
Le Relazioni dei 10 Circoli minori
Una valutazione della “Relazione dopo la discussione” e ulteriori proposte per i documenti finali del Sinodo: questo lo sviluppo della 12.ma Congregazione generale del Sinodo straordinario sulla famiglia, svoltasi stamani, e che ha visto la presentazione, in Aula, delle Relazioni dei dieci Circoli minori. In particolare, è stata manifestata perplessità per la pubblicazione, anche se legittima, della “Relatio”, poiché, si è detto, essa è un documento di lavoro che non esprime un parere univoco e condiviso da tutti i Padri Sinodali. Quindi sono stati presentati alcuni suggerimenti.
Occorre dare maggior risalto al messaggio positivo del Vangelo della famiglia, senza guardare solo alle preoccupazioni delle famiglie in crisi, e ribadendo che il matrimonio come sacramento, unione indissolubile tra uomo e donna, è un valore ancora molto attuale e in cui tante coppie credono. Questo il primo suggerimento avanzato dai Circoli minori, i quali hanno poi chiesto che nei documenti finali dell’Assise vengano integrati ulteriori temi come le adozioni, per le quali è stato auspicato anche uno snellimento delle procedure burocratiche, e una nota sull’importanza di politiche in favore della famiglia.
Si è detto, poi, che occorre porre maggiore attenzione alla presenza degli anziani all’interno dei nuclei familiari e alle famiglie che vivono in condizioni di estrema povertà, denunciando anche i drammi della prostituzione, delle mutilazioni genitali femminili e dello sfruttamento minorile a scopo sessuale e lavorativo. E’ importante inoltre – si è detto in Aula – sottolineare il ruolo essenziale delle famiglie nell’evangelizzazione e nella trasmissione della fede, mettendone in luce la vocazione missionaria.
Quanto alle situazioni familiari difficili, i Circoli minori hanno evidenziato che la Chiesa deve essere casa accogliente per tutti, affinché nessuno si senta rifiutato. Tuttavia, è stata auspicata una maggiore chiarezza, evitando confusione, tentennamenti ed eufemismi nel linguaggio: ad esempio, sulla legge della gradualità, affinché non diventi gradualità della legge. Per quanto riguarda l’accostamento dei divorziati risposati al sacramento dell’Eucaristia, sono state espresse, per lo più, due riflessioni: da una parte, si è suggerito che la dottrina non venga modificata e rimanga quale è ora; dall’altra si è pensato di aprire alla possibilità di comunicarsi, in un’ottica di compassione e misericordia, ma solo nel caso in cui sussistano determinate condizioni. In alcuni casi, inoltre, è stato suggerito che la questione venga studiata da una apposita Commissione inter-disciplinare.
Una maggiore attenzione è stata poi auspicata per i divorziati non risposati, testimoni talvolta eroici della fedeltà coniugale. Allo stesso tempo, è stata auspicata un’accelerazione nelle procedure di riconoscimento della nullità matrimoniale e di constatazione di validità dello stesso; è stato, inoltre, ricordato che i figli non sono un onere, ma un dono di Dio, frutto dell’amore tra i coniugi.
In questo senso, i Circoli minori hanno richiesto un maggiore orientamento cristocentrico, come pure una maggiore sottolineatura del legame tra i sacramenti del matrimonio e del battesimo. La visione del mondo deve essere quella che passa dalla lente del Vangelo, per invitare gli uomini alla conversione del cuore.
Inoltre, è stato ribadito che, ferma restando l’impossibilità di equiparare al matrimonio tra uomo e donna le unioni omosessuali, le persone con tale orientamento vanno accompagnate pastoralmente e tutelate nella loro dignità, senza tuttavia che ciò appaia come un’approvazione, da parte della Chiesa, del loro orientamento e della loro condotta di vita. Sulla questione della poligamia, in particolare dei poligami convertiti al cattolicesimo che desiderano accostarsi ai sacramenti, è stato suggerito uno studio globale e approfondito.
I Circoli minori hanno anche consigliato una riflessione più ampia sulla figura di Maria e della Sacra Famiglia, da proporre meglio come modello di riferimento per tutti i nuclei familiari. Infine, è stato chiesto di evidenziare che la Relazione finale del Sinodo, la così detta “Relatio Synodi”, sarà comunque un documento di preparazione all’Assemblea ordinario in programma nell’ottobre 2015.
Radio Vaticana*
La carne dei problemi e l'unità
di S. Falasca
«Il Signore s’aggira tra le pentole». Singolare e come sempre spiazzante quest’uscita di Francesco. Puntuale, soprattutto, in questo momento. L’ha scritta ieri tra le righe di una lunga lettera vergata di suo pugno destinata alla commemorazione di santa Teresa d’Avila e passata quasi del tutto inosservata. È presa a prestito dalle Fondazioni della stessa santa carmelitana, la santa per eccellenza «del cammino di perfezione verso Dio e verso gli uomini». Giusto ieri, quindi, quando ancora gli “addetti ai lavori”, dentro e fuori il Sinodo, erano tutti impegnati a fare le pulci al testo della Relatio post disceptationem e la minoranza rumorosa dei “conciliabolisti” esternava ancora le solite note apocalittiche sulla stampa.
Quest’uscita è quindi solo una feriale considerazione spirituale scontata per un Papa o è forse un realistico ricordare fugacemente a tutti, in media res e in dirittura d’arrivo, che non si fanno i conti senza l’Oste. E che non possiamo non considerare, volenti o nolenti, i lavori del Sinodo fuori da quella profonda prospettiva ecclesiologica ed escatologica dalla quale questo stesso Sinodo è scaturito. Quella prospettiva che vede al centro il motore: lo Spirito Santo e il popolo di Dio. «Il popolo è soggetto – spiegava Francesco – e la Chiesa è il popolo di Dio in cammino nella storia, con gioie e dolori. Sentire cum Ecclesiae dunque per me è essere in questo popolo.
Quando il dialogo tra la gente e i vescovi e il Papa va su questa strada ed è leale, allora è assistito dallo Spirito Santo». A conclusione dei lavori del documento di Aparecida nel 2007, Bergoglio affermava: «La nostra disposizione è stata quella di ricevere tutto ciò che veniva dal basso, dal popolo di Dio, e di fare non tanto una sintesi quanto piuttosto un’armonia… Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo perché “Ipse harmonia est”. Lui solo è autore al medesimo tempo della pluralità e dell’unità. Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l’unità».
Oggi, con la consegna delle relazioni in aula, si è concluso il lavoro dei circoli minori sul testo presentato lunedì scorso. Un lavoro breve, ma intenso questo dei Circoli che nei giorni scorsi hanno lavorato nel segno di un confronto reale, di un libero e acceso dibattito, come mai, negli ultimi tempi, era accaduto nella Chiesa. E che è stata la prova provata di quanto non ci sia stato niente di “pilotato” e di “manipolato” e sia svolto così come fin dall’inizio il Papa aveva auspicato e desiderato che fosse e perciò recepito con totale tranquillità da parte sua, come segno di ritrovata vitalità ed espressione di collegialità «che si manifesta in un cammino di discernimento spirituale e pastorale».
La relazione post discussione su cui hanno lavorato i padri con proposte di ampliamento o di emendamento, che si concentrano in particolare nell’affronto dei punti cosiddetti “caldi”, non cambia la sua impostazione. E intatta resterà la sostanza di quello sguardo nuovo, di amore e di apertura, di accoglienza verso la complessità della realtà odierna delle famiglie e di riconoscenza del buono che si trova in tutte le situazioni. Quello sguardo che era stato espresso felicemente nella Gaudium et Spes, teso a «ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla sua Chiesa, prestando orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’odore degli uomini d’oggi fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce». Ed è un cammino che non chiude qui, che apre ancora alle «sorprese di Dio» in una strada tutta da percorrere.
Ma già il fatto che non finisca con un documento da gettare in un cassetto come un compito di matematica, che i vescovi si siano interpellati con franchezza e siano stati capaci di coinvolgersi in un ascolto e in un confronto nella carne dei problemi che riguardano la famiglia, e il convenire, infine, in unum attorno al Vescovo di Roma è già un evento di grazia che porta avanti la Chiesa con un altro passo, dal quale non si potrà tornare indietro. E del quale ce ne darà misura il Papa stesso. Quando interverrà sabato al termine del Sinodo.
Avvenire
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Sinodo: verso la comunione ai risposati
Famiglia Cristiana
(Alberto Bobbio) I circoli minori stanno emendando e precisando le parole della relatio post disceptationem anche inserendo riferimenti chiari alla Sacra Scrittura e alla dottrina della Chiesa. Lo hanno detto stamane mons. Joseph Edward Kurtz, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, il cardinale Lluis Martinez Sistach, arcivescovo di Barcellona e mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, rispettivamente moderatori i primi due e relatore l'ultimo di un gruppo linguistico (...)
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Sinodo, circoli minori presentano emendamenti. Card. Schoenborn: "Papa ci chiede di non giudicare ma di accompagnare le famiglie"
La Repubblica
Sabato sera il voto sulla relazione finale. L'arcivescovo di Vienna: "Serve un allargamento della visione della famiglia". Il Papa su twitter: "Il cristiano è misericordioso". Nella commissione incaricata di redigere l'elaborato il Pontefice ha inserito due nuovi prelati, un australiano e un africano. Modificati alcuni termini della traduzione in inglese (...)
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Radio Vaticana
Se alcuni circoli ridiscutono il Concilio
L'Indice del Sinodo - Il Regno
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Radio Vaticana
(Fabio Colagrande) "Penso che questo sia un momento molto particolare per la vita dela Chiesa. Avverto il desiderio di aprire gli occhi sulla realtà e di nominarla. Questo Sinodo non serve solo per consolidare ciò che già sappiamo ma per accogliere nuove sfide". (...)
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Se alcuni circoli ridiscutono il Concilio
L'Indice del Sinodo - Il Regno
(Raffaele Luise) Dopo la fioritura della Relatio post, è arrivata la gelata, tra martedì e mercoledì, nella discussione dei circoli minori. I lavori sinodali sono a un bivio: la relazione è stata criticata in diversi modi da tutti i padri che si sono succeduti in Sala stampa (...)
Mons. Grech (Malta): studiare seriamente la prassi ortodossa
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