Sedicesimo rapporto sulla scuola cattolica in Italia.
(Sergio Cicattelli) L’orientamento è oggi indicato tra le finalità di tutto il sistema educativo italiano di istruzione e formazione, ma è anche solo una questione di buon senso sostenere che l’azione educativa scolastica abbia una funzione orientativa: ogni volta che si devono fare delle scelte si ricorre a tutto il bagaglio di conoscenze di cui si dispone e la scuola rientra sicuramente in questo patrimonio di esperienze. Si tratta però di passare da un orientamento informale e casuale a un orientamento consapevole, che appartenga intenzionalmente agli obiettivi educativi di una scuola e che non si riduca a interventi estemporanei e aggiuntivi ma faccia parte della stessa proposta curricolare, non tanto come contenuti particolari da apprendere quanto come finalità educativa di fondo e come metodologia comune alle diverse discipline.
La scelta dell’orientamento come tema di questo XVI Rapporto non è dovuta a motivi di attualità, ma alla convinzione che esso possa essere una chiave di lettura unitaria dell’azione di una scuola nella sua dimensione più squisitamente educativa. Orientare significa avere a cuore la “persona” non solo nella sua particolare condizione di alunno in transito nella scuola ma in quanto soggetto in crescita, costretto a fronteggiare una serie di sollecitazioni — ambientali, familiari, scolastiche, culturali, economiche — che tendono a determinare la sua futura personalità adulta. Per questo soggetto in crescita la principale fatica non è tanto l’acquisizione di contenuti disciplinari più o meno attraenti quanto la ricerca di una propria identità, spesso in conflitto con i modelli e le attese dell’ambiente circostante. Porre l’orientamento al centro dell’attenzione di una scuola è dunque il modo per esplicitare concretamente la cura educativa che si intende promuovere e quindi esso dovrebbe costituire la prospettiva naturale di una scuola cattolica, che dell’educatività dell’istruzione fa il motivo della sua stessa esistenza.
Molte scuole dichiarano di fare orientamento, ma limitano la propria attività ad interventi extracurricolari di prevalente informazione sulle strade che si aprono alla fine di un percorso scolastico (fine del primo ciclo per la scelta del proseguimento degli studi; fine del secondo ciclo per la scelta dell’università o dell’ingresso nel mondo del lavoro): sono azioni utili, che possono aiutare senz’altro studenti e famiglie, sempre più in crisi di fronte al numero e alla varietà delle alternative tra cui scegliere, ma non possono bastare né possono soddisfare il concetto di orientamento.
Ciò su cui vale la pena investire oggi è un “orientamento educativo”, cioè un impegno a trasformare tutto il percorso scolastico in una continua azione di orientamento, in cui le discipline sono solo strumenti offerti agli studenti per comprendere meglio se stessi e costruire progressivamente la propria identità umana e culturale. Sul piano più concreto e operativo l’orientamento costituisce una sfida per le scuole cattoliche per almeno due motivi: da un lato si tratta di orientare alla scelta della scuola cattolica in quanto tale; dall’altro si tratta di inserire organicamente l’orientamento nei progetti educativi delle scuole cattoliche. Funzionale a questi aspetti può poi trovare spazio un terzo obiettivo di investimento nella formazione dei docenti per attrezzarli alle nuove finalità orientative. Dal primo punto di vista, quello della scelta della scuola cattolica, occorre andare a infrangere alcuni luoghi comuni, che vogliono la stessa informazione orientativa rivolta quasi sempre solo all’offerta scolastica statale. È vero che talvolta tutto dipende da rapporti personali sul territorio, ma la questione investe la fondamentale libertà di scelta educativa, che può esercitarsi solo se l’informazione è completa e precisa. Anche a livello istituzionale, per esempio, il fatto che la nuova procedura di iscrizione on line al primo anno di ogni ordine e grado di scuola sia limitata alle sole scuole statali costituisce già una prova di scarsa permeabilità all’interno del sistema nazionale di istruzione.