Di Salvatore Martinez, Presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito.
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È il "dinamismo dell'amore" che alimenta la fede
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo spiega come per la nuova Evangelizzazione occorre lavorare con il dinamismo di un vincitore
«È Cristo che annunziamo… Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza» (cf Col 1, 28-29). «Io ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è in me» (1 Cor 15, 10b). San Paolo così evidenzia il “dinamismo dell’amore”, quella effusione dello Spirito promessa da Gesù agli apostoli nel Cenacolo: «Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni» (cf At 1, 8).
La nuova Evangelizzazione richiede dinamismo. Dinamismo è volontà di riuscire, fiducia di farcela non fondata sulla propria abilità, ma sulla fede in Dio. Dinamismo significa lavorare con entusiasmo, con gioia, con energia reale, gloriosa, con la potenza dello Spirito. Significa lavorare in modo creativo, perseverante negli sforzi fino alla realizzazione dell’opera di Dio. Significa non arrendersi davanti ai “no”; è non cedere mai al timore e alle preoccupazioni. Un dinamismo che cresce quando tutto sembra opporsi all’evangelizzazione, inversamente proporzionale ai problemi che subiamo.
Guardiamo il dinamismo di Gesù: non si ferma dinanzi a nulla; anche nel gesto estremo del “calice della morte” va fino in fondo. Gesù non ha mai fatto le cose a metà, non si è mai arreso. Gesù ci ha dato il suo Spirito per assegnare un compito a ciascuno di noi: fare discepoli, salvare anime. E si attende che sia svolto in modo dinamico. Questa è la nostra missione. «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio» (Lc 9, 62). Gesù è scontento del servo esitante, preoccupato, che prende il suo unico talento e lo nasconde: «Gettatelo fuori nelle tenebre» (Mt 25, 30).
Gesù non ama il fico sterile: «Tagliatelo, perché deve sfruttare il terreno?» (cf Lc 13, 7). Occorre lavorare con il dinamismo di un vincitore. Da quando siamo divenuti credenti, siamo uomini dinamizzati dall’amore, che vivono una vita diversa, più intensa, più piena degli altri. In noi vive Cristo. Non conta più la nostra vita, ma la sua, la sua in noi e attraverso di noi.
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Il cristianesimo è una questione di amore
Se il cristianesimo è una storia d’amore, «una storia d’amore oltre ogni limite» (Benedetto XVI a Verona, IV Convegno ecclesiale nazionale, 2006), non c’è dubbio che o Gesù vive e signoreggia nei cuori, o non saremo mai veri discepoli. Tutto dipende dal cuore. La mente limita l’amore, ritarda l’amore, giustifica il non amore, ci scusa, ci assolve, ci fa sentire in pace. Il cuore dell’uomo è piccolo; la modernità lo sta rendendo ancora più piccolo. Non ha posto che per sé e per poche persone.
«Tu vali quanto vale il tuo cuore», insegnava il beato Giovanni Paolo II ai giovani in occasione della GMG di Roma nell’Anno Santo 2000. Se impara ad aprirsi, il cuore impara anche a confrontarsi con la grande richiesta d’amore che c’è nella storia, senza cercare di difendersi, cercando di superare le barriere, i confini entro cui vorrebbe rifugiarsi. Molti dicono: “è troppo”; “non ce la faccio”; “non posso sottrarre tempo, risorse alla mia famiglia, al mio lavoro”.
In realtà, questi spesso sono alibi, scuse, ritardi di fede. San Paolo dice: «Sei inescusabile»(cf Rm 2, 1) quando giudichi così te stesso e gli altri, con «un cuore duro e ostinato» (cf Rm 2, 5). Il cuore dell’uomo è fatto per Dio. «Trova pace se riposa in Dio», ricorda sant’Agostino (in Le Confessioni, I, 1,1). Ma Dio non ti dà pace finché non lo servi nei tuoi fratelli. Se il nostro cuore non è pervaso da un amore superiore, da un amore esclusivo per Gesù, da un amore che non è sempre in lotta con attaccamenti umani, come potrà la nostra vita dare testimonianza di fede vera, concreta? «Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà» (2Cor 3,17).
