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| L'ANNUNCIO di oggi, 8 marzo |
Tutto era accaduto proprio lì, dove Matteo era in quell'istante, immerso nel suo impuro lavoro di esattore e taglieggiatore. Lì, in quel vomito di vita sfuggito da tutti, si è posato un raggio di luce, lo sguardo di Gesù, l'unico ad amarlo così com’era, al punto di volerlo con sé. Nessuna preparazione, probabilmente neanche se lo aspettava; nessuna buona disposizione, solo l’amore infinito di Cristo che lo aveva raggiunto. L'assoluta eccezionalità di questa esperienza ha generato in Matteo l'eccezionale: la conversione. Come non “seguire” l'Unico che lo aveva amato, guarito e strappato all'inferno? “Lasciare tutto” allora, è stato per Matteo conquistare la libertà, altro che rinuncia! Ha “lasciato tutto” perché in Cristo aveva già ricevuto tutto. Il perdono inaspettato e gratuito ha acceso in lui la gratitudine. Per questo lo ha invitato a casa sua per offrirgli “un grande banchetto” di ringraziamento e benedizione, immagine di ogni eucarestia. E “con loro”, con Gesù e Matteo ormai uniti intimamente, “era seduta una grande folla di pubblicani e di altra gente (pagani)”. Ovunque giunge un cristiano, ovvero chi ha sperimentato l’amore di Cristo nel quale si è “alzato” (stesso verbo che designa anche il risorgere), appare una nuova creazione. La presenza anche solo di un discepolo di Gesù genera il miracolo della Chiesa, l’assemblea dei peccatori accolti, perdonati e convertiti in festa che benedice Dio per la sua misericordia. Anche per noi è preparato l’incontro decisivo con Gesù. Lui è vicino, giungerà di certo in questa Quaresima, unica e diversa da tutte le altre, forse l’ultima, non sappiamo. In fondo non importa se non lo stiamo aspettando, ancora oggi intenti ai nostri loschi traffici con cui taglieggiamo e ricattiamo marito, moglie, figli, amici e colleghi per spremergli sino all’ultima goccia l’affetto. Importa il suo amore capace di generare in noi lo stupore, la porta regale della conversione. Importa non resistere quando, con una liturgia, con la parola di un fratello, nella preghiera, lo sguardo di compassione e misericordia di Gesù planerà su di noi. E sarà un cortocircuito folgorante, il perdono capace di sradicarci dai vizi e dai peccati. Che il Signore ci conceda di accoglierlo come Matteo e di lasciarci trasformare completamente; che in questa Quaresima possiamo convertirci davvero, e obbedire alla chiamata di Gesù “lasciando tutto”, ma proprio tutto. Ne va della salvezza di nostro figlio, del collega, dell’amico! Stanno aspettando la nostra conversione per “sedersi con noi e Cristo” alla mensa della misericordia.
