venerdì 12 settembre 2014

Scene da un matrimonio in Vaticano



Domenica il Pontefice unisce in matrimonio venti coppie. Nozze a San Pietro

(Gianluca Biccini) Scene da un matrimonio in Vaticano. Domenica mattina, 14 settembre, il Papa unirà con il sacramento nuziale venti coppie nella basilica di San Pietro. È la prima celebrazione pubblica del rito per Francesco, quattordici anni dopo quella presieduta da Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2000 in occasione del Giubileo delle famiglie.
Protagonista indiscussa della sollecitudine pastorale della Chiesa, la famiglia è al centro di alcuni dei più importanti appuntamenti che nelle prossime settimane scandiranno l’agenda del Pontefice: dall’incontro con anziani e nonni, fissato in piazza San Pietro per domenica 28, all’assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata a questo tema, in programma dal 5 al 19 ottobre.
Del resto sin dal suo ministero a Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio ha sempre riservato un’attenzione particolare agli sposi e ai loro figli, intessendo profondi legami di amicizia. E una volta divenuto vescovo di Roma ha continuato a incoraggiare le famiglie nelle difficoltà del vivere quotidiano, aggravate dall’attuale contesto di crisi economica, dispensando loro consigli spirituali, come le famose tre parole “permesso, grazie, scusa”, che assicurano un’armoniosa convivenza tra le mura domestiche.
È stato il vicariato di Roma a individuare, su richiesta del Papa stesso, le coppie della diocesi che si scambieranno le fedi nella festa dell’esaltazione della Santa Croce. Non tutti sono assidui frequentatori di parrocchie e di movimenti ecclesiali. Sono donne e uomini del nostro tempo, come dimostrano anche le loro professioni; giovani e meno giovani, con esperienze diverse alle spalle, ma accomunati dalla gioia di poter pronunciare le promesse coniugali sotto lo sguardo sorridente e paterno di Papa Francesco.
La coppia più giovane è composta da un ragazzo e una ragazza nati rispettivamente nel 1986 e nel 1989. Mentre Gabriella e Guido sono quelli un po’ più maturi. Intorno alla cinquantina, hanno deciso di benedire con il sacramento la loro unione formatasi in età adulta, dopo precedenti esperienze. «Quando siamo andati a parlarne con il parroco di Santa Francesca Cabrini — ricordano — è venuta fuori questa proposta spiazzante, ma allo stesso tempo esaltante. Non ci sentivamo adatti. Ma in realtà tutti siamo degni dell’amore di Dio. Lo abbiamo capito anche frequentando i corsi di preparazione al matrimonio di don Stefano Tardani, che guida il movimento Famiglia piccola Chiesa. E questo Papa meraviglioso sembra volere una Chiesa che abbraccia e accoglie tutti con l’amore del Signore. Noi ci sentiamo così: accolti e metaforicamente abbracciati».
Per i fiori d’arancio quasi tutti hanno dovuto spostare date già fissate da tempo. Ma lo hanno fatto volentieri per poter dare al loro “sì” quello che considerano un valore aggiunto. Giulia e Flaviano, per esempio, hanno deciso di diventare moglie e marito nonostante la precarietà occupazionale.
Lui è infatti una guardia giurata in cassa integrazione e lei lavora part-time in un fast food. Avevano già pubblicato le partecipazioni nella loro comunità di san Gelasio I, ma quando il parroco don Giuseppe Raciti ha saputo della possibilità offerta dal Pontefice ha scelto tre coppie, tra le quali, dopo una riunione di preghiera, sono stati estratti a sorte proprio loro due.
Anche Alessandra e Francesco, disc jockey di origine calabrese, avevano “altri programmi”: avrebbero dovuto convolare a nozze a fine settembre nel santuario romano di San Francesco di Paola, ovvero la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte.
Laura, impiegata, e Marco, ballerino, hanno dovuto addirittura spostare la prenotazione già fatta della sala ricevimenti, ma se non fosse stato possibile vi avrebbero persino rinunciato. Eppure proprio a un banchetto nuziale si erano conosciuti, salvo poi perdersi di vista, per ritrovarsi infine grazie ai social network.
Erano una delle tantissime coppie di fidanzati che hanno partecipato all’incontro di San Valentino, organizzato dal Pontificio consiglio per la famiglia. Nell’occasione, come tutti gli altri presenti, ricevettero in dono dal Papa un cuscino per le fedi, che porteranno all’altare della Cattedra domenica mattina indossando l’abito della festa, attorniati dal calore di parenti e amici. E lo stesso faranno Mario, docente di economia, e Lahara, anch’essi tra i venticinquemila giovani di tutto il mondo che invasero piazza San Pietro con palloncini colorati lo scorso 14 febbraio. 

L'Osservatore Romano