L’uso della nostra libertà non è cosa facile. Lo Spirito è comunicazione, non silenzio. È presenza, non assenza. È volontà di bene, non indifferenza. È assunzione di responsabilità, non pigrizia. È con-senso, non dissenso. “Libertà dello Spirito” significa compiere con virtù il proprio dovere d’amare.La libertà di agire come piace, di piegare a se stessi le regole, di rispondere alla propria coscienza personale e non alla coscienza comunitaria, è la norma preferita dagli uomini. Ma non può esserlo per chi crede e si lascia interiormente animare dallo Spirito Santo.Siamo veramente liberi quando siamo responsabili delle azioni e del destino dei fratelli.
Si è liberi “per qualcuno”, a vantaggio del bene altrui. Se la nostra libertà non è educata dall’amore, se non si lascia correggere dallo Spirito d’amore, allora non matura mai come relazione, non è mai presupposto di fraternità e di comunione. È veramente libero colui che sa donarsi, che non resiste all’amore. Alcuni confondono la libertà dello Spirito con il permissivismo; altri sporcano la libertà dello Spirito con la “mondanità spirituale”,quell’edonismo (gratificazione) che Papa Francesco continua a denunciare nella Chiesa.
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a «Come.......
In preparazione della 37a Convocazione
con Papa Francesco
con Papa Francesco
Durante l’VIII Assemblea nazionale - svoltasi a Fiuggi dal 24 al 26 gennaio scorsi – il Comitato nazionale di servizio ha presentato il progetto “Un muro di fuoco per il Rinnovamento” in preparazione della XXXVII Convocazione del Rinnovamento – Roma 2014 con Papa Francesco. Il progetto ricalca l’esperienza e le modalità di quello già sperimentato durante l’anno giubilare celebrato in occasione del 40° anniversario della nascita del RnS in Italia.
A partire da lunedì 10 febbraio si darà avvio ad un’incessante catena di preghiera lunga un tempo di 16 settimane, fino allo speciale evento della Convocazione di Roma dell’1-2 giugno. Ogni settimana 12 diocesi, equamente suddivise tra Nord, Sud e Centro Italia, avranno l’impegno di accompagnare e sostenere spiritualmente il dono di questa storica Convocazione.
A partire da lunedì 10 febbraio si darà avvio ad un’incessante catena di preghiera lunga un tempo di 16 settimane, fino allo speciale evento della Convocazione di Roma dell’1-2 giugno. Ogni settimana 12 diocesi, equamente suddivise tra Nord, Sud e Centro Italia, avranno l’impegno di accompagnare e sostenere spiritualmente il dono di questa storica Convocazione.
L’invito è vivere questo tempo di preghiera, nelle modalità proprie dell’identità carismatica del Movimento, dando una grande testimonianza di unità attraverso:
- l'accoglienza gioiosa, nella preghiera di lode e ringraziamento, di questo storico evento di grazia spirituale, carismatico ed ecclesiale che culminerà con il dono immenso della visita di Papa Francesco;
- il sostegno spirituale: c'è bisogno di tanta fede operosa per superare e risolvere le difficoltà logistiche, organizzative, tecniche e di allestimento. Siamo convinti che senza l'aiuto provvidenziale di Dio le nostre forze umane sono insufficienti nella realizzazione di questo evento;
- la custodia nella preghiera di intercessione: la Convocazione è un'opera di Dio che il maligno certamente cercherà di disturbare. Invochiamo incessantemente la protezione di Dio, di Maria Santissima, degli Angeli e dei Santi della Gerusalemme Celeste, in un “Muro di Fuoco” che protegga tutto il Rinnovamento da ogni attacco del male, anche a difesa di chi, in prima linea, è chiamato a pensare, lavorare e impegnarsi per essa ad ogni livello (i responsabili, i prenotatori, gli operatori, etc);
- la supplica per chiedere a Dio che “convochi” nella “santa assemblea dei fedeli” oltre agli aderenti ai nostri gruppi e comunità, anche tante persone lontane, tanti poveri e bisognosi di ogni tipo, per fare una profonda e personale esperienza della sua misericordia che risana, libera, guarisce.
