martedì 12 marzo 2013

L'acqua che rigenera



Di seguito i testi della liturgia di oggi, 12 marzo, martedi della IV settimana di Quaresima, con un pensiero di meditazione.
* * *
 
Antifona d'Ingresso   Cf Is 55,1«Voi che avete sete, venite alle acque»,
dice il Signore;
«anche voi, che non avete denaro,
venite, e dissetatevi con gioia».

 
CollettaDio fedele e misericordioso, in questo tempo di penitenza e di preghiera disponi i tuoi figli a vivere degnamente il mistero pasquale e a recare ai fratelli il lieto annunzio della tua salvezza. Per il nostro Signore...


LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura   Ez 47, 1-9. 12Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungerà quest’acqua porterà salvezza.

Dal libro del profeta Ezechièle
In quei giorni [l’angelo] mi condusse all’ingresso del tempio [del Signore] e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi. Ne misurò altri mille: era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del torrente; voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 45  
Dio è per noi rifugio e fortezza.Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.

Canto al Vangelo    Sal 50,12.14Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Vangelo    Gv 5, 1-16All'istante quell'uomo guarì.

Dal vangelo secondo Giovanni
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
 Parola del Signore.


Lettura



In questo giorno di Quaresima, le letture ci parlano di acqua come segno di vita nuova, di purificazione, di rigenerazione. Nel Vangelo di oggi, Gesù, manifestazione ultima e definitiva della salvezza di Dio, sceglie di attraversare il crocevia di malattie e di miserie umane che si raduna presso la piscina di Betzatà, dove incontra un povero paralitico infermo da trentotto anni, ormai rassegnato. Gesù non aiuta il malato a immergersi nella piscina di Sìloe, ma lo guarisce con la potenza che gli viene da Dio e si rivela il Signore del sabato, scandalizzando i giudei benpensanti, che cominciano a perseguitarlo. 
Meditazione
La guarigione dell’uomo infermo da trentotto anni, compiuta da Gesù di sabato, il giorno della memoria dei grandi benefici della salvezza, vuole manifestare l’opera salvifica di Dio attraverso la grazia della guarigione e del perdono. Gesù, padrone del sabato, ordina al miracolato di portare il suo giaciglio, poiché è giunto il tempo in cui è arrivata una grazia più grande della legge. Nel tempio Gesù incontra ancora l’uomo che ha guarito e gli rivolge una parola esigente dalla quale si comprende che c’è qualcosa di peggio di trentotto anni di paralisi fisica: il peccato con le sue conseguenze. Gesù non vuole rinnovare la vita a metà, ma vuole rinnovarla integralmente nella sua radice, che sta nel rapporto con Dio. Gesù Cristo ha lasciato alla Chiesa l’efficacia della sua Grazia, che sgorga come fiume dal suo costato aperto: acqua viva del lavacro battesimale che rigenera e fa nuovo l’uomo peccatore; acqua delle lacrime del pentimento, che lo Spirito suscita per sciogliere da ogni vincolo di colpa l’uomo penitente; sangue sparso per la salvezza del mondo. Attraverso i sacramenti siamo guariti dalla paralisi, abbiamo ricevuto l’ordine di camminare dietro Gesù e di portare i frutti della vita nello Spirito. Oggi Gesù ci dà un monito come ha fatto con il paralitico: dobbiamo avere paura di ricadere ancora nella schiavitù del peccato, affinché la nostra paralisi spirituale di cristiani non sia più grave della paralisi del paganesimo da cui Cristo ci ha liberati. All’uomo di oggi, deluso e disincantato, seduto ai bordi della speranza e impotente ad immergersi nella vita nuova, paralizzato dalla sofferenza e dalle circostanze, Gesù rivolge l’invito a guarire dal peccato e a incamminarsi sulla via del bene. 
Preghiera 
«Fa’, o Signore, che il tuo Spirito informi e trasformi la nostra vita, e ci dia il gaudio della fratellanza sincera, la virtù del generoso servizio, l’ansia dell’apostolato» (Paolo VI). 
Agire
Andrò a fare visita a una persona sofferente per portargli la consolazione della fede in Gesù, medico del corpo e dello spirito. 
Meditazione del giorno a cura di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo eletto di Monreale, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it