lunedì 1 settembre 2014

L’avidità, il profitto e l’ira della natura




"Garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli"

Si celebra oggi, in tutta Italia, la IX Giornata per la Custodia del Creato indetta dalla CEI sul tema "Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri Paesi e delle nostre città"


"Auspico che si rafforzi l’impegno di tutti, istituzioni, associazioni e cittadini, affinché sia salvaguardata la vita e la salute delle persone anche rispettando l’ambiente e la natura". Così, durante l'Angelus di ieri, Papa Francesco ha benedetto la IX Giornata per la Custodia del Creato promossa dalla Conferenza Episcopale italiana, che si celebra oggi in tutta Italia.
Tema di quest'anno è «Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri Paesi e delle nostre città». Un tema che il Pontefice ha definito "molto importante" e che i vescovi italiani hanno scelto per dar voce al dolore di tutti coloro che hanno avuto l’esistenza spezzata a causa dei disastri ecologici, dei mutamenti climatici, della terra desertificata, dei tumori causati dall’inquinamento.
“Oggi - scrivono i presuli - la coscienza ecologica è in consolante crescita, ovunque, anche con dolorose contrapposizioni tra ambiente e lavoro, specie nelle città industriali. Certo, proprio questa accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli, nella gioia di godere della bellezza del giardino. Con una parola chiave: custodire". Quindi l'invito a farsi servi della Parola che illumina e dà vita, per poi metterla in pratica curando con amore le ferite dell’ambiente che sono le stesse dell'umanità.

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Il patriarca ortodosso Bartolomeo per la giornata per la salvaguardia del creato. L’avidità e il profitto porteranno all’ira della natura

