mercoledì 19 marzo 2014

"Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro"



Vivere seriamente la Quaresima ci allena a vivere bene tutta la vita; ciò significa entrare in conversione che, fondamentalmente, è un cambio radicale del modo di pensare, secondo il significato dell'originale greco metànoia. Abbiamo pensato oggi ai Novissimi? Che? Se non so neanche che cosa siano... Certo, ingoiati da una società che ci stritola nel fare prima di pensare, tutto e subito alla portata di un click, ci è ormai impossibile fermarci e discernere prima di decidere. E il criterio fondamentale per discernere è proprio pensare ai Novissimi, cioè a morte e giudizio inferno e paradiso, come ci insegna il Catechismo di san Pio X: "È bene pensare ai Novissimi ogni giorno, e massimamente nel fare orazione alla mattina subito svegliati, alla sera prima di andare a riposo e tutte le volte che siamo tentati a far male, perché questo pensiero è validissimo a farci evitare il peccato". Di fronte ad ogni evento, infatti, siamo tentati a far male: cosa farai quando "Lazzaro" - tua moglie o tuo marito, i figli e i colleghi, chiunque ci sia accanto - busserà alla tua porta? Saremo tentati di non guardarlo e rifiutarlo, perché la sua povertà è l'immagine della nostra realtà cancellata e dimenticata. La Quaresima, con il digiuno che ci fa assaporare la fame, la preghiera che ci rivela bisognosi e l'elemosina che ci libera dalle sicurezze, ci aiuta a scoprirci poveri e mendicanti come Lazzaro. Ma ciascuno di noi è, al contempo, anche il ricco epulone. E' vero, siamo schiavi dei "beni" ricevuti dal ricco, immagine della "qualità della vita" idolatrata al punto di sopprimere ogni vita "non degna di essere vissuta" come quella del povero Lazzaro. A entrambi, a ciascuno di noi, Gesù è oggi inviato come Messia e Salvatore. Per raggiungerci dove siamo ha assunto la nostra natura di poveri Lazzaro: è Lui che, oggi, giace alla nostra porta, sulla soglia della nostra vita mondana, orgogliosa e arrogante, ingannata e dispersa rincorrendo i beni di questo mondo. E' Gesù piagato dalle frustate che "brama di sfamarsi delle briciole che cadono dalla nostra mensa", che desidera ardentemente mangiare con noi la Pasqua raccogliendo i frammenti nei quali abbiamo lacerato la nostra vita, donataci come cibo da spezzare e donare agli altri sulla mensa della storia, e che abbiamo buttato via "banchettando lautamente" per saziare ogni concupiscenza. Gesù si è fatto Lazzaro per poter bussare al nostro cuore vestito della stessa nostra debolezza, e svegliarci così dal torpore di una vita consegnata all'inferno. Convertirsi è, dunque, in questa Quaresima, prendere di peso la nostra vita deponendola sotto la luce della predicazione. Solo nel Vangelo, l'annuncio profetizzato da "Mosè e dai Profeti", vi sono la Vita e la salvezza; lo "abbiamo" nella Chiesa, basta ascoltare e credere alla Buona Notizia dell'amore di Dio, l'unica possibilità che ci è offerta per accedere al Paradiso. Non illudiamoci cercando miracoli che ci inducano a cambiare vita: anche se in questo istante apparisse tuo fratello risorto, non cambierebbe nulla; non saremmo "persuasi" e non crederemmo alla vita eterna perché per credere occorre la fede adulta generata dall'esperienza. Solo chi ha sperimentato il perdono dei peccati e la vita nuova dentro di sé può credere al Paradiso e all'inferno. E la fede viene dall'ascolto della predicazione, perché Dio ha voluto salvare gli uomini con la sua stoltezza. "Convertiti e credi al Vangelo", così abbiamo iniziato la Quaresima. Così siamo chiamati ad iniziare ogni giorno, e ogni istante. E' il cammino di una vita, nulla si improvvisa. Il Paradiso inizia in questa terra, esattamente come l'inferno. Dopo la morte non si potrà più "passare" dall'uno all'altro. La storia che ci è data è l'annuncio e la preparazione alla Pasqua ultima, attraverso la quale ci saranno dischiuse le porte del Paradiso. Cosa dirai a tua moglie che ti chiede di perdonarla? Come agirai al lavoro con il collega che ti vuole ingannare? E a scuola, quando i compagni ti inviteranno a prendere in giro un compagno? E con la fidanzata, ti infilerai in una situazione pericolosa per non rispettarla? Quando ti sarà chiesto un briciolo d'amore, potrai donarlo? In quel momento ci saranno posti dinanzi i Novissimi; per centrare il Paradiso abbiamo bisogno di ascoltare e accogliere la Buona Notizia che ci converta. Per questo la predicazione del Vangelo anticipa il giudizio finale, offrendoci la possibilità di accogliere la Grazia nella quale procedere sicuri verso il Paradiso. Di esso siamo chiamati a divenire noi stessi una profezia; saremo così "Mosè e i profeti", "mandati a casa di nostro padre" e dai nostri "cinque fratelli perché ascoltino" l'annuncio del Vangelo e "non vadano anch'essi nel luogo di tormento" ma gustino con noi le primizie del Paradiso e si convertano.