessuno di noi può fingere di non vedere.
Non tutti hanno fatto questa integrazione della biopolitica dentro la Dottrina sociale della Chiesa. E’ mia convinzione che questo sia uno dei motivi per i quali il rilancio della Dottrina sociale della Chiesa, fortemente voluto da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, stenta a dare i propri frutti. E’ forse anche il motivo per cui in questo campo i politici cattolici sono divisi – oltre che pochi, che non sarebbe di per sé il problema più grave se, in compenso, fossero uniti - e sembra abbiano abbandonato lo schema di convergere in parlamento contro le leggi che avessero colpito al cuore la dignità della persona umana, della vita e della famiglia. Devo dire che è tristemente sorprendente constatare come su temi tanto fondamentali e, direi, tanto evidenti sia alla ragione che alla fede, la politica cattolica si frantumi ancora prima di cominciare. Questo però significa – dobbiamo dircelo fraternamente – la separazione della politica dalla verità e la completa secolarizzazione della fede quando entra nell’ambito pubblico. In questo modo la fede non avrà più niente da dire alla politica e la politica dimenticherà definitivamente di essere a servizio non solo di interessi ma anche della salvaguardia  e nella promozione di un “ordine”. Se questo ordine non viene trovato nella vita, nella famiglia, nella nostra identità sessuata, nelle nostre relazioni naturali … dove mai lo dovremmo trovare?
Vorrei ricordare in questa occasione che il nostro Osservatorio ha pubblicato di recente tre cose di una certa importanza. Un Appello politico agli italiani, che delinea un quadro per la ripresa; un libro intervista al sottoscritto, che fa il punto sulla Dottrina sociale della Chiesa, e un comunicato sulla fecondazione eterologa dopo la nota sentenza della Corte Costituzionale tendente a indicare una strategia d’azione. Si tratta di uno sforzo di pensiero, di elaborazione culturale e di proposta politica teso a proporre le basi per qualcosa di nuovo nel campo della presenza politica cattolica e per la stessa possibilità di una “politica cattolica”. Siamo arrivati ad un punto di svolta. Davanti al diffuso silenzio di fronte alla fecondazione eterologa, davanti a consiglieri regionali e comunali dichiaratamente cattolici che propongono essi stessi normative sulle unioni civili o sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, davanti a tanta incertezza e confusione dottrinale, bisogna, con calma, riprendere alle radici il filo del discorso e ricominciare a tessere. Questo è il senso dei tre testi da noi prodotti e che ho appena ricordato. Questo spiega anche perché  il prossimo 19 marzo, nella diocesi di Trieste, il nostro Osservatorio inizierà una Scuola di formazione alla Dottrina sociale della Chiesa di tipo nuovo, adatta a tempi di emergenza e di rifondazione.
Si è detto per tanto tempo che le ideologie sono finite. Invece mai come oggi la politica si occupa dei “massimi sistemi”, si occupa addirittura di riplasmare l’umanità. Come i giudici emettono sentenze metafisiche, anche i Parlamenti licenziano oggi leggi metafisiche, che ridefiniscono la natura delle persone e delle relazioni. Nel Parlamento italiano ci sono leggi che, se approvate, cambierebbero radicalmente il nostro modo di relazionarci, di procreare, di vivere le relazioni familiari. In politica, oggi come ieri, si giocano anche significati assoluti. E’ per questo che Leone XIII scrisse le sue encicliche sociali; è per questo che io, come vescovo, mi occupo di queste cose; è per questo che il nostro Osservatorio continuerà ad operare combinando insieme le questioni di biopolitica con la Dottrina sociale della Chiesa.

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La donna al centro del Rapporto dell'Osservatorio Van Thuan

Il ruolo della donna nelle politiche di oggi è stato al centro della presentazione del sesto Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa, presentato ieri presso la nostra emittente. Il volume, intitolato "La rivoluzione della donna, la donna nella rivoluzione", è stato realizzato dall’Osservatorio internazionale cardinale Van Thuan, con la collaborazione del Movimento cristiano lavoratori.
“L’uomo che abbiamo sempre considerato come un progetto, adesso è finito per diventare un prodotto da laboratorio e per il mercato”. Questo lo scenario descritto da mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio Van Thuan, nel presentare il Rapporto 2013 sullo stato della Dottrina sociale della Chiesa nel mondo. Un anno particolare, che ha visto il passaggio dal magistero di Benedetto XVI a quello di Papa Francesco. Numerosi i punti di continuità in ambito sociale, economico ed etico, a partire dall’attenzione sulle disugaglianze e sugli ultimi. Mons. Fabiano Longoni,direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Cei:
"La logica è quella della missione. La logica è quella dell’uscita. La logica è quella della proposta. Questo Papa ci sta solo suggerendo che dobbiamo essere capaci di uscire e di portare attraverso la testimonianza quei valori assoluti nei quali assolutamente dobbiamo credere".
Migrazioni e libertà religiosa, l’accesso alle cure e il dramma della fame nel mondo, le implicazioni culturali del web e la minaccia del terrorismo nucleare. Queste le maggiori sfide della diplomazia della Santa sede nel 2013. In generale, tuttavia, l’applicazione della Dottrina sociale della Chiesa non è la stessa in tutto il mondo spiega mons. Crepaldi:
"Se guardiamo il Sud del mondo, è cresciuta questa coscienza all’interno del mondo ecclesiale. Devo dire con un pizzico di dispiacere che sul fronte europeo in genere questa attenzione è meno forte, meno vivace. Si registra qui una situazione di stanchezza".
Il focus di quest’anno è sulla donna, “attaccata come moglie e come madre”, si legge nel rapporto. La diffusione delle pratiche di fecondazione eterologa e utero in affitto rischia infatti di costruire un “mercato della maternità”. Sentiamo l’onorevole Eugenia Roccella, tra gli autori del volume:
"Noi donne siamo state per tanto tempo custodi della vita. Oggi dobbiamo essere custodi dell’umano. Il percorso che stiamo seguendo è quello di una disumanizzazione. Strappare la generazione dalle sue radici millenarie, cioè quelle della relazione in primo luogo e  del corpo, e portarla in due luoghi essenzialmente: un luogo astratto e un luogo molto concreto. Il luogo molto concreto è il laboratorio, il luogo astrato è il mercato".
Sotto accusa anche le teorie di genere. Ancora l’onorevole Roccella:
"Oggi quello che vince è un malinteso senso di parità, quindi un’equiparazione, un appiattimento fra uomo e donna; vince soprattutto l’ideologia del gender e quindi l’idea che l’identità sessuale sia qualcosa di mutevole, qualcosa che si può scegliere, che si può cambiare nel tempo, che non è legata al corpo e alla differenza biologica. Credo che questo sia proprio la fine del concetto stesso di donna e di maternità".
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Un nuovo umanesimo per superare la deriva antropologica