«Il continuo attaccamento dell’uomo alle cose terrene e corruttibili sono una provocazione nei confronti della creazione, poiché, quanto più ci volgiamo verso la terra, tanto più ci allontaniamo dal cielo e da Dio». È quanto ha scritto, in un messaggio, il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, in occasione della giornata di preghiera per la salvaguardia del creato che si celebra oggi, lunedì 1 settembre. Si legge nel testo: «La Chiesa mantiene un interesse vivo e un ricordo per ogni cosa che abbia relazione e influenza con la vita degli individui.Perciò non resta indifferente e senza interesse per la continua catastrofe dell’ambiente naturale, la quale, compiendosi ogni giorno, a causa dell’avidità dell’essere umano e del vano avaro sforzo del profitto, costituisce nell’essenza un’avversione del volto del Signore» e attraverso esso un «turbamento del creato» e una rottura del cerchio dell’esistenza umana e una minaccia alla continuazione di tale vita.
Bartolomeo ha ricordato che il Patriarcato ecumenico, in fedeltà alla funzione eucaristica della Chiesa ortodossa, ha proclamato e dedicato il 1° settembre di ogni anno, inizio del nuovo anno ecclesiastico, a preghiere di supplica e di propiziazione «per la custodia della creazione di Dio, l’ambiente, che ci è stata data in eredità. Durante questo giorno, preghiamo e chiediamo al verbo di Dio di vigilare benevolmente sulla sua creazione e, sorvolando sui peccati e l’avidità di noi uomini, di aprire la sua mano e di compiere ogni cosa con bontà e di fermare l’andamento catastrofico del mondo».
Nel messaggio, inoltre, viene sottolineato che durante gli ultimi decenni è stato conseguito un significativo successo, anche se non sufficiente, per quanto riguarda la protezione dell’ambiente, con una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con l’assunzione di misure preventive e restrittive, con la gestione di programmi sostenibili, con il ritorno a nuove fonti di energia, come anche con molte misure e azioni produttive e considerevoli per le quali «hanno contribuito anche gli sforzi e la sollecitudine della Madre Chiesa di Costantinopoli, in collaborazione con fondazioni e organismi ecologici internazionali». Entrando «in un nuovo anno di grazia del Signore — prosegue il testo — ci rivolgiamo al benedetto pleroma ortodosso e a tutto il mondo e chiamiamo tutti a una continua vigilanza, sensibilizzazione e mobilizzazione delle forze per tornare a una condizione», almeno «ispirata dalla grazia e dalla misericordia del Signore».
Inoltre, il patriarca Bartolomeo sottolinea che «l’illimitato sfruttamento banditesco delle risorse naturali della creazione, che costituisce la principale causa della distruzione dell’ambiente naturale, è secondo la testimonianza della teologia, della scienza e delle arti, una conseguenza della caduta dell’uomo, una disubbidienza verso il comandamento del Signore e una non conformazione al volere di Dio. La Chiesa — aggiunge — offre l’antidoto per il trattamento dei mali ecologici, chiamando tutti alla restaurazione dell’immagine di Dio alla sua antica bellezza originale. La riabilitazione della natura umana decaduta, per ispirazione dello Spirito Santo e la partecipazione ai suoi doni, ripristina la relazione armonica dell’uomo col creato e con la creazione che Dio ha fatto per la gioia, il godimento e il suo piacere, ma anche per la sua elevazione verso di Lui, il Creatore. La Madre Chiesa ci chiama a ricoltivare nella Parola di Dio e nello Spirito vivificante, l’intero mondo, come san Simeone lo Stilita, che oggi viene festeggiato, e a salire dalle cose percettibili e naturali a quelle oltre la natura e a piegarci alle visioni semplici e assolutamente mistiche della teologia, affinché dalla creazione riconosciamo il Creatore».
Il testo del patriarca, inoltre, mette in evidenza quanto sia importante il legame tra l’uomo e l’ambiente. «L’ispirazione dello Spirito Santo che abita tra gli uomini — spiega Bartolomeo — è quella che deifica colui che partecipa a essa e allo stesso tempo unifica l’uomo col suo ambiente, affinché ciò si percepisca come parte del proprio io e per rispettare ciò, come qualcosa di sacro senza deviare verso abusi ed estremismi. Il rispetto e il nutrimento dell’uomo dal mondo naturale sicuramente non si ottiene dal suo utilizzo insaziabile, ma dal suo rispetto, cioè dal rispetto reciproco dell’uomo verso il prossimo, dell’uomo verso gli esseri viventi, ma anche per gli elementi visibili e invisibili della natura», che «con sapienza e armonia sono state plasmate solo con la parola del Signore. In questo modo — sottolinea il Patriarca di Costantinopoli — potremmo bere acqua dalla pietra vivificante e vedere il sole sensibile ed essere ricondotti al sole intellegibile della giustizia e contemplare la colonna materiale di san Simeone e vedere la vera colonna della luce, vedere le nuvole delle acque con lo scopo di entrare nella nuvola dello Spirito Santo, nel riposo, dove Cristo è entrato come nostro precursore e dove poter occuparci di essere iscritti con i progenitori nella Chiesa celeste. Solo mossi da questo proposito, rispettando il contributo di ogni essere vivente e vegetale alla liturgia pancosmica della vita, risolveremo automaticamente, attraverso la Divina Grazia e non attraverso il debole vigore umano, tutti i nostri problemi ambientali».
Tale messaggio di vita — sottolinea Bartolomeo — «è un messaggio di responsabilità per continuare la lotta spirituale e lo sforzo, pregando, esortando, invitando, supplicando, attirando l’attenzione di tutti sulla necessità di proteggere noi stessi dall’imminente ira da parte della creazione».
Al fine di sensibilizzare e coinvolgere quanti hanno la responsabilità di poter intervenire a tutela del creato, la Chiesa ortodossa ha organizzato per giugno 2015, presso la sede del patriarcato di Costantinopoli, un convegno ecologico sul tema: «Teologia, ecologia e logos, dialogo sull’ambiente, la letteratura e le arti». Obiettivo dell’incontro «risvegliare la coscienza mondiale sul problema e sul significato specifico della dimensione etica e spirituale della crisi ecologica specifica e sul ristabilimento dell’ambiente nella sua antica bellezza, naturale, sacra, santa, perfetta, così come era uscita dalle mani del Verbo di Dio che l’aveva fatta con arte, a nostro godimento e nutrimento».
L'Osservatore Romano