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XXXVII Convocazione con Papa Francesco
Roma, Stadio Olimpico, 1-2 giugno 2014 |
Papa Francesco alla Convocazione del Rinnovamento!
LETTERA CIRCOLARE SULLA CONVOCAZIONE ROMA 2014
Si prega di leggerla con attenzione e di condividerla
«Come vorrei trovare le parole per incoraggiare una stagione evangelizzatricepiù fervorosa, gioiosa, generosa, audace, piena d'amore fino in fondo e di vita contagiosa!Ma so che nessuna motivazione sarà sufficientese non arde nei cuori il fuoco dello Spirito Santo...Invoco ancora una volta lo Spirito Santo, lo prego che venga a rinnovare,a scuotere, a dare impulso alla Chiesa in un'audace uscita fuori di sé per evangelizzare tutti i popoli».
Papa FrancescoEsortazione Apostolica "Evangelii Gaudium", n. 261.
Carissime, Carissimi nel Signore, una grande gioia pervade la mia anima, accompagnata dalla profonda gratitudine al Signore del Comitato Nazionale di Servizio e del Consiglio Nazionale: Papa Francesco sarà con noi alla prossima XXXVII Convocazione Nazionale - Roma, Stadio Olimpico, 1 - 2 giugno 2014. La notizia è ora ufficiale, comunicatami dalla Segreteria di Stato Vaticano nella giornata di ieri. Una notizia che, all'indomani della pubblicazione della preziosissima Esortazione post sinodale "Evangelii Gaudium" - di cui nell'incipit di questa mia si riporta un passaggio finale - segna in modo inequivocabile la "conversione pastorale" del nostro Movimento in chiave "missionaria", cioè un nuovo protagonismo carismatico per una "nuova evangelizzazione". La presenza di Papa Francesco in mezzo a noi, ad una Convocazione del Movimento, sarà fatto storico, inedito nella nostra storia mondiale. E avviene nell'anno in cui, trasferendo questo nostro evento ecclesiale dalla Fiera di Rimini allo Stadio di Roma, vogliamo sottolineare la volontà di sostenere il Santo Padre nella sua opera di "rinnovamento ecclesiale", ponendo la nostra esperienza spirituale ancor più nel cuore della Chiesa e a servizio del mondo, come "segno vivente e vissuto" della aspettative più intime e manifeste del Pontefice per questo nostro tempo, a partire dagli indirizzi che il Santo Padre ha eloquentemente espresso proprio in "Evangelii Gaudium". Saremo degni di tanta grazia, di tanta fiducia, di tanta audacia? Certo lo Spirito ci sosterrà se sapremo conservarci umili. Il lavoro che ci attende, a gloria di Dio, sarà grande, complesso e sfidante, in quanto questa straordinaria Convocazione sarà completamente diversa dalle precedenti e richiederà una capacità di accoglienza delle tante novità che inevitabilmente si porranno e un atteggiamento collaborativo nell'affrontarne le sfide. Nessuno potrà escludersi. Ognuno dovrà farsene interprete. Da questo momento si mette in moto la macchina organizzativa con le Autorità competenti (CONI, Vicariato di Roma, Comune di Roma), dopo che in questi ultimi mesi è stata verificata la fattibilità di un evento che vogliamo molto partecipato, con la presenza di migliaia di persone! È tempo di "far scendere in campo" gli intercessori, gli adoratori, i bambini e gli ammalati con le loro preghiere specialmente gradite al Padre! E per tutti i responsabili, animatori e organizzatori del Movimento, ad ogni livello, è tempo di prodigarsi con ogni sforzo e con perseveranza per fare della prossima Convocazione un evento pentecostale indimenticabile (saremo a Roma nei giorni della Novena di Pentecoste), invitando e accompagnando allo Stadio Olimpico il maggior numero di persone! Desidero ora che prendiate nota di alcune preziose informazioni sulla XXXVII Convocazione Nazionale:
Nei prossimi giorni s'insedierà a Roma una speciale "Commissione organizzativa" che affiancherà il CNS nella preparazione dell'evento. Vi terremo costantemente aggiornati degli stadi di avanzamento anche mediante il sito web (www.rns-italia.it). Salvatore Martinez Presidente |