Alla presentazione del VI Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa di ieri si è discusso di uteri in affitto, mercato eugenetico, bambini e mamme venduti al mercato delle nascite in provetta


“Il VI Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa è importante perché si occupa di un anno importante, quello in cui è stato eletto papa Francesco e perché si occupa di un tema importante, quello della donna”. Lo ha detto Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, ieri sera nella sala Marconi della Radio Vaticana, alla presentazione del Rapporto elaborato dall’Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuan.
Parlando di Papa Francesco, Costalli ha rilevato che i suoi insegnamenti si pongono in continuità dottrinale con quelli dei precedenti Pontefici, anche se il Papa argentino “ha espresso un sentire diverso, ha accentuato aspetti nuovi, ha indicato nuove esigenze di evangelizzazione”.
In merito al tema prescelto, il presidente del Mcl ha spiegato invece che “le principali rivoluzioni in atto passano soprattutto da una revisione, spesso contraria al progetto di Dio, della natura e del ruolo della donna”. Il riferimento è "ai noti pungenti temi della procreazione, della maternità, dell’identità sessuale, del gender, delle 'nuove famiglie', della filiazione”.
“Certamente – ha detto Costalli - l’argomento della conciliazione dell’impegno familiare con quello lavorativo rimane un tema caldo anche oggi, ma di secondaria importanza rispetto a quelli più dirompenti della fecondazione eterologa o dell’utero in affitto”.
Per spiegare quanto certe ideologie stiano minacciando il ruolo e l’identità femminile, è intervenuta l’onorevole Eugenia Roccella che ha esordito ricordando una foto postata sui social network in cui due uomini, a torso nudo, festeggiano commossi la nascita di un bambino appena nato. Si tratta di una coppia omosessuale che ha ottenuto un bambino grazie all’utero in affitto.
Nella stessa foto si nota da una parte la mamma vera del bambino, stravolta dal parto, per nulla allegra. Con questa pratica, infatti, ha sottolineato Roccella, “il rapporto unico tra madre e figlio è stato spezzato. L’amore materno cancellato. L’utero in affitto ha fatto sì che la nascita di un bambino o di una bambina da progetto è diventato un prodotto che si fa nei laboratori e si vende al mercato”. “In nome di certi diritti – ha aggiunto - la nascita viene derubricata, la mamma negata, e il ruolo femminile disumanizzato”.
Secondo l'onorevole, certe ideologie stanno “destrutturando l’umano, stravolgendo l’identità  e il ruolo della donna che da soggetto sta diventando sempre più oggetto, merce a disposizione del totalitarismo genetico”.
Presente anche mons. Fabiano Longoni, direttore dell'Ufficio della Conferenza Episcopale Italiana per i problemi sociali e il lavoro, il quale, nel suo intervento, ha parlato di umanesimo quale modo per superare la deriva antropologica moderna. Ha quindi fatto riferimento al prossimo convegno nazionale della Cei a Firenze che rifletterà proprio sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.
A concludere l'incontro è stato il presidente dell’Osservatorio Internazionale cardinale Van Thuan, l’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, sottolineando quanti rischi si stanno correndo per inseguire utopie che stravolgono il ruolo e l’identità femminile.
Il presule ha rilevato anche che i rappresentanti cattolici in politica sono pochi e divisi. “E' triste – ha detto - constatare che non si converga ma ci si frantumi. Se non si cambia strada la fede non avrà più' niente da dire alla politica e la politica si allontanerà definitivamente dalla fede”.
Monsignor Crepaldi ha inoltre ricordato l'appello politico ai cattolici lanciato, attraverso il suo libro, a ricominciare a tessere una alleanza che abbia come fondamento la Dottrina Sociale della Chiesa. Proprio per questo, a settembre prenderà il via a Trieste una scuola di Dottrina Sociale, secondo esperienze simili attivate dalla Cei negli anni '90.
"Sono iniziative necessarie perché la politica sta discutendo e legiferando su temi che potrebbero stravolgere il genere e le relazioni umane", ha detto l'arcivescovo. E ha concluso ricordando che "in politica, oggi come ieri si gioca il futuro della società e delle famiglie”.
Antonio Gaspari