
In russo le meditazioni di Bergoglio sulla Madre di Dio.
Una raccolta di meditazioni del cardinale Jorge Mario Bergoglio sulla Madre di Dio, tenute in occasione dei pellegrinaggio al santuario di Luján, verrà presentata il 14 ottobre a Mosca. Il libro esce in versione russa, curata da Giuseppina Cardillo Azzaro e da Ekaterina Torkunova, e italiana, a cura di Giuseppina Cardillo Azzaro e Pierluca Azzaro. Dell’opera — intitolata Madre regalaci il tuo sguardo! Dal Santuario di Luján una risposta ai giovani sulle inquietudini politiche e sociali(Quaderni dell’Accademia Sapientia et Scientia) e realizzata grazie al contributo della Fondazione Generali — pubblichiamo l’introduzione firmata dal metropolita di Volokolamsk, presidente del dipartimento per le Relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca.
(Hilarion Alfeev) Questo libro che si offre oggi all’attenzione del lettore contiene alcune meditazioni di Papa Francesco sulla Madre di Dio. Si tratta di un testo recente del Pontefice e di dodici omelie che Jorge Mario Bergoglio, all’epoca arcivescovo e cardinale, ha pronunciato dal 1999 al 2012, in genere accompagnando gruppi di giovani argentini in pellegrinaggio al santuario mariano di Nostra Signora di Luján.
A questo santuario, nel cuore della sconfinata pianura della Pampa argentina, fin dal XVII secolo ogni anno accorrono milioni di pellegrini dall’Argentina e da tutto il Sudamerica. La Madonna di Luján è venerata in America Latina come Madre che intercede per i poveri e gli umili. Felicitandosi con lui per la sua elezione, il Patriarca Kirill ha fatto dono al nuovo Primate della Chiesa Cattolica Romana di un’icona della Madonna, chiamata «guarda all’umiltà».
Questo nome è un riferimento al Magnificat, l’inno a Maria, in cui ella canta la grandezza di quanto l’Onnipotente ha operato in lei per la sua umiltà: «...perché ha guardato all’umiltà della sua serva» (Lc 1, 48). «Madre, donaci il tuo sguardo», prega il Papa con i giovani. Sguardo è una delle parole che ricorrono più frequentemente in queste meditazioni.
È lo sguardo d’amore e compassione con cui la Madre contempla il suo figlio appeso sulla croce. È lo sguardo del Figlio che, dalla croce, nel momento della sua più alta solitudine e maggiore abbandono, guarda con amore sua Madre; e, nella persona di Giovanni, il discepolo amato, le affida tutti noi (cfr. Gv 19, 25-27), chiedendole di guardarci con lo stesso amore.
Ciò non significa una pietà puramente sentimentale. Al contrario, il Papa chiede alla Madonna di dare a tutti i fedeli uno sguardo capace di vedere in chiunque ci circonda un fratello o una sorella, uno sguardo di amore e compassione, uno sguardo attento alle necessità di tutti, in particolare dei poveri, dei diseredati, degli emarginati, degli emigrati, degli anziani, degli sbandati, dei bambini di strada.
Questo sguardo d’amore diventa impegno concreto in difesa della vita, lavoro per la giustizia, lotta contro ogni sfruttamento. Una delle idee forza del Pontificato di Papa Francesco, fin qui, è quella di riproporre costantemente alla Chiesa e al mondo intero di ripartire dalle «periferie esistenziali», cioè dall’attenzione ai «piccoli» (cfr. Mt 10, 42; 18, 10-20; 25, 40), agli umili, a chiunque soffra.
Il legame tra Maria e chi soffre è uno degli spunti di meditazione che emergono più chiaramente dalla lettura di questo «piccolo» libro. La chiesa di cui sono parroco al centro di Mosca è nota col nome di un’icona della Madonna, che vi è custodita, molto cara a tutti i cittadini. L’icona si chiama «Gioia di tutti i sofferenti» e rappresenta la Madre di Dio circondata da una folla di persone che soffrono, malati, derelitti, uomini e donne che cercano aiuto, protezione, guarigione. Migliaia di persone ogni anno si raccolgono in preghiera davanti a quest’icona miracolosa, anch’essa del XVII secolo, per chiedere alla Purissima aiuto e sostegno, o per confidarle i propri dolori e le proprie speranze.
Così è stato anche durante l’ateismo di Stato dell’epoca sovietica; questa chiesa, infatti, fu una delle prime a Mosca a essere riaperte al culto, nel dopoguerra. Da allora, il flusso dei fedeli nel centro della capitale russa non si interrompe mai. Alcuni aspetti della mariologia cattolica non sono condivisi dagli ortodossi. Nonostante ciò, la devozione alla Madre di Dio è uno dei tesori spirituali comuni dell’Ortodossia e del Cattolicesimo. Molte altre cose accomunano oggi i cristiani d’Oriente e d’Occidente, a dispetto delle divergenze accumulatesi nel corso dei secoli.
L’impegno a servizio dell’umanità sofferente, la diakonia, è certamente uno dei campi in cui le nostre due Chiese, già da ora, possono e devono agire insieme, per dare al nostro mondo una testimonianza convincente di cosa sia il cristianesimo.
L'Osservatore